FERMIAMO QUESTA RIFORMA DEL SENATO!

Senato riforma Renzi

 

Avevo appena terminato il mio post sulla riforma del Senato, quando ho letto sulla pagina Facebook di un amico, Michele Anello, studente universitario, un post bellissimo, che con meno parole di quelle usate da me, spiegava al meglio ciò che sta avvenendo oggi con la riforma del Senato del duo Renzi Berlusconi. Ho deciso di cancellare il mio post, chiedendo a Michele di poter pubblicare il suo sul mio blog. E lo ringrazio tantissimo per aver acconsentito.

La cosa mi ha piacevolmente sorpreso, in questi periodi in cui non ho molta fiducia nel futuro. Trovare uno studente con la passione civile che ha Michele, che segue la politica come lui, mi fa ben sperare. E spero che siano tanti i Michele, perché sono convinto che, indipendentemente dalle idee politiche di ognuno di loro, avremmo tutti da guadagnarci.

Quando nel 2006 Berlusconi tentò di riformare la costituzione il suo progetto non era molto distante da quello che oggi propone Renzi. “Arriva il premierato forte, accompagnato da devolution e Senato federale.” Così titolava La Repubblica durante quei giorni del 2006 e aveva ben ragione di farlo: con quella riforma infatti Berlusconi e il suo governo si sarebbero assicurati un controllo pressoché illimitato dei poteri dello stato, facendo cadere alcuni dei contrappesi fondamentali in un ordinamento democratico.

Oggi siamo nuovamente davanti alla possibilità di veder cambiare la Costituzione a favore di un premier forte che tutto prende e tutto decide, consacrato dal consenso popolare che mancò a Berlusconi. Infatti la riforma del 2006 fu bloccata da un referendum chiesto a gran voce da opposizioni, giornali ed elettori. Eh si, perché oggi la grande differenza è questa, a fare le riforme è un governo di centrosinistra (con l’ottimo appoggio di Berlusconi e Verdini ovviamente). Ecco perché giornali come La Repubblica che non avevano (giustamente) risparmiato bordate all’allora governo,ora tacciono. Anzi, si magnifica la velocità e la risolutezza di Renzi che in barba alle opposizioni, tira dritto per la sua strada che lo porta all’8 agosto,dimenticando che parole come tagliola e democrazia non suonano bene vicine. Una sorta di democrazia alternata,quando è Renzi a parlare di riforme chi lo critica è un gufo, un conservatore che non vuole cambiare.

Poco importa che stia modificando la costituzione con un condannato. Non risponde mai nel merito Matteo, preferisce parlare di “Generazione Telemaco” e altre cagate del genere, però guai a parlare di deriva autoritaria, di accentramento dei poteri in maniera sproporzionata nelle mani dell’esecutivo (Corte costituzionale,Presidente della Repubblica etc.).

Se qualcuno dovesse chiedere perchè con i problemi che abbiamo perdiamo tempo con le riforme costituzionali,si sentirebbe rispondere “ce le chiede l’Europa”, la più gettonata, o “per snellire l’iter legislativo”. La verità è che l’Europa ci chiede sì riforme, ma riforme sul piano del lavoro, dell’economia, non riforme dell’assetto istituzionale.

Per quanto riguarda l’iter legislativo è curioso ricordare come le maggiori porcate degli ultimi anni siano passate in un batter d’occhio (vedi lodo Alfano e Legge Fornero). Sarà mica colpa della volontà politica più che dell’iter parlamentare? Ci troviamo davanti a un bivio, lo so stiamo tutti pensando alle vacanze, abbiamo finito alcuni scuola, altri gli esami, abbiamo solo voglia di svagarci e staccare la spina per qualche tempo. Ma da italiani non dobbiamo abbassare la guardia, perché le riforme di cui sentite parlare in questi giorni, saranno un tassello fondamentale per la nostra vita di domani, per scegliere chi ci governerà e per avere garanzie di una democrazia vera. Questa gente va fermata, e va fermata subito! (M. Anello)

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