IL MIO 25 APRILE (REPETITA IUVANT)

Sono già due anni consecutivi che ne scrivo, ma purtroppo quest’anno mi devo ripetere e ribadire ancor più fermamente il concetto. Io sento molto l’importanza del 25 aprile e della lotta partigiana. Mi è stata insegnata fin da piccolo dai miei nonni, la vivevo ai tempi delle scuole con una forte curiosità, dettata forse anche da quel particolare che mi ha visto nascere 43 anni fa proprio in questa data e che mi rende particolarmente orgoglioso di questo. Ricordo poi i miei brevi anni di Università con gli esami di storia moderna e contemporanea ed i seminari col professor Claudio Costantini, in cui approfondimmo proprio in particolare la storia partigiana con la presenza di alcuni tra coloro che contribuirono a liberarci dal giogo nazifascista. Insomma, guai a chi tocca queste celebrazioni, parte fondante della nostra storia patria e della nostra Costituzione. E sono proprio questi aspetti che non mi permettono quindi oggi di festeggiare in piazza ma di farlo privatamente come faccio ormai da diversi anni. Non voglio mischiarmi a chi la nostra Costituzione la sta massacrando. A chi in tutti questi anni ha dilapidato i traguardi che ci hanno permesso di raggiungere i nostri padri Costituenti , ad esempio istituendo due riforme quali la Fornero ed il Jobs Act. A chi ci ha relegato in un’Europa dove dominano quei tedeschi dai quali ci siamo liberati 70 anni fa e che ci impongono premier che dovrebbero essere solo frutto di nostre libere elezioni (vedi il siluramento di Berlusconi, che mai, a scanso di equivoci ho votato, per un accordo non troppo segreto tra Merkel, Sarkozy ed il peggior presidente della storia della nostra Repubblica, Napolitano). Per non parlare di chi in questi anni ha fatto scempio della nostra Costituzione prima con l’Italicum ed oggi con l’ignobile riforma della Costituzione stessa che saremo chiamati a votare nel referendum di ottobre, ma il cui corpo promosso dal Parlamento farà girare nella Tomba quei partigiani che in questi giorni molte nostre autorità, spesso ipocritamente, stanno celebrando. Una riforma voluta dal Partito Democratico, con l’appoggio fondamentale di alcuni parlamentari leghisti, alcuni dissidenti berlusconiani e di tutti quelli facenti capo al massone Verdini, già berlusconiano, condannato per corruzione e con diversi altri capi pendenti, tra cui truffa, bancarotta e gestione illecita di appalti, nonché la partecipazione ai “comitati d’affari P3 e P4”, tanto per gradire…

Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati.

Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità della nazione, andate là, o giovani, col pensiero, perché là è nata la nostra Costituzione

Questo diceva Calamandrei e questo farò in solitudine. La piazza la lascio agli amici di Verdini

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