Mese: dicembre 2016

AMIU – IREN: STORIA DI UNA PRIVATIZZAZIONE SCANDALOSA

Quella che si sta delineando all’orizzonte è la storia di una privatizzazione a tutti gli effetti dove IREN acquisirà entro il 2017 la maggioranza di AMIU, andando oltre l’accordo iniziale votato anche in consiglio comunale di Genova che stabiliva che AMIU restasse a maggioranza pubblica. E’ una storia dove alla fine a guadagnarci saranno il comune di Genova ed IREN, la società “amica” a cui già abbiamo (di fatto) regalato l’acqua pubblica. Ed a rimetterci come sempre, saranno i cittadini ed utenti. 

Mettiamo schematicamente in ordine i fatti:

– AMIU come detto, entro il 2017 passerà per il 51% in capo ad IREN che raggiungerà questa quota non solo grazie a capitali liquidi apportati ma anche attraverso il conferimento di impianti, tra cui il biodigestore di Tortona

– IREN libererà il comune di Genova della zavorra di Scarpino, la discarica genovese, accollandosi i costi che vengono sostenuti per la sua messa in sicurezza e la sua riapertura prevista per il 2017. Costi che però verranno coperti dalle bollette in 10 anni anziché nei 30 inizialmente previsti, con il conseguente aumento delle bollette dei genovesi del 5/6% all’anno a partire dal 2017, solo per coprire questa voce di spesa

– L’assessore Porcile ha dichiarato, a precisa domanda, che nel mese di gennaio verrà stabilita la cifra di vendita di AMIU ad IREN. Una cifra che varia attualmente dai 9 ai 23 milioni di euro. Ora…per dire una fregnaccia del genere devi essere o in malafede (perché in realtà la cifra non vuoi dirla) o impreparato (perché non puoi sparare cifre così distanti fra loro!)

Ci sono poi alcuni fatti che possono sembrare marginali ma che a mio giudizio non lo sono affatto. Ve li elenco e poi ci tornerò sopra con le conclusioni:

– Dopo aver rilasciato alla stampa dichiarazioni sulla contrarietà della regione Liguria alla costruzione di nuovi inceneritori, nel febbraio 2016 il presidente Toti, in conferenza Stato – Regioni, vota a favore del piano del governo per la costruzione di nuovi impianti in Italia

– Fabio Tosi ed il gruppo M5S in regione Liguria vogliono capire meglio la posizione di Toti e c. e presentano due mesi dopo, nell’aprile 2016, una mozione chiedendo che la regione si dichiari contraria senza se e senza ma a nuovi impianti in Liguria. Toti e la maggioranza votano CONTRO alla mozione (per cui non escludono nuovi inceneritori in Liguria). Singolare (ma neanche troppo) la posizione del PD e di Rete a Sinistra che si astengono

Ora vi dico le mie conclusioni e vedremo tra qualche tempo se avrò ragione (sperando di sbagliarmi):

– Doria ha voluto accelerare sull’accordo per poterlo blindare dall’eventuale intervento del sindaco che gli succederà. Non sia mai che il PD perda l’amministrazione (dove il rischio oggi è fortissimo) ed arrivi qualcuno, magari del M5S, che faccia saltare il banco. Gli affari con IREN si fanno sempre volentieri in certi ambienti. Basti pensare al ciclo dell’acqua affidato agli “amici” di IREN nel 2009 fino al 2032 senza gara d’appalto

– Portando a 10 anni e non a 30 i tempi di ammortamento dei costi di Scarpino, il comune di Genova ottiene una rivalutazione del valore di AMIU che le permette di fare più cassa, mentre ad IREN si consente di rientrare prima dei costi riversandoli in bolletta. Ci guadagna il comune, ci guadagna IREN e ci perdono, come sempre, i cittadini utenti, cari signori della sinistra!!!

– IREN libera il comune di Genova di una zavorra non da poco (Scarpino) ma con che contropartita, visto che le discariche, nella direttiva europea sul trattamento dei rifiuti, ormai sono dichiarate obsolete e da abbandonare?

– Qua mi ricollego alla posizione della Regione Liguria sugli inceneritori. Non è che per caso ci sia già un accordo di massima tra comune e regione per permettere ad IREN di attivare nuovi impianti in Liguria? La centrale Tirreno Power di Savona è ferma da tempo per i noti problemi. Sembra che tecnicamente non necessiti di grossi interventi per farle bruciare rifiuti anziché carbone o gas!

