Mese: settembre 2014

TEMPI DI PAGAMENTO DEBITI PA: ITALIA ULTIMA IN UE. AVEVATE DUBBI?

 

 

 

 

Li vorrei proprio vedere di persona Renzi e Vespa andare in pellegrinaggio insieme a monte Senario. Il motivo è di dominio pubblico e riguarda la promessa di pagare i debiti pregressi della PA entro il 21 settembre. Scommessa che stando ai due (al conduttore e al premier) è stata vinta da entrambi. Facciamo un po’ di cronistoria nel merito:

–  il 24 febbraio “Il Bomba” Renzi la sparò molto grossa dicendo che entro 15 giorni lo stato avrebbe pagato interamente i propri debiti…se lo chiamavano “Il Bomba”, gli amici di scuola avranno avuto pure dei buoni motivi…

-poi il 13 di marzo, preda di un altro attacco di annuncite, Renzi si corresse e spostò la data più in là, molto più in là: “Entro il 21 settembre, giorno di San Matteo, li paghiamo tutti, altrimenti gli italiani so dove mi mandano…” …se ti interessa caro Matteo, lo farei per molto meno… 😉

– il mese successivo, il premier viene smentito dal DEF che parla di fine ottobre. Ma forse Renzi non è stato informato da Padoan

– Padoan forse non lo informerà neppure a luglio, allorchè il suo ministero dirà a chiare lettere che i creditori dello stato verranno rimborsati integralmente entro fine anno

Fatto sta che ad oggi Renzi sostiene che i fondi sono disponibili mentre le aziende lamentano di non essere ancora state pagate e che il sistema per certificare il proprio credito sul sito preposto messo a disposizione dal governo rappresenta molti scogli che sembrano fatti ad arte per procrastinare il pagamento. Siamo in Italia, credo più ai miei colleghi che al Bomba. E quindi non si sa chi abbia vinto la scommessa tra Vespa e Renzi, ma un pellegrinaggio farà bene ad entrambi. Di fatto se Renzi andrà davvero in pellegrinaggio questa sarà ad oggi una delle poche promesse mantenute di fronte agli italiani (oltre agli 80 euro, l’unica che mi ricordi…)

Mi interessa però maggiormente vedere qual è la situazione dell’Italia in Europa. Vi ricordate a proposito del post sulle Procedure d’infrazione quando vi dicevo che siamo sempre in testa nelle classifiche delle cose peggiori ed in fondo in quelle migliori? Ovviamente anche qua non facciamo eccezione (fonte PMI.it)

Tempi pagamento PA

 

Ultimi dietro a Grecia, Spagna e Portogallo. Ovviamente le nazioni più virtuose sono quelle del nord, alcune inferiori ai 30 giorni. Ma la media UE è di 58 giorni, a fronte dei nostri 165, (5 MESI E MEZZO!!!), 107 giorni (3 MESI E MEZZO!!!) sopra alla media.

Tutto questo mentre si scopre che dal 2007 la produzione industriale è calata del 25%, che i fallimenti sono in aumento anche nel 2014 (+14,3% nel periodo aprile-giugno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso), toccando record storici e mentre il problema delle imprese, per il governo, viene ricercato nell’abolizione dell’articolo 18 e non nella burocrazia, nelle troppe tasse, nel credit crunch e, per l’appunto, nei pagamenti dei crediti nei confronti della PA. Più che un #passodopopasso, una #balladopoballa

ITALIA: AUMENTERANNO LE SPESE MILITARI. MA QUELLE PER LA CULTURA RESTERANNO AL PALO?

E così, mentre Cottarelli spinge per tagli di 20 miliardi tra le spese dei vari ministeri, arriva quello che non ti aspetti. E cioè che la risoluzione finale durante l’ultimo vertice NATO, porterà l’Italia ad impegnare ogni anno il 2% del proprio PIL per la Difesa entro i prossimi 10 anni. Alcuni siti, senza citare i 10 anni come limite temporale e i termini dell’accordo riguardante la percentuale di PIL impiegata, provano a fare i conti e sottolineano come l’incremento sarà di 10 miliardi di euro. Difficile dire quanto la cifra sia veritiera, poiché secondo alcune fonti (ad esempio Openpolis) la spesa attuale italiana non supera l’1,3% del PIL (ed in questo caso la cifra citata di 10 miliardi sarebbe giusta, passando quindi dagli attuali 20 ai futuri 30 miliardi), mentre altre fonti (Internazionale) citano la cifra di 26 miliardi di euro, corrispondente all’1,7% del PIL. Cifra che corrisponde anche a quella di Global Firepower, che racchiude dati sulla situazione delle forze armate nel mondo. A proposito di Global Firepower, guardatevi questa classifica

Spese militari

 

L’Italia risulta essere complessivamente al 12° posto nel mondo, conteggiando risorse materiali (uomini ed armamenti) e budget di spesa, ma addirittura all’8° se si guarda alle sole spese militari.

Tutto questo stride di fronte alla classifica riguardante la spesa per l’istruzione e la cultura per la quale risultiamo ultimi in Europa (dati 2011)

Spesa italiana cultura

 

ed ancor più se pensiamo al patrimonio artistico italiano, visitato ogni anno da milioni di persone, che portano al 36% la spesa turistica legata ai nostri beni culturali ed artistici

Spesa turismo culturale

 

Per concludere, viene da chiedersi dove vogliamo andare, cosa vogliamo che sia del nostro domani. Se guardare al nostro splendore passato non possa aiutarci a darci una visione, una prospettiva  futura, investendo di più in istruzione e cultura per migliorare ulteriormente quel 36% ed alzare un PIL sempre più fiacco ed avviato ad una stagnazione perenne.

Ed altra riflessione è di quanto sia sempre più evidente che l’indipendenza e la sovranità italiana siano sempre più sotto pressione dalle varie alleanze di cui facciamo parte. Da un lato l’Unione Europea e i suoi rigorosi vincoli di bilancio, dall’altro, come in questo caso, la NATO che ci obbliga a spendere di più in armamenti (magari contravvenendo proprio alle direttive in materia finanziaria della UE e della BCE). E noi, come sempre, non siamo altro che il classico vaso di coccio in mezzo ai vasi di ferro