PROBLEMI DI LIGURIA E NON SOLO. LUI E LEI IL GIORNO DOPO

LUI  e LEI a tavola il giorno dopo…

LEI: “Allora, come è andata ieri?”

LUI: “L’amichevole della nazionale? Bel problema se gli attaccanti non segnano”

LEI: “ Ma no, sul lavoro! All’Ansaldo!”

LUI: “Bene, tutto normale come sempre, perché?”

LEI: “Mah…pare che gli indiani siano incazzati con l’Italia…”

LUI: “Gli indiani? E perché?”

LEI: “Ma dove vivi, scusa?”

LUI: “Non ti seguo…”

LEI: “Da quando l’Italia ha vinto l’arbitrato internazionale e anche il secondo marò è rientrato a casa, il ministro indiano ha di nuovo tirato fuori la storia delle tangenti di Finmeccanica dicendo che sospenderanno le forniture dall’Italia. E Ansaldo guarda caso lavora per Finmeccanica. Ma possibile che da voi in reparto nessuno si ponga il problema? Ma di cosa parlate?”

LUI: “Ad esempio delle convocazioni di Conte per gli europei”

LEI: “Mamma mia come siamo messi….e hai visto cosa è successo a Ventimiglia? Cosa  ti dicevo ieri a tavola?”

LUI: “Non ho visto e non ricordo…so che parlavamo di quei cretini del comune che non vogliono il maxischermo a De Ferrari…”

LEI: “Ecco…di tutto quel che abbiamo parlato ti ricordi solo il maxischermo…A proposito hanno proseguito a litigare sul concerto del 2 giugno”

LUI: “E perché?”

LEI: “Toti dice che il comune ritarda i permessi per il concerto in piazza De Ferrari, Doria dice che la regione ha ritardato ad inoltrare le richieste. Ha detto a Toti che l’approssimazione non va scambiata per efficienza smart…”

LUI: “Ehhhhhhhhh?????”

LEI: “Ma sì, parlassero in genovese sarebbe ben meglio. Parlano figo per far vedere che ne sanno…belin ma sei un sindaco, piggila bassa che devi farti capire dalla gente senza atteggiarti…”

LUI: “Mi ce li vedo già Renzi e compari ad osannare la festa della Repubblica e il giorno dopo di nuovo a martellare le balle col SI’ al referendum di ottobre…belin che anguscia…”

LEI: “Ma allora qualcosa di politica la segui anche tu tra una partita e l’altra???!!!”

LUI: “Guarda che mi hanno fatto stufare di parlarne ma mica vivo su Marte! Gli scioperi in fabbrica e le lotte operaie le ho vissute e fatte in prima persona, ma ora che mi manca (forse) un anno alla pensione ne ho le balle piene. Anche perché da Berlinguer in poi questa sinistra mi ha fatto schifo. Adesso lo rispolverano sempre alle feste dell’Unità, hai visto? Chissà quanti giri in quella cazzo di bara!!!”

LEI: “Mi fa piacere sentirti dire queste cose…allora dentro sei ancora vivo, un po’ di passione politica in te c’è ancora? Credevo che ti fossi lobotomizzato davanti alla tv col calcio”

LUI: “E’ un sentimento di repulsione. Non ne parlo, cerco di distrarmi, ma quando mi parte l’embolo torno a ripensare alle BR. Diciamocela tutta, guai a parlarne e non vorrei essere frainteso…ma quelli almeno avevano le palle per ribellarsi…hanno fatto delle cazzate immani, ammazzato povera gente solo perché avevano una divisa e rappresentavano lo stato, ma hanno per lo meno rischiato in prima persona la propria pelle…noi cosa siamo diventati? Penso che anche i nostri nonni non siano fieri di noi e se potessero saltare fuori dalla tomba ci prenderebbero a calci”

LEI: “Beh..le BR hanno anche ammazzato Moro…lì si sono autodistrutte”

LUI: “Autodistrutte??? Dai…ormai è la favoletta di Adamo ed Eva…non se la beve più nessuno”

LEI: “E comunque ti do ragione, i nostri nonni si sarebbero incazzati per molto meno. Guarda il Jobs Act…a proposito i francesi mica l’hanno presa tanto bene la loro riforma del lavoro, pare che ci prendano anche per il culo”

LUI: “E ne hanno maledettamente ragione. Sai che ormai in fabbrica i sindacati non se li caga più nessuno? Dalla Fornero in avanti avranno perso metà iscritti, giuro. Non dicono nulla ma è così. Solo quel povero cristo di Landini continua a crederci, ma gli altri…”

LEI: “Verranno tempi migliori, dai…”  disse dandogli un bacio sulla guancia

LUI: “Purtroppo ne dubito”

LUI contraccambiò il bacio, poi si alzò di scatto e si girò per non farsi vedere in volto. Aveva mangiato bene, ma aveva l’amaro in bocca, più del solito. Avvertiva già i bruciori di stomaco che non sentiva da tempo, dall’ultima volta che aveva discusso di politica in fabbrica. Ora ci si metteva anche la moglie, ma sapeva che aveva ragione. Salì in macchina partendo in direzione Ansaldo, non prima di aver messo il cd di “Storia di un impiegato”. Non lo faceva da tempo, ma alla Canzone del Maggio scoprì di essere ancora capace di piangere

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