Lungimiranza, questa sconosciuta

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Se c’è una cosa che contesto all’attuale maggioranza parlamentare è la mancanza di una visione di lungo termine, di lungimiranza. Ma a pensarci bene neppure di medio termine (mi potrei già accontentare) e l’attuale decreto IMU-Bankitalia ne è una prova lampante. Provo a dare la mia versione dei fatti cercando di far capire il perché della mia affermazione. Dunque, il valore di Banca d’Italia era fermo ai 156000 € (i vecchi 300 milioni di lire) del lontano 1936, anno in cui gli istituti di credito privati (allora erano pubblici) versarono le proprie quote nel capitale della nostra banca centrale. Nonostante dal 2005 le banche avrebbero dovuto cedere entro 3 anni le proprie quote allo stato, da allora non si è mai mosso nulla. Per cui si è arrivati ad oggi alla seguente situazione

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In pratica Bankitalia è per il 95% in mano ai privati anche se questi non hanno potere decisionale che resta nelle mani del Tesoro e del Parlamento. Ovviamente (e qua difendo il punto di vista delle banche), Bankitalia vale ben di più dei vecchi 300 milioni di lire e gli istituti privati è da tempo che vogliono ridiscutere questo valore (è dal lontano 2007 ormai che il vecchio governo Berlusconi ha iniziato a parlarne). Ed a maggior ragione oggi, in cui una maggior rivalutazione delle proprie quote potrebbe tornare utile a livello patrimoniale, dal momento che proprio quest’anno la BCE ha disposto nuovi stress test per valutare la solidità degli istituti di credito europei. Senza discutere come sia uscita la cifra finale di 7 miliardi e mezzo attribuita al valore complessivo della banca centrale, per cui rimando comunque a questo articolo critico ma molto interessante, la mia considerazione è:

MA PERCHE’ SE E’ DAL 2007 CHE SE NE PARLA, FARLO PROPRIO ORA CON UNA DECRETAZIONE D’URGENZA?  E CHE COSA CI RIMETTIAMO NOI CITTADINI? E’ SOLO UNA PARTITA DI GIRO COME DEFINITA DA ALCUNI POLITICI DELLA MAGGIORANZA?

Ed allora ritorno alla mia considerazione iniziale… tutti sappiamo della battaglia e del ricatto di Berlusconi sull’abolizione dell’IMU. Bene, su quel ricatto si giocò la vita del governo di larghe intese e Letta e c. acconsentirono al reperimento dei fondi per abolire l’IMU. Ci presero per il culo, è evidente che quello specchietto per le allodole berlusconiano, sulla stessa scia del milione di posti di lavoro del 1994, non ci ha portato altro che ad un aumento delle tassazioni sugli immobili, al di là di quello che alcuni (vero ministro Lupi?) ci vogliono far credere. Ad ogni buon conto come trovare quei miliardi per abolire la seconda rata IMU in scadenza? Tassando quelle quote rivalutate delle banche private in Bankitalia, riguardo alle quali alcune stime parlano di 1-1,5 mld. di euro. Quindi è vero che allo stato oggi questa operazione non costa nulla. Ma la rivalutazione delle quote porterà ad una suddivisione degli utili futuri ben maggiori. Col nuovo decreto tale suddivisione porterà ad un tetto massimo già stabilito di 450 milioni annui. Ma la cosa non finisce lì, poiché entro tre anni le banche private dovranno vendere le proprie quote eccedenti il 3% a qualunque soggetto purchè non straniero. E’ probabile che a questo punto sia la stessa Banca d’Italia a rilevarne le quote e a tirare fuori quei soldi. Quanti non si sa, ma se la rivalutazione attuale è di 7 miliardi e mezzo ed il 95% è in mano privata (che non potrà avere più del 3% per ogni soggetto), i conti sono presto fatti. Per chiuderla in breve riporto le parole di un post di NoisefromAmerika.org

Il provvedimento prende almeno tre piccioni con una fava: le banche si ricapitalizzano semplicemente con un tratto di penna; riceveranno trasferimenti monetari, almeno potenzialmente tramite maggiori dividendi oltretutto immediatamente liquidabili; per un anno il governo riceve in cambio un introito tramite la tassazione delle plusvalenze.

Ed aggiungo che il regalo del riacquisto delle quote è solo posticipato. Domandandomi altresì se con un po’ di lungimiranza non sarebbe stato meglio per il tesoro acquisire le quote quando valevano ancora 156000 €! Il tutto per una marchetta pagata a Berlusconi. Il quale nel frattempo, con un doppio salto carpiato, la fiducia al governo l’ha tolta e si riarma per rivincere le prossime elezioni.

