GREXIT O MENO, TSIPRAS HA GIA’ VINTO

Social network esplodono al NO greco

Tutto gira intorno ad una parola dal duplice significato: compromesso. La Grecia e la Troika possono raggiungerlo oppure tutto ormai potrebbe essere vano (compromesso, appunto…). E alla luce degli ultimi avvenimenti, la seconda ipotesi, con la conseguente uscita della Grecia dall’euro, è sempre più probabile. Ma comunque vada, io credo che che Tsipras abbia già vinto, pur non avendo vita facile sia restando nell’euro che uscendone… Vi spiego il perché della mia considerazione facendo un po’ di cronistoria della vicenda.

A gennaio si sono tenute le elezioni politiche in Grecia, Tsipras si presenta alla guida di Syriza con un programma alquanto ambiguo ma efficace. Vuole la fine dell’austeritá, una politica per una crescita economica che la Troika, coi suoi crediti nei confronti di Atene, rende impossibile. Ma Syriza e Tsipras VOGLIONO RESTARE NELL’EURO. Vorrebbero far cambiare politica alla Troika, ma solo un sognatore (cosa che Tsipras ha dimostrato di non essere ma di essere, invece, alquanto pragmatico) potrebbe crederlo. Ma il popolo sogna di natura e lo elegge “per acclamazione”. Se Tsipras avesse dichiarato di voler uscire dall’euro non avrebbe avuto questo successo. Vuoi perché gli avversari (che già per paura lo tacciavano di populismo) lo avrebbero screditato accomunandolo alla destra estrema di Alba Dorata, vuoi perché la paura la fa spesso da padrona e non ti aiuta se non ti prepari a dovere il terreno per dominarla ed incanalarla a tuo uso e consumo.

Una volta al governo, Tsipras sceglie come ministro dell’Economia, Yanis Varoufakis, economista docente universitario in terra d’America (Austin), deciso e sfrontato quanto basta per essere tacciato di buffonaggine e dilettantismo dai funzionari e ministri della Troika, che di fatto non lo ritengono gradito nei vertici che li vedono contrapposti.

La situazione si trascina per diversi mesi, tra scene di ordinaria drammaticità per il popolo e per le finanze greche, strozzate dai debiti contratti dai governi precedenti. Il clou arriva però a giugno, allorché la Grecia deve onorare un debito di 1,6 miliardi al Fmi, cosa che viene ritenuta impossibile da Tsipras e Varoufakis, stante le difficoltà economiche ateniesi. Ma la Troika ha pronto l’ennesimo piano di salvataggio, fatto di ulteriori lacrime e sangue (riforme), con nuovi “aiuti” buoni solo a strozzare ancor di più l’economia greca, solo per riuscire ad incassare i crediti, conditi da interessi a doppia cifra.

Qua Tsipras sembra cadere e per la prima volta, dubito della sua strategia. Non accetta il piano della Troika, ma fa una controproposta più morbida (trovate tutto in Grexit, il countdown sta scadendo) ma non di molto, tanto che in Grecia si stavano affilando già i coltelli tra le fila di Syriza stessa. Ma avviene quel che non ti aspetti (e che invece Tsipras sapeva o immaginava?): la Troika non accetta, vuole schiacciare del tutto la testa ai greci. E qua Tsipras tira fuori il colpo di genio del referendum…da svolgersi entro due settimane, senza dare troppo spazio e tempo alla propaganda europeista del SI’ all’accettazione delle condizioni della Troika.

Propaganda che comunque si muove, aiutandosi con la sospensione della liquidità di emergenza alle banche greche della BCE. E qua la paura di cui parlavo prima avrebbe potuto fare la differenza, ma l’ha fatta all’opposto. Sentite ad esempio cosa diceva Varoufakis: “Quello che stanno facendo con la Grecia ha un nome: terrorismo. […] Perché ci hanno costretto a chiudere le banche? Per instillare la paura nella gente. E quando si tratta di diffondere il terrore, questo fenomeno si chiama terrorismo. Ma confido che la paura non vinca”. Insomma, risvegliando l’orgoglio greco il NO ha ottenuto il 61%!!! Risultato schiacciante…

Adesso è la Troika ad invocare Tsipras, a cercare una controproposta ed un accordo. E qua altro colpo di genio del duo Tsipras-Varoufakis. Quest’ultimo, l’indomani della vittoria si dimette per non mettere in difficoltà Tsipras nei negoziati.

Ieri Tsipras si è recato a Strasburgo. Tra applausi e fischi ha dichiarato che gli aiuti finora sono serviti alle banche e non al popolo (qualcuno ha ancora dei dubbi???) ma che farà una controproposta promettendo la riforma delle baby pensioni e la rimodulazione dell’iva, ma ponendo come condizione sine qua non,la ricontrattazione del debito.

Sapete cosa succederà? Saranno proposte molto blande (perché dovrebbe peggiorare quelle rifiutate, alla luce della vittoria referendaria???). Se la Troika accetterà, Tsipras avrà vinto mantenendo anche fede a quel programma elettorale tanto ambiguo. Se invece rifiuterà, tanto peggio per l’UE. Tsipras potrà puntare ancor di più il dito e dire di essere stato sbattuto fuori a forza dall’euro e la Troika dovrà spiegare agli altri Stati che l’indissolubilità dell’euro non era un dogma come si voleva far credere.

Non vi ho detto una cosa molto importante…

In questi mesi, Tsipras ha dialogato spesso con Cina e soprattutto Russia, facendo preoccupare non poco Obama che ha fatto pressioni sulla Troika per la ricontrattazione del debito. Ed ieri a Strasburgo Tsipras ha parlato apertamente di questioni geopolitiche facendo ventilare l’idea che si potrebbero aprire le porte del Mediterraneo a forze che non siano della NATO…

Insomma…

Un piccolo stato guidato da un uomo con un coraggio da leone (per qualcuno persino sconsiderato, cosa che non mi trova d’accordo), che sta tenendo in scacco mezzo mondo. Avesse perso il referendum avrebbe terminato la propria carriera politica facendo sprofondare il suo popolo negli abissi. Oggi invece, comunque vadano le cose, lui ha già vinto!!!

P.S. La vittoria potrebbe risultare con uno scotto enorme da pagare, nel caso in cui le istituzioni europee decidano per il muro contro muro totale senza “aiutare” la Grecia nella fase post euro (nel caso si arrivi a questo). Ciò non significa che la storia tributerà comunque a Tsipras i meriti dovuti

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