Mese: agosto 2014

LA PROVINCIA SPARISCE. MA SPARISCONO ANCHE I FONDI

 

Mi sono occupato già altre volte sulle pagine di questo blog del decreto Del Rio, sia in

– Decreto Del Rio: una riforma pasticciata

Che in

– Da Del Rio né abolizione né riordino ma molto caos

E di questo argomento ho già discusso con gli amici attivisti sia in meetup che al bar. Ma oggi leggendo questo articolo dell’edizione genovese di Repubblica e relativo alla Provincia di Genova, mi sono reso conto di quanto la situazione sia più grave di quanto potessi immaginare

Tagli provincia Repubblica

 

“Pulizia degli alvei di torrenti e rii quasi azzerata, con tagli per due milioni di euro, così come accadrà alla manutenzione delle strade, su tutto il territorio della Provincia. Chiusura totale delle centraline per l’ambiente, che rilevano la presenza di agenti inquinanti e analizzano l’aria che respiriamo. Tagli per 300.000 euro ai contributi agli studenti in situazioni di svantaggio. E poi “riduzione degli stanziamenti, pensionamenti, mobilità”, per i dipendenti della Provincia, per cui è prevista una rasoiata di quasi sette milioni di euro….

La delibera numero 22 smonta punto per punto, sottraendo milioni di euro, gran parte delle eccellenze di competenza della Provincia, che dal 31 dicembre si dissolverà definitivamente per trasformarsi in Città metropolitana. Ma i tagli rimangono: valgono nel 2014, a esercizio in corso, 5 milioni. Per il 2015 e 2016 saranno di 8 milioni all’anno. E si abbattono su settori delicatissimi: il territorio, le fasce deboli, i lavoratori…

Tagli pesanti si abbatteranno anche sul personale della Provincia, tanto che nel documento si parla, oltre che di pensionamenti, anche di ridimensionamenti e di mobilità. Insomma la delibera pare la cronaca di un disastro annunciato. Del resto non è ancora chiaro che fine faranno i 900 dipendenti della Provincia, quando scatterà il 1° gennaio. 

Attendevano un decreto disciplinare che definisse le funzioni delle città metropolitane, in cui confluiranno: doveva arrivare il 5 luglio, poi l’8 agosto. Adesso è annunciato per settembre. Di fatto ci sono settori che ancora non sapranno se confluiranno nella città metropolitana o se saranno “assorbiti” dalla Regione: le politiche del lavoro, la formazione professionale e i centri di servizi per l’impiego. Questi ultimi, peraltro, coinvolgono anche diversi servizi appaltati a cooperative, con circa 300 lavoratori coinvolti.”

A leggere l’articolo non riesco a comprendere quanto la Del Rio sia direttamente responsabile della situazione per quel che concerne i fondi a disposizione. In realtà sembra che il nuovo decreto di riorganizzazione degli enti locali sia più un pretesto per fare l’ennesima sforbiciata sui servizi e forse, stando a quanto si legge, anche sul personale della provincia.

La cosa è gravissima, specie per una provincia come quella genovese, in cui il territorio, se non curato, non diventa altro che una bomba ad orologeria, pronta a deflagrare pesantemente. Un territorio che sta già conoscendo da tempo l’incuria e l’abbandono, specie per quel che riguarda i boschi ed i fiumi. E su cui la prevenzione negli anni recenti ha spesso latitato (di certo più che nel passato), con competenze passate dalle comunità montane (poi soppresse nel 2011) alle province.

Ora queste competenze dovrebbero passare dalla provincia alla città metropolitana. Ma se all’incognita della tempistica in cui avverrà, aggiungiamo che i fondi saranno pesantemente tagliati, non potranno che peggiorare sia l’incuria del territorio che il rischio idrogeologico.

Ed il personale? Come verrà riallocato? Vi saranno effettivamente esuberi? E’ buffo che addirittura il decreto prevedesse al comma 94 che

“ Al fine di tener conto degli effetti anche finanziari derivanti dal trasferimento dell’esercizio delle funzioni, con il  decreto  del Presidente del Consiglio dei ministri di cui  al  comma  92  possono essere modificati gli obiettivi del patto di stabilita’ interno e le facolta’ di assumere delle province e degli enti  subentranti,  fermo restando  l’obiettivo  complessivo”

Chiudo con due considerazioni:

– I tagli della spesa pubblica, come si vede in questo caso, cadono sempre sulle spalle dei cittadini, in termini di disservizi. Ed in questo caso, se la mancanza di prevenzione e manutenzione portasse a nuove alluvioni (per citare gli eventi più gravi), il risparmio potrebbe essere addirittura nullo, con nuova spesa pubblica per la riparazione dei danni ed i rimborsi ai danneggiati (al netto delle implicazioni morali). Il tutto mentre aspettiamo trepidanti i tagli alla classe politica, sempre sbandierati e mai o poco attuati

