TFR IN BUSTA PAGA: CI RIMETTERANNO TUTTI

Essendo un piccolo imprenditore, la mia posizione sulla questione TFR riproposta da Renzi è abbastanza facile da intuire. Ma per onestà devo dire che, a scanso di equivoci, il TFR riguarda i soldi dei lavoratori (e non delle aziende) che in una situazione normale, secondo me, il lavoratore dovrebbe avere facoltà di poter usare a suo piacimento. Lasciarli in azienda come avviene oggi, lasciarli all’INPS o a fondi per maturare una pensione integrativa (come molti hanno deciso di fare) oppure richiederli ogni mese in busta paga senza quindi maturare alcunché al termine del rapporto di lavoro con la propria azienda, come vorrebbe si facesse oggi Renzi.
Ma farlo oggi, con la crisi che sta soffocando le imprese (e di conseguenza i lavoratori) è assolutamente un’idiozia. Se le banche non erogano più credito alle imprese, è evidente di come oggi quei soldi vengano utilizzati dalle aziende per autofinanziarsi. Chi è più fortunato per investire ed innovarsi, chi è più in difficoltà (e ad oggi sono la stragrande maggioranza, specie nelle PMI), per avere una fonte di liquidità corrente. Per pagare quindi gli stessi stipendi e i fornitori. Togliere questa linfa significa quindi fare un torto ai lavoratori stessi. E per inciso se un’azienda dovesse fallire o anche semplicemente trovarsi in stato di insolvenza (come hanno stabilito recenti sentenze della Corte di Cassazione), ecco che sarebbe l’INPS a doversi fare carico del credito del dipendente. La stessa INPS che se passasse la proposta di Renzi, si vedrebbe mancare anche l’introito di 3 miliardi annui derivanti da coloro che hanno già deciso di lasciare il proprio TFR al fondo complementare di previdenza.
Renzi vuole poi che le aziende siano finanziate per questa operazione coi soldi che la BCE presta attualmente alle nostre banche. Ma si tratta di un semplice giroconto? Perché se così fosse, ben venga che le imprese abbiano finanziamenti a tassi pari allo zero. E se invece fosse solo un’ulteriore manovra di speculazione bancaria? Le banche si accontenteranno dello 0,05% oppure speculeranno come fanno attualmente sugli affidamenti bancari alle imprese? E che garanzie chiederebbero in cambio? Guadagnandoci nulla non credo che si accontenteranno di poco, ma molti imprenditori in questi anni hanno già ipotecato immobili e concesso fidejussioni personali per affrontare la crisi. Cosa chiedergli ancora?
Ma se dalla parte delle imprese e dell’INPS la manovra è deleteria, per i lavoratori non saranno certo rose e fiori. Che ne sarà per molti di loro, degli 80 € della mancia renziana pre-elettorale? Se con il TFR in busta paga si supereranno i 1500 € netti, pare che del bonus non resti che il ricordo. In sostanza, il lavoratore per percepire la liquidazione, i suoi soldi, dovrà rinunciare ad avere quelli dello stato. Una beffa bella e buona! E che tassazione subirà quella del TFR in busta? La stessa, più alta, dello stipendio abituale o quella agevolata che lo contraddistingue attualmente alla cessazione del rapporto di lavoro?

Insomma…vuoi vedere che alla fine questa manovra non sia altro che un gioco (assai sporco) per tappare l’ennesima falla che porterà ad aprirne (come sempre) di più grosse? Sulle spalle, ovviamente, dei soliti noti

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