LA MIA ANALISI SUL VOTO

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“Va beh, lo ammetto che mi son sbagliato e accetto il “crucifige” e così sia,chiedo tempo, son della razza mia, per quanto grande sia, il primo che ha studiato”

Inizio così questo post, con questa frase presa da L’Avvelenata di Guccini, perché, lo ammetto, ho perso alcune scommesse con gli amici sulle mie previsioni di voto. Pur non essendo tra le più ottimistiche tra gli amici attivisti del M5S, io pensavo ad un movimento tra il 26-27% e soprattutto un PD sotto al 30%, seppur di poco. Analizzando i flussi elettorali risulta però evidente, a differenza di quanto si va dicendo in rete ed in parte sui media, che non sono stati tanto i voti presi dal Pd alla destra ad aver ampliato la forbice tra il partito di Renzi e il M5S, bensì,  la demolizione totale del centro di Monti e ovviamente quel recupero dei 5 stelle che hanno fatto ritorno al PD di Renzi.

Purtroppo io credo che gli italiani in queste elezioni abbiano ricercato innanzitutto la tranquillità. E’ vero che i momenti sono difficilissimi, sia a livello economico che, di conseguenza, a livello di stabilità sociale. Ma un cambiamento radicale come propone Grillo è ancora prematuro per essere accettato dal popolo italiano, da sempre uno dei più restii ai cambiamenti in Europa. Mentre nella Francia socialista la Le Pen col FN è riuscita ad incanalare il malumore nella sua forte critica antieuropeista e nell’orgoglio sovranista (ed in questo in Francia ha trovato sicuramente terreno fertile più che altrove), in Italia il M5S non ha sfondato, anzi ha addirittura arretrato. Renzi e Berlusconi nelle ultime settimane, a suon di Hitler e Stalin e quant’altro ancora, sono riusciti nell’intento di demonizzare Grillo e la sua politica. Ma se il M5S ha perso non si deve gettare la colpa in chi non ha ascoltato il suo messaggio. Piuttosto semmai vanno messi in dubbio i modi e i mezzi con cui il messaggio lo si è fatto passare. Ammetto anche qui le mie colpe, non ho mai usato i modi di Grillo, anzi li ho spesso criticati, ma ho sempre pensato che la sostanza, i contenuti del suo messaggio, fossero più forti dei modi in cui venivano proposti. Anzi, che i suoi modi fossero rafforzativi dei contenuti. Che l’ironia potesse essere più forte delle critiche per essa ricevute. Invece no, i risultati dicono l’esatto contrario. E lo dicono anche perché come sottolineano Travaglio e Scanzi, la tv la puoi e la devi criticare, ma ti devi rendere conto che è da lì, più che dalla rete che passano i messaggi agli elettori. Se Silviuccio e Renzi hanno usato persino la De Filippi a scopi elettorali, qualcosa vorrà pur dire. E se non vuoi (e ne faccio un plauso) abbassarti a quel livello, devi comunque accettare il confronto da Vespa (troppo tardi è stata fatta la comparsa, ha ragione ancora Travaglio) o dall’altro nemico giurato Floris. In sostanza, se dai dell’ebetino a Renzi(e) o dici di Napolitano che deve andare a Casal Boscone con Silvio, mentre i tg dicono che Renzi regala gli 80 € e il presidente si è immolato per il bene della patria ad altri 7 anni sul colle più alto di Roma, è evidente che il tuo messaggio alla massa non passerà. In rete o sulle piazze fidelizzerai il tuo consenso tra lo zoccolo duro e magari tra 20 anni ne raccoglierai i frutti, ma non arriverai ad impensierire certo il PD sul breve. Del resto era evidente già prima delle elezioni quanto basso fosse il consenso tra la gente in età più avanzata.

Altra cosa sul movimento…Io ritengo che le molte amministrative abbiano contribuito molto ad erodere un’altra parte del consenso elettorale. Anche  se l’astensione è in crescita, mi sembra chiaro che i voti persi tra gli astenuti dal PD non siano proporzionali al calo dell’affluenza. In sostanza il PD paga meno dazio di altri partiti in questo senso. Questo perché si sa di quanto il PD sia ramificato sul territorio, mentre il movimento ha già fatto un’enormità di lavoro a livello locale, ma ha ancora poche amministrazioni “in mano” e ha molti meetup neonati o comunque con pochi anni (ed esperienza) all’attivo. In sostanza il M5S è partito dall’alto e si sta propagando sul territorio velocissimamente, ma ancora troppo poco per contrastare la “gioiosa macchina da guerra” piddina.

Insomma, guardando il bicchiere mezzo vuoto, bisogna (e parlo da attivista) fare una seria riflessione su questo stop. Grillo è intelligente e rifletterà su questo e tutti noi dovremo cercare di fare quadrato ma nello stesso tempo far tesoro di questi errori.

Se però non ci facciamo prendere solo dallo sconforto, dovremmo poter vedere anche il bicchiere mezzo pieno: 17 dei nostri cittadini sono per la prima volta nel Parlamento europeo ed abbiamo comunque ottenuto un 22% che ci porta ad essere l’unico vero avversario del PD (pur con molto distacco), con la caduta della destra di non facile risoluzione. Un 22% che un anno e mezzo fa non era neppure nelle più rosee previsioni e che permette un’opposizione ancor più forte e responsabile. Se si fosse perso metà dell’elettorato sarebbe stato evidente che il voto delle politiche era più di protesta che altro. Invece non è così, 5.804.810 italiani credono nella nostra proposta politica, continuano ad aver fiducia. Questo non va dimenticato e deve essere lo sprone a farci continuare e a farci tornare a crescere fin da domani. Tanto lo sappiamo che #VINCIAMOPOI  😉

 

 

 

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