Autore: giacomo oliveri

MARIO E LUISA SU RENZI E DINTORNI

Con la compagnia di Mentana in tv, Mario e Luisa discorrevano sempre volentieri di politica…

L. – Sicchè Renzi sta già facendo campagna elettorale…

M. – E beh…si annoierà a fare solo il segretario del Pd al Nazareno

L. – Già…si è messo a girare l’Italia in treno. Alle scorse elezioni aveva preso il pullman, chissà come mai avrà cambiato mezzo. Dici che il carrozzone al seguito sia cresciuto di numero?

M. – Mah…non saprei. Mi auguro solo che stavolta capisca qualcosa di più dell’Italia di quanto non avesse fatto la volta scorsa…

L. – Intanto si sta vantando del fatto che è stato il Pd a trainare l’Italia fuori dalla crisi…

M. – Sì ma qualcuno che gli abbia chiesto conto di chi ce l’abbia fatta precipitare (nella crisi) mani e piedi non c’è? Chi ha votato per il fiscal compact? Chi la legge Fornero? Chi ha appoggiato le politiche di Monti che hanno massacrato il ceto medio? Ma c’è o ci fa? Porco giuda che faccia di tolla…

L. – Intanto però non so se hai notato Gentiloni…

M. – Cioè? Il fatto che abbia un buon seguito tra gli italiani?

L. – Sì, i sondaggi dicono questo. Del resto forse gli italiani proprio questo volevano…un politico “normale”, anche anonimo. Stufi delle urla di Grillo e Salvini, dell’arroganza e della presunzione di Berlusconi e di Renzi. Insomma…un democristiano moderato e che parli poco. Il binomio Gentiloni-Mattarella mi ricorda proprio i vecchi tempi della DC. Del resto Gentiloni era uno dei delfini di Forlani e Mattarella è stato nella DC una vita, senza infamia e senza lode. Sono convinto che sia proprio stato Mattarella a suggerire al Pd la successione di Renzi con Gentiloni dopo il referendum costituzionale perso

L. – Vuoi dire che dopo 25 anni ci volesse proprio un democristiano per rimettere in carreggiata l’Italia?

M. – Che si sia rimessa la nazione in carreggiata non so, anche se i dati fanno ben sperare, ma è certo che, volenti o nolenti, i democristiani siano gli unici ad aver saputo governare l’Italia e a portarla fra le grandi nazioni del mondo. Mi spiace doverlo ammettere, ma la storia parla chiaro…

L. – Comunque ora vorrei capire cosa possa succedere nel Pd…

M. – Perchè?

L. – E beh…Gentiloni ora pare rendersi conto di aver preso forza. Del resto guarda la storia di Visco e capisci che le cose per Renzi non siano più le stesse di pochi mesi fa quando ha rivinto le elezioni interne al Pd. Renzi voleva silurare Visco addossandogli le colpe delle crisi bancarie e dei vari crac tra cui quello di Banca Etruria. Gentiloni ha tenuto duro, senza clamori, ma ha vinto con la riconferma da parte di Visco. Non a caso la Boschi si è data malata il giorno della fiducia a Visco in Consiglio dei Ministri, salvo essere il giorno dopo sul treno di Renzi a Napoli…

M. – Tanto possono fare quel che vogliono, vincerà la destra o Grillo.

L. – Sulla destra potrei pensarlo anche io, anche se credo che l’eventuale candidatura di Berlusconi non funzioni più e sarebbe bene che Toti e c. se ne rendessero conto e trovassero subito un sostituto. Ma non Salvini eh!!! Quello i voti dei moderati li fa perdere…

M. – E Grillo?

L. – Ho dei dubbi…nelle città dove sta governando ha non pochi problemi e sta anche dando prova non solo di problemi ad amministrare ma anche di predicare bene e razzolare male sotto aspetti, diciamo così, di comportamento. La Sicilia domenica sarà il vero banco di prova per il M5S e non credo che se la passerà bene Cancelleri…

