NON SOLO CHARLIE

Luigi ha 62 anni, è esodato da due. Ringrazia la Fornero tutti i santi giorni. Per lei non è più giovane per lavorare ma neppure troppo vecchio per andare in pensione.

Giuseppe è un padre separato con due figli. Lavora col solito stipendio di 5 anni fa e a mezzogiorno e sera va a mangiare alla Caritas…l’unico modo che gli permetta di pagare gli alimenti a moglie e figli e la parcella dell’avvocato divorzista

Patrizia aveva un negozio di abbigliamento in centro. L’ultima cartella di Equitalia non l’ha digerita e soprattutto non riusciva a pagarla. Aveva aperto il negozio nel 2008, poco prima della crisi. Ha resistito fino a quando ha potuto. Poco prima di Natale, lei sola, senza genitori e senza un compagno con cui condividere sogni e preoccupazioni, ha pensato di farla finita nel suo negozio e ora la cartella di Equitalia non è più un problema suo.

Matteo è un piccolo imprenditore. Fino al 2008 pur non diventando mai ricco, non gli è mai mancato nulla ed ogni anno reinvestiva il grosso del guadagno nell’azienda. E’ quello che gli ha permesso di tirare avanti senza licenziare mai nessuno. O meglio, fino all’anno scorso…Calo di commesse, clienti insolventi e uno stato che non molla mai la sua preda (anzi…) lo hanno convinto a desistere. Oggi sta pensando anche lui, come tanti, di togliere il tetto al capannone per non dover pagare l’IMU nei prossimi anni.

Oltre i confini nazionali c’è poi la storia di tanti Ahmed, tanti padri in Palestina, in Iraq, in Afghanistan, tanti paesi dove noi occidentali, senza guerre di religione, ma solo per bramosia di denaro, abbiamo portato devastazione e morte spacciandole per missioni umanitarie. Tanti Ahmed che sono morti o che hanno perso i loro figli per mano nostra.

Bene, io non sono Charlie, non mi piacevano le sue vignette anche se reputo giusto che nulla dovesse togliergli la libertà di pubblicarle. E non lo sono per diversi motivi. Intanto non mi piace la compagnia di tanti Charlie che ora si esprimono per la libertà di pensiero e di espressione, dopo averla combattuta sul suolo patrio per tanto tempo, visto che non era allineata col pensiero del potente di turno.

Ma ancor più perché vorrei che ci si accorgesse che ci sono anche Luigi, Giuseppe, Patrizia, Matteo ed Ahmed.

Tornando ad Ahmed, perché non capire che tutti i morti sono uguali nel mondo e che per un occidentale che muore per mano islamica, chissà quanti nel mondo arabo muoiono per mano occidentale senza fare clamore? Quante morti e devastazioni abbiamo portato noi occidentali nel mondo arabo, senza che una vignetta ci avesse ferito nell’orgoglio? Non si sa, ma ci importa davvero saperlo?

E guardando a casa nostra, non è forse troppo comodo fare battaglie civili (che ci costano assai poco) per chi non si conosce, senza fare (forse) abbastanza per i problemi del vicino di casa? Forse lo struggersi per Charlie (così distante e per cui a priori nulla si poteva fare) e non guardare a Luigi, Giuseppe, Patrizia e Matteo ci rende meno duro il richiamo della coscienza?

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