Autore: giacomo oliveri

IL RITORNO DI MARIO E LUISA (ALLE PRESE CON DI MAIO)

Mario è seduto a tavola, la tv col telegiornale acceso parla di Di Maio a Cernobbio e Mario quasi sputa la minestra che gli ha preparato Luisa…

L. – Ma che fai? É troppo calda?

M. – No, ho appena visto Di Maio a Cernobbio…o meglio ho sentito quel che ha detto in mezzo agli industriali e agli economisti…gente che fino a due anni fa il M5S vedeva come il diavolo…

L. – Beh…allora Di Maio a quella gente non le avrà mica mandate a dire? Chissà che lavata di capo!

M. – Sì, come no…una leccata alle terga che neppure Fede ai tempi d’oro di Silvio. Non si possono sentire certe cose…

L. – Cosa ha detto in sostanza?

M. – Ok, tieniti alla sedia. Il M5S vuole un’Italia europeista e non populista o estremista. Vuole che l’Italia sia una Smart Nation

L. – E cosa vuol dire Smart Nation? Sei sicuro che fosse Di Maio e non Renzi quello che parlava?

M. – No no, era Giggino…comunque significa una nazione tecnologicamente avanzata dove si possa aprire velocemente una partita iva e fare impresa

L. – E fin lì, a parte i termini usati nulla da dire. Ma il resto non posso pensare che sia il futuro candidato al governo del M5S  ad averlo detto!

M. – Invece è proprio così. Penso a quando Beppe ha mandato per tutta Italia gli attivisti del Movimento a raccogliere le firme per il referendum sulla permanenza o meno dell’Italia nell’euro. Doveva decidere il popolo, visto che Beppe diceva che il M5S era fieramente populista. Ora quelli del M5S, populisti non lo sono più e decidono in tre o quattro per tutti. Nei partiti c’è più democrazia, inutile girarci intorno. Qua ci si deve fidare dei capi bastone e stop. Guarda Genova…

L. – Che tristezza…ci hanno messo meno di 4 anni a diventare “casta” anche loro. Hanno proprio imparato bene dai partiti che hanno sempre disprezzato e criticato

M. – Ci mancano solo quelli presi con le mani nella marmellata e poi il cerchio è completato. Adesso Di Battista mette anche in discussione la fine dell’attività politica da eletto dopo il doppio mandato…pensa te a che punti…

L. – Sì. E con l’aggravante che non si stanno dimostrando neppure bravi a governare. Perché se l’esempio è Roma, c’è poco da stare allegri

M. – A proposito, è sempre al suo posto l’ultimo assessore al bilancio? Ma ti rendi conto…lo hanno fatto dimettere da Livorno per andare a Roma. Hanno capito che devono tenere in vita la Raggi almeno fino alle politiche sennò crolla tutto prima. Ma sarà solo questione di tempo

L. – La metamorfosi ormai è quasi terminata, da rivoluzionari a stampella del sistema. E se non fosse stata tutta una presa in giro quella del M5S per catalizzare e incanalare pacificamente l’incazzatura degli italiani? Io a questo punto non so più cosa pensare

M. – L’ho pensato e ne sono sempre più convinto anche io. Guarda Luisa…ti ricordi dopo la rielezione di Napolitano, quando Grillo è partito per piazza Montecitorio dove tutta la gente era incazzata per quel che era successo? Tutti aspettavano Beppe, ma Beppe in piazza non è mai arrivato. Cos’è successo? Chi lo ha fermato? Lì in piazza era l’occasione giusta per far pressione per nuove elezioni dove il M5S avrebbe sbaragliato. Solo ora il M5S si muove per governare, paraculeggiando a destra e a manca e dopo essersi omologato ai partiti?

L. – Beh…di certo il mio voto non lo vedranno più

M. – Neppure il mio. Io non andrò proprio a votare. E che non mi si venga a menarla col fatto che i nostri nonni hanno lottato per il voto e che è un dovere recarsi alle urne. I nostri nonni dobbiamo ringraziarli per averci dato il diritto di voto, non per averci imposto il dovere!

