PD Factor

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A dire il vero credevo di essere ormai abituato al peggio che tv, politica e giornalismo messi insieme potessero offrirci. Ma mi sbagliavo…questa settimana sono stato ampiamente smentito, in onore del detto che al peggio non c’è mai fine, dal dibattito in tv su Sky tra i candidati alle primarie del PD Cuperlo, Renzi e Civati, nello studio di X Factor. Non era un dibattito politico, abbiamo assistito a tre showmen che si sono fronteggiati come su un campo da calcio (infatti il confronto è durato proprio 90 minuti, volutamente, per ricordare la durata dell’incontro di calcio) con un conduttore (Gianluca Semprini) che più che un giornalista ricordava un arbitro ed ognuno dei duellanti con i propri tifosi sugli spalti pronti ad applaudire l’intervento del proprio idolo (ma non era Berlusconi quello criticato per la famosa frase “Ho deciso di scendere in campo”?). Roba da far sembrare Porta a Porta un vero e serio programma di approfondimento politico…Insomma il mio primo pensiero è che come al solito in Italia scimmiottiamo gli americani nel peggio che questi hanno da offrirci e non magari nelle cose concrete che nel campo del lavoro, della tecnologia e perché no anche della forma istituzionale che li guida, hanno da insegnarci. Credetemi, a commentare questo trionfo dello squallore rendendone bene l’idea faccio veramente una fatica incredibile, altro che quella degli sparring partner in casa PD! La coreografia, il tifo, la presenza sul palco con le giuste luci per i contendenti, insomma un vero e proprio spettacolo ai fini televisivi che ha messo in secondo piano i contenuti proposti dai tre moschettieri (Berlusca docet!). Fortunatamente ho cambiato canale abbastanza presto per il bisogno impellente di non farmi prendere dal voltastomaco. Sui contenuti che dire? Tutti a fare i verginelli della politica, quelli del bisogna fare e si è sbagliato a fare così piuttosto che cosà. Come se al governo ci fossimo io e madama la marchesa a menare le danze e non loro col carrozzone del loro partito a braccetto con gli alfaniani (sì, proprio roba da pianeta alieno). E’ ovvio che poi qualche idea interessante ci sia stata in 90 minuti di dibattito (ripeto, io ne ho visto poco ma ho poi seguito il tutto il giorno dopo sui giornali e sui siti internet che ne hanno riportato per intero domande e risposte), ma come sempre mi accade di questi tempi ho trovato più interessante quello che non si è detto. Ad esempio è interessante leggere i curricula lavorativi dei tre candidati. E allora partiamo da Cuperlo, leva 1961, (http://www.riparteilfuturo.it/wp-content/uploads/2013/02/CV-GIOVANNI-CUPERLO.pdf) il quale ha tenuto a sottolineare che possiede un auto del 98 ma non ci ha detto che ha praticamente lavorato da sempre dentro al partito, se si eccettuano tre anni da docente presso l’università di Teramo. Lascio Renzi per ultimo perché il suo curriculum è di gran lunga il più interessante e il più contraddittorio rispetto alle istanze portate avanti dal giovane sindaco. Ed allora guardo quello di Civati (http://www.riparteilfuturo.it/wp-content/uploads/2013/01/CIVATI.pdf), dal quale evinco (ma mi sbaglierò senz’altro…) che anche lui ha sempre vissuto e mangiato (nel senso di lavorato, non mi si fraintenda) dentro alla politica. Esperienze lavorative non ve ne trovo se non delle esperienze molto generiche (studio o lavoro?) nell’ambito universitario. Si capisce che oltretutto ha studiato in pratica fino ai 30 anni, quando normalmente anche i laureati sono già inseriti nel mondo del lavoro. In compenso è dal 1997 che è in politica, praticamente da quando aveva 22 anni. Quindi se solo ci fermassimo ai primi due (forse i perdenti delle primarie), già potremmo dire che tutti i torti Silvio da Arcore non ce li avesse a dire che la classe dirigente del PD non ha mai lavorato se non nel e per il partito e per la politica, senza impegnarsi nella parte produttiva della società, quella che tira la carretta per pagare anche i costi di quella politica.

 

