Politica e attualitá

AMIU – IREN: STORIA DI UNA PRIVATIZZAZIONE SCANDALOSA

Quella che si sta delineando all’orizzonte è la storia di una privatizzazione a tutti gli effetti dove IREN acquisirà entro il 2017 la maggioranza di AMIU, andando oltre l’accordo iniziale votato anche in consiglio comunale di Genova che stabiliva che AMIU restasse a maggioranza pubblica. E’ una storia dove alla fine a guadagnarci saranno il comune di Genova ed IREN, la società “amica” a cui già abbiamo (di fatto) regalato l’acqua pubblica. Ed a rimetterci come sempre, saranno i cittadini ed utenti. 

Mettiamo schematicamente in ordine i fatti:

– AMIU come detto, entro il 2017 passerà per il 51% in capo ad IREN che raggiungerà questa quota non solo grazie a capitali liquidi apportati ma anche attraverso il conferimento di impianti, tra cui il biodigestore di Tortona

– IREN libererà il comune di Genova della zavorra di Scarpino, la discarica genovese, accollandosi i costi che vengono sostenuti per la sua messa in sicurezza e la sua riapertura prevista per il 2017. Costi che però verranno coperti dalle bollette in 10 anni anziché nei 30 inizialmente previsti, con il conseguente aumento delle bollette dei genovesi del 5/6% all’anno a partire dal 2017, solo per coprire questa voce di spesa

– L’assessore Porcile ha dichiarato, a precisa domanda, che nel mese di gennaio verrà stabilita la cifra di vendita di AMIU ad IREN. Una cifra che varia attualmente dai 9 ai 23 milioni di euro. Ora…per dire una fregnaccia del genere devi essere o in malafede (perché in realtà la cifra non vuoi dirla) o impreparato (perché non puoi sparare cifre così distanti fra loro!)

Ci sono poi alcuni fatti che possono sembrare marginali ma che a mio giudizio non lo sono affatto. Ve li elenco e poi ci tornerò sopra con le conclusioni:

– Dopo aver rilasciato alla stampa dichiarazioni sulla contrarietà della regione Liguria alla costruzione di nuovi inceneritori, nel febbraio 2016 il presidente Toti, in conferenza Stato – Regioni, vota a favore del piano del governo per la costruzione di nuovi impianti in Italia

– Fabio Tosi ed il gruppo M5S in regione Liguria vogliono capire meglio la posizione di Toti e c. e presentano due mesi dopo, nell’aprile 2016, una mozione chiedendo che la regione si dichiari contraria senza se e senza ma a nuovi impianti in Liguria. Toti e la maggioranza votano CONTRO alla mozione (per cui non escludono nuovi inceneritori in Liguria). Singolare (ma neanche troppo) la posizione del PD e di Rete a Sinistra che si astengono

Ora vi dico le mie conclusioni e vedremo tra qualche tempo se avrò ragione (sperando di sbagliarmi):

– Doria ha voluto accelerare sull’accordo per poterlo blindare dall’eventuale intervento del sindaco che gli succederà. Non sia mai che il PD perda l’amministrazione (dove il rischio oggi è fortissimo) ed arrivi qualcuno, magari del M5S, che faccia saltare il banco. Gli affari con IREN si fanno sempre volentieri in certi ambienti. Basti pensare al ciclo dell’acqua affidato agli “amici” di IREN nel 2009 fino al 2032 senza gara d’appalto

– Portando a 10 anni e non a 30 i tempi di ammortamento dei costi di Scarpino, il comune di Genova ottiene una rivalutazione del valore di AMIU che le permette di fare più cassa, mentre ad IREN si consente di rientrare prima dei costi riversandoli in bolletta. Ci guadagna il comune, ci guadagna IREN e ci perdono, come sempre, i cittadini utenti, cari signori della sinistra!!!

– IREN libera il comune di Genova di una zavorra non da poco (Scarpino) ma con che contropartita, visto che le discariche, nella direttiva europea sul trattamento dei rifiuti, ormai sono dichiarate obsolete e da abbandonare?

– Qua mi ricollego alla posizione della Regione Liguria sugli inceneritori. Non è che per caso ci sia già un accordo di massima tra comune e regione per permettere ad IREN di attivare nuovi impianti in Liguria? La centrale Tirreno Power di Savona è ferma da tempo per i noti problemi. Sembra che tecnicamente non necessiti di grossi interventi per farle bruciare rifiuti anziché carbone o gas!

– Doria o chi per esso ci vorrà far credere che gli impianti che IREN porterà in AMIU siano benefit non indifferenti. Ma attenzione! Con questi impianti IREN si garantirà il 51% delle azioni e di fatto rimarrà sempre la padrona degli stessi

Insomma…questa faccenda puzza e non poco! 

Infine mi ricollego a quanto sta succedendo a livello nazionale con l’elargizione del governo alle banche in crisi, tra cui guarda caso MPS. 20 (VENTI) MILIARDI DI EURO DI SOLDI NOSTRI, pari ad una bella manovra finanziaria. Fatevi i conti di quanti siano per le vostre tasche. Non vi va? Ve lo dico io, sono circa 400 euro a testa per ognuno di voi. Siete in 4 in famiglia? Fanno 1600 euro, pari allo stipendio di un mese di un capofamiglia. Questo è il regalo di Natale che vi fa lo Stato, la sua tredicesima, ma quella che darete voi allo stato, non viceversa!

