LIMITE DEL CONTANTE E REDDITOMETRO: STATO DI POLIZIA TRIBUTARIA?

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Certo che se uno mette in correlazione le diverse notizie che gli passano sotto gli occhi, si accorge di vivere in un paese davvero strano…

Nei giorni scorsi, dal sito PMI.it ho appreso, trovando conferma a quel che già avevo intuito, che l’uso del contante, nonostante i limiti imposti in ultimo dal governo Monti a 1000 euro, è stato in crescita negli ultimi anni. Leggete questo stralcio:

Limitare l’utilizzo del contante non si è dimostrata nel tempo una strategia vincente per la lotta all’evasione fiscale, almeno stando ai dati emersi da una recente analisi della CGIA Mestre. Le banconote in circolazione in Italia sono cresciute nel corso del 2014 fino a raggiungere quota 164,5 miliardi di euro. La CGIA Mestre rende noto che:

Negli ultimi 7 anni di crisi l’incremento percentuale è stato del +30,4%, a fronte di una variazione dell’incidenza delle banconote sul PIL del +2,4% e di un aumento dell’inflazione che ha sfiorato il 10%

E tutto questo nonostante l’Italia abbia il limite all’utilizzo del contante più basso d’Europa:

la Francia e il Belgio hanno una soglia di spesa con contanti di 3.000 euro;

la Spagna di 2.500 euro;

la Grecia di 1.500 euro;

il Portogallo, come l’Italia, 1.000 euro.”

E proprio oggi un’altra notizia è balzata ai miei occhi facendomeli strabuzzare. Leggete da Yahoo Finance…

In tempi di crisi non sono pochi i genitori che offrono sostanziosi aiuti economici ai figli per permettere loro di comprare una casa, un’auto o avviare un’attività. Tuttavia da oggi non basterà più dire “me li hanno dati i miei”: quando si riceve una somma da un parente la si dovrà registrare all’Agenzia delle Entrate

La ragione ovviamente sta nel certificare la provenienza del denaro, per evitare che il Fisco individui la somma come “denaro in nero” e vi venga a chiedere di pagare delle tasse su questi capitali. Questa non è una novità, bensì una conseguenza dell’applicazione del redditometro, capace di monitorare il volume di spesa dei contribuenti e, grazie all’anagrafe tributaria, anche ogni movimentazione bancaria in entrata o in uscita dal conto corrente.

Mettiamo il caso in occasione di un compleanno, un parente regali una somma in denaro e che la persona che la riceve, decide di investirla nell’acquisto di uno smartphone da 800 euro. Dato che l’Agenzia dell’Entrate sa qual è il reddito di quella persona, equivalente alla somma necessaria per comprare lo smartphone, ipotizza che sia impossibile che si decida di destinare l’intero ammontare della mensilità in un telefono. Parte dunque l’accertamento,sulla base dell’ipotesi che quel denaro speso per il cellulare provenga da redditi non dichiarati. Questo potrebbe guastare la festa di compleanno al festeggiato.

Per evitare che il Fisco sanzioni anche queste regalie, sarà sufficiente siglare un atto scritto di donazione (sotto forma di scrittura privata) che indichi una data certa. Quel denaro dovrà poi transitare attraverso strumenti tracciabili: quindi addio alla vecchia busta e via libera al bonifico di compleanno! Questo passaggio è estremamente consigliato, soprattutto nei casi di regali in denaro ingenti, come nel caso dei matrimoni.

Affinché sussita la validità della data certa, questa si può ottenere con la registrazione della scrittura presso l’Agenzia delle Entrate o con uno scambio di corrispondenza a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, o con una mail PEC recante la firma digitale. Questa procedura va applicata sia per le donazioni di denaro sia per i prestiti.


Per le donazioni manuali di modesto valore, la scrittura privata non è necessaria: il limite dell’ammontare del regalo lo crea il reddito medio di chi lo riceve.Sono quindi considerate modeste le donazioni che non incidono in maniera significativa sulla ricchezza di chi dona.”

Ho sottolineato non a caso l’ultima parte, per far capire che molto probabilmente ad un operaio sarà richiesto questo passaggio anche per cifre modeste, mentre per il pensionato Silvio da Arcore o per molti dei nostri politici si chiuderà un occhio di fronte a cifre che sfamerebbero l’operaio e la sua famiglia per diversi mesi…

Ci sono poi notizie, raccolte per testimonianza diretta, di operai che subiscono accertamenti fiscali per ristrutturazioni di casa, dove molto probabilmente se avessero fatto tutto in “nero” nessuno si sarebbe accorto di nulla. Il loro torto è stato quello di farsi fatturare se non interamente I lavori, quanto meno una parte cospicua (solita ipocrisia italiana, per cui non si capisce che bastonando troppo, si incentiva l’evasione e non la si riduce) o la notizia dell’operaio che ha subito un accertamento per essersi permesso il lusso di due crociere in un anno.

E diventa ancor più difficile, in un paese dove il limite del contante è di 1000 euro per operazione, capire come sia possibile che girino così tante mazzette, come gli ultimi casi dimostrano. Vero che ci sono voci come quelle delle consulenze che possono nascondere questa pratica, a meno che non si voglia pensare ai soldi di questi ladroni di stato nascosti nei pouff di casa come ha fatto scuola Poggiolini coi lingotti d’oro. Ma se fosse così, il redditometro non sarebbe uno strumento utile come lo è invece per i poveri cristi citati?

Sarà mica, piuttosto, che la corruzione, per cui l’Italia si trova ai livelli del Senegal e dello Swaziland ormai investa, a certi livelli, non solo i controllati, ma anche una buona parte dei controllori???

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