Mese: giugno 2014

I MUSCOLI DEL CAPITANO

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Guardalo nella notte che viene, quanto sangue ha nelle vene. 
Il capitano non tiene mai paura, dritto sul cassero, 
fuma la pipa, in questa alba fresca e scura che rassomiglia un pò alla vita”

Ultimamente latito un po’ da queste parti, mi riferisco alla presenza sul blog ovviamente. E non perché non mi interessi più di politica, di economia, tutt’altro! Solo che in parte mi manca il tempo da dedicare alla scrittura ed in parte mi manca la moderazione necessaria per curare con le parole ciò che mi passa per la testa. Mi capita spesso di notare alcune cose sulla stampa e sui media di casa nostra che mi fanno inalberare, forse sono anche più suscettibile ultimamente o forse di farmi prendere per i fondelli non ho più voglia. E quindi mi accorgo che se mi sta per “partire l’embolo”, forse è il caso di soprassedere e riflettere un po’ di più prima di scrivere. Sia chiaro, non crediate che non scriva…ho decine e decine di post che tengo nell’hard disk (il cassetto moderno), quelli scritti senza filtri…e che talvolta mi rileggo. E vi confesso che mi piacciono molto di più di quelli abbastanza soft che leggete su queste pagine, ma per decenza preferisco lasciarli dove sono.

Detto questo, vorrei fare un po’ di riflessioni generali su ciò che ho visto in queste settimane, cercando di schematizzare ma trovandovi comunque un filo comune.

Partiamo dalle discussioni sulla legge elettorale. Questa settimana dovrebbe svolgersi il secondo incontro tra il M5S e Renzi e quest’ultimo dovrebbe vedere pure l’amico Silvio. Il premier sta giocando abilmente su due tavoli. Il primo, quello con Di Maio, Toninelli e c. è però funzionale al secondo. Ci sono tre aspetti che vorrei sottolineare: per prima cosa, dopo aver richiesto un incontro a Grillo sulla legge elettorale già ad inizio anno, Renzi non si poteva tirare indietro proprio ora che il M5S si è dichiarato disponibile. Secondariamente buona parte della base PD (con Civati capofila) preferirebbe di gran lunga un accordo col M5S che con il pregiudicato di Arcore. Ma dulcis in fundo, aspetto più importante (ed è per questo che lo stesso Renzi si è scomodato all’ultimo secondo per parlare con Di Maio), il premier ha ottenuto una formidabile arma di ricatto contro Berlusconi, che non a caso si è detto immediatamente disponibile a ratificare gli impegni presi a suo tempo.

Da questi incontri Renzi esce rafforzato, legittimato anche da chi, il M5S, non lo riconosceva quale interlocutore poiché non votato, ma sa che non potrà sbagliare nulla. E gli converrà quindi portarsi dietro agli accordi con Silvio (suvvia, qualcuno pensa che non sia questa la strada maestra che seguirà il PD?) qualcosa della legge elettorale del M5S (forse le preferenze tanto ostili a Silvio) oppure trovare il modo per far sì che sia il M5S a rompere le trattative e servirsi poi della solita stampa compiacente per delegittimare Di Maio e Toninelli.

Parlo della stampa compiacente non a caso…avete notato come i nostri giornali e tg abbiano mostrato i muscoli di Matteo di fronte all’Unione Europea??? Bravo Matteo, così si fa, cantagliele per dritto e per traverso. E Renzi, vi dico sinceramente, lo avevo rivalutato anch’io. Quando? Quando in Parlamento ha detto

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Oppure parlando di austerità:

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E che dire di ciò che avrebbe detto, giustamente, alla Merkel?

