Se io fossi Giorgio

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Sarebbe troppo facile liquidare la questione dicendo che se fossi Giorgio il 31 dicembre, anziché fare il discorso in tv agli italiani, me ne sarei a Capri o Ischia a godermi la pensione. Sarebbe bastato non accettare la porcata della rielezione, acclamata a gran voce dai partiti, o meglio, dal PD, dopo che lo stesso, in quanto maggioranza alla Camera, non era riuscito ad esprimere un proprio presidente. Rifiutando di accettare la candidatura del costituzionalista ed uomo di sinistra Rodotá, proposto dal M5S e bruciando nel contempo i nomi di Marini e di Prodi ,fondatore del PD e fatto fuori da 101 franchi tiratori in seno al partito. Riuscendo infine, insieme al PDL, a convincere Giorgio ad accettare, prima volta nella storia della repubblica, il secondo mandato presidenziale. Salvando così il culo ma non la faccia (che a ben pensare, nella fattispecie sono la stessa cosa) a Bersani e c. Bene, io non avrei accettato, a maggior ragione  dopo aver sbandierato nella fase pre elettorale di non essere disponibile ad un secondo mandato. E non avrei accettato per mettere di fronte i partiti alle proprie responsabilità e trovare una soluzione senza scomodare (ma siamo così sicuri di averlo scomodato?) un signore di 88 anni che sarebbe stato giusto lasciare riposare. È un po’ come chiedere al proprio nonno di continuare a lavorare perché si è rimasti senza lavoro. Il problema è che Bersani e il PD offerte di lavoro ne avevano e le hanno rifiutate. Ed allora perché nonno Giorgio avrebbe dovuto accettare gli inviti dei nipotini e restare al suo posto?

 