L. – Poveri nonni…se potessero tornare indietro credo che prima prenderebbero a sberle noi e poi a seguire quelli che abbiamo votato in questi anni…

A Mario nel frattempo era scappata anche la voglia di mangiare…

 

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RIFUGIATI E DISOCCUPATI: PEDINE E VITTIME DEL SISTEMA

“Ma perché non celebrano la giornata mondiale del disoccupato?” Questa domanda di un amico senza lavoro, polemico nei confronti delle celebrazioni per la giornata mondiale del rifugiato, mi ha portato a dar luce a ragionamenti che già si facevano strada nella mia testa. Di fronte al tentativo da parte delle autorità di favorire un’integrazione dei profughi ormai presenti in quasi tutti i comuni italiani, una parte dei nostri concittadini, ai margini della società come si trova chi é senza un lavoro, si sente discriminato. Il sentirsi abbandonato dalla società (anche se magari gli ammortizzatori sociali compensano in parte i problemi economici di queste persone) é un sentimento che non si può e non si deve ignorare. A scanso di equivoci capisco il tentativo di quegli amministratori locali o del personale delle istituzioni che appoggiano certe manifestazioni in favore dell’integrazione sociale dei profughi. É giusto educare i nostri figli al rispetto per persone diverse da noi per razza, per cultura ed all’accoglienza per il bisognoso. Ma quei genitori in difficoltà per la mancanza di un lavoro, non devono per forza digerire tutto, sopendo quel senso di ingiustizia che sentono forte sulla propria pelle. Il pensare prima agli italiani non deve per forza venir visto come un concetto razzista ma come la legittima richiesta di chi ha sempre pagato le tasse ad uno stato che invece da l’impressione di aiutare, di impiegare più risorse per chi arriva da fuori che per il suo cittadino e contribuente in difficoltà. Venendo comunque al nocciolo della questione, é però a mio giudizio evidente di quanto i profughi e i disoccupati siano vittime e pedine di un una guerra tra poveri, voluta dal mondo della finanza e della grande industria e quindi dal potere politico che da quelle trae la propria legittimità e forza. Perché dico questo? Perché i profughi diventano un serbatoio di manodopera a basso prezzo in Europa abbassando anche le legittime pretese dei nostri lavoratori, andando verso una schiavitù del lavoro funzionale a quella concorrenza che le nostre imprese non riescono più a reggere nei confronti dei prodotti cinesi, indiani ecc…La globalizzazione non ha tanto arricchito i paesi del terzo mondo, quanto impoverito le masse che nel mondo occidentale erano riuscite ad alzare il proprio tenore di vita. Si impoveriscono i lavoratori, si impoveriscono le famiglie, sacrificati nel nome del mercato libero e della finanza. Volete esempi concreti di quel che dico? Ci sono grandi aziende italiane che per contenere i costi e quindi poter acquisire lavori in appalto (anche nel pubblico) a prezzi contenuti, affidano i lavori in subappalto ad aziende italiane che assumono stranieri. Ma a che condizioni? É capitato di toccare con mano di un’azienda che aveva assunto rumeni con contratti basati sulla legislazione rumena. Bassi prezzi, molte ore di lavoro e praticamente assenti gli ammortizzatori sociali. Immaginate cosa vorrà dire avere nei prossimi anni la manodopera disponibile di chi sta arrivando dall’Africa e dall’Asia sui barconi? Immaginate quali condizioni saranno costretti ad accettare i disoccupati italiani che hanno bisogno di rientrare nel mondo del lavoro? Sono convinto che si tratti di un piano preordinato sovranazionale che parta da lontano. Mi ritornano in mente le parole di Padoa Schioppa del 2003 che sosteneva che vanno attenuate le protezioni sociali per far tornare l’individuo a contatto con la durezza del vivere. Parole che nel 2003 sembravano esagerate e che oggi sappiamo quanta strada si siano fatta nello sviluppo della nostra società. Soluzioni? Non ne ho io e non ne vedo all’orizzonte. Certo che senza l’euro a mio giudizio le cose sarebbero più semplici, perché é evidente che come ha detto qualche illuminato economista, se vuoi fare concorrenza alla Cina e non puoi svalutare la moneta devi per forza svalutare i salari. Ed é quello che per l’appunto si sta facendo e che non porterà a nulla di buono per il nostro futuro

Quando Pertini disse a Craxi “sparati”!

Quaderni socialisti

Sandro Pertini e Bettino Craxi non si sono mai amati. E’ ben noto che il leader socialista fece di tutto, nel 1978, per impedire l’elezione dello storico esponente del suo partito, famoso per le sue crociate anti-corruzione e per le sue posizioni, soprattutto da Presidente della Camera, contro i partiti di governo, a favore dell’unità con il PCI di Berlinguer.