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Dico avrebbe, perché la nostra stampa cita fonti riservate, mentre stando a Il Fatto quotidiano, nessun altro giornale straniero avrebbe parlato di questo particolare. Ma al di là di ciò contano i fatti. I fatti sono che l’Unione Europea, inizialmente morbida (o forse, visto che di questo parlavano sempre e solo i nostri media) sul raggiungimento del pareggio di bilancio dell’Italia solo nel 2016, ha già fatto retromarcia e ha imposto il 2015 come da accordi precedenti presi dal nostro governo. E i muscoli di Matteo che fine hanno fatto? Ti aspetti che sbatta i pugni sul tavolo? D’accordo, non sarà neppure nelle migliori condizioni per farlo, ma un sussulto d’orgoglio no??? Direi di no, visto che anche l’Italia ha accettato la candidatura del “falco” Juncker  alla guida della Commissione Europea. Leggete questo articolo interessante di Alberto Crepaldi del Fatto, di cui allego l’immagine del titolo

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E non solo…guardate cosa succederà nel prossimo autunno, stando addirittura alle pagine di Repubblica, ormai conclamato house organ di Renzi e del PD. In sostanza, stando a Fubini, autore dell’articolo, occorreranno 25 miliardi di manovra aggiuntiva per poter raggiungere l’obbiettivo nel 2015 del raggiungimento del pareggio di bilancio ed è stato votato un documento a Bruxelles (anche da Renzi) che obbligherà l’Italia ad attenersi agli accordi presi in precedenza (sic!). Insomma, non certo una vittoria quella del nostro giovane premier.

E sulla moneta unica che dire? Naturalmente nulla…però qualcosa lo ha detto (e di molto importante), quel Guido Tabellini, ex rettore Bocconi e in profumo di nomina al dicastero dell’Economia, poi assegnato a Padoan (sarà un caso???)

 

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Insomma, se anche i bocconiani (e sappiamo comunque quanto poco ci sia da fidarsi di loro, Monti docet!) iniziano a parlare di lasciare l’euro, sarà legittimo adesso aspettarsi davvero una presa di posizione forte (non solo a parole) anche da Renzi o no???

P.S. Oggi l’Istat ha ipotizzato previsioni negative del nostro PIL nel secondo semestre 2014. Dopo un’iniziale stima del governo dello 0,8% in positivo (v. DEF) e dopo le previsioni del Centro Studi di Confindustria dello 0,2% (sempre in positivo) della scorsa settimana 

“In questa notte elettrica e veloce, in questa croce di Novecento, 
il futuro è una palla di cannone accesa e noi la stiamo quasi raggiungendo. 
E il capitano disse al mozzo di bordo 
“Giovanotto, io non vedo niente. 
C’è solo un pò di nebbia che annuncia il sole. 
Andiamo avanti tranquillamente”. (F. De Gregori – I muscoli del capitano, 1982)

   


 

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LA SITUAZIONE E’ GRAVE MA NON SERIA

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Ho scomodato Flaiano non a caso e l’immagine di apertura già vi dovrebbe far capire il perchè. Mi spiego meglio…

 Vi è mai capitato di navigare su internet col computer, mentre nella stanza la tv è accesa e di tanto in tanto ci buttate un occhio restando colpiti da ciò che passa sullo schermo e che vi distoglie l’attenzione dall’attività principale? E vi è capitato che magari quello che leggete è in antitesi o in forte distonia con ciò che passa alla tv, tanto da restare sbigottiti e non sapere più quale sia la realtà che state vivendo? A me è capitato oggi, leggendo alcuni blog e alcune notizie di politica ed economia. In particolare ho iniziato il pomeriggio con l’articolo su pmi.it che parla del crollo della manifattura italiana, di cui vi riporto alcuni stralci:

“Dal 2001 al 2013 l’Italia ha perso 120.000 imprese del settore manifatturiero con 1 milione e 160mila addetti in meno. Un crollo spaventoso, pari a un calo del 25,5%, fotografato dal rapporto“Scenari industriali”, curato dal Centro Studi di Confindustria.

Nel giro di sei anni (2007-2013) l’Italia è scivolata all’ottavo posto nella graduatoria internazionale dei maggiori paesi produttori. Un buon piazzamento se si considera che siamo 23esimi per stazza demografica, ma segna un forte allarme: “la produzione è scesa del 5% medio annuo, una contrazione che non ha riscontro negli altri più grandi paesi manifatturieri”…

settori in crisi. L’industria di computer e macchine per ufficio e quella dei tabacchi è stata praticamente azzerata mentre il comparto dell’elettronica e della produzione di automobili registra un dimezzamento. Tessile, pelletteria e legno (eccetto i mobili) subiscono perdite vicine al 50%.

