RIFIUTI IN LIGURIA: IL MIRAGGIO DEL 65% ED UN CONFLITTO D’INTERESSI ALL’ORIZZONTE

Quando ero piccolo, uno dei primi giochi che ho imparato sulla Settimana Enigmistica è stato quello di unire i puntini. Sarà per quello che oggi, quando leggo notizie su un determinato argomento, cerco sempre di trovarvi un filo conduttore.

Schematicamente, l’argomento che vorrei affrontare è quello dei rifiuti e l’ambito territoriale è quello ligure.

Le notizie sono le seguenti:

nell’autunno scorso il governo Renzi vara il decreto Sblocca Italia, il cui articolo 35 prevede la libera circolazione dei rifiuti sull’intero territorio nazionale

ad ottobre viene chiusa, senza che alcun piano alternativo avesse mai visto la luce, la discarica di Scarpino a Genova che raccoglieva i rifiuti della provincia genovese, la più popolosa delle province liguri

in questi giorni Toti, neo governatore ligure, ha fatto sapere di preparare un nuovo piano rifiuti entro ottobre. Piano che comunque non prevederà la costruzione di un nuovo inceneritore, non tanto per volontà politica, quanto perché la normativa europea prevede che prima si sfruttino totalmente quelli già presenti sul territorio nazionale. Ragione per cui, per accordi tra IREN (proprietaria per buona parte e gestore di diversi inceneritori), la regione Emilia e la Liguria, 200 tonnellate di rifiuti liguri verranno conferiti nell’impianto di Piacenza a brevissimo giro di tempo

A queste tre notizie però dobbiamo aggiungerne altre che chiudano il cerchio e che reputo le più importanti:

IREN ha presentato nel giugno scorso il proprio piano industriale relativo al quinquennio 2015/2020 i cui punti salienti sono a mio giudizio due. Il primo è che l’azienda ha la volontà di acquisire la maggioranza (80% delle quote) di Trm, la società che gestisce l’inceneritore di Torino,di cui oggi detiene il 49% delle azioni, il secondo è che si vuole arrivare a produrre il 90% della propria energia venduta. E siccome non si fa menzione ad acquisizione di nuovi impianti idroelettrici o per la produzione da altre fonti, già mi pare del tutto evidente di come si voglia spingere sugli inceneritori. Ricordo che oltre Torino, IREN gestisce anche quelli vicini di Parma e di Piacenza, ad oggi poco sfruttati, in particolare quello parmigiano per la buona raccolta differenziata prodotta dalla giunta Pizzarotti

– Cilegina sulla torta l’ultima notizia di cui parlare, quella dell’unione che il sindaco di Genova Doria, sta preparando tra AMIU ed IREN. IREN a cui dopo aver di fatto regalato l’acqua, avendo in gestione l’ATO genovese fino al 2032, adesso regaleremo anche i nostri rifiuti. Va ricordato che la Liguria e Genova in particolare sono in notevole ritardo sulla raccolta differenziata (poco oltre il 30%), ben lontani dall’obiettivo del 65% che sarà obbligatorio dal 2020 e sotto il quale si paga l’ecotassa. Quindi la nuova AMIU/IREN dovrà spingere e non poco per migliorare la raccolta attuale

Avete capito ora quale è il filo conduttore che lega queste notizie? Ma soprattutto lo hanno capito gli  amministratori, Doria in testa, pronti a benedire questo accordo? Non è abbastanza palese il conflitto di interessi di un’azienda (Iren) che da un lato dovrebbe migliorare il servizio di raccolta differenziata e dall’altro più spazzatura brucia nei propri impianti e maggiore è il profitto che ne ricava?

Detto questo, mi auguro di sbagliare la valutazione e preferisco fare un giorno mea culpa piuttosto che pagare cifre che serviranno a far guadagnare i soliti padroni della giostra. Di certo, preferisco preoccuparmi oggi, piuttosto che recriminare domani per non averlo fatto

P.S. Questo è l’andamento in borsa di IREN

IREN borsa

Guardate gli incrementi avuti a sei mesi e ad un anno. Ora qualche domanda in più , se non vi bastassero le mie, potete farvele da soli 😉

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