PMI I numeri di una crisi senza uscita

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Mentre la stragrande maggioranza della stampa e dei media televisivi, con le solite e poche eccezioni, si prodigava e faceva a gara nel venerare il signore degli Agnelli Marchionne e il nuovo che avanza da Firenze Renzi, io con una mano sulla tastiera e una sui gioielli di famiglia visto il mio coinvolgimento in prima persona, studiavo ed analizzavo i numeri delle piccole e medie imprese italiane in tempi di crisi. Venendo subito al sodo, vi invito a dare una rapida occhiata a questo grafico

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Solo Brasile, Algeria ed Eritrea possono vantare una pressione fiscale maggiore (fonte Il Sole 24 ore)!!! Ed aggiungo che le PMI sono il 99,9% delle imprese operanti nel nostro paese. Se non fossi il solito logorroico e polemico blogger in erba, potrei anche terminare qua il post di questa settimana lasciandovi una sola domanda in dote: credete davvero che la ripresa sia non solo possibile ma anche vicina, come annunciato a più riprese da Letta e Saccomanni? Ma siccome prima di capire che questo poteva già bastare avevo raccolto una miriade di dati e incrociato diversi link, nonché letto diversi blog, credo sia giusto, per chi volesse continuare a leggere, snocciolarli e analizzarli più a fondo. Intanto diciamo che oltre ad essere il 99,99% delle imprese operanti in Italia,

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le PMI occupano 12 milioni di persone (80% del totale) contro i 3 milioni della grande industria e danno un valore aggiunto pari al 68% del totale. Ed oltretutto si noti come le PMI incidano maggiormente nella struttura economica italiana rispetto alla media europea. E continuando, fonte Adnkronos*, sintetizzando a mò di tabella per praticità e comprensione:

Nel 2013

– il 30% delle aziende ha licenziato almeno un dipendente

– il 25% delle aziende non ha pagato la tredicesima (per la metà di queste era la prima volta)

– 5 aziende su 10 ritardano a pagare gli stipendi, tra queste 3 su 10 hanno un ritardo superiore ad un mese

– 4 aziende su 10 si sono viste respinte richieste di finanziamenti dalle banche, ed altre 4 l’hanno ottenuto ridimensionato rispetto alle richieste

– Le sofferenze bancarie ammontano a 138 miliardi di euro, a giugno del 2013 equivalenti al 7,1% degli impieghi di capitale, contro il 5,7% del giugno 2012. A fronte della recente moratoria (sospensione delle rate) sui debiti per un totale di 4,2 miliardi (un’inezia)

– La burocrazia costa alle PMI 5 miliardi di euro all’anno, equivalenti a 47 giorni lavorativi di una persona, € 11000 ad azienda

– 1 azienda su 3 ha ottenuto prestiti a tasso d’usura (tra il 15 e il 30%), circa 2 milioni di imprenditori a rischio di cadere nel fenomeno. Ed il fenomeno cresce in presenza delle scadenze fiscali. Il 25% tra gli imprenditori interessati ha dichiarato di essere caduto nell’usura per non dover licenziare i dipendenti

– Tra le imprese artigiane (a fine 2013 circa 1 milione e 400 mila, più della metà delle PMI italiane), dal 2008 al 2013 hanno chiuso 83000 aziende, con la perdita di 220000 addetti; per ritrovare questi dati occorre andare indietro 10 anni (fonte Ildenaro.it)

E per il 2014 cosa ci si aspetta? Nulla di buono naturalmente. D’accordo che al momento l’indice del manifatturiero presenta un piccolo segnale di ottimismo salendo a quota 53,1 (a 50 si ha lo spartiacque tra crescita e contrazione), superiore al 52,7 dell’area euro e inferiore a quello inglese (57,3) e USA (57) ma quello dei servizi è fermo a 47,9 contro ai 51 di quello dell’eurozona. E troviamo positivo che un’azienda su 10 pensi di assumere a fronte del 20% che pensa di licenziare?

Insomma, scusate se ho ecceduto nei numeri, ma mi sembra che parlino molto chiaro e che valesse la pena approfondirli. Quanto alle considerazioni politiche, credo di poter dire che il governo Letta (per non parlare di quello Monti) ha mentito e continua a mentire quando si parla di ripresa. Come fa a ripartire l’economia se non riparte dalle PMI, fulcro del sistema economico italiano? E del resto come fa ad esserci ripresa se sappiamo già (dichiarato dal ministro Saccomanni) che aumenterà ancora la disoccupazione? A me fa specie la miopia e/o malafede dei nostri politici quando, affiancati da una stampa sempre più supina ai loro proclami, si prodigano in un ottimismo sconsiderato e di comodo (visto che è fatto sulle schiene altrui). I nostri politicanti parlano di banche che devono tornare a fare prestiti alle imprese quando nel 2011 la BCE ha prestato denaro all’1% alle nostre banche “caldeggiando” l’acquisto da parte loro di titoli di stato italiani, in seguito all’accordo sul fondo salva stati e all’allontanarsi degli investitori stranieri dal debito pubblico dei paesi a rischio tra i quali il nostro. Si è permesso alle banche di speculare e allo stato di non fallire. Poi se a fallire fossero state le aziende, con famiglie più povere e senza lavoro, quello sarebbe stato un danno collaterale di poco conto. Adesso sono curioso di vedere il Jobs act di Renzi. Dalla prima bozza, accolta da stampa, sindacati e organi europei con frizzi e lazzi, non sono molto convinto. Mancano cifre, copertura finanziaria, si pensa a nuove agenzie per il lavoro, come se fossero queste a crearlo (primo problema da affrontare) e non siano state in passato anche l’occasione per dar vita a nuovi poltronifici. Ed invece di abolire l’IRAP, Renzi parla di una riduzione del 10%. Si parla poi di tassare le rendite finanziarie, senza parlare di cifre e limiti. Si parla quindi dei risparmi di tutti, indipendentemente dai redditi? E la proposta perché è stata elaborata con Davide Serra, l’amico delle Cayman di bersaniana memoria, che probabilmente ha già portato all’estero ciò che non verrà quindi tassato? Comunque aspetto la stesura definitiva e sospendo quindi il giudizio.

Insomma, per chiudere, l’unica ripresa che vedo all’orizzonte è quella per il c..o, la realtà dice che non è ancora finita la discesa, per quanto strano possa sembrare che sia possibile andar peggio

* http://www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/Piccole-e-medie-imprese-in-difficolta-per-una-su-quattro-tredicesima-a-rischio_32991453047.html

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/Imprese-per-artigiani-e-Pmi-la-burocrazia-costa-cinque-miliardi-di-euro-allanno_321076685435.html

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/Un-terzo-delle-Pmi-ha-licenziato-Fuori-i-dipendenti-piu-giovani_32811177212.html

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/Allarme-usura-per-le-pmi-una-su-tre-riceve-credito-a-tassi-illegali_32902465827.html

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