– Inutile investire in grandi opere, la vera risorsa sarebbe quella della prevenzione sul territorio e la manutenzione delle infrastrutture. Ma forse investire molti soldi su di una singola opera si presta anche a tutte le poco trasparenti operazioni di contorno che le recenti storie sull’Expo e sul Mose ci hanno insegnato

 

 

IO STO CON DI BATTISTA

Di Battista bambini

 

Sarebbe troppo facile scomodare Gino Strada e i suoi pensieri sulla guerra per comprendere le parole di Di Battista ed allora cito chi, per moltissimi versi è stato antitetico sia a Strada che a Di Battista e viene oggi se non osannato, rivalutato in maniera bipartisan dai partiti di governo. Parlo di Giulio Andreotti che nel 2005 in una intervista a La Stampa disse:

”Se fossi nato in un campo profughi del Libano, forse sarei diventato anch’io un terrorista”.
 

Allora non mi pare si siano registrate levate di scudi contro il divin Giulio, quelle che oggi si vedono contro Di Battista, decontestualizzando ed estrapolando una sua frase dall’interno di un post molto lungo e forse non storicamente impeccabile, ma che dice una cosa di buon senso comune. E cioè che se destabilizzi un’area, violando l’autodeterminazione dei popoli e bombardando dall’alto anche popolazioni inermi, difficilmente non otterrai una reazione. Lungi dal giustificarli, ma gli atti di terrorismo diventano così la logica conseguenza dell’aggressione subita, da parte di chi non ha altri modi per difendersi. Del resto oltre ad Andreotti lo disse già nel 2008 anche il sindaco di sinistra londinese Ken Livingstone:

“Sì, certo, gli attentati terroristi sono inaccettabili, però se gli arabi avessero fatto in Gran Bretagna quello che abbiamo fatto noi per un secolo nel mondo arabo io sarei un terrorista inglese”

Livingstone che sulle pagine di Europa, il quotidiano organo ufficiale del PD, il 05 agosto del 2008, veniva citato senza che gli si muovesse alcuna critica (anzi…semmai si poteva intendere il contrario) allorchè veniva riportato quanto segue:

«L’accettazione della tesi secondo cui l’invasione dell’Iraq ha accresciuto la possibilità di un attacco terroristico contro Londra va ora ben aldilà dei soliti sospetti»…Finché «Saddam uccideva con il gas gli iraniani, i curdi e gli altri oppositori degli Stati Uniti, veniva rifornito di armi e di ogni altro sostegno». E «dopo l’invasione del 2003, 
quando le truppe americane sono state dispiegate per proteggere il ministero del petrolio mentre  il resto del paese veniva razziato, quando i contratti chiave per la ricostruzione sono andati in appalto alle compagnie americane, gli iracheni hanno capito cosa avevano in serbo per loro».

Ora, cara Serracchiani, esimio Nicodemo e quant’altri nel PD si sono presi la briga di tacciare Di Battista di irresponsabilità (per non parlare della solita stampa prezzolata), perchè non vi fate un bell’esamino di coscienza quando, ad esempio, comprate gli F35? E perché non riflettete un attimo quando pensate di armare i curdi per poter contrastare l’Isis? Quei curdi che non hanno mai avuto nessuno stato (perché di loro mai è fregato nulla a nessuno in occidente) ed i cui membri del PKK turco sono addirittura ancora inseriti nella lista nera del terrorismo…Siamo sicuri che non si destabilizzi ulteriormente la regione e non si amplii ancora di più il conflitto?

…Senza che mi si faccia pensar male al business del mercato delle armi (che è meglio)…

Io so già come finirà questa storia…si tireranno fuori al momento opportuno tutte le bandiere della pace, bisogna solo aspettare che gli eventi facciano il loro corso. Ma intanto ci si può sentire un pò più leggeri, versando il 5 per mille a fine anno ad Emergency o a Medici senza frontiere.

Siamo o non siamo in fondo delle buone persone?

