Gli eroi son tutti giovani e belli

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Parlavo sia in rete che al bar con diversi amici sulla composizione della squadra di governo e non si poteva non notare di come i neoministri siano personalità indubbiamente tutte di seconda fascia se non di terza (a meno che Del Rio, Padoan, Alfano,  Lupi e Franceschini non vengano considerati di prima…). A dire il vero Padoan potrebbe essere un’eccezione, ma su di lui non mi spaventano le competenze, piuttosto mi preoccupa di come le possa mettere in atto, dopo il curriculum che lo riguarda e che vi invito a leggere per brevità su Il Contagio. Gli ho già dato il mio benvenuto la scorsa settimana e gli auguro ancora ogni bene, ma soprattutto lo auguro a noi che subiremo le sue scelte, come già le subirono l’Argentina, il Portogallo e la Grecia (!!!)

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Ma gli altri? Chi primeggia fra loro? Chi ha competenze ed esperienza specifiche? Perchè loro e non elementi più navigati o comunque di maggior spessore? Ricordiamo il caso Barca, nella telefonata col finto Vendola così drastico sulle capacità di Renzi e sulla situazione del paese. E ricordiamo anche per onor di cronaca il pressing esercitato su di lui da De Benedetti affinchè accettasse il dicastero dell’economia. Quindi, questi ministri sono la prima scelta di Renzi o i rincalzi di coloro che hanno declinato sentendo puzza di bruciato? E se Renzi li ha scelti, perchè lo ha fatto? Perchè di fronte a personalità non eccelse farà meno fatica a far emergere la propria e potrà avere mani più  libere nell’agire, accondisceso da chi ha avuto la fortuna di essere scelto senza particolari meriti o meritando meno di altri? Io credo che ci siano entrambe le cose, sta di fatto che la Madia, la Boschi, ma anche la Pinotti, la Mogherini o la Lorenzin (senza infamia e senza lode nel governo Letta) non mi sembrano all’altezza del compito. E che dire dei conflitti di interesse presenti all’interno del consiglio dei ministri? Quando Del Rio dice che bisogna fare la famosa legge sul conflitto d’interessi (a volte ritornano), parla del solito noto o anche della Guidi e di Poletti? A proposito della Guidi che dire…vicepresidente della Ducati energia, figlia di Guidalberto, già vicepresidente di Confindustria, cosa potrà fare per lo sviluppo lei, la cui azienda produce per il 70% all’estero (qual è quindi la sua idea di sviluppo per l’Italia?) ed ha commesse in Poste e in Terna? E di Poletti, presidente di Legacoop? Ci fidiamo del suo giuramento sulla Costituzione come detto a Ballarò, dove ha anche detto che se deve avere un conflitto di interessi è contento di averlo per i suoi 12000 associati?

E perché il rottamatore ha imbarcato il dalemiano Padoan, il Poletti di Legacoop, la Guidi di Confindustria (Berlusconi ha persino detto che è “una dei nostri”…i suoi, sia chiaro…)? Vogliamo forse credere che non si tratti di apprezzamento per i poteri forti del paese? Quelli a cui Renzi dovrebbe dare battaglia se vuole davvero rinnovare il paese? Il rottamatore in pratica li ha imbarcati tutti. Ed ancora…l’abolizione del ministero dell’integrazione con conseguente “defenestramento” della Kyenge va mica nella direzione di ammiccamento verso la Lega di Salvini che ha già dimostrato aperture di credito politico verso Renzi, pur non votandogli la fiducia? E poi…si sa del veto del Colle alla nomina di Gratteri, il magistrato antimafia che Renzi avrebbe voluto alla Giustizia. Sarebbe potuto essere l’elemento di punta del governo ed invece (chiedere il perché magari a Nicola Mancino) su di lui è calata la scure di re Giorgio. Bene, al suo posto perché proprio Orlando, colui che già dichiarò che Berlusconi non è un imputato comune e che lasciò a Il Foglio di Giuliano Ferrara nel 2010 la sua idea di riforma della giustizia, in cui tra le altre cose c’erano la separazione della carriere tra pm e giudici e la non obbligatorietà dell’azione penale? Renzi vuole portare avanti la riforma della giustizia con questo esponente piddino dalle idee berlusconiane? Il cavaliere non a caso ha detto di votare la sfiducia ma di stimare Renzi, facendo capire di essere pronto ad intervenire nel momento del bisogno (tradotto in qualche voto in determinate occasioni).

Ora, secondo voi, in virtù di tutte queste riflessioni, è possibile dare la fiducia ad un esecutivo del genere? E riusciamo a scindere l’uomo o gli uomini (e le donne) dal politico/i, specie se di fronte a tali affermazioni?

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Quando dico che se fossero meno logorroici o con minor voglia di apparire ci guadagnerebbero, non credo di dire una fesseria. Badate bene che non ho detto tutte quelle di Renzi, altrimenti avrei dovuto occupare pagine e pagine del blog. Ne ricordo solo alcune:

 

– Enrico stai sereno

– Mai al governo senza il voto

– Basta Alfano nella squadra

 

In più aggiungiamo ciò che le cronache ci hanno detto di lui in passato, dai rimborsi spese alla Provincia di Firenze alla condanna in primo grado per danno erariale, dall’aspettativa pagata dai contribuenti da 10 anni per la sua assunzione avvenuta soli 11 giorni prima della nomina in consiglio provinciale di Firenze nell’azienda del padre alle sue attività ed iniziative verso amici e famigliari, quando era alla guida della provincia prima e del comune di Firenze poi. Riepilogate così

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Eppure vai al bar o ti ritrovi in azienda il giorno dopo la fiducia al Senato e ti rendi conto che siamo sempre nel paese del “Però parla bene, lasciamolo lavorare”. E quando fai presente che c’è qualcuno che prima di lui ha seguito la stessa strada (ed è stato seguito in ugual modo), ti senti quasi tu lo strano. E naturalmente la stampa che al tempo delle primarie con Bersani parlava del rottamatore non in termini sempre entusiastici, tirando fuori anche i suoi conflitti d’interesse e i suoi guai giudiziari, oggi è quasi all’unanimità ad osannare Matteo il fiorentino, che parla a braccio con piglio e baldanza, che va a messa e mangia pasta al burro e petto di pollo con l’Agnese e i bimbi (la moderna famiglia del Mulino bianco)

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Va beh, mi convinco di essere io lo strano, l’incazzoso, lo sfascista, il becero, il qualunquista e il populista. Forse ho pure mangiato pesante e dormito male. Ho fatto sogni brutti, ho pensato a dove cavolo penserà di prendere gli 80-100 mld. di euro che serviranno ad abbattere IRAP e cuneo fiscale col patto di stabilità al 3% imposto dall’UE, visto che di cifre non ne ha parlato. Ma forse questi sono aspetti trascurabili, Silvio ha trovato un degno erede ed il sogno italiano prosegue con un altro eroe, questo anche giovane e bello. Bene, per chi vuol continuare (o ricominciare) a sognare si accomodi pure. Non venga però poi a lamentarsi con me del brutto risveglio. Che oltretutto è per me ormai un’abitudine che non perdo da troppo tempo

 

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