– Doria o chi per esso ci vorrà far credere che gli impianti che IREN porterà in AMIU siano benefit non indifferenti. Ma attenzione! Con questi impianti IREN si garantirà il 51% delle azioni e di fatto rimarrà sempre la padrona degli stessi

Insomma…questa faccenda puzza e non poco! 

Infine mi ricollego a quanto sta succedendo a livello nazionale con l’elargizione del governo alle banche in crisi, tra cui guarda caso MPS. 20 (VENTI) MILIARDI DI EURO DI SOLDI NOSTRI, pari ad una bella manovra finanziaria. Fatevi i conti di quanti siano per le vostre tasche. Non vi va? Ve lo dico io, sono circa 400 euro a testa per ognuno di voi. Siete in 4 in famiglia? Fanno 1600 euro, pari allo stipendio di un mese di un capofamiglia. Questo è il regalo di Natale che vi fa lo Stato, la sua tredicesima, ma quella che darete voi allo stato, non viceversa!

Certo che se ci pensate bene…per MPS ed affini i soldi si trovano, ma quando si tratta dei servizi essenziali i soldi non ci sono mai ed allora ci tocca privatizzare. Ieri é toccato all’acqua, oggi tocca ai trasporti, ai rifiuti e persino all’illuminazione pubblica. Quando la finiranno lor signori di prenderci per il culo fatemi un fischio…

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SI SCRIVE GENTILONI, SI PRONUNCIA RENZI BIS

Mario stava leggendo il giornale e non credeva ai suoi occhi. Due ministeri in più rispetto al governo Renzi, 12 ministri confermati al loro posto, uno (Alfano) spostato dagli Interni agli Esteri, la Boschi sottosegretaria alla Presidenza e complessivamente due sole facce “nuove”, la Finocchiaro e la Fedeli. Gli altri ministri erano già sottosegretari del governo Renzi.

M. – Direi che ci vuole una bella faccia di tolla per presentare un governo del genere dopo il referendum Costituzionale

L. – Eh già…sono stupefatta anche io

M. – Ma dico io…hanno rotto le scatole con il taglio dei costi della politica per promuovere il referendum e mi presenti due ministeri in più???!!!

L. – Sì, ma fosse solo quello. La Boschi, quella che doveva smetterla con la politica se avesse perso il referendum, esce dalla finestra e te la ritrovi ad entrare dal portone. Addirittura sottosegretaria!

M. – Beh…evidente che sarà lì per controllare Gentiloni e riferire a Renzi…Ed anche Lotti è ancora dentro la compagine. Ci manca solo che ci avessero messo Agnese all’Istruzione ed eravamo a posto

L. – E vogliamo parlare della Madia??? La Corte Costituzionale le ha bocciato la riforma della Pubblica Amministrazione e la confermano al ministero? Ma siamo impazziti?

M. – Certo che ha ragione D’Alema…se si votasse domani, il PD con questo governo perderebbe un altro 5%! Mi sa che abbiano la tendenza al suicidio…

L. – Quelli sono problemi loro se permetti. Anzi…mi verrebbe da dire…facciano pure. Il problema è che non hanno capito il segnale del popolo. Che uno abbia votato per bocciare la riforma o che abbia votato per bocciare Renzi, non puoi presentare una fotocopia del governo precedente, quello che ha portato avanti una riforma poi fallita per il voto degli italiani. La parola vergogna certi elementi non sanno cosa significhi!

M. – Oltretutto continuano a menarla con ‘sta storia della legge elettorale. Come se fosse il Governo a doverla fare! Aveva ragione Di Maio…

L. – Cioè?

M. – Si poteva andare avanti con un governo dimissionario per la normale amministrazione e discutere in Parlamento in tempi rapidi la questione della legge elettorale. Forse il governo serviva più per altre questioni…vedi MPS…

L- Ad ogni buon conto secondo te quando andremo a votare?

