TSIPRAS: UNA VITTORIA DI PIRRO

Pubblico quel che avevo scritto il 16 luglio, all’indomani dell’accettazione del piano della Troika da parte del Parlamento greco, in quello che verrà ricordato come il tradimento del referendum del 5 luglio, in cui la Grecia rifiutava le proposte europee. Avevo anche il titolo, L’INCREDIBILE RETROMARCIA DI TSIPRAS

“Onestà intellettuale mi impone di ritornare a parlare delle vicende greche e dell’apparentemente inspiegabile comportamento di Tsipras che avevo già dichiarato vincitore del braccio di ferro con la Troika dopo il referendum di domenica 5 luglio.

Sinceramente sono rimasto sconcertato dalla sua retromarcia e dall’accettazione di un piano europeo di salvataggio della Grecia con così tanta, apparente, arrendevolezza.

Vero che il piano presenta aiuti per più di 80 miliardi, ma la Grecia di fatto accetta che la Troika supervisioni nuovamente da vicino lo stato delle finanze greche passo per passo e soprattutto, oltre ad avere misure più restrittive sia in termini di risorse che di tempi di attuazione delle riforme, accetta altresì di impegnare in garanzia i propri beni pubblici in un fondo da 50 miliardi. In sostanza, se la Grecia non onorerà le proprie scadenze, verranno pignorati i suoi beni dai creditori.

La domanda quindi è: perché Tsipras ha accettato e non ha dato il via alla Grexit come ormai tutti si aspettavano?

E’ interessante leggere per bene l’intervista all’ex ministro Varoufakis, dimessosi dopo il referendum. Intanto si capisce che il vero motivo delle dimissioni (di Varoufakis) erano le diverse idee su come dovesse essere portato avanti il confronto con la Troika. Varoufakis avrebbe accettato la sfida dell’uscita dall’euro, Tsipras no. Fedele al programma (ed ho già spiegato quanto in realtà quel programma fosse ambiguo in materia), lui avrebbe negoziato ad oltranza. Varoufakis sostiene che il piano Grexit era stato studiato da lui e da altri suoi (pochi) collaboratori. Prevedeva tre misure: l’emissione di pagherò per saldare i fornitori, il taglio unilaterale del debito coi creditori e la presa del possesso della Banca Centrale togliendola dal controllo della BCE. Però, l’ex ministro delle finanze, sostiene di non aver potuto garantire a Tsipras la riuscita del piano. Cosa che probabilmente ha convinto Tsipras, strozzato dalla chiusura delle banche e dalla mancanza di liquidità, ad accettare qualsiasi condizione pur di far ripartire il sistema economico e finanziario della Grecia.

Non credo ci sia altro dietro alla resa di Tsipras. Penso sinceramente che ci sia stata moltissima inesperienza e troppa fiducia nel pensare che un referendum potesse ammorbidire i propri creditori. Come dice Varoufakis, la strada Grexit doveva essere presa prima in considerazione e preparata meglio. Non puoi presentarti solo con una minaccia (che resta tale finchè non la attui) e soprattutto quando si scopre che quella minaccia forse è proprio la soluzione che chi comanda in Europa si auspicherebbe! “

Questo quanto avevo scritto.

Perché non l’ho pubblicato?

Semplicemente perché mi sembrava ancora troppo inverosimile la situazione che si era creata, ma soprattutto perché una parte di stampa sosteneva di come la Legarde (presidente FMI) e Draghi (presidente BCE) sostenessero l’imprescindibilità del taglio del debito greco e quindi speravo che qualche colpo di scena fosse in qualche modo ancora possibile. Nulla di tutto questo si è ad oggi verificato e credo che quindi difficilmente possa ancora trovare spazio nell’immediato futuro.

Oggi poi, per chiudere il cerchio, Tsipras vince le nuove elezioni indette dopo le sue dimissioni, registrando però un risultato che a leggerlo bene sancisce una vittoria di Pirro. Solo il 55% degli elettori si è recato alle urne e Syriza ha ottenuto il 35% dei consensi. In sostanza solo 19 greci su 100 hanno rieletto Tsipras. Ma per far cosa, se non per legittimare la sua accettazione dell’accordo raggiunto, tradendo l’esito referendario, con la Troika???

Non ne siete convinti?

Vi mostro alcune immagini, ribadendo il mio dispiacere, che credo vi tolgano ogni dubbio

Borse UE Tsipras

Dijsselbloem

…Amen…

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