Per bruciarlo, Craxi fece pubblicamente il nome di Pertini come candidato unico delle sinistre. Quando gli domandarono se sarebbe stato contento della sua elezione, il leader socialista rispose: “Contento e anche commosso.” A stretto giro di posta arrivò la replica di Pertini: “Speriamo che la commozione non sia così grande da mettere in difficoltà il partito.

Come andò a finire è noto: Sandro Pertini fu eletto l’8 luglio 1978 con 832 voti favorevoli su 995 (maggioranza a oggi ineguagliata nella storia della Repubblica). E divenne il…

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AMIU – IREN: STORIA DI UNA PRIVATIZZAZIONE SCANDALOSA

Quella che si sta delineando all’orizzonte è la storia di una privatizzazione a tutti gli effetti dove IREN acquisirà entro il 2017 la maggioranza di AMIU, andando oltre l’accordo iniziale votato anche in consiglio comunale di Genova che stabiliva che AMIU restasse a maggioranza pubblica. E’ una storia dove alla fine a guadagnarci saranno il comune di Genova ed IREN, la società “amica” a cui già abbiamo (di fatto) regalato l’acqua pubblica. Ed a rimetterci come sempre, saranno i cittadini ed utenti. 

Mettiamo schematicamente in ordine i fatti:

– AMIU come detto, entro il 2017 passerà per il 51% in capo ad IREN che raggiungerà questa quota non solo grazie a capitali liquidi apportati ma anche attraverso il conferimento di impianti, tra cui il biodigestore di Tortona

– IREN libererà il comune di Genova della zavorra di Scarpino, la discarica genovese, accollandosi i costi che vengono sostenuti per la sua messa in sicurezza e la sua riapertura prevista per il 2017. Costi che però verranno coperti dalle bollette in 10 anni anziché nei 30 inizialmente previsti, con il conseguente aumento delle bollette dei genovesi del 5/6% all’anno a partire dal 2017, solo per coprire questa voce di spesa

– L’assessore Porcile ha dichiarato, a precisa domanda, che nel mese di gennaio verrà stabilita la cifra di vendita di AMIU ad IREN. Una cifra che varia attualmente dai 9 ai 23 milioni di euro. Ora…per dire una fregnaccia del genere devi essere o in malafede (perché in realtà la cifra non vuoi dirla) o impreparato (perché non puoi sparare cifre così distanti fra loro!)

Ci sono poi alcuni fatti che possono sembrare marginali ma che a mio giudizio non lo sono affatto. Ve li elenco e poi ci tornerò sopra con le conclusioni:

– Dopo aver rilasciato alla stampa dichiarazioni sulla contrarietà della regione Liguria alla costruzione di nuovi inceneritori, nel febbraio 2016 il presidente Toti, in conferenza Stato – Regioni, vota a favore del piano del governo per la costruzione di nuovi impianti in Italia

– Fabio Tosi ed il gruppo M5S in regione Liguria vogliono capire meglio la posizione di Toti e c. e presentano due mesi dopo, nell’aprile 2016, una mozione chiedendo che la regione si dichiari contraria senza se e senza ma a nuovi impianti in Liguria. Toti e la maggioranza votano CONTRO alla mozione (per cui non escludono nuovi inceneritori in Liguria). Singolare (ma neanche troppo) la posizione del PD e di Rete a Sinistra che si astengono

Ora vi dico le mie conclusioni e vedremo tra qualche tempo se avrò ragione (sperando di sbagliarmi):

– Doria ha voluto accelerare sull’accordo per poterlo blindare dall’eventuale intervento del sindaco che gli succederà. Non sia mai che il PD perda l’amministrazione (dove il rischio oggi è fortissimo) ed arrivi qualcuno, magari del M5S, che faccia saltare il banco. Gli affari con IREN si fanno sempre volentieri in certi ambienti. Basti pensare al ciclo dell’acqua affidato agli “amici” di IREN nel 2009 fino al 2032 senza gara d’appalto

– Portando a 10 anni e non a 30 i tempi di ammortamento dei costi di Scarpino, il comune di Genova ottiene una rivalutazione del valore di AMIU che le permette di fare più cassa, mentre ad IREN si consente di rientrare prima dei costi riversandoli in bolletta. Ci guadagna il comune, ci guadagna IREN e ci perdono, come sempre, i cittadini utenti, cari signori della sinistra!!!