M. – Vero…non hanno ancora beccato nessuno con le mani nel sacco, questo gli va dato atto. Ma di certo indagati ce ne sono e mica si dimettono come hanno sempre chiesto agli uomini dei partiti. La gente non è mica stupida…queste cose le nota…

L. – Certo che con la nuova legge elettorale, non si risolverà proprio nulla. Fa veramente pena…

M. – Già…sembra fatta apposta per le grandi alleanze…Pd e centro destra…

L. – E poi il modo…tanto di cappello a Grasso che si è dimesso dal Pd alla vigilia delle elezioni. Vero che motivi per farlo già prima ce n’erano stati parecchi ma dimettersi oggi forse gli fa più onore, anche se di certo avrà un posto al sole tra le file di Bersani e c.

M. – Pensa un pò…si dimette Grasso dal Pd ed allo stesso tempo, Verdini rivendica di stare stabilmente nelle maggioranza di governo…

L. – Ognuno ha gli amici che si merita. Questo la dice lunga su Renzi, se ancora non avessi capito di che figura rappresenti…

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MARIO E LUISA SULLA CATALOGNA

Le immagini in tv non lasciano dubbi. La polizia spagnola ha usato la forza per provare a fermare i cittadini catalani che volevano recarsi alle urne. Mario e Luisa sono davanti al tg con lo sguardo stupito ed arrabbiato per quelle violenze e per tanta idiozia da parte di Rajoy…

M. – Ma si può arrivare a questi punti?

L. – Ti riferisci solo al governo spagnolo o anche agli indipendentisti?

M. – Ovviamente al governo. Gli indipendentisti avevano preannunciato questo referendum da tempo e il governo avrebbe avuto tutti i mezzi possibili per delegittimarlo, lasciando i cittadini liberi di andare al voto

L. – E come avrebbe potuto farlo ad esempio, visto che non ho seguito la vicenda?

M. – Beh…intanto si trattava di un referendum senza nessun valore legale perché non previsto dalla Costituzione, secondariamente secondo te i servizi spagnoli non avrebbero potuto infiltrare votanti che non c’entravano nulla, puntare sulle schede che ognuno poteva portare da casa propria per il voto? Dai…il referendum era tanto male organizzato che un governo serio con mezzi più o meno corretti avrebbe potuto mostrare al mondo la farsa di quel che stava avvenendo

L. – Già…invece così la Catalogna indipendentista ha già vinto o comunque ottenuto più di quel che mai avrebbe potuto immaginare

M. – L’Europa aveva già conosciuto un leader europeo inetto, Renzi. Ma Rajoy gli ha fregato la palma del più scemo. Mi stupisce anche il silenzio della monarchia spagnola. Tu, re, lasci che la polizia meni i tuoi sudditi che non fanno altro che voler esprimere il proprio parere in maniera democratica? Ripeto…il referendum non aveva nessun valore legale, ma almeno rispetta i tuoi cittadini. E’ pazzesco tutto questo…

L. – Oltretutto la polizia catalana, i Mossos d’Esquadra, avevano rifiutato di usare violenza nei confronti dei loro concittadini. E’ dovuta intervenire la polizia di Madrid per fare il lavoro sporco

M. – Vero…ora pare ci siano anche gli estremi di insubordinazione per la polizia catalana.

L. – Rajoy deve almeno sperare che tra gli 800 feriti non ci scappi il morto, sennò per lui sarebbe la fine politica. Del resto, dovrebbe già dimettersi per quel che ha combinato…

M. – Comunque a parte Rajoy, che non ci sia qualcuno nel suo governo a dirgli “Ma che cosa stai combinando?” evitandogli queste figure barbine mi sembra davvero il colmo.

L. – E l’Europa cosa fa? Sta a guardare…

M. – Sì, come sempre…del resto la Catalogna produce il 20% del pil nazionale. Secondo te da Bruxelles non valutano questo aspetto, così attenti alla finanza come sono da quelle parti?