M. – Per me non prima dell’autunno. Vedrai che avranno la faccia tosta di aspettare la maturazione del vitalizio a settembre, menandosela fino a quel momento con la legge elettorale e Mattarella scioglierà le Camere  giusto qualche mese prima della legislatura per dare il contentino al popolo. Vorrei sbagliarmi ma è così

L. – Ho pensato la stessa cosa. Certo che rimanderanno solo il suicidio, difficile pensare ad una fine diversa.

M. – Già…ma intanto lo rimandano. Eppoi lo sai…in Italia alla Provvidenza abbiamo sempre creduto fin troppo

 

VIVA L’ITALIA (REFERENDUM COSTITUZIONALE IL GIORNO DOPO)

Davanti al caffè caldo della mattina Mario e Luisa parlano sempre volentieri di politica. Il giorno dopo la vittoria del NO al referendum Costituzionale, lo fanno ancor più di gusto

L. – Dormito bene?

M. – Per quel che ho dormito, direi di sì. Ed é stato bellissimo il risveglio

L. – Vero, scoprire che esiste ancora la voglia degli italiani di partecipare alla politica e vederlo fare, in particolare, sulla Costituzione, la nostra casa comune, é davvero una bella sensazione!

M. – Renzi si é dimesso, hai visto? Bel discorso, quasi commovente…

L. – Mi sa che guardi troppe telenovelas. E cosa doveva mai fare scusa? Ha personalizzato il referendum e ora avrebbe dovuto ancora stare al suo posto? A parte il fatto che visto che il suo governo lo volle Napolitano per fare le riforme,lui avrebbe dovuto dimettersi comunque. Sia da vincitore che da sconfitto. Ma poi scusa…veramente non aveva detto che si sarebbe dimesso! Aveva detto che avrebbe cambiato proprio mestiere! E la Boschi con lui!

L. – Vabbé dai…però non é da tutti farlo, restare coerenti a quel che si dice!

M. – Guarda, sentir la parola coerenza vicino a Renzi già stona…ma poi scusa…ora il PD se la prende tanto con D’Alema per il NO al referendum. Però non ci ricorda di lui quando nel 2000 si dimise da presidente del Consiglio perché il suo partito perse le regionali, LE REGIONALI! Possibile che si abbia la memoria così corta nel nostro paese?

L. – Vero. Per quanto non mi possa piacere D’Alema questo é verissimo.

M. – Certo che se ci pensi, Renzi ha fatto proprio un capolavoro nel suo partito…ha tralasciato dei voti certi per cercare di prenderne di incertissimi. Ha lasciato per strada l’appoggio dell’Anpi, della CGIL e quello dei giovani. Che stavolta si sono riversati in massa alle urne e hanno difeso la Costituzione del 1948, quella che ci hanno lasciato in eredità i loro bisnonni. In compenso ha strizzato l’occhio alla destra che però lo ha spernacchiato. Risultato? Ha distrutto un partito. Lasciando in eredità oltretutto, come governo, manovre come il Jobs Act e l’abolizione dell’articolo 18. Manovre che se avesse fatto Berlusconi ci si sarebbe precipitati a Roma coi forconi!

L. – E adesso non vedi che casino ha lasciato con la sua supponenza? Ha fatto l’Italicum per la Camera che già é nel mirino della Corte Costituzionale e convinto com’era che passasse la riforma del Senato, non si é neppure preoccupato di cosa sarebbe successo in caso di sconfitta al referendum. Col risultato che si andasse a votare ci troveremmo con un sistema riformato alla Camera che verrà probabilmente cassato ed un ritorno al Consultellum al Senato. Mah…un bel casino…

M. – Già…ad ogni buon conto mi pare che non abbia ancora capito la lezione…parla come se il 40% che ha preso fossero tutti voti suoi. Vedremo cosa diranno i flussi elettorali ma ad occhio e croce il PD di quel 40% controlla sì e no il 25/30%. Che del resto é la cifra che gli stanno dando i sondaggi

P.S. I flussi elettorali dell’Istituto Cattaneo usciti successivamente diranno infatti che circa 3 elettori su 10 che nel 2013 votarono per il PD, al referendum di domenica hanno votato NO. E sul NO sono invece confluiti moltissimi voti dal centro e una discreta parte dal centro destra. Pochissimi gli apporti del M5S. Per chi volesse approfondire http://www.cattaneo.org/2016/12/05/gli-elettorati-di-pd-e-pdl-si-sfaldano-quello-del-m5s-e-sempre-piu-compatto/