– IREN libera il comune di Genova di una zavorra non da poco (Scarpino) ma con che contropartita, visto che le discariche, nella direttiva europea sul trattamento dei rifiuti, ormai sono dichiarate obsolete e da abbandonare?

– Qua mi ricollego alla posizione della Regione Liguria sugli inceneritori. Non è che per caso ci sia già un accordo di massima tra comune e regione per permettere ad IREN di attivare nuovi impianti in Liguria? La centrale Tirreno Power di Savona è ferma da tempo per i noti problemi. Sembra che tecnicamente non necessiti di grossi interventi per farle bruciare rifiuti anziché carbone o gas!

– Doria o chi per esso ci vorrà far credere che gli impianti che IREN porterà in AMIU siano benefit non indifferenti. Ma attenzione! Con questi impianti IREN si garantirà il 51% delle azioni e di fatto rimarrà sempre la padrona degli stessi

Insomma…questa faccenda puzza e non poco! 

Infine mi ricollego a quanto sta succedendo a livello nazionale con l’elargizione del governo alle banche in crisi, tra cui guarda caso MPS. 20 (VENTI) MILIARDI DI EURO DI SOLDI NOSTRI, pari ad una bella manovra finanziaria. Fatevi i conti di quanti siano per le vostre tasche. Non vi va? Ve lo dico io, sono circa 400 euro a testa per ognuno di voi. Siete in 4 in famiglia? Fanno 1600 euro, pari allo stipendio di un mese di un capofamiglia. Questo è il regalo di Natale che vi fa lo Stato, la sua tredicesima, ma quella che darete voi allo stato, non viceversa!

Certo che se ci pensate bene…per MPS ed affini i soldi si trovano, ma quando si tratta dei servizi essenziali i soldi non ci sono mai ed allora ci tocca privatizzare. Ieri é toccato all’acqua, oggi tocca ai trasporti, ai rifiuti e persino all’illuminazione pubblica. Quando la finiranno lor signori di prenderci per il culo fatemi un fischio…

SI SCRIVE GENTILONI, SI PRONUNCIA RENZI BIS

Mario stava leggendo il giornale e non credeva ai suoi occhi. Due ministeri in più rispetto al governo Renzi, 12 ministri confermati al loro posto, uno (Alfano) spostato dagli Interni agli Esteri, la Boschi sottosegretaria alla Presidenza e complessivamente due sole facce “nuove”, la Finocchiaro e la Fedeli. Gli altri ministri erano già sottosegretari del governo Renzi.

M. – Direi che ci vuole una bella faccia di tolla per presentare un governo del genere dopo il referendum Costituzionale

L. – Eh già…sono stupefatta anche io

M. – Ma dico io…hanno rotto le scatole con il taglio dei costi della politica per promuovere il referendum e mi presenti due ministeri in più???!!!

L. – Sì, ma fosse solo quello. La Boschi, quella che doveva smetterla con la politica se avesse perso il referendum, esce dalla finestra e te la ritrovi ad entrare dal portone. Addirittura sottosegretaria!

M. – Beh…evidente che sarà lì per controllare Gentiloni e riferire a Renzi…Ed anche Lotti è ancora dentro la compagine. Ci manca solo che ci avessero messo Agnese all’Istruzione ed eravamo a posto

L. – E vogliamo parlare della Madia??? La Corte Costituzionale le ha bocciato la riforma della Pubblica Amministrazione e la confermano al ministero? Ma siamo impazziti?

M. – Certo che ha ragione D’Alema…se si votasse domani, il PD con questo governo perderebbe un altro 5%! Mi sa che abbiano la tendenza al suicidio…

L. – Quelli sono problemi loro se permetti. Anzi…mi verrebbe da dire…facciano pure. Il problema è che non hanno capito il segnale del popolo. Che uno abbia votato per bocciare la riforma o che abbia votato per bocciare Renzi, non puoi presentare una fotocopia del governo precedente, quello che ha portato avanti una riforma poi fallita per il voto degli italiani. La parola vergogna certi elementi non sanno cosa significhi!

