VIVA L’ITALIA (REFERENDUM COSTITUZIONALE IL GIORNO DOPO)

Davanti al caffè caldo della mattina Mario e Luisa parlano sempre volentieri di politica. Il giorno dopo la vittoria del NO al referendum Costituzionale, lo fanno ancor più di gusto

L. – Dormito bene?

M. – Per quel che ho dormito, direi di sì. Ed é stato bellissimo il risveglio

L. – Vero, scoprire che esiste ancora la voglia degli italiani di partecipare alla politica e vederlo fare, in particolare, sulla Costituzione, la nostra casa comune, é davvero una bella sensazione!

M. – Renzi si é dimesso, hai visto? Bel discorso, quasi commovente…

L. – Mi sa che guardi troppe telenovelas. E cosa doveva mai fare scusa? Ha personalizzato il referendum e ora avrebbe dovuto ancora stare al suo posto? A parte il fatto che visto che il suo governo lo volle Napolitano per fare le riforme,lui avrebbe dovuto dimettersi comunque. Sia da vincitore che da sconfitto. Ma poi scusa…veramente non aveva detto che si sarebbe dimesso! Aveva detto che avrebbe cambiato proprio mestiere! E la Boschi con lui!

L. – Vabbé dai…però non é da tutti farlo, restare coerenti a quel che si dice!

M. – Guarda, sentir la parola coerenza vicino a Renzi già stona…ma poi scusa…ora il PD se la prende tanto con D’Alema per il NO al referendum. Però non ci ricorda di lui quando nel 2000 si dimise da presidente del Consiglio perché il suo partito perse le regionali, LE REGIONALI! Possibile che si abbia la memoria così corta nel nostro paese?

L. – Vero. Per quanto non mi possa piacere D’Alema questo é verissimo.

M. – Certo che se ci pensi, Renzi ha fatto proprio un capolavoro nel suo partito…ha tralasciato dei voti certi per cercare di prenderne di incertissimi. Ha lasciato per strada l’appoggio dell’Anpi, della CGIL e quello dei giovani. Che stavolta si sono riversati in massa alle urne e hanno difeso la Costituzione del 1948, quella che ci hanno lasciato in eredità i loro bisnonni. In compenso ha strizzato l’occhio alla destra che però lo ha spernacchiato. Risultato? Ha distrutto un partito. Lasciando in eredità oltretutto, come governo, manovre come il Jobs Act e l’abolizione dell’articolo 18. Manovre che se avesse fatto Berlusconi ci si sarebbe precipitati a Roma coi forconi!

L. – E adesso non vedi che casino ha lasciato con la sua supponenza? Ha fatto l’Italicum per la Camera che già é nel mirino della Corte Costituzionale e convinto com’era che passasse la riforma del Senato, non si é neppure preoccupato di cosa sarebbe successo in caso di sconfitta al referendum. Col risultato che si andasse a votare ci troveremmo con un sistema riformato alla Camera che verrà probabilmente cassato ed un ritorno al Consultellum al Senato. Mah…un bel casino…

M. – Già…ad ogni buon conto mi pare che non abbia ancora capito la lezione…parla come se il 40% che ha preso fossero tutti voti suoi. Vedremo cosa diranno i flussi elettorali ma ad occhio e croce il PD di quel 40% controlla sì e no il 25/30%. Che del resto é la cifra che gli stanno dando i sondaggi

P.S. I flussi elettorali dell’Istituto Cattaneo usciti successivamente diranno infatti che circa 3 elettori su 10 che nel 2013 votarono per il PD, al referendum di domenica hanno votato NO. E sul NO sono invece confluiti moltissimi voti dal centro e una discreta parte dal centro destra. Pochissimi gli apporti del M5S. Per chi volesse approfondire http://www.cattaneo.org/2016/12/05/gli-elettorati-di-pd-e-pdl-si-sfaldano-quello-del-m5s-e-sempre-piu-compatto/

 

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