L. – Già…ed ora cosa succederà?

M. – E chi può saperlo? La Catalogna pare abbia avviato le procedure per la dichiarazione unilaterale di indipendenza che Madrid ovviamente non accetterà. L’UE farà la stessa cosa, ma non vorrà comunque rovinarsi i rapporti con la Catalogna. C’era tutto il tempo per mettere in piedi un dialogo diplomatico tra Bruxelles, Madrid e Barcellona. Ora si rischia una guerra civile, perché mi pare che nessuno receda dalle proprie posizioni. La Spagna e l’UE sono riusciti a farsi mettere i piedi in testa da degli Zaia qualsiasi. Ed intanto pure i paesi baschi si sono rifatti sentire…

L. – Sì, mi pare che il loro leader, Urkullu, abbia rilasciato dichiarazioni molto prudenti, tempestive ed intelligenti. Ha appoggiato le idee catalane, ma parlando di mancanza di dialogo tra le parti e chiedendo oggi un referendum concordato con Madrid. Chiamalo scemo questo Urkullu…

M. – Un gigante in mezzo ai nani direi…

IL RITORNO DI MARIO E LUISA (ALLE PRESE CON DI MAIO)

Mario è seduto a tavola, la tv col telegiornale acceso parla di Di Maio a Cernobbio e Mario quasi sputa la minestra che gli ha preparato Luisa…

L. – Ma che fai? É troppo calda?

M. – No, ho appena visto Di Maio a Cernobbio…o meglio ho sentito quel che ha detto in mezzo agli industriali e agli economisti…gente che fino a due anni fa il M5S vedeva come il diavolo…

L. – Beh…allora Di Maio a quella gente non le avrà mica mandate a dire? Chissà che lavata di capo!

M. – Sì, come no…una leccata alle terga che neppure Fede ai tempi d’oro di Silvio. Non si possono sentire certe cose…

L. – Cosa ha detto in sostanza?

M. – Ok, tieniti alla sedia. Il M5S vuole un’Italia europeista e non populista o estremista. Vuole che l’Italia sia una Smart Nation

L. – E cosa vuol dire Smart Nation? Sei sicuro che fosse Di Maio e non Renzi quello che parlava?

M. – No no, era Giggino…comunque significa una nazione tecnologicamente avanzata dove si possa aprire velocemente una partita iva e fare impresa

L. – E fin lì, a parte i termini usati nulla da dire. Ma il resto non posso pensare che sia il futuro candidato al governo del M5S  ad averlo detto!

M. – Invece è proprio così. Penso a quando Beppe ha mandato per tutta Italia gli attivisti del Movimento a raccogliere le firme per il referendum sulla permanenza o meno dell’Italia nell’euro. Doveva decidere il popolo, visto che Beppe diceva che il M5S era fieramente populista. Ora quelli del M5S, populisti non lo sono più e decidono in tre o quattro per tutti. Nei partiti c’è più democrazia, inutile girarci intorno. Qua ci si deve fidare dei capi bastone e stop. Guarda Genova…

L. – Che tristezza…ci hanno messo meno di 4 anni a diventare “casta” anche loro. Hanno proprio imparato bene dai partiti che hanno sempre disprezzato e criticato

M. – Ci mancano solo quelli presi con le mani nella marmellata e poi il cerchio è completato. Adesso Di Battista mette anche in discussione la fine dell’attività politica da eletto dopo il doppio mandato…pensa te a che punti…

L. – Sì. E con l’aggravante che non si stanno dimostrando neppure bravi a governare. Perché se l’esempio è Roma, c’è poco da stare allegri

M. – A proposito, è sempre al suo posto l’ultimo assessore al bilancio? Ma ti rendi conto…lo hanno fatto dimettere da Livorno per andare a Roma. Hanno capito che devono tenere in vita la Raggi almeno fino alle politiche sennò crolla tutto prima. Ma sarà solo questione di tempo

