Per E.

Cinque anni fa si spegneva ad Udine Eluana Englaro, dopo che nei giorni precedenti, il dottore che l’aveva in cura dopo 17 anni di coma vegetativo, aveva sospeso l’alimentazione e l’idratazione artificiale che la tenevano in vita. A distanza di cinque anni, nonostante quel caso eclatante che tenne banco alimentando polemiche per molto tempo (cito questo articolo che ripercorre la storia di quei giorni), ancora in Italia non è stata regolamentata la normativa sul biotestamento. Cito infatti da Wikipedia:

L’articolo 32 della Costituzione della Repubblica Italiana stabilisce che «nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge»[2] e l’Italia ha firmato (ma non ancora ratificato) nel 2001 la Convenzione sui diritti umani e la biomedicina (L. 28 marzo 2001, n.145) di Oviedo del 1997 che stabilisce che «i desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che, al momento dell’intervento, non è in grado di esprimere la sua volontà saranno tenuti in considerazione»[3]. Il Codice di Deontologia Medica, in aderenza alla Convenzione di Oviedo, afferma che il medico dovrà tenere conto delle precedenti manifestazioni di volontà dallo stesso[4].

È importante sottolineare che nonostante la legge n. 145 del 2001 abbia autorizzato il Presidente della Repubblica a ratificare la Convenzione, tuttavia lo strumento di ratifica non è ancora depositato presso il Segretariato Generale del Consiglio d’Europa, non essendo stati emanati i decreti legislativi previsti dalla legge per l’adattamento dell’ordinamento italiano ai principi e alle norme della Costituzione. Per questo motivo l’Italia non fa parte della Convenzione di Oviedo

 

In sostanza, nonostante chiunque possa dichiarare e depositare le sue volontà sulle cure mediche che potrebbe rifiutare, allorchè non sia in grado di esprimersi nel momento di una sopraggiunta incapacità di intendere e di volere, la giurisprudenza italiana potrebbe non tenerne conto per non averne ratificato la Convenzione di Oviedo che la regolamenta. Solo perché l’Italia non ha adottato le modifiche che la Convenzione avrebbe richiesto alla nostra legislazione. Insomma, le solite pecche italiane. Sulla morte di Eluana si sviluppò una speculazione politica incredibile (ripetuta poi nel caso di Piergiorgio Welby), richiamando ad obblighi etici e morali, di coscienza, additando a boia il medico che aveva in cura la ragazza e persino i genitori, vittime due volte ed in maniera pesantissima di quelle congetture. Scrissi la sera della scomparsa di Eluana, in pochi minuti, un piccolo componimento, gettato su carta con rabbia, sostituendo la figura di Eluana a me, immaginandomi in una situazione analoga. Nonostante sia stato scritto con poca meditazione e la mia formazione cattolica, non rinnego nulla del suo contenuto. Credo sia molto  eloquente su cosa penso di quegli eventi e sul tema del testamento biologico

 

PER E.

Ed ora che pensi sia il momento di andare,

scopri con amarezza che non te lo lasciano fare.

Quel Dio che hai sempre amato ed in cui hai creduto

ti fa sospendere il tuo ultimo saluto;

quell’uomo bianco che dice di essere il suo portavoce

si è dimenticato di Cristo la sofferenza sulla croce

e della tua vita nel nome del “suo” dio

non ti fa dire: “è la mia e ne decido io!”

Ti costringono quindi agli ultimi giorni d’inferno

prima di arrivare al tuo Padreterno,

attaccato a un sondino e ad un respiratore

che non credi sian doni di Nostro Signore.

E pregan per te ad ogni funzione e in ogni chiesa,

prolungando all’infinito quella morte sospesa,

allungando le pene dei tuoi famigliari

additandoli addirittura a boia, a sicari,

incuranti dell’amore che ti han dato

e di tutte le lacrime che hanno versato

per la pena continua di quella decisione,

per la quale non ci sarà sulla terra una resurrezione.

Ma quella decisione era una tua volontà,

la loro è solo misericordia e pietà

per il tuo viso sofferente ed il tuo corpo martoriato,

vuoto di luce e per natura già inanimato.

Che tu non volevi, lo avevi già detto

vedendo nell’amico il futuro tuo aspetto.

E lo avevi anche scritto nel tuo testamento:

quando non sarà più vita ma solo tormento,

quando la strada non avrà più ritorno,

ebbene lasciate che dica in quel giorno

che ogni speranza è svanita,

signori vi saluto, è proprio finita!

Ora tutto è finito per davvero,

accanto a quel letto finalmente c’è un cero,

il ragazzo adesso riposa in eterno

mettendo una fine ai suoi giorni d’inferno.

Signore accogli ora quell’anima sola,

che tutti han chiamato ma che nessuno consola.

Sul suo nome parole se ne son dette tante

ma dal cuore i più ne son stati distante.

Resteranno di lui solo una tomba e dei fiori

e l’amore smisurato di quei due genitori

 

                                                   Giacomo Oliveri

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...