Renzie, il mercante di cifre

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Grillo lo ha definito un venditore di pentole, altri parlano di lui come un imbonitore, io credo che la descrizione migliore sia quella che ha fatto di lui il mio amico Claudio che mi ha parlato di lui come un mercante di cifre, un venditore di numeri. Eppure questa volta ho voluto sforzarmi, resettare il mio cervello e cercare di ignorare tutto il pregresso e quindi, senza prevenzione e accanimento preventivo, cercare di capire i contenuti del suo taglio delle tasse epocale da lui enunciato mercoledì pomeriggio. Ma confesso che non ci sono riuscito, se non per poco tempo. Infatti mi sarei aspettato che lui uscisse dal consiglio dei ministri con un decreto legge o per lo meno un disegno di legge su cui discutere ed invece ci ritroviamo con una relazione del Presidente approvata dai ministri. Una sorta di lettera di buoni intenti insomma o poco più. Niente di definito e definitivo e misure che potranno entrare in vigore dal primo maggio in poi. Già si parte male, visto che a maggio ci sono le elezioni europee e quindi la data non mi sembra proprio casuale. Tornerò su questa considerazione e spiegherò quale sarà l’inghippo ulteriore. Intanto cerco di non pensare male e vado oltre. Vengono discusse varie misure ma sul taglio delle tasse quelle principali sono due:

– Riduzione dell’IRPEF per un totale di 10 miliardi. Si parla di 80 € al mese a chi ha un reddito inferiore ai 25000 € lordi (circa 1500 € netti al mese), la fascia che Renzi definisce meno abbiente ma anche in parte del ceto medio (e qui ci potrebbero già essere ulteriori disquisizioni).

– Taglio dell’IRAP alle imprese del 10% (più riduzione del 10% della bolletta dell’energia elettrica)

Sulla prima che dire? Se ti mettono dei soldi in più in busta va bene, ma dove vengono presi? E qui Renzi è stato piuttosto ambiguo, a voler essere teneri. Se poi voglio essere str..zo e far riemergere la mia assenza di fiducia nell’imbonitore di Firenze, diciamo proprio che mi pare di aver avvertito una leggera presa per il didietro. Lui ha detto che i fondi ci sono e derivano dai tagli della spesa (spending review). Il problema è che Cottarelli ha parlato di 3 miliardi (dopo un anno ormai che sta facendo conti), Renzi fresco fresco arriva e spara 7 miliardi. E dice inoltre che la cifra di Cottareli è solo prudenziale… Beh, io non ho mai visto parlare di cifre prudenziali che siano metà di quelle reali, non so voi. E poi altre risorse? Vendita all’asta delle auto blu (su cui non posso esprimermi), ma anche altri due elementi su cui vale la pena soffermarsi. Qua, non sono un’economista e forse dovrei avere meno presunzione, ma a me la sparata sembra altrettanto grande (e ripenso a Renzi chiamato il Bomba dai compagni di scuola per il vizio di spararle grosse). I motivi di risparmio sono lo spread basso e udite udite (che richiama al venghino signori venghino enunciato dal premier sulla vendita delle auto) il fatto che l’Italia è al 2,6% del patto di stabilità anziché al 3% consentito dalla UE! Diciamo subito che se le misure dovevano essere strutturali per garantire il mantenimento nel tempo del taglio del cuneo fiscale, è ovvio che già casca tutto. Chi ci dice che lo spread non possa aumentare di nuovo? E il discorso vale anche per il rapporto deficit/PIL. Ma il patto di stabilità ha rischiato di essere sforato già (o ancora) a fine 2013 coi richiami dell’Europa a Saccomanni! Come fa adesso ad essere ottimisticamente veleggiante al 2,6%? Quali sono stati gli eventi che hanno portato a questo repentino cambiamento? Azzardo se dico nessuno e che molto probabilmente si tratta di un bluff? Non direi proprio. E se a dirlo (tra le righe) è Draghi, ecco che credo proprio di aver visto giusto.

Sull’IRAP invece bisogna fare innanzi tutto una precisazione. Guardate cosa disse Renzi il 26 febbraio (due settimane fa)

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Ora…di qua a maggio tempo ce n’è molto di più di quanto non ne sia passato da quell’annuncio ad oggi, per cui cosa devo aspettarmi? Detto questo, per la riduzione della tassa sulle attività produttive, i fondi verranno reperiti dall’aumento della tassazione delle rendite finanziarie (eccetto i titoli di stato) dal 20 al 26%. Essendo socio titolare di una microimpresa ovviamente la misura mi fa piacere, ma come privato cittadino mi faccio due conti in tasca e mi domando se ci perdo o ci guadagno nel suo complesso. Guardate l’esempio di calcolo dell’IRAP per un lavoratore autonomo senza dipendenti (non il mio caso visto che in azienda siamo in otto)

Se fatturo 70000 € ed ho costi deducibili ai fini IRAP per 25000 €, l’imponibile IRAP sarà di 45000 € ai quali posso sottrarre forfettariamente 9500 €. Per cui, con l’aliquota attuale del 3,90% il totale da pagare sarà di 1384,50 €. Che ridotto del 10%mi porterà ad un risparmio di 140 € scarsi. Benissimo. Ora immaginate che abbia da parte un gruzzoletto investito in obbligazioni di 50000 € e che al 5% mi diano una rendita di 2500 € annuali. Con l’aliquota al 20% si avrà una tassazione complessiva di 500 €, al 26% il totale sarà di 650 €, in pratica 150 € in più. E’ abbastanza evidente che se fatturo 70000 € all’anno e sono senza senza dipendenti, non è per nulla improbabile avere 50000 € da parte, a meno che non abbia appena cominciato a lavorare. In questo caso quindi (e non mi sembra per nulla impossibile a verificarsi), dalla manovra di Renzi ci rimetterei 10 €, altro che guadagno! E pensate che chi guadagna poco meno di 25000 € lordi all’anno e non è soggetto  IRAP potrebbe perderci, mentre ci perderà sicuramente chi guadagna poco di più. E non è certo un privilegiato (o forse nella testa dei nostri politici sì?) chi guadagna poco più di 1500 € al mese!

Torno al mese di maggio come promesso. Il tutto, secondo la relazione del premier (e ci tengo a ribadire della relazione, non di un decreto legge!) partirà dal primo di maggio, ma gli effetti ovviamente si vedranno con la prima busta paga dei dipendenti e quindi a fine maggio, DOPO LE ELEZIONI EUROPEE!!! Capito perché mi sembra veramente subdola la manovra? Si andrà a votare con la fiducia di una busta paga un po’ più pesante (lasciamo stare il quanto…). Bene, per voi che ci credete, votate pure per il PD europeista di Renzi  (alias Mastrota, Cadeo, Roberto “baffo” di Cremona, Aiazzone). Che il vostro sogno continui, io, già lo sapete, mi dirigerò verso altri lidi

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3 comments

  1. Mah, che dire, con le cifre mi sono perso, mi ha ricordato Tremonti con la storia del buco, con cui il comico Guzzanti ci ha fatto poi una fortuna di risate.
    La frase più “agghiacciante” e’ stata quando ha detto che se fallisce il suo progetto termina anche la sua carriera politica, ribadendo che si toglie completamente dalla politica, li mi sono davvero venuti i vermi….

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