L. – La metamorfosi ormai è quasi terminata, da rivoluzionari a stampella del sistema. E se non fosse stata tutta una presa in giro quella del M5S per catalizzare e incanalare pacificamente l’incazzatura degli italiani? Io a questo punto non so più cosa pensare

M. – L’ho pensato e ne sono sempre più convinto anche io. Guarda Luisa…ti ricordi dopo la rielezione di Napolitano, quando Grillo è partito per piazza Montecitorio dove tutta la gente era incazzata per quel che era successo? Tutti aspettavano Beppe, ma Beppe in piazza non è mai arrivato. Cos’è successo? Chi lo ha fermato? Lì in piazza era l’occasione giusta per far pressione per nuove elezioni dove il M5S avrebbe sbaragliato. Solo ora il M5S si muove per governare, paraculeggiando a destra e a manca e dopo essersi omologato ai partiti?

L. – Beh…di certo il mio voto non lo vedranno più

M. – Neppure il mio. Io non andrò proprio a votare. E che non mi si venga a menarla col fatto che i nostri nonni hanno lottato per il voto e che è un dovere recarsi alle urne. I nostri nonni dobbiamo ringraziarli per averci dato il diritto di voto, non per averci imposto il dovere!

L. – Poveri nonni…se potessero tornare indietro credo che prima prenderebbero a sberle noi e poi a seguire quelli che abbiamo votato in questi anni…

A Mario nel frattempo era scappata anche la voglia di mangiare…

 

RIFUGIATI E DISOCCUPATI: PEDINE E VITTIME DEL SISTEMA

“Ma perché non celebrano la giornata mondiale del disoccupato?” Questa domanda di un amico senza lavoro, polemico nei confronti delle celebrazioni per la giornata mondiale del rifugiato, mi ha portato a dar luce a ragionamenti che già si facevano strada nella mia testa. Di fronte al tentativo da parte delle autorità di favorire un’integrazione dei profughi ormai presenti in quasi tutti i comuni italiani, una parte dei nostri concittadini, ai margini della società come si trova chi é senza un lavoro, si sente discriminato. Il sentirsi abbandonato dalla società (anche se magari gli ammortizzatori sociali compensano in parte i problemi economici di queste persone) é un sentimento che non si può e non si deve ignorare. A scanso di equivoci capisco il tentativo di quegli amministratori locali o del personale delle istituzioni che appoggiano certe manifestazioni in favore dell’integrazione sociale dei profughi. É giusto educare i nostri figli al rispetto per persone diverse da noi per razza, per cultura ed all’accoglienza per il bisognoso. Ma quei genitori in difficoltà per la mancanza di un lavoro, non devono per forza digerire tutto, sopendo quel senso di ingiustizia che sentono forte sulla propria pelle. Il pensare prima agli italiani non deve per forza venir visto come un concetto razzista ma come la legittima richiesta di chi ha sempre pagato le tasse ad uno stato che invece da l’impressione di aiutare, di impiegare più risorse per chi arriva da fuori che per il suo cittadino e contribuente in difficoltà. Venendo comunque al nocciolo della questione, é però a mio giudizio evidente di quanto i profughi e i disoccupati siano vittime e pedine di un una guerra tra poveri, voluta dal mondo della finanza e della grande industria e quindi dal potere politico che da quelle trae la propria legittimità e forza. Perché dico questo? Perché i profughi diventano un serbatoio di manodopera a basso prezzo in Europa abbassando anche le legittime pretese dei nostri lavoratori, andando verso una schiavitù del lavoro funzionale a quella concorrenza che le nostre imprese non riescono più a reggere nei confronti dei prodotti cinesi, indiani ecc…La globalizzazione non ha tanto arricchito i paesi del terzo mondo, quanto impoverito le masse che nel mondo occidentale erano riuscite ad alzare il proprio tenore di vita. Si impoveriscono i lavoratori, si impoveriscono le famiglie, sacrificati nel nome del mercato libero e della finanza. Volete esempi concreti di quel che dico? Ci sono grandi aziende italiane che per contenere i costi e quindi poter acquisire lavori in appalto (anche nel pubblico) a prezzi contenuti, affidano i lavori in subappalto ad aziende italiane che assumono stranieri. Ma a che condizioni? É capitato di toccare con mano di un’azienda che aveva assunto rumeni con contratti basati sulla legislazione rumena. Bassi prezzi, molte ore di lavoro e praticamente assenti gli ammortizzatori sociali. Immaginate cosa vorrà dire avere nei prossimi anni la manodopera disponibile di chi sta arrivando dall’Africa e dall’Asia sui barconi? Immaginate quali condizioni saranno costretti ad accettare i disoccupati italiani che hanno bisogno di rientrare nel mondo del lavoro? Sono convinto che si tratti di un piano preordinato sovranazionale che parta da lontano. Mi ritornano in mente le parole di Padoa Schioppa del 2003 che sosteneva che vanno attenuate le protezioni sociali per far tornare l’individuo a contatto con la durezza del vivere. Parole che nel 2003 sembravano esagerate e che oggi sappiamo quanta strada si siano fatta nello sviluppo della nostra società. Soluzioni? Non ne ho io e non ne vedo all’orizzonte. Certo che senza l’euro a mio giudizio le cose sarebbero più semplici, perché é evidente che come ha detto qualche illuminato economista, se vuoi fare concorrenza alla Cina e non puoi svalutare la moneta devi per forza svalutare i salari. Ed é quello che per l’appunto si sta facendo e che non porterà a nulla di buono per il nostro futuro