Ok, potrei terminare qua il mio post, ma siccome la polemica e la logorrea non mi mancano aggiungo alcune cose. Lasciamo stare la porcata di mettere insieme al decreto Bankitalia quello sull’ IMU che si poteva benissimo scorporare, smascherando la ghigliottina della Boldrini che ce l’ha venduta come un atto per non far pagare l’IMU agli italiani, vediamo come la maggioranza ha giustificato la questione. Riporto le parole della deputata PD Alessandra Moretti:

“Il decreto che stiamo cercando di votare alla Camera, sempre che il becero ostruzionismo del M5S ce lo consenta, avrà come conseguenza il fatto di aiutare le banche a riaprire il rubinetto del credito a famiglie e imprese”

Orbene cara Moretti, in virtù di cosa noi italioti le dovremmo credere? Perché rendendo più solide le banche queste riusciranno a rimettere in circolo dei soldi? Teoricamente ci può stare, non lo discuto, ma quando succederà? Dopo gli stress test? A proposito sapeste voi politici quanti ce ne fate sopportare a noi cittadini quotidianamente…e non siamo per nulla più solidi di prima… Ad ogni buon conto, avete stabilito in qualche decreto, se previsto che fosse possibile farlo, che do ut des e quindi succederà proprio quel che dice, che le banche ritorneranno a fare credito alle imprese e alle famiglie? Le vorrei rammentare cosa successe in occasione dei LTRO emessi dalla BCE nel 2011 e 2012, i famosi maxiprestiti da 1000 miliardi di euro all’1% di interesse che la BCE diede alle banche private europee. Si legga un po’ cosa dissero i nostri banchieri di Intesa ed Unicredit (che sono maggioranza in Bankitalia, nonché i due principali gruppi bancari del paese) in seguito al prestito concesso:

INTESA SANPAOLO – Presidente Andrea Beltratti (Sole 24 Ore 22/12/2011)

“Abbiamo fatto provvista di liquidita’ a costi favorevoli da destinare all’economia reale”. Cosi’ il presidente del consiglio di gestione di intesa Sanpaolo, Andrea Beltratti, in un’intervista al Sole 24 Ore commenta l’esito della maxi asta di liquidita’ di ieri. Sul costo del denaro, Beltratti ha sottolineato che “purtroppo 40 miliardi all’1% al sistema italiano possono attenuare ma non risolvere le tensioni sugli oneri del finanziamento degli intermediari e quindi per i debitori finali. Solo con un allentamento duraturo degli spread – ha detto – sara’ possibile ridurre strutturalmente il costo del credito”. 

UNICREDIT – Direttore Generale, Roberto Nicastro (La Stampa, 22/12/2011)

La liquidità arrivata ieri con la prima asta triennale della storia della Banca centrale europea può “tendenzialmente” portare a condizioni di credito migliori in Italia e Unicredit ritiene importante destinarla a sostegno delle famiglie e delle imprese. Lo ha detto il direttore generale di Piazza Cordusio Roberto Nicastro in un’intervista a La Stampa.Ad una domanda sulla possibilità che Unicredit utilizzi la liquidità Bce per acquistare Btp, Nicastro ha risposto: ”In questo momento la cosa importante è ripristinare le condizioni di liquidità per il tessuto produttivo, dando supporto alle imprese e alle famiglie”, secondo il giornale. Nicastro ha poi detto che è difficile calcolare quanto il denaro “facile”, prestato dalla Bce all’1%, contribuirà a ridurre il costo del credito in Italia.

Ed ora guardi l’andamento del credito nel 2011 e 2012 per le imprese e famiglie italiane:

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Quei soldi finirono nell’acquisto di titoli di stato dei paesi come il nostro a rischio di default, in seguito all’allontanarsi dal nostro debito dei creditori stranieri. La BCE caldeggiò proprio quell’operazione. E le banche cosa fecero? Naturalmente protessero quell’investimento (a rischio) cercando di limitare i possibili danni di insolvenza e togliendo quindi liquidità, ossigeno, alle imprese e alle famiglie. Perché oggi dovremmo quindi fidarci? Per cui non mi faccia pensare male, mi faccia credere che siete un po’ sprovveduti, che andate avanti alla giornata, navigando a vista. Altrimenti dovrei pensare che siete in malafede, e se ve lo dicessi so che vi offendereste. Che poi offendiate quotidianamente l’intelletto del popolo italiano questo passa naturalmente in cavalleria. Ossequi

P.S. Quest’anno per evitare il rimborso IMU il governo si è inventato questo decreto. Cosa staranno studiando per evitare l’IMU negli anni prossimi, visto che dal 2015 dovremo fare i conti anche con il fiscal compact (di cui magari parleremo in un secondo tempo)?

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