Inciuchment

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Francamente non capisco cosa ci sia da stupirsi delle rivelazioni di Alan Friedman. A ciò che già si era saputo da Zapatero e da Bini Smaghi, il giornalista americano ha solo anticipato i tempi dell’inciucio di Napolitano, che sotto la regia neppure troppo occulta della Merkel e di Sarkozy ha piazzato al governo l’amico europeista Monti dopo aver costretto alle dimissioni Berlusconi, democraticamente eletto dagli italiani (ahimè) e legittimato quindi dal voto (dal voto caro Giorgio, dal voto, non ti piace questa parola, vero?) a governare il paese. Piuttosto la notizia in queste rivelazioni è quella nascosta e cioè: ha già presentato il conto il cavaliere per questa operazione? E’ già passato all’incasso? Perché se ci fossimo persi qualcosa, al di là delle pantomime dei vari accoliti di Silvio, lo stesso cavaliere l’ipotesi del complotto, a fasi alterne, l’ha sempre detta e poi ritirata. O meglio, fatta dire dai suoi in tv e smentita in prima persona nelle sedi ufficiali (con un occhio al titolo Mediaset). E che dire in tal proposito dell’astensione sull’impeachment proposto dal M5S? Strategia politica per prendere i voti di Grillo o segnale inviato a re Giorgio per ricordargli qualche debito non ancora onorato?

Parlando poi del ruolo dell’Europa nelle nostre vicende, dovevamo avere ulteriori conferme della nostra sovranità perduta, della nostra illusione di essere ancora padroni del nostro paese ed artefici del nostro futuro? C’era ancora qualcuno che veramente ci credeva? E mi domando: siamo più noi, o meglio la nostra classe politica, a voler restare in Europa o è più l’Europa a non volerci mollare? Che fine ha fatto il piano B di Fassina per la rinegoziazione dei trattati europei, di cui ha parlato una settimana prima delle dimissioni l’ex sottosegretario PD all’economia? Morto ancor prima di sapere di cosa si trattasse?

Torno a parlare di Friedman per allacciarmi agli avvenimenti di questi giorni. Friedman ha parlato attraverso il Corsera e tra gli intervistati c’è stato De Benedetti, editore di Repubblica. Lasciamo stare che sembra strano che lo scoop non sia stato pubblicato da Repubblica che avrà ovviamente saputo prima del Corsera la notizia. Ma il punto è che De Benedetti non ha mai fatto mistero di essere un elettore di Renzi, già come i poteri forti del paese: Confindustria e mondo bancario, seppur in modo meno esplicito. Per cui per schematizzare cronologicamente:

  • Lunedì 10 Rivelazioni di Friedman

  • Martedì 11 (mattina) Voto sull’impeachment

  • Martedì 11 (sera) Renzi sale al Colle per colloquio con Napolitano su sorte governo Letta

  • Mercoledì 12 Incontro Letta-Renzi con Letta che resiste e Napolitano che come Ponzio Pilato dice che la decisione spetta al PD…guai a parlare di elettori, non sia mai. E neppure dire a Letta di andare a riferire in Parlamento. I panni sporchi si lavano in casa, al Nazareno!

  • Giovedì 13 Congresso PD che come già nel cambio D’Alema-Prodi, decide di sostituire Letta con Renzi, “legittimato” dal voto delle primarie. In pratica di 3 milioni di elettori piddini (e non) che hanno partecipato a quel voto dietro al compenso di 2 € andati al partito. Gli altri si accontentino di aver già visto Letta insieme ad Alfano (e prima a Silvio!). Sia chiaro, la Costituzione non vieta ovviamente l’accordo parlamentare per decidere il capo del governo, ma sta di fatto che l’ultimo premier uscito dalle elezioni, in cui figurava capolista, sia stato proprio Silviuccio da Arcore nel 2008. Per cui questo è il mio neppur troppo recondito pensiero sulla situazione attuale:

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E così il gran ciambellano, dopo Monti ed il nipote Letta ora ha scelto Renzi. Cosa succederà ora? Vi dico la mia e vi prego di ricordarvela quando sarà il momento (ma non credo ci voglia una grande preveggenza per ipotizzarla): Renzi sarà l’ultimo treno per il PD. O almeno l’ultimo per un bel po’, sperando ci sia ancora un treno per l’Italia nel frattempo. Perchè dopo le europee o al massimo dopo il semestre europeo, con Silvio che tornerà in auge, Alfano mollerà Renzi e come le brave pecorelle tornerà all’ovile. Alle elezioni prossime (tra un anno?), spero in un M5S ancor più forte e che finalmente raccolga i voti dei piddini disillusi (io sono tra quelli che l’hanno fatto da tempo e vi garantisco che è stata una liberazione) diventando maggioranza. Ma senza questa possibilità, sarà di nuovo Silvio, grazie alla legge elettorale proposta da Renzi a spuntarla. Una legge che gli si adatta proprio bene. Del resto Renzi l’ha detto no?   

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Non mi resta, col mio pessimismo e fastidio, che chiudere con un proverbio: ai posteriori (i nostri) la dura sentenza…vabbè, mi pare suonasse all’incirca così…

P.S. Iniziano le consultazioni, sono d’accordo TOTALMENTE con Grillo e col M5S di non andare alla pantomima al cospetto di re Giorgio. Hanno già deciso tutto lui, Renzi ed il PD (con la regia dei soliti noti), per cui cerchiamo di non essere ipocriti e di non farci prendere per il culo. E che dicano pure che i grillini sono fascisti e sfascisti. In quanto a democrazia gli eventi di questi giorni (e delle settimane passate, vero Boldrini?) dimostrano che il PD non ha nulla da insegnare agli altri. Sullo sfascio…beh…cos’altro rimane da sfasciare in Italia a cui non abbiano già provveduto Silvio e il PD stesso? Sono ben accette segnalazioni

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