Quando Pertini disse a Craxi “sparati”!

Quaderni socialisti

Sandro Pertini e Bettino Craxi non si sono mai amati. E’ ben noto che il leader socialista fece di tutto, nel 1978, per impedire l’elezione dello storico esponente del suo partito, famoso per le sue crociate anti-corruzione e per le sue posizioni, soprattutto da Presidente della Camera, contro i partiti di governo, a favore dell’unità con il PCI di Berlinguer.

Per bruciarlo, Craxi fece pubblicamente il nome di Pertini come candidato unico delle sinistre. Quando gli domandarono se sarebbe stato contento della sua elezione, il leader socialista rispose: “Contento e anche commosso.” A stretto giro di posta arrivò la replica di Pertini: “Speriamo che la commozione non sia così grande da mettere in difficoltà il partito.

Come andò a finire è noto: Sandro Pertini fu eletto l’8 luglio 1978 con 832 voti favorevoli su 995 (maggioranza a oggi ineguagliata nella storia della Repubblica). E divenne il…

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AMIU – IREN: STORIA DI UNA PRIVATIZZAZIONE SCANDALOSA

Quella che si sta delineando all’orizzonte è la storia di una privatizzazione a tutti gli effetti dove IREN acquisirà entro il 2017 la maggioranza di AMIU, andando oltre l’accordo iniziale votato anche in consiglio comunale di Genova che stabiliva che AMIU restasse a maggioranza pubblica. E’ una storia dove alla fine a guadagnarci saranno il comune di Genova ed IREN, la società “amica” a cui già abbiamo (di fatto) regalato l’acqua pubblica. Ed a rimetterci come sempre, saranno i cittadini ed utenti. 

