Renzi, manovra di sinistra o manovra sinistra?

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Ancora alcune riflessioni sui tagli alle tasse di Renzi

Ho già detto che si tratta di buoni propositi e nulla più, non si tratta di decreti legge o disegni di legge in discussione, ma solo di una relazione del Presidente del Consiglio. Diamo comunque per buono che ciò venga messo in pratica e sapete quanto io ci creda, visto il recente passato di Renzi e le sue dichiarazioni sempre portate avanti con coerenza

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E diamo per scontato che ci siano anche le coperture

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Vabbè…certo che se manca già un miliardo di euro a Poletti per la cassa integrazione in deroga

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dei dubbi saranno pur legittimi no?!

…Oltre a ciò di cui ho parlato in Renzie, il mercante di cifre naturalmente…

Ma andiamo oltre. Sempre nel post sopracitato avevo fatto i conti su un lavoratore autonomo soggetto IRAP con 45000 € di imponibile (ricordiamoci sempre che la tassazione reale per i lavoratori e le imprese soggette IRAP è al 68,3%, primi in Europa…se questi sono i primati…) per cui non parliamo certo di un benestante, a meno che egli non abbia accumulato ricchezze in altre vite o da eredità. Se comunque in passato questo lavoratore autonomo avesse accumulato qualche soldino ed avesse investito 50000 € in obbligazioni o fondi al 5%, con l’aumento della tassazione sulle rendite per finanziare il calo dell’IRAP, il calcolo avrebbe portato ad un saldo negativo per lui di 10 €.

Bene, intanto cominciamo col dire che il vero ed unico ammortizzatore sociale di chi non è un lavoratore dipendente è il suo risparmio. Risparmio peraltro che viene riconosciuto e tutelato dalla Costituzione all’art. 47 che recita:

La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito

E scusatemi tanto ma 50000 € sono al giorno d’oggi un risparmio e non una rendita come comunemente viene omesso dai nostri politici e dai media amici. Ok…diciamo pure un risparmio che da una rendita…ma la stampa nostrana alla voce rendite evoca sempre nell’immaginario collettivo miliardari che hanno da parte patrimoni da capogiro e/o che speculano giornalmente in borsa. O comunque persone benestanti che non temono certo la fame in presenza di una maggiore tassazione. E che dire di chi ha i patrimoni in Svizzera (mi devo ripetere, vero De Benedetti?) o ancor meglio nei più sicuri Lussemburgo o Isole Cayman e che ha già certamente messo al riparo i propri averi, senza che Renzi e, prima di lui, Monti e Letta potessero scalfirli? Chi ha ed  investe 50000 €, fondamentalmente cerca un riparo dall’inflazione, se ha solo quelli non si mette certo a specularci sopra. Quelli sono la sua assicurazione sulla vita e sappiamo benissimo come facciano presto a svanire in presenza di inconvenienti seri.

Ma andiamo oltre…la cosa su cui mi vorrei soffermare è la riflessione se quanto deciso (vedremo se si metterà davvero in pratica) racchiude alcune misure da adottarsi ed alcune decisioni non prese che non mi sembrano proprio andare nella direzione dichiarata di aiutare i ceti più deboli, come un governo di sinistra dovrebbe fare. Partiamo dalle considerazioni più semplici

– Non è previsto alcuno sgravio irpef ai pensionati e aiuti ai disoccupati o esodati

– E’ stata abolita la detrazione fiscale per il coniuge a carico, vanificando di fatto per molti l’aumento dovuto alla riduzione del cuneo fiscale. Vi sembra mai possibile che chi ha la moglie che non lavora, non potendo quindi migliorare il proprio bilancio famigliare, debba pure vedersi togliere l’assegno famigliare per il coniuge a carico? Leggete questo articolo e guardate le cifre…800 € all’anno per i redditi medio bassi! Quanti erano gli euri dati da Renzi? 80 al mese? Bene, fatevi il conto di quanto rimane…e se uno di questi dipendenti ha quei famosi 50000 € investiti (non in titoli di stato) ecco che anche per lui il gioco è fatto. Non vada a prendersi il cappuccio e la brioche al bar perché Renzi non glieli ha concessi (sempre che possa farlo e non gli servano per le bollette come pensano  gli italiani, stando a questo sondaggio de Il Fatto quotidiano)

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– Ed infine torniamo a parlare di soldi ed investimenti. Quello che dico è una situazione che è antecedente all’insediamento del governo Renzi, ma nell’ambito di una rimodulazione dell’imposizione fiscale, io credo che vi si potesse mettere mano, nel segno di quella famosa equità e della progressività della tassazione a cui richiama anche l’art. 53 della Costituzione che dice che

“Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.

Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.”

 Bene, vediamo cosa ci dice l’ottimo Paolo Cardenà nel suo blog Vincitori e vinti:

Criteri di progressività inesistenti nell’ambito della tassazione del risparmio. Anzi, ad essere precisi, la volontà del governo di voler aumentare al 26% l’imposizione fiscale sulle rendite derivanti da alcune tipologie di investimento, oltre che accrescere le distorsioni che vedremo tra breve, amplifica l’asimmetria rispetto al dettato costituzionale.

Un piccolo esempio potrà chiarire questo aspetto.

Come noto i risparmi scontano due tipologie di imposte (ci sarebbe anche la Tobin Tax e l’Ivafe, ma lasciamo stare). La prima è l’imposta di bollo (patrimoniale) dello 0,20% strutturale che grava annualmente sul patrimonio mobiliare posseduto. Questa imposta, assai invasiva, non ha alcun carattere di progressività. La progressività è inesistente anche per l’altra imposta che grava sugli interessi e sui capital gain, che è l’Imposta sostitutiva. Questa è prevista al 12,5% per i titoli di stato e per i buoni postali;  mentre è al 20%  per i conti deposito e per tutte le altre tipologie di investimento (obbligazioni, azioni, fondi ecc). Come dicevamo in aperture, quest’ultima  imposta, stando a quanto annunciato dal Primo Ministro qualche giorno fa, dovrebbe essere aumentata al 26%, riconoscendo, tuttavia, un carattere privilegiato ai conti deposito che rimarrebbero tassati al 20%”

 

Ed inoltre, perché se ho 50000 € in fondi od obbligazioni (semplifico) devo pagare un’imposta sostitutiva del 26% mentre se ho 1 milione di euro in BTP continuo a pagare il 12,5% (Renzi ha allargato la forbice come si vede)? Oltre ad avere molti soldi in più pago la metà delle tasse??? Dove sono l’equità e la giustizia sociale che tanto sono care alla sinistra storica? Ed ancora, partiamo per semplicità da una cifra investita di 100000 €. Bene, con lo 0,2% di imposta di bollo, si pagano € 200 di tasse. A questa va aggiunta l’aliquota del 26% sugli interessi. Sempre al 5% di rendimento, avrei € 5000 che tassati al 26% comporta un introito da parte del fisco di € 1300. Quindi in totale € 1500,00 complessivi di tasse (200+1300). Che sul totale guadagnato rappresentano il 30% del totale (1500/5000). Possiamo dire quindi che l’aliquota fiscale complessiva sia del 30%.

Ma se il rendimento fosse del 3% come cambierebbe questa aliquota? L’imposta di bollo resterebbe invariata (200 €), ma la rendita sarebbe di 3000 € che tassati al 26% porterebbe ad un esborso di 780 €. Che sommati all’imposta di bollo, darebbero un totale di 980 €. Con lo stesso criterio adottato prima, avrei 980/3000, per un totale percentuale del 32,67%.

In sostanza, dove voglio arrivare? Semplicemente a dire che meno un investimento rende e più è la pressione fiscale che se ne subisce. Meno uno guadagna e più tasse (in percentuale) deve pagare. Ripeto, la situazione era antecedente all’avvento di Renzi, ma perché non mettervi mano, sia sulla base di quei criteri di progressività richiamati dalla Costituzione e sia nel nome di quella manovra che dovrebbe essere improntata in favore di chi ha di meno? Chissà se insieme ai compiti dettati dalla Merkel, a Renzi non capiti di pensare anche a questi dati…

 

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