NON E’ UN PAESE PER GIOVANI: 4 SU 5 CERCANO LA RACCOMANDAZIONE

Omaggio al mio carissimo amico Abate Faria. La sua frequentazione mi ha aperto molto gli occhi sullo stato della nostra nazione, mi ha dato più consapevolezza di quanto già vedevo e che in fondo mi sembrava meno peggio di quel che è. A lui devo anche il nome del mio blog, allorchè mi disse che siamo entrambi sulla Cattiva strada (in direzione ostinata e contraria aggiungo io), citando il grande Faber. A differenza sua io vorrei restare e vorrei restasse anche mio figlio, ma se quando sarà grande la situazione restasse tale, non esiterei ad invitarlo a lasciare l’Italia. Questo paese è fatto di tanta gente onesta, volenterosa ed intelligente. Ma purtroppo manca una effettiva meritocrazia e i dati espressi dall’Abate la dicono lunga in merito. Serve un cambiamento culturale epocale. Mi ero illuso che la crisi potesse portare a questo, con l’emergere degli elementi positivi della società…povero illuso…sta succedendo il contrario, con sempre più gente a cercare riparo nel sistema che ha portato a questa situazione. Un mondo dove i sommersi e i salvati sono entrambi dalla parte opposta di quella dove dovrebbero stare. Buona lettura…se scapperà qualche lacrimuccia nulla di male, anzi…

Il Contagio

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Accanto al 40,8% di questi giorni, chiederei a tutti di prestare attenzione massima ai numeri emersi nell’ultimo rapporto Istat.

Alcuni li trovate nel mio post Altro che 40%..Ecco i veri numeri sull?Italia. Raddoppiati i disoccupati, boom di laureati in fuga

Sono numeri impressionanti, che testimoniano l’agonia che sta vivendo il paese, la povertà crescente, l’assenza di prospettive di crescita.

Ma accanto a questi numeri, ve ne è uno che vorrei sottolineare: 81,9%.

E’ la percentuale dei giovani che, per trovare lavoro, ha dovuto chiedere la “raccomandazione”.

Questo numero dice tantissimo, sopratutto se accostato all’esodo dei “migliori”.

In sostanza, nel nostro paese molti fuggono, quelli che restano si rassegnano all’idea che, senza entrare in qualche partito-gruppo-sindacato-consorteria o senza “avere santi in paradiso”, NON CE LA PUOI FARE.

E, per esperienza personale, posso testimoniare che è così.

Ce la fa 1 su 100, ma a prezzi altissimi, impiegando più…

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2 comments

  1. Come dici tu: “questo paese è fatto di tanta gente onesta, volenterosa ed intelligente”, (fermo restando che l’aggettivo “tanta” sarebbe da verificare, io preferirei dire semplicemente “anche”). Il problema stà però nella classe dirigente, la quale sembra raccogliere la peggio italianità, che comunque fa parte del DNA della nostra nazione. Ed è proprio la pluridecennale mancanza di meritocrazia che ha portato a questa situazione. Per quanto però uno possa essere pessimista, non è vero che la situazione è irrecuperabile. Ci sono due soluzioni, la prima è cercare di cambiare il sistema con nuove regole che impediscano l’attuale situazione, il che prevede prima di distruggere il sistema esistente. La seconda è di lavorare uomo a uomo e con fatica per sostituire l’attuale classe dirigente con persone “oneste, volenterose ed intelligenti”…. avendo una figlia piccola preferisco la seconda, molto meno drastica.

    1. Sono d’accordo con te. Quanto meno sul provarci ed è quello che nel piccolo sto cercando di fare anch’io. Non dobbiamo arrenderci, anche se purtroppo la storia dell’Italia è sempre stata caratterizzata da certi atteggiamenti. Siamo pur sempre quelli del “Franza o Spagna purchè se magna”, non siamo cambiati molto da allora. Il berlusconismo, che ormai ha contagiato tutta la penisola, ne è la dimostrazione lampante. Tanto che forse, per molti, la possibilità di cambiare viene vista come un “peso” troppo grande da affrontare. Meglio e più facile cercare riparo ognuno per sè e Dio per tutti. Però dobbiamo provarci, lo dobbiamo ai nostri figli. Chi in politica, chi nella vita sociale ed associazionistica, ma soprattutto, tutti coloro di buona volontà nell’esempio di tutti i giorni, specie in famiglia e sul lavoro. Grazie del commento

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