Gli errori e le attenuanti di Grillo (Settimana 50)

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Dopo il successo del Vday del primo dicembre, seguito per la prima volta in diretta integrale oltre che da Sky, anche da La7, nei giorni successivi, sul blog di Grillo, è comparsa una rubrica che ha destato molte polemiche, quella del giornalista del giorno, dove Grillo o chi per esso, attacca i giornalisti che coi loro articoli denigrano il M5S. E la cosa fa specie dopo che nel Vday, si era visto un Grillo molto più pacato, non volgare e più propositivo che dedito alla protesta. Erano stati proposti sette punti di programma da portare avanti, condivisibili, credo, oltre che da chi vota già il movimento come me, anche da molti delusi dei partiti tradizionali, che molto probabilmente avrebbero avuto modo di avvicinarsi e chissà, forse votare alle europee per la prima volta i 5 stelle. Un segno di maturità politica, che andava di pari passo con le competenze dei parlamentari più di spicco, che finalmente facevano le loro prime comparse in tv e sui giornali, raccogliendo anche apprezzamenti da giornalisti non proprio grillini quali Vespa e Porro (bravi a fiutare l’aria?). Invece, dopo tutte queste aperture al mondo dell’informazione tradizionale e ad un nuovo rapporto coi giornalisti della tv, ecco che la Oppo, giornalista de L’Unitá, ha inaugurato da protagonista questa rubrica di dubbio gusto e di poca “utilità alla causa” (http://www.beppegrillo.it/2013/12/giornalista_del_giorno_maria_novella_oppo_lunita.html). E dopo pochi giorni il blog di Grillo ha rincarato la dose mettendo  nel mirino Francesco Merlo de La Repubblica, giornale non certo di simpatie grilline al pari de L’Unitá, ma con una tiratura maggiore e quindi con una risonanza mediatica più ampia. Francamente non so dire se Grillo o chi per esso si sia reso conto al momento dell’attacco alla Oppo, degli strali che si sarebbe tirato contro. Però se errare è umano, si sa che perseverare è diabolico, per cui l’errore politico diventa doppio (grave per il danno al movimento). Va ricordato oltretutto che Il Giornale e Libero non hanno mai brillato per galanteria e correttezza nei confronti dei vari Prodi, Di Pietro, il PD, ma anche e soprattutto Boffo e Fini. Eppure non sono mai stati attaccati in maniera così esplicita come sul blog di Grillo è stato per la Oppo e per Merlo. Se però bisogna riconoscere le attenuanti, allora vanno dette un po’ di cose. L’Unitá e La Repubblica (lo so bene poiché ne ero un lettore assiduo) hanno da sempre attaccato in maniera non proprio corretta Grillo e il M5S. Parlando de La Repubblica, la cosa peraltro avviene spesso in maniera molto subdola. Sto scrivendo proprio mentre sul sito online del quotidiano diretto da Ezio Mauro, ad esempio, c’è riportata la notizia di Giachetti, deputato PD, che accusa Grillo di avere ricevuto sul suo sito, attacchi forti e minacce da un attivista del movimento. Nel sottotitolo si dice che Grillo risponde che si tratta di un renziano colui da cui sono partite accuse e minacce. Se uno non leggesse tutto l’articolo (http://www.repubblica.it/politica/2013/12/10/news/giachetti_contro_grillo_lettera_aperta-73215359/), non saprebbe che la cosa corrisponde a verità e che Giachetti in seguito si è scusato con Grillo, come riportato in titoli e sottotitoli da Il Fatto quotidiano (http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/12/10/giachetti-scrive-a-grillo-sul-blog-minacce-di-morte-lui-scritte-da-un-renziano/808302/) . Oppure altro caso di questi giorni, il sottotitolo, sempre de “La Repubblica” del 13 dicembre “Asse Grillo-Berlusconi” (http://www.funize.com/La_Repubblica/2013/12/13) dove l’asse, a leggere bene le cose, non esiste in quanto si tratta di Forza Italia che si è accodata a votare un emendamento del M5S. E allora? Se invece una mozione del PD venisse votata da Berlusconi come successo svariate volte nel governo delle lasche intese andrebbe tutto bene? E di esempi come questo ve ne sono molti altri, magari di discorsi fatti in Parlamento da esponenti dei 5 stelle, di una certa rilevanza politica, riportati anche da alcuni Tg (La7 e Rai3 in principal modo), di cui se vi è traccia, solitamente la si trova relegata in trafiletti nelle pagine interne di politica. Sulla Oppo, che non conosco, lo stesso Dario Fo, non certo un personaggio banale, pur criticando e dissociandosi dai modi di Grillo, non ha esitato a parlar di malafede da parte di molti giornalisti. E non si capisce perché ad esempio la Boldrini, che alla Camera ha avuto più di una discussione animata coi deputati pentastellati, non si sia pronunciata sul caso Vendola-Archiná in difesa dei giornalisti, ma abbia fatto un comunicato ufficiale per stigmatizzare il comportamento di Grillo sulla Oppo. Altra cosa che vorrei rimarcare è la similitudine fatta da diversi giornalisti e politici tra questo caso e il famoso editto bulgaro di Berlusconi. A me le cose sembrano oggettivamente diverse. Nel caso di Grillo si tratta comunque di qualcuno che non ha un ruolo istituzionale ed una posizione di potere tale da togliere la possibilità a questi giornalisti di esprimersi. Secondariamente il diktat di Berlusconi fu palese ed inequivocabile, un chiaro messaggio alla Rai del tempo di tenere fuori Biagi, Santoro e Luttazzi dalla tv di stato. E per ultimo diversi erano anche il carisma e l’audience creato da questi ultimi, al cui confronto la Oppo e Merlo sono calciatori di serie dilettantistiche al cospetto di Totti e c. Semmai l’errore politico di Grillo è ancor più grossolano…chi mai leggeva la Oppo o sapeva della sua esistenza se non, credo, pochi lettori PD affezionati all’Unità? Perché darle visibilità?

Ho accennato prima ai parlamentari 5 stelle e al far proprio o meno il messaggio di Grillo. Io credo che un passo importante da parte loro sia quello di emanciparsi col tempo dalla figura di Grillo. Non lasciarlo da parte nel M5S, ma via via essere sempre più indipendenti dalla sua figura. Del resto lui l’ha detto che non vede l’ora che loro riescano a camminare con le proprie gambe, senza più bisogno del suo aiuto. Credo però che non sarà possibile, almeno non a breve. Intanto perché in una politica sempre più leaderistica (purtroppo Silvio ha fatto strada), una figura di rilievo è senz’altro imprescindibile. E tra i parlamentari 5 stelle, non vedo ancora elementi dal carisma trascinante che possano catalizzare voti e consensi. Secondariamente c’è un altro aspetto non meno importante ma su cui forse in pochi hanno riflettuto. Se, com’è giusto che sia, il movimento si autofinanzia senza l’utilizzo dei rimborsi elettorali, chi è in grado al giorno d’oggi di attirare gente in piazza o sul web a lasciare anche il proprio contributo economico al movimento, se non Grillo? E chi è in grado di gestire una struttura dal punto di vista finanziario sempre più grande e complessa come quella del M5S se non la coppia Grillo e Casaleggio? Insomma credo che sarà impossibile scindere in tempi brevi (forse mai…) Grillo e il movimento, ma allora sarebbe bene, se non si vuole sfasciare tutto e togliere le speranze agli attivisti e agli elettori, che Grillo riprenda la strada dell’ultimo Vday.

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