Mettiamo schematicamente in ordine i fatti:

– AMIU come detto, entro il 2017 passerà per il 51% in capo ad IREN che raggiungerà questa quota non solo grazie a capitali liquidi apportati ma anche attraverso il conferimento di impianti, tra cui il biodigestore di Tortona

– IREN libererà il comune di Genova della zavorra di Scarpino, la discarica genovese, accollandosi i costi che vengono sostenuti per la sua messa in sicurezza e la sua riapertura prevista per il 2017. Costi che però verranno coperti dalle bollette in 10 anni anziché nei 30 inizialmente previsti, con il conseguente aumento delle bollette dei genovesi del 5/6% all’anno a partire dal 2017, solo per coprire questa voce di spesa

– L’assessore Porcile ha dichiarato, a precisa domanda, che nel mese di gennaio verrà stabilita la cifra di vendita di AMIU ad IREN. Una cifra che varia attualmente dai 9 ai 23 milioni di euro. Ora…per dire una fregnaccia del genere devi essere o in malafede (perché in realtà la cifra non vuoi dirla) o impreparato (perché non puoi sparare cifre così distanti fra loro!)

Ci sono poi alcuni fatti che possono sembrare marginali ma che a mio giudizio non lo sono affatto. Ve li elenco e poi ci tornerò sopra con le conclusioni:

– Dopo aver rilasciato alla stampa dichiarazioni sulla contrarietà della regione Liguria alla costruzione di nuovi inceneritori, nel febbraio 2016 il presidente Toti, in conferenza Stato – Regioni, vota a favore del piano del governo per la costruzione di nuovi impianti in Italia

– Fabio Tosi ed il gruppo M5S in regione Liguria vogliono capire meglio la posizione di Toti e c. e presentano due mesi dopo, nell’aprile 2016, una mozione chiedendo che la regione si dichiari contraria senza se e senza ma a nuovi impianti in Liguria. Toti e la maggioranza votano CONTRO alla mozione (per cui non escludono nuovi inceneritori in Liguria). Singolare (ma neanche troppo) la posizione del PD e di Rete a Sinistra che si astengono

Ora vi dico le mie conclusioni e vedremo tra qualche tempo se avrò ragione (sperando di sbagliarmi):

– Doria ha voluto accelerare sull’accordo per poterlo blindare dall’eventuale intervento del sindaco che gli succederà. Non sia mai che il PD perda l’amministrazione (dove il rischio oggi è fortissimo) ed arrivi qualcuno, magari del M5S, che faccia saltare il banco. Gli affari con IREN si fanno sempre volentieri in certi ambienti. Basti pensare al ciclo dell’acqua affidato agli “amici” di IREN nel 2009 fino al 2032 senza gara d’appalto

– Portando a 10 anni e non a 30 i tempi di ammortamento dei costi di Scarpino, il comune di Genova ottiene una rivalutazione del valore di AMIU che le permette di fare più cassa, mentre ad IREN si consente di rientrare prima dei costi riversandoli in bolletta. Ci guadagna il comune, ci guadagna IREN e ci perdono, come sempre, i cittadini utenti, cari signori della sinistra!!!

– IREN libera il comune di Genova di una zavorra non da poco (Scarpino) ma con che contropartita, visto che le discariche, nella direttiva europea sul trattamento dei rifiuti, ormai sono dichiarate obsolete e da abbandonare?

– Qua mi ricollego alla posizione della Regione Liguria sugli inceneritori. Non è che per caso ci sia già un accordo di massima tra comune e regione per permettere ad IREN di attivare nuovi impianti in Liguria? La centrale Tirreno Power di Savona è ferma da tempo per i noti problemi. Sembra che tecnicamente non necessiti di grossi interventi per farle bruciare rifiuti anziché carbone o gas!

– Doria o chi per esso ci vorrà far credere che gli impianti che IREN porterà in AMIU siano benefit non indifferenti. Ma attenzione! Con questi impianti IREN si garantirà il 51% delle azioni e di fatto rimarrà sempre la padrona degli stessi

Insomma…questa faccenda puzza e non poco! 

