UN FISCO DA REPUBBLICA DELLE BANANE

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In Italia si sa che la materia fiscale è sicuramente una delle più ostiche da digerire. La pressione fiscale a cui sono sottoposti i contribuenti è salita non poco in questi anni e solo Padoan fa finta di non accorgersene, tenete a mente cosa vi dissi un po’ di settimane fa in PADOAN E L’(IN)SOTENIBILE LEGGEREZZA DEL FISCO ITALIANO. Ho già parlato a lungo di quanto il fisco sia pesante per le imprese, in particolare per le PMI (argomento affrontato in PMI I NUMERI DI UNA CRISI SENZA USCITA e PMI I NUMERI DI UNA CRISI CHE CONTINUA), ma non ho mai affrontato in modo diretto il discorso sulla tassazione degli  immobili. Tassazione che secondo la CGIA di Mestre ha raggiunto aumenti incredibili. Leggete qua

TASSE CASA: PIU’ 88% QUELLE SUL POSSESSO – I dati della Cgia riguardano l’ammontare complessivamente pagato al fisco. Come si legge nell’infografica qui sotto, tra il 2007 e il 2014 il prelievo complessivo legato alla redditività degli immobili è salito dell’1,0%, da 9,256 a 9.334 milioni di euro; quello legato al trasferimento di immobili è sceso a 11.853 milioni di euro dai 15,479 del 2007, il 23% in meno, soprattutto a causa delle difficoltà incontrate dal mercato immobiliare in questi ultimi anni; le tasse legate al possesso sono invece salite dell’88,0%, portando l’ammontare complessivo a 32.576 milioni di euro dai 17,367 del 2007.”

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Non parlo ovviamente a caso di immobili, visto l’allarme lanciato da Bankitalia appena 3 giorni fa sugli ulteriori prossimi aumenti…

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Non è assolutamente così”, ribatte anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio, che spiega che va preso a riferimento il 2012, l’anno in cui l’Imu era pienamente applicata sulle prime case. In realtà, se si guarda ai dati Bankitalia, che con il 2,5 per mille calcolano un ‘pareggio’ con il 2012, è facile pensare che la realtà potrebbe anche essere peggiore: moltissimi comuni hanno scelto il 2,5 per mille e sono tantissimi anche i capoluoghi di regione, che hanno deciso di aumentare ulteriormente di uno 0,8 arrivando al 3,3 per mille; in cambio introdurranno detrazioni e sgravi”

In sostanza, scusate il francesismo, tanto casino e una porcata come il decreto IMU-Bankitalia, per poi tornare al punto di prima e con l’aggravante di un maxi regalo fatto alle banche (che pagheranno i soliti noti).

Ma l’eccessiva tassazione è solo uno degli elementi che ci fa capire come l’Italia gestisca male la materia fiscale (possibile fare peggio?). Altri due punti sono a mio giudizio incriminati: l’enormità di scadenze e l’incertezza che regna sovrana in tema di regole tributarie fino a pochi giorni dall’applicazione delle stesse. Raccolgo da pmi.it dell 19 maggio scorso

Fra giugno e luglio i contribuenti italiani sborseranno 75 miliardi di euro, distribuiti in una trentina di scadenze fiscali (18 nel solo mese di giugno9 a partire da IRPEF, IMU-TASI, TARI, IVA, IRES e IRAP. Un ingorgo tributario che comporta un superlavoro dei CAF e uno sforzo economico per famiglie e aziende, aggravato dai costi della burocrazia. Secondo un’elaborazione Cgia di Mestre su dati della Banca Mondiale, per pagare le tasse in Italia servono 269 ore all’anno (33 giorni lavorativi): nell’area Euro solo il Portogallo registra una situazione peggiore”

Ed in merito alle regole, sempre da pmi.it del 28 maggio scorso

“ I governanti italiani che negli ultimi anni hanno introdotto, tolto e cambiato le regole di pagamento con impressionante frequenza – spesso e volentieri a ridosso delle scadenze – hanno tutti dimenticato che esiste una legge che si chiama Statuto del Contribuente (legge 212/2000), che impedisce di cambiare le regole del gioco in materia tributaria a meno di 60 giorni dagli adempimenti a cui si riferiscono, con il preciso scopo di facilitare la vita al contribuente. Ebbene, il pagamento della prima rata TASI-IMU scade il 16 giugno e ancora non si conoscono le aliquote della maggioranza delle città (vai alla mappa). Non solo: è stato annunciato uno slittamento nei Comuni che non fanno in tempo a deliberare in tempo utile, senza però capire se riguardi prime case, immobili d’impresa, tutti gli immobili. Il tutto, a poche settimane dalla scadenza…

Evidentemente si tratta di un caso in cui sbagliando non si impara anzi si peggiora, perchè situazioni analoghe si sono create puntualmente negli ultimi anni a ridosso di tutte o quasi le scadenze per il pagamento IMU, tassa che in soli tre anni è stata oggetto di tali e tanti cambiamenti che solo elencarli è un’impresa. In  quattro governi (Berlusconi, Monti, Letta e Renzi) e due parlamenti, tutti hanno introdotto novità in corsa”

Questa è l’Italia, il fu paese del Bengodi. Ormai un’acclarata repubblica delle banane…

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4 comments

  1. In questi giorni sono a Roma, ad ogni angolo c’è un ministero di non so cosa, come possiamo mantenerli tutti? Forse con la tasi e l’aumento dell’88% della tassa sulla casa?
    GP

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