M. – Oltretutto continuano a menarla con ‘sta storia della legge elettorale. Come se fosse il Governo a doverla fare! Aveva ragione Di Maio…

L. – Cioè?

M. – Si poteva andare avanti con un governo dimissionario per la normale amministrazione e discutere in Parlamento in tempi rapidi la questione della legge elettorale. Forse il governo serviva più per altre questioni…vedi MPS…

L- Ad ogni buon conto secondo te quando andremo a votare?

M. – Per me non prima dell’autunno. Vedrai che avranno la faccia tosta di aspettare la maturazione del vitalizio a settembre, menandosela fino a quel momento con la legge elettorale e Mattarella scioglierà le Camere  giusto qualche mese prima della legislatura per dare il contentino al popolo. Vorrei sbagliarmi ma è così

L. – Ho pensato la stessa cosa. Certo che rimanderanno solo il suicidio, difficile pensare ad una fine diversa.

M. – Già…ma intanto lo rimandano. Eppoi lo sai…in Italia alla Provvidenza abbiamo sempre creduto fin troppo

 

VIVA L’ITALIA (REFERENDUM COSTITUZIONALE IL GIORNO DOPO)

Davanti al caffè caldo della mattina Mario e Luisa parlano sempre volentieri di politica. Il giorno dopo la vittoria del NO al referendum Costituzionale, lo fanno ancor più di gusto

L. – Dormito bene?

M. – Per quel che ho dormito, direi di sì. Ed é stato bellissimo il risveglio

L. – Vero, scoprire che esiste ancora la voglia degli italiani di partecipare alla politica e vederlo fare, in particolare, sulla Costituzione, la nostra casa comune, é davvero una bella sensazione!

M. – Renzi si é dimesso, hai visto? Bel discorso, quasi commovente…

L. – Mi sa che guardi troppe telenovelas. E cosa doveva mai fare scusa? Ha personalizzato il referendum e ora avrebbe dovuto ancora stare al suo posto? A parte il fatto che visto che il suo governo lo volle Napolitano per fare le riforme,lui avrebbe dovuto dimettersi comunque. Sia da vincitore che da sconfitto. Ma poi scusa…veramente non aveva detto che si sarebbe dimesso! Aveva detto che avrebbe cambiato proprio mestiere! E la Boschi con lui!

L. – Vabbé dai…però non é da tutti farlo, restare coerenti a quel che si dice!

M. – Guarda, sentir la parola coerenza vicino a Renzi già stona…ma poi scusa…ora il PD se la prende tanto con D’Alema per il NO al referendum. Però non ci ricorda di lui quando nel 2000 si dimise da presidente del Consiglio perché il suo partito perse le regionali, LE REGIONALI! Possibile che si abbia la memoria così corta nel nostro paese?

L. – Vero. Per quanto non mi possa piacere D’Alema questo é verissimo.

M. – Certo che se ci pensi, Renzi ha fatto proprio un capolavoro nel suo partito…ha tralasciato dei voti certi per cercare di prenderne di incertissimi. Ha lasciato per strada l’appoggio dell’Anpi, della CGIL e quello dei giovani. Che stavolta si sono riversati in massa alle urne e hanno difeso la Costituzione del 1948, quella che ci hanno lasciato in eredità i loro bisnonni. In compenso ha strizzato l’occhio alla destra che però lo ha spernacchiato. Risultato? Ha distrutto un partito. Lasciando in eredità oltretutto, come governo, manovre come il Jobs Act e l’abolizione dell’articolo 18. Manovre che se avesse fatto Berlusconi ci si sarebbe precipitati a Roma coi forconi!

L. – E adesso non vedi che casino ha lasciato con la sua supponenza? Ha fatto l’Italicum per la Camera che già é nel mirino della Corte Costituzionale e convinto com’era che passasse la riforma del Senato, non si é neppure preoccupato di cosa sarebbe successo in caso di sconfitta al referendum. Col risultato che si andasse a votare ci troveremmo con un sistema riformato alla Camera che verrà probabilmente cassato ed un ritorno al Consultellum al Senato. Mah…un bel casino…

M. – Già…ad ogni buon conto mi pare che non abbia ancora capito la lezione…parla come se il 40% che ha preso fossero tutti voti suoi. Vedremo cosa diranno i flussi elettorali ma ad occhio e croce il PD di quel 40% controlla sì e no il 25/30%. Che del resto é la cifra che gli stanno dando i sondaggi