Infine mi ricollego a quanto sta succedendo a livello nazionale con l’elargizione del governo alle banche in crisi, tra cui guarda caso MPS. 20 (VENTI) MILIARDI DI EURO DI SOLDI NOSTRI, pari ad una bella manovra finanziaria. Fatevi i conti di quanti siano per le vostre tasche. Non vi va? Ve lo dico io, sono circa 400 euro a testa per ognuno di voi. Siete in 4 in famiglia? Fanno 1600 euro, pari allo stipendio di un mese di un capofamiglia. Questo è il regalo di Natale che vi fa lo Stato, la sua tredicesima, ma quella che darete voi allo stato, non viceversa!

Certo che se ci pensate bene…per MPS ed affini i soldi si trovano, ma quando si tratta dei servizi essenziali i soldi non ci sono mai ed allora ci tocca privatizzare. Ieri é toccato all’acqua, oggi tocca ai trasporti, ai rifiuti e persino all’illuminazione pubblica. Quando la finiranno lor signori di prenderci per il culo fatemi un fischio…

SI SCRIVE GENTILONI, SI PRONUNCIA RENZI BIS

Mario stava leggendo il giornale e non credeva ai suoi occhi. Due ministeri in più rispetto al governo Renzi, 12 ministri confermati al loro posto, uno (Alfano) spostato dagli Interni agli Esteri, la Boschi sottosegretaria alla Presidenza e complessivamente due sole facce “nuove”, la Finocchiaro e la Fedeli. Gli altri ministri erano già sottosegretari del governo Renzi.

M. – Direi che ci vuole una bella faccia di tolla per presentare un governo del genere dopo il referendum Costituzionale

L. – Eh già…sono stupefatta anche io

M. – Ma dico io…hanno rotto le scatole con il taglio dei costi della politica per promuovere il referendum e mi presenti due ministeri in più???!!!

L. – Sì, ma fosse solo quello. La Boschi, quella che doveva smetterla con la politica se avesse perso il referendum, esce dalla finestra e te la ritrovi ad entrare dal portone. Addirittura sottosegretaria!

M. – Beh…evidente che sarà lì per controllare Gentiloni e riferire a Renzi…Ed anche Lotti è ancora dentro la compagine. Ci manca solo che ci avessero messo Agnese all’Istruzione ed eravamo a posto

L. – E vogliamo parlare della Madia??? La Corte Costituzionale le ha bocciato la riforma della Pubblica Amministrazione e la confermano al ministero? Ma siamo impazziti?

M. – Certo che ha ragione D’Alema…se si votasse domani, il PD con questo governo perderebbe un altro 5%! Mi sa che abbiano la tendenza al suicidio…

L. – Quelli sono problemi loro se permetti. Anzi…mi verrebbe da dire…facciano pure. Il problema è che non hanno capito il segnale del popolo. Che uno abbia votato per bocciare la riforma o che abbia votato per bocciare Renzi, non puoi presentare una fotocopia del governo precedente, quello che ha portato avanti una riforma poi fallita per il voto degli italiani. La parola vergogna certi elementi non sanno cosa significhi!

M. – Oltretutto continuano a menarla con ‘sta storia della legge elettorale. Come se fosse il Governo a doverla fare! Aveva ragione Di Maio…

L. – Cioè?

M. – Si poteva andare avanti con un governo dimissionario per la normale amministrazione e discutere in Parlamento in tempi rapidi la questione della legge elettorale. Forse il governo serviva più per altre questioni…vedi MPS…

L- Ad ogni buon conto secondo te quando andremo a votare?

M. – Per me non prima dell’autunno. Vedrai che avranno la faccia tosta di aspettare la maturazione del vitalizio a settembre, menandosela fino a quel momento con la legge elettorale e Mattarella scioglierà le Camere  giusto qualche mese prima della legislatura per dare il contentino al popolo. Vorrei sbagliarmi ma è così

L. – Ho pensato la stessa cosa. Certo che rimanderanno solo il suicidio, difficile pensare ad una fine diversa.

M. – Già…ma intanto lo rimandano. Eppoi lo sai…in Italia alla Provvidenza abbiamo sempre creduto fin troppo