Il declino della manifattura in Italia era in atto già prima del 2007 ma:

“le politiche ultra-restrittive sui conti pubblici e il prosciugamento del credito bancario hanno provocato inutili gravi danni al tessuto industriale”.

 Siccome in me il masochismo alberga sempre sovrano, ho continuato con Il Contagio, il blog dell’Abate Faria, leggendo i suoi ultimi post, sempre più caustici sullo stato dell’Italia e di noi italiani. Mi soffermo sul suo post sugli investitori stranieri che stanno abbandonando l’Italia, argomento di cui vi ho già parlato la scorsa settimana in L’Europa tifa per la mafia. Vi allego un’immagine ricavata proprio dal Contagio per capirne immediatamente i motivi, nel caso non voleste leggervi entrambi i post

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E proseguendo vado a leggere l’ennesima operazione fuffa riguardante MPS con l’aumento di capitale di 5 miliardi (su un valore di 3 miliardi scarsi della banca!), con la solita stampa silente di casa nostra. Questo, mentre su un’altra pagina aperta nel frattempo, leggo anche del presidente dell’ABI Patuelli che ha dichiarato di come le banche italiane abbiano dato un grande contributo al paese per reggere il peso della crisi (con un sommesso ma immediato e profondo vaffa da parte mia …). Insomma un tranquillo pomeriggio di terrore, con mia moglie che mi annuncia l’aumento IMU sul garage del 15,5%, per completare ed ingigantire ulteriormente l’incazzatura!!!

E quindi, mi direte voi, cosa c’entra tutto questo con ciò che è passato in tv? Nulla, il punto è proprio questo. Ho avuto solo l’ennesima conferma di quanto mi senta fuori luogo in questo momento nel mio paese (lo sapete che di nazione non voglio più parlare…). Notizie di maxischermi nelle varie città, tra cui le indebitatissime Roma e Torino (spero almeno “offerti” dagli sponsor) e scene di giubilo collettive per la vittoria nella prima (!!!) partita del campionato mondiale di calcio contro gli inglesi. Inizia quindi un periodo più o meno lungo (dipenderà dalla bontà della squadra di Prandelli) di sbornia collettiva, l’Italia sarà una e trina da nord a sud nel nome di Balotelli e c.  Si finirà di lavorare più presto (chi ancora lavora) per prepararci a dovere al rito collettivo della partita in tv e si spererà in una rivincita sull’odiata Germania come avvenne nell’Europeo di due anni fa. Ve lo ricordate come fummo contenti di aver battuto la culona in semifinale, grazie a Balotelli che divenne il vendicatore di Monti? Una bella vittoria, non c’è che dire, su chi ci strapazzava per lo spread e i casini politici di casa nostra!

…Ho aperto con Flaiano, chiudo con Montanelli che diceva a proposito dell’Italia e degli italiani:

“Forse uno dei guai dell’Italia è proprio questo, di avere per capitale una città sproporzionata per nome e per storia, e la modestia di un Popolo che quando grida “forza Roma” allude solo ad una squadra di calcio”

 

L’EUROPA TIFA PER LA MAFIA

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A scanso di equivoci, il titolo non vuole essere provocatorio. Assolutamente no, si tratta solo della mia deduzione logica al termine di un ragionamento basato su alcuni sviluppi di cronaca politico/economica delle ultime settimane. Partiamo da questo titolo de Il Fatto Quotidiano

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Come si può leggere dall’articolo a cui si riferisce, dal 2007 al 2013, secondo il Censis,  gli investimenti esteri in Italia si sono più che dimezzati, a causa principalmente della corruzione, della criminalità organizzata e della burocrazia. Ma allora perché il mio titolo e dove voglio arrivare?

Mi riallaccio quindi alle cronache di alcune settimane fa secondo cui l’Europa starebbe rivedendo il sistema di calcolo del PIL. In pratica, nonostante il discorso fosse in piedi da tempo, nell’ESA 2010 (European System of Accounts 2010) saranno introdotte alcune novità.