LA RIPRESA NON ARRIVA, NEPPURE CON L’ESTATE. LO DICE L’ISTAT

ISTAT

Allora, caro Matteo Renzi, eravamo tutti gufi? La colpa è la nostra che non abbiamo sostenuto le tue palle colossali se l’Italia anziché crescere continua la sua discesa verso il baratro? E’ colpa nostra se i tuoi slogan, il tuo bonus da 80 € non hanno fatto ripartire l’economia? Vabbè dai, la mia parte di colpa me la prendo…sai qual è? Di non essere riuscito a convincere abbastanza gente che tu eri tutto chiacchiere e distintivo. Le chiacchiere, peraltro, le avevo già notate. Ancor prima delle tue slides da mercante di cifre, quando tu dicevi “mai al governo senza elezioni”, “Enrico stai sereno”, mentre tramavi che Bruto al tuo confronto era un santo. E poi le slides sono state magnifiche, favolose per l’italiano medio che ti avrebbe dovuto consacrare, riconoscere in te la nuova luce, l’uomo giovane, forte e che va veloce, accattivante a favor di telecamera, che rassicura. Sì perché Grillo dice le parolacce, dice che crolla tutto e noi abbiamo ancora bisogno di sognare, di essere rassicurati. Non possiamo permetterci qualcuno che ci svegli dal nostro dolce torpore, sempre più simile (parlo di nazione) al sonno eterno. Ora che l’Istat dice che siamo messi male, addirittura peggio di quanto i gufi pensassero, ci fidiamo ancora di te, dei tuoi proclami? Vogliamo credere alle tue mirabolanti frasi che ci ha ricordato magnificamente l’Abate Faria nel suo post

IL BOTTO DI RENZI (SIAMO ALLA T-O-T-A-L-E FOLLIA ED IO HO PERSO LA PAZIENZA) ?

– “…che la crescita sia 0,4 o 0,8 o 1,5% non cambia niente dal punto di vista della vita quotidiana delle persone”.
– “non c’è una evidenza empirica che ci consente di associare un’alta spesa pubblica e un’alta pressione fiscale con una bassa crescita economica”… (detto da uno della “corte renziana”…)
– Spending review, Renzi scarica Cottarelli. “Numeri non sono un problema”
– “L’Italia è già ripartita”
– “La Ripresa dell’Italia guiderà la Ripresa Europea…”
etc etc

Poi, dinanzi allo sfacelo del paese, ai suicidi e alla disperazione, alle imprese che chiudono, ad un aumento delle tasse senza fine, ad una povertà dilagante e senza precedenti, al possibile arrivo della Troika, alle persone che perdono il lavoro e a quelle che, pur avendolo, non vanno più neppure una settimana in ferie…

Eccolo, il Premier: “andate sereni in vacanza, a settembre ripresa col botto”

– …Economia, Renzi: “Lavoriamo per una ripresa col botto a settembre
“Noi ad agosto saremo al lavoro a completare il programma dei mille giorni. A settembre ci sarà una ripartenza col botto”.

Sì Matteo, il botto…ma che botto? Speriamo non sia quello che dico io…e vediamo se questo boom re Giorgio sarà capace di sentirlo, dopo non avere sentito quello delle tue fragorose sparate…

Dicevo chiacchiere e distintivo. Delle chiacchiere ne ho già parlato, ma del distintivo che dire? Non è il tuo un comportamento autoritario? Te lo dicono in molti (già…tutti gufi per te, anche i nostri costituzionalisti), ma tu rifiuti questo termine. Eppure spiegami perché anche dentro al tuo partito, sempre più personalistico, i tuoi senatori se si procede a voto segreto mostrano segni di dissenso, mentre a scrutinio palese sono tutti coperti ed allineati? Lo trovo preoccupante un sistema in cui si deve usare la maschera per esprimere le proprie opinioni. E’ segno di democrazia? E perché  imporre per ben 18 volte la fiducia sui decreti governativi, se non per stroncare discussioni ed emendamenti? Ricordo tutte le critiche (giuste) del PD a Berlusconi sui voti di fiducia. Io li ricordo, forse i piddini no…sennò non si spiegherebbe il record del governo Renzi. Ecco lo schema recuperato dall’Huffington Post

– Prodi II (2006- 2008): 28 voti di fiducia – media 1,1 al mese
– Berlusconi IV (2008- 2011): 53 voti di fiducia – media 1,2 al mese
– Monti (2011-2013): 51 voti di fiducia – media 3 al mese
– Letta (2013-2014): 9 voti di fiducia – media 0,9 al mese
– Renzi (2014-): 18 voti di fiducia – media 3,2 al mese

Insomma, caro Renzi, l’ISTAT (come se non bastasse tutto il mondo dell’informazione non schierato dalla tua parte e molti blogger indipendenti) ha certificato il tuo fallimento. Prima che fallisca il paese (e lo reputo davvero, pericolosamente vicino), caro illusionista, convinciti che i gufi avevano ragione e togli gentilmente il disturbo. Sarebbe davvero la cosa più utile che potresti fare, se davvero ci vuoi bene