P.S. I flussi elettorali dell’Istituto Cattaneo usciti successivamente diranno infatti che circa 3 elettori su 10 che nel 2013 votarono per il PD, al referendum di domenica hanno votato NO. E sul NO sono invece confluiti moltissimi voti dal centro e una discreta parte dal centro destra. Pochissimi gli apporti del M5S. Per chi volesse approfondire http://www.cattaneo.org/2016/12/05/gli-elettorati-di-pd-e-pdl-si-sfaldano-quello-del-m5s-e-sempre-piu-compatto/

 

MARIO E LUISA SUL REFERENDUM COSTITUZIONALE

L. – Allora hai deciso cosa votare? 

M. – Voto No. Se avessi avuto ancora qualche dubbio, oggi me li ha tolti Prodi

L. – Perché?

M. – Come perché? Non hai sentito cosa ha detto? Ha fatto dichiarazione di voto per il SÌ. Ma il bello é il motivo…

L. – Quale?

M. – Ha detto che spera che la riforma giovi al rafforzamento della democrazia

L. – In pratica non ci ha capito un cazzo come con l’euro…

M. – Non so più cosa pensare…credo che comunque l’Europa tema davvero questo voto. Persino Schauble si é espresso sperando nel SÌ. Pare che Renzi non l’abbia presa bene…😂😂😂

L. – Eh beh…ci credo…comunque dopo la Brexit viene temuto il risultato politico. Quello dei popoli che si ribellano alle volontà delle gerarchie europee. Almeno…io la vedo così.

M. – Sì però va votato nel merito della riforma, senza badare alla durata o meno del governo

L. – Certo, ma é stato Renzi il primo a semplificare…a volere il plebiscito per lui ed il suo governo. E chi semina vento, raccoglie tempesta. Sarà comunque, volenti o nolenti, un segnale politico da considerare

M. – Sono d’accordo. Comunque a me la riforma non convince. Sia per il modo in cui é maturata, a colpi di maggioranza e col governo e non il Parlamento in prima fila. Sia nella forma, perché ci sono articoli che sono davvero scritti male, mentre la Costituzione dovrebbe essere accessibile e comprensibile a tutti. Sia nel contenuto…A proposito…sta prendendo forma, ripreso anche da La Repubblica, il fatto che non é vero che non si eleggano i senatori. Ma come si fa a dire una balla del genere?

L. – Spiegami…

M. – Stanno facendo passare il messaggio che noi i senatori li votiamo comunque perché eleggiamo i consiglieri regionali che poi andranno anche a fare i senatori. Ma io li voto per fare i consiglieri. Poi sono i consigli regionali che decidono chi andrà in Senato! Ti sembra la stessa cosa??? Stessa cosa che vale per le Province…stessa identica cosa…

L. – Già…come se dicessi che noi eleggiamo il Presidente della Repubblica perché comunque eleggiamo il Parlamento e normalmente il Presidente della Repubblica viene scelto tra i parlamentari. 

M. – Metti che il Presidente della Repubblica possa comunque essere una figura esterna al Parlamento. Ti faccio.un altro esempio…é come se eleggessimo il presidente della Commissione Antimafia, solo perché eleggiamo parlamentari che potrebbero ricoprire quel ruolo

L. – È proprio un furfante il tipo di Firenze…

M. – Eppure le racconta bene. Tale e quale a suo padre Silvio…sarà una bella lotta fino all’ultimo tra il SÌ ed il NO.

L. – Nei giorni scorsi ci hanno messo pure di mezzo le banche

M. – In che senso? 

L. – Non hai sentito? Hanno detto che se vince il NO sono a rischio di fallimento 8 banche italiane

M. – Belin…pensaci bene…fin troppo facile controbattere, perché allora é vero che la riforma l’hanno scritta le banche ed il mondo della finanza!

L. – Io aspetto però ancora di sentire qualcosa dalla Chiesa. Finora si sono riunite le famiglie per il NO e pare che qualche lettera casa per casa dai difensori della famiglia sia già arrivata. Ma aspetto di sentire qualche alto prelato…a Renzi non hanno mica perdonato le unioni civili!

M. – Vabbé dai…adesso spengo la luce e mi metto a dormire. Chissà da domani a venerdì quante musse ci toccherà ancora sentire. Io comunque non mi smuovo di certo. É fantastico però vedere quanti nel Pd non si pronunciano…tutti a decidere nel segreto della cabina elettorale

L. – Certo certo…l’importante é crederselo. Semplicemente aspettano di capire su quale carro salire…