Cito subito la più positiva: alcune spese che ad oggi venivano considerate come “consumi” verranno riclassificate come “investimenti”, mi riferisco ad esempio alle spese militari e a quelle per la ricerca, non entrando quindi nel calcolo del famoso patto di stabilità del 3%.

Fin qui tutto bene, ma la parte più succosa è che da ottobre (allorchè ESA 2010 entrerà in vigore) nel computo entreranno nuove voci riferite ad attività illegali, tra le quali il traffico di droga, il contrabbando e la prostituzione. Sì, avete capito bene, non si tratta di uno scherzo, pur di pessimo gusto. E tutto questo avrà un impatto non indifferente sui conti pubblici. Il famoso rapporto debito/pil italiano ne trarrà sicuramente giovamento (fate attenzione, non sarà quindi per gli 80 € di bonus renziano, come la stampa compiacente vi vorrà far credere!), visto che alcune stime parlano (per noi italiani) di un risultato complessivo oscillante fra l’1 e il 2%.

Evidentemente quindi, se Maometto non è andato alla montagna, i burocrati ed economisti di Bruxelles (d’accordo sicuramente con Padoan e c.), hanno portato la montagna al cospetto di Maometto. In pratica, se gli investitori stranieri scappano per via dell’illegalità diffusa nel Bel Paese, tanto vale valorizzare queste ricchezze di casa nostra (o cosa nostra se preferite…).

Voi pensate al famoso fiscal compact già discusso anche su questo mio blog, ad esempio in

– Visco, pensi alle banche, please!

e provate a pensare senza questo ricalcolo del PIL che cosa ne sarebbe stato. O lo si rigettava o la sua attuazione avrebbe significato il collasso definitivo per noi tutti.

Ora invece, di fatto le attività illegali potranno salvare  l’Italia e soprattutto il sistema euro, visto che la perdita di un tassello come il nostro stato avrebbe probabilmente significato una reazione a catena. Così i nostri conti potranno migliorare, la nostra casta politica, legittimata dal recente voto, continuerà ad esistere e a spremerci come limoni in maniera costante ma senza traumi che già non si conoscano.

E d altro aspetto ancor più assurdo sarà il modo in cui le attività illegali verranno conteggiate. Come calcolare i valori di un qualcosa che non è tracciabile, se non con criteri assolutamente discrezionali ed aleatori? Basterà che i nostri conti peggiorino ed ops…impennata della prostituzione e della vendita di droga, del contrabbando di sigarette e perché no, magari anche di quello di organi!!! E tutti felici e contenti a bearsi di questi progressi!!! Non serviranno dei pizzini per certificarlo, basterà l’Istat e verosimilmente un po’ di fantasia…

Insomma, Draghi e la Merkel l’hanno già fatto capire in tutte le salse, l’euro va salvato a tutti i costi. Ora ci si prova anche con la mafia, basta esserne consapevoli…

UN FISCO DA REPUBBLICA DELLE BANANE

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In Italia si sa che la materia fiscale è sicuramente una delle più ostiche da digerire. La pressione fiscale a cui sono sottoposti i contribuenti è salita non poco in questi anni e solo Padoan fa finta di non accorgersene, tenete a mente cosa vi dissi un po’ di settimane fa in PADOAN E L’(IN)SOTENIBILE LEGGEREZZA DEL FISCO ITALIANO. Ho già parlato a lungo di quanto il fisco sia pesante per le imprese, in particolare per le PMI (argomento affrontato in PMI I NUMERI DI UNA CRISI SENZA USCITA e PMI I NUMERI DI UNA CRISI CHE CONTINUA), ma non ho mai affrontato in modo diretto il discorso sulla tassazione degli  immobili. Tassazione che secondo la CGIA di Mestre ha raggiunto aumenti incredibili. Leggete qua

TASSE CASA: PIU’ 88% QUELLE SUL POSSESSO – I dati della Cgia riguardano l’ammontare complessivamente pagato al fisco. Come si legge nell’infografica qui sotto, tra il 2007 e il 2014 il prelievo complessivo legato alla redditività degli immobili è salito dell’1,0%, da 9,256 a 9.334 milioni di euro; quello legato al trasferimento di immobili è sceso a 11.853 milioni di euro dai 15,479 del 2007, il 23% in meno, soprattutto a causa delle difficoltà incontrate dal mercato immobiliare in questi ultimi anni; le tasse legate al possesso sono invece salite dell’88,0%, portando l’ammontare complessivo a 32.576 milioni di euro dai 17,367 del 2007.”