Ed ora la parte più interessante, quella che riguarda il Matteo Renzi da Firenze. Il famoso rottamatore e moralizzatore della politica, quello che giustamente, a parole, vuole tagliare i costi della politica, cosa ha fatto prima o durante le sue esperienze politiche e lavorative? Andiamo un po’ a vedere il suo curriculum partendo da Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Matteo_Renzi#cite_note-avisoaperto.it-10). In effetti qualche cosa in più c’è, vuoi vedere che finalmente troviamo qualcuno che partendo da esperienze lavorative al di fuori della politica riesce davvero non solo a predicare ma anche a razzolare bene? E qui casca l’asino (o meglio caschiamo come asini noi elettori) poiché ci sono anche altre cose interessanti che ci dice Wikipedia. Ad esempio alla voce Procedimenti giudiziari (spesso si trovano sulle pagine dei politici, Berlusca docet) leggiamo che Renzi ha sulla schiena una condanna in primo grado dalla Corte dei Conti della Toscana per danno erariale ai tempi in cui era presidente della Provincia di Firenze. Poca cosa a dire il vero, 50000 € che sembrano una bazzecola se paragonate alle cifre per cui sono stati condannati altri suoi illustri colleghi. Il tutto per aver assunto presso la provincia di Firenze quattro dipendenti con un inquadramento che loro non spettava. Ma le cose più interessanti sono quelle per cui vi sono indagini in corso da parte della Corte dei Conti (http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/21/renzi-e-spese-allegre-mentre-era-presidente-della-provincia/359496/) e cioè spese di rappresentanza per 600 mila euro, tra cui 50 mila nei soli 2007-2008 per cene e pasticcini. E’ proprio ghiotto il nostro moralizzatore! Speriamo che non sia vero che l’appetito vien mangiando perché in quegli anni lui era solo agli inizi di quella che presumibilmente con la complicità degli italiani diventerà una bella carriera politica! Altra cosa interessante è il suo ruolo all’interno della Chil srl, azienda del papà Tiziano (http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/27/firenze-matteo-renzi-assunto-candidato-pensione-undici-giorni/). Azienda presso la quale ricopre per soli undici giorni il ruolo di amministratore, dopo i quali viene eletto in provincia e viene messo in aspettativa. Aspettativa che continua allorchè il belloccio Matteo diventa sindaco di Firenze, col risultato che dal 7 novembre 2003 ad oggi, prima la Provincia di Firenze e poi il comune di Firenze, pagano i contributi pensionistici a Renzi. Tutto secondo la legge, per l’amor del cielo, ma con l’etica che lui chiama spesso in causa come la mettiamo? Insomma, riguardo ai candidati PD mi viene in mente un altro famoso detto, che storpio volutamente a mio uso e consumo: dimmi cosa fai (e cosa hai fatto!) e ti dirò chi sei.

 

Ma del resto come ho già detto per due volte in questo articolo, Berlusconi docet. Il decaduto (ripeto: DECADUTO, non DECEDUTO, ricordiamocelo!) in questi anni ha fatto strada. Ed ancor prima del suo decadimento dalla carica di senatore, conclamatosi questa settimana e su cui non mi voglio dilungare, il decadimento è stato quello dei costumi, della morale, dell’etica, che ormai hanno iniziato la loro progressiva vetustà da diversi anni a questa parte, ancor prima del 1994, anno della famosa discesa in campo di Silvio. Questo processo però il cavaliere e le sue tv lo hanno accelerato. Io trovo che un punto importante di cui non dobbiamo dimenticarci è il famoso discorso di Craxi alla Camera del 1992, in cui il leader socialista diceva “Qui abbiamo rubato tutti!”. Lasciamo perdere il fatto che poi il latitante Bettino venisse considerato esule oltre che da sè stesso, dai suoi leccaculo e da coloro ai quali conveniva considerarlo tale (tra cui una bella pletora dei nostri attuali parlamentari). La deriva comunque ai giorni nostri è evidente, rimborsi elettorali e rimborsi spese approvati per legge e che riguardano la generica attività parlamentare o consigliare. Non è questo un modo per mascherare un’appropriazione indebita ed eludere quindi il furto o il peculato o il danno erariale? Per dire “io non ho rubato”? E a proposito di decadenza dei costumi, Berlusconi ha usato spesso le proprie tv non solo a scopo personale come mezzo per fare campagna elettorale, ma anche come vere e proprie armi di distrazioni di massa, inserendo gossip nei suoi tg, reality e altre banalità varie, in cui Costanzo e la De Filippi, autori e produttori di numerosi programmi, hanno fatto danni considerevoli nella formazione delle nuove generazioni. Ma questo nuovo che avanza (magari avanzasse nel senso di essere da scartare!) compresi i tre moschettieri del Pd autori del siparietto di cui vi ho parlato, non è un po’ il sottoprodotto del Berlusca e del suo modo di porsi all’attenzione della gente? Del resto colui che cura l’immagine e la comunicazione di Renzi non è quel Giorgio Gori cresciuto sotto la stella del Biscione? Quando un elettore di sinistra sente dire da Briatore che se Berlusconi non si ricandiderà, lui appoggerà Matteo Renzi, non sobbalza dalla sedia al pensiero di una così bella compagnia? Può non essere il caso dei Civati, dei Cuperlo e forse neanche dei Renzi, ma purtroppo spesso il sottoprodotto è peggio dell’originale, difficilmente questa regola fa eccezione. Del resto Berlusconi nel 1994 non aveva neppure bisogno di uno studio televisivo per annunciare la sua candidatura, gli sono bastati una scrivania, dei libri che forse neppure erano veri, due foto ben posizionate alle spalle e una calzamaglia, pardon un collant, sul viso per nascondere le rughe. Insomma un vero fuoriclasse rispetto a chi ha bisogno dell’X-Factor Arena!

 

Tornando al reality del Pd Factor, ho girato canale su Sky proprio una volta finito il confronto ed in studio vi erano diversi giornalisti a commentare il dibattito. Ho giusto sentito che si parlava del fattore V. Non ho proseguito oltre e non ho capito cosa si intendesse in studio, ma la risposta me l’ero già data e (non me ne voglia Grillo, me ne prendo tutta la paternità) dalla mia bocca è partito un sonoro ed inconfondibile VAFF…ULO!

 

 

 

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