LA PROVINCIA SPARISCE. MA SPARISCONO ANCHE I FONDI

 

Mi sono occupato già altre volte sulle pagine di questo blog del decreto Del Rio, sia in

– Decreto Del Rio: una riforma pasticciata

Che in

– Da Del Rio né abolizione né riordino ma molto caos

E di questo argomento ho già discusso con gli amici attivisti sia in meetup che al bar. Ma oggi leggendo questo articolo dell’edizione genovese di Repubblica e relativo alla Provincia di Genova, mi sono reso conto di quanto la situazione sia più grave di quanto potessi immaginare

Tagli provincia Repubblica

 

“Pulizia degli alvei di torrenti e rii quasi azzerata, con tagli per due milioni di euro, così come accadrà alla manutenzione delle strade, su tutto il territorio della Provincia. Chiusura totale delle centraline per l’ambiente, che rilevano la presenza di agenti inquinanti e analizzano l’aria che respiriamo. Tagli per 300.000 euro ai contributi agli studenti in situazioni di svantaggio. E poi “riduzione degli stanziamenti, pensionamenti, mobilità”, per i dipendenti della Provincia, per cui è prevista una rasoiata di quasi sette milioni di euro….

La delibera numero 22 smonta punto per punto, sottraendo milioni di euro, gran parte delle eccellenze di competenza della Provincia, che dal 31 dicembre si dissolverà definitivamente per trasformarsi in Città metropolitana. Ma i tagli rimangono: valgono nel 2014, a esercizio in corso, 5 milioni. Per il 2015 e 2016 saranno di 8 milioni all’anno. E si abbattono su settori delicatissimi: il territorio, le fasce deboli, i lavoratori…

Tagli pesanti si abbatteranno anche sul personale della Provincia, tanto che nel documento si parla, oltre che di pensionamenti, anche di ridimensionamenti e di mobilità. Insomma la delibera pare la cronaca di un disastro annunciato. Del resto non è ancora chiaro che fine faranno i 900 dipendenti della Provincia, quando scatterà il 1° gennaio. 

Attendevano un decreto disciplinare che definisse le funzioni delle città metropolitane, in cui confluiranno: doveva arrivare il 5 luglio, poi l’8 agosto. Adesso è annunciato per settembre. Di fatto ci sono settori che ancora non sapranno se confluiranno nella città metropolitana o se saranno “assorbiti” dalla Regione: le politiche del lavoro, la formazione professionale e i centri di servizi per l’impiego. Questi ultimi, peraltro, coinvolgono anche diversi servizi appaltati a cooperative, con circa 300 lavoratori coinvolti.”

A leggere l’articolo non riesco a comprendere quanto la Del Rio sia direttamente responsabile della situazione per quel che concerne i fondi a disposizione. In realtà sembra che il nuovo decreto di riorganizzazione degli enti locali sia più un pretesto per fare l’ennesima sforbiciata sui servizi e forse, stando a quanto si legge, anche sul personale della provincia.

La cosa è gravissima, specie per una provincia come quella genovese, in cui il territorio, se non curato, non diventa altro che una bomba ad orologeria, pronta a deflagrare pesantemente. Un territorio che sta già conoscendo da tempo l’incuria e l’abbandono, specie per quel che riguarda i boschi ed i fiumi. E su cui la prevenzione negli anni recenti ha spesso latitato (di certo più che nel passato), con competenze passate dalle comunità montane (poi soppresse nel 2011) alle province.

Ora queste competenze dovrebbero passare dalla provincia alla città metropolitana. Ma se all’incognita della tempistica in cui avverrà, aggiungiamo che i fondi saranno pesantemente tagliati, non potranno che peggiorare sia l’incuria del territorio che il rischio idrogeologico.

Ed il personale? Come verrà riallocato? Vi saranno effettivamente esuberi? E’ buffo che addirittura il decreto prevedesse al comma 94 che

“ Al fine di tener conto degli effetti anche finanziari derivanti dal trasferimento dell’esercizio delle funzioni, con il  decreto  del Presidente del Consiglio dei ministri di cui  al  comma  92  possono essere modificati gli obiettivi del patto di stabilita’ interno e le facolta’ di assumere delle province e degli enti  subentranti,  fermo restando  l’obiettivo  complessivo”

Chiudo con due considerazioni:

– I tagli della spesa pubblica, come si vede in questo caso, cadono sempre sulle spalle dei cittadini, in termini di disservizi. Ed in questo caso, se la mancanza di prevenzione e manutenzione portasse a nuove alluvioni (per citare gli eventi più gravi), il risparmio potrebbe essere addirittura nullo, con nuova spesa pubblica per la riparazione dei danni ed i rimborsi ai danneggiati (al netto delle implicazioni morali). Il tutto mentre aspettiamo trepidanti i tagli alla classe politica, sempre sbandierati e mai o poco attuati

– Inutile investire in grandi opere, la vera risorsa sarebbe quella della prevenzione sul territorio e la manutenzione delle infrastrutture. Ma forse investire molti soldi su di una singola opera si presta anche a tutte le poco trasparenti operazioni di contorno che le recenti storie sull’Expo e sul Mose ci hanno insegnato

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...