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Non parlo ovviamente a caso di immobili, visto l’allarme lanciato da Bankitalia appena 3 giorni fa sugli ulteriori prossimi aumenti…

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Non è assolutamente così”, ribatte anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio, che spiega che va preso a riferimento il 2012, l’anno in cui l’Imu era pienamente applicata sulle prime case. In realtà, se si guarda ai dati Bankitalia, che con il 2,5 per mille calcolano un ‘pareggio’ con il 2012, è facile pensare che la realtà potrebbe anche essere peggiore: moltissimi comuni hanno scelto il 2,5 per mille e sono tantissimi anche i capoluoghi di regione, che hanno deciso di aumentare ulteriormente di uno 0,8 arrivando al 3,3 per mille; in cambio introdurranno detrazioni e sgravi”

In sostanza, scusate il francesismo, tanto casino e una porcata come il decreto IMU-Bankitalia, per poi tornare al punto di prima e con l’aggravante di un maxi regalo fatto alle banche (che pagheranno i soliti noti).

Ma l’eccessiva tassazione è solo uno degli elementi che ci fa capire come l’Italia gestisca male la materia fiscale (possibile fare peggio?). Altri due punti sono a mio giudizio incriminati: l’enormità di scadenze e l’incertezza che regna sovrana in tema di regole tributarie fino a pochi giorni dall’applicazione delle stesse. Raccolgo da pmi.it dell 19 maggio scorso

Fra giugno e luglio i contribuenti italiani sborseranno 75 miliardi di euro, distribuiti in una trentina di scadenze fiscali (18 nel solo mese di giugno9 a partire da IRPEF, IMU-TASI, TARI, IVA, IRES e IRAP. Un ingorgo tributario che comporta un superlavoro dei CAF e uno sforzo economico per famiglie e aziende, aggravato dai costi della burocrazia. Secondo un’elaborazione Cgia di Mestre su dati della Banca Mondiale, per pagare le tasse in Italia servono 269 ore all’anno (33 giorni lavorativi): nell’area Euro solo il Portogallo registra una situazione peggiore”

Ed in merito alle regole, sempre da pmi.it del 28 maggio scorso

“ I governanti italiani che negli ultimi anni hanno introdotto, tolto e cambiato le regole di pagamento con impressionante frequenza – spesso e volentieri a ridosso delle scadenze – hanno tutti dimenticato che esiste una legge che si chiama Statuto del Contribuente (legge 212/2000), che impedisce di cambiare le regole del gioco in materia tributaria a meno di 60 giorni dagli adempimenti a cui si riferiscono, con il preciso scopo di facilitare la vita al contribuente. Ebbene, il pagamento della prima rata TASI-IMU scade il 16 giugno e ancora non si conoscono le aliquote della maggioranza delle città (vai alla mappa). Non solo: è stato annunciato uno slittamento nei Comuni che non fanno in tempo a deliberare in tempo utile, senza però capire se riguardi prime case, immobili d’impresa, tutti gli immobili. Il tutto, a poche settimane dalla scadenza…

Evidentemente si tratta di un caso in cui sbagliando non si impara anzi si peggiora, perchè situazioni analoghe si sono create puntualmente negli ultimi anni a ridosso di tutte o quasi le scadenze per il pagamento IMU, tassa che in soli tre anni è stata oggetto di tali e tanti cambiamenti che solo elencarli è un’impresa. In  quattro governi (Berlusconi, Monti, Letta e Renzi) e due parlamenti, tutti hanno introdotto novità in corsa”

Questa è l’Italia, il fu paese del Bengodi. Ormai un’acclarata repubblica delle banane…