Dopo questa premessa, cerchiamo di entrare nel merito del discorso. Allora se fossi in Giorgio, per prima cosa  direi ai miei sudditi, per opportunità politica e buona convivenza sociale, le stesse balle galattiche degli anni scorsi. Che sono momenti difficili ma che coesi si possono superare. Che non è più tempo di aspettare e che le riforme istituzionali devono essere fatte, che bisogna avere fiducia nella classe politica, aggiungendo magari che l’affluenza e il risultato uscito dalle primarie del PD sono un buon segnale di democrazia e di rinnovamento ecc… E tacendo quindi che il 2014 sarà peggiore (difficile a credersi…) del 2013. Perché nessuno è disposto a credere che non può esserci ripresa economica se la disoccupazione salirà ancora. E non può esserci un maggior benessere se sempre più gente resterá senza lavoro, a meno che non crescano le ricchezze di qualcuno a scapito di altri, cosa già sotto gli occhi di tutti come conseguenza principale di questa crisi (andate un po’ a Montecarlo a chiedere di quanto è cresciuto il mercato immobiliare in questi anni e chiedete un po’ quanti italiani stiano mettendo lá radici o stiano investendo sul mattone o in attività commerciali…). Ed inoltre, tornando al tema di questa settimana, non dicendo che la riforma della legge elettorale, quando verrà fatta, sarà fatta in modo da danneggiare probabilmente l’ascesa del M5S e che finora non si è fatta per volontà in particolar modo di PD e PDL, che col sistema delle nomine elettorali potevano sistemare sugli scranni del potere gente disponibile a chinare sempre il capo, senza dare cenni di ribellione (se non a voce e possibilmente dopo le votazioni in aula) al momento di far passare porcate quali il regalo a Sorgenia dell’amico ed elettore renziano De Benedetti di 22 milioni di euro (per Il Giornale addirittura 100, v. link  http://www.giornalettismo.com/archives/1270241/forza-italia-e-movimento-5-stelle-allattacco-di-de-benedetti/), all’interno del provvedimento denominato capacity payment. O rivedere emendamenti già proposti magari dagli stessi uomini PD sul taglio delle pensioni d’oro, su cui si deve essere pronti a fare marcia indietro in fretta e furia (e possibilmente sotto silenzio) dopo le azioni di un lobbista rappresentante di chissà quali eminenze grigie del paese. Non potrei naturalmente dire che quel rinnovamento che deve arrivare da Renzi ha dei grossi punti interrogativi di fronte, visto che il rottamatore predica bene ma non quanto abbia razzolato in passato. Una condanna in primo grado dalla Corte dei conti della Toscana per danno erariale, rimborsi spese in Provincia sotto indagine per centinaia di migliaia di euro e l’assunzione da dirigente a soli undici giorni dall’elezione in provincia presso l’azienda di famiglia (dopo averne ceduto le proprie quote poco prima), col risultato che prima la Provincia e poi il Comune di Firenze pagano la sua aspettativa dal lavoro da nove anni (e qui richiamo al mio articolo https://casafeliceblog.wordpress.com/2013/12/01/pd-factor-settimana-48/. Un curriculum da politico navigato e non nuovo come vorrebbe spacciarsi. Ed infine dovrei naturalmente tacere sulla coesione da sempre inesistente nel paese. Da una parte chi vive all’ombra della politica, non solo i politici, ma anche coloro che ne ottengono favori. Chi ottiene appalti pubblici, chi finanziamenti a vario titolo, ma anche semplicemente posti di lavoro e che avrà la convenienza a mantenere lo status quo o non potrà emanciparsi verso chi si è prodigato e si prodiga per lui. E questa parte del paese non potrà mai essere coesa con l’altra, quella che non solo non ha mai ottenuto e non ottiene nulla di personale dalla politica, ma è spesso invisa ed osteggiata da essa. Tutti coloro che non riescono ad ottenere un lavoro o un mutuo senza passare per vie preferenziali o che vengono assunti con contratti umilianti e men che precari (dove la sinistra si è sempre sporcata le mani al pari della destra). Oppure i commercianti, gli artigiani e i piccoli imprenditori vessati dal fisco o intralciati da una burocrazia che non si è alleggerita per nulla in tempo di crisi, come ci si sarebbe dovuto aspettare. O ancora i pensionati al minimo, costretti a pagare l’Imu toccandosi i risparmi, alla faccia di coloro che dicono che non vogliono mettere le mani in tasca agli italiani (un mantra ormai ripetuto tanto a destra quanto a manca). Nonché tutte le persone che onestamente hanno ottenuto lavoro e benessere e che si vedono però spesso sopravanzati nello stato sociale da molti appartenenti alla prima categoria. Se fossi Giorgio dovrei dire qualcosa anche a riguardo di chi per 20 anni ha tenuto bene o male in mano le redini della nostra politica. Direi che le sentenze vanno rispettate ed il Parlamento ha agito nel solco della Costituzione, ma che nell’ambito delle riforme non va dimenticata quella della giustizia su cui il centrodestra ha giustamente sottolineato diverse storture (un colpo al cerchio ed uno alla botte senza nominare direttamente Berlusconi). Tacerei però che dietro al conflitto d’interessi e ai guai giudiziari del cavaliere (non ancora ex), il PD ha sempre avuto probabilmente buon gioco a nascondersi. Fin tanto che, usando un termine che non mi è piaciuto quando è stato coniato da Grillo, ma che alla luce degli ultimi fatti trovo molto adatto, non è arrivato col ruolo di apriscatole il M5S a smascherare i lobbisti che manovrano nei corridoi delle istituzioni con le porcate che ne derivano. Insomma dovrei ancora una volta fingere spudoratamente di avere di fronte un paese normale in cui tutti si rimboccano le maniche allo stesso modo e non un posto dove per alcuni che remano nella giusta direzione ce ne sono altri che quando va bene si dimenticano di issare l’ancora. E dovrei addirittura incoraggiare quei poveri cristi a remare di più e possibilmente in silenzio per non disturbare la quiete degli altri. E’ per questo motivo, non si fosse ancora capito, che il 31 dicembre farò quello che faccio ormai da diversi anni a questa parte, spegnerò la tv o guarderò Cartoonito con mio figlio, sicuro di trovarvi programmi più seri

 

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