LA SOMMA URGENZA E’ LA PREVENZIONE

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In Italia il mantra ricorrente è che non ci sono i soldi. Non si capisce bene quanto dipenda dall’UE se la nostra politica economica sia ormai fatta di tagli e di nuove o più pesanti tasse, ma sta di fatto che la crisi (una delle parole più cliccate sul web) interessi ormai tutto e tutti da tempo.

Fa specie però che in questa mancanza di pecunia, pagata cara dai cittadini sulla propria pelle, i soldi non manchino mai per le grandi opere (TAV, Terzo Valico, Gronda, per citarne alcune) e non diventi neppure un problema il lievitare dei costi, caratteristica sempre presente negli appalti sul suolo patrio. Allo stesso modo, mentre si contano i milioni (le unità o decine) da dare agli alluvionati, non scandalizza che i costi per la TAV  aumentino di un paio di miliardi. E non scandalizzerà neppure che alla fine si troveranno le coperture per farvi fronte…

Tutto questo mentre ci sono settori cruciali dove i soldi mancano davvero. Si è finto di abolire in fretta e furia le Province (grazie Del Rio, inutile che ora venga a piangere coi sindaci liguri!) lasciandole vive ma non vegete poiché senza soldi. Si vocifera ormai più che sommessamente di tagli del personale e di mobilità, mentre le deleghe restate sono svuotate delle risorse per poterle assolvere. Stessa cosa per le Città Metropolitane, nate orfane e senza dote, che hanno sostituito nei capoluoghi più importanti le Province. Province e Città Metropolitane che hanno deleghe importanti in merito alla difesa del suolo, come ad esempio la pulizia degli alvei fluviali…

Se a questo aggiungiamo leggi assurde che vietano di asportare il materiale lapideo dai torrenti, se non attraverso progetti approvati dalle Regioni e comunque solo in caso di pericolo per ostacolo al deflusso delle acque, la situazione oltre che gravissima diventa persino grottesca. Specie di fronte a permessi allegri che come riporta anche Il Secolo XIX nell’edizione odierna, sono stati elargiti senza troppe difficoltà, per costruire e cementificare a pochi passi dai fiumi e magari in terreni soggetti a smottamenti. Ma non solo, chi si mette di traverso alla cementificazione, stando ad esempio alla denuncia della consigliera regionale ligure Raffaella Della Bianca, viene anche spostato d’ufficio!

Ecco quindi che da questo quadro desolante, non ci si può stupire che il territorio nazionale ed in particolare la Liguria, non riescano a passare indolori attraverso queste seppur considerevoli quantità di pioggia cadute in più fasi. E che debbano intervenire Protezione civile ed Esercito per ripristinare la “normalità”, mentre la gente si lecca le ferite e i Comuni si ritrovano con decreti di Somma Urgenza ad intervenire dove non lo si è potuto fare per tempo.

Quando verrà il giorno che capiremo che la Somma Urgenza in Italia è la prevenzione e non la riparazione???

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