Certo che se ci pensate bene…per MPS ed affini i soldi si trovano, ma quando si tratta dei servizi essenziali i soldi non ci sono mai ed allora ci tocca privatizzare. Ieri é toccato all’acqua, oggi tocca ai trasporti, ai rifiuti e persino all’illuminazione pubblica. Quando la finiranno lor signori di prenderci per il culo fatemi un fischio…

SI SCRIVE GENTILONI, SI PRONUNCIA RENZI BIS

Mario stava leggendo il giornale e non credeva ai suoi occhi. Due ministeri in più rispetto al governo Renzi, 12 ministri confermati al loro posto, uno (Alfano) spostato dagli Interni agli Esteri, la Boschi sottosegretaria alla Presidenza e complessivamente due sole facce “nuove”, la Finocchiaro e la Fedeli. Gli altri ministri erano già sottosegretari del governo Renzi.

M. – Direi che ci vuole una bella faccia di tolla per presentare un governo del genere dopo il referendum Costituzionale

L. – Eh già…sono stupefatta anche io

M. – Ma dico io…hanno rotto le scatole con il taglio dei costi della politica per promuovere il referendum e mi presenti due ministeri in più???!!!

L. – Sì, ma fosse solo quello. La Boschi, quella che doveva smetterla con la politica se avesse perso il referendum, esce dalla finestra e te la ritrovi ad entrare dal portone. Addirittura sottosegretaria!

M. – Beh…evidente che sarà lì per controllare Gentiloni e riferire a Renzi…Ed anche Lotti è ancora dentro la compagine. Ci manca solo che ci avessero messo Agnese all’Istruzione ed eravamo a posto

L. – E vogliamo parlare della Madia??? La Corte Costituzionale le ha bocciato la riforma della Pubblica Amministrazione e la confermano al ministero? Ma siamo impazziti?

M. – Certo che ha ragione D’Alema…se si votasse domani, il PD con questo governo perderebbe un altro 5%! Mi sa che abbiano la tendenza al suicidio…

L. – Quelli sono problemi loro se permetti. Anzi…mi verrebbe da dire…facciano pure. Il problema è che non hanno capito il segnale del popolo. Che uno abbia votato per bocciare la riforma o che abbia votato per bocciare Renzi, non puoi presentare una fotocopia del governo precedente, quello che ha portato avanti una riforma poi fallita per il voto degli italiani. La parola vergogna certi elementi non sanno cosa significhi!

M. – Oltretutto continuano a menarla con ‘sta storia della legge elettorale. Come se fosse il Governo a doverla fare! Aveva ragione Di Maio…

L. – Cioè?

M. – Si poteva andare avanti con un governo dimissionario per la normale amministrazione e discutere in Parlamento in tempi rapidi la questione della legge elettorale. Forse il governo serviva più per altre questioni…vedi MPS…

L- Ad ogni buon conto secondo te quando andremo a votare?

M. – Per me non prima dell’autunno. Vedrai che avranno la faccia tosta di aspettare la maturazione del vitalizio a settembre, menandosela fino a quel momento con la legge elettorale e Mattarella scioglierà le Camere  giusto qualche mese prima della legislatura per dare il contentino al popolo. Vorrei sbagliarmi ma è così

L. – Ho pensato la stessa cosa. Certo che rimanderanno solo il suicidio, difficile pensare ad una fine diversa.

M. – Già…ma intanto lo rimandano. Eppoi lo sai…in Italia alla Provvidenza abbiamo sempre creduto fin troppo

 

GOD SAVE THE QUEEN (di Claudio Ottolia)

Continuo a leggere un sacco di cose sulla Brexit e a volte devo strabuzzare gli occhi, vedendo con quanta approssimazione si affronti l’argomento, pur di contrastare il volere degli elettori inglesi.

La prima cosa che noto e’ il pessimo segnale che arriva dai governanti dell’Unione all’indomani della Brexit. La Merkel convoca a Berlino Junker, Renzi e Hollande. Io credevo che l’Unione Europea avesse sede a Bruxelles e non a Berlino. Semmai avrebbe dovuto essere Junker ad invitare gli altri (tutti…non solo tre!). Tutti proni  allo strapotere tedesco!

È’ come se ci fosse stato un referendum in Abruzzo e Maroni avesse convocato a Milano Renzi, Zaia ed Emiliano. Gli italiani e i giornali sarebbero insorti.

Come ci può essere un’Unione se decidono solo i tedeschi? Come può piacere ai cittadini un’Unione che impone agli italiani di fare le mozzarelle con la polvere di latte (sì, perchè i tedeschi la fanno così), di variare la tassazione della birra (per la troppa concorrenza che fa il vino)? Come può quest’Unione permettere di chiamare cioccolato ciò che cioccolato non è, solo per fare un favore alle multinazionali ed affossare le produzioni artigiane di eccellenza che facevano troppa concorrenza?!

Voglio ricordare a tutti cosa significò essere proni alla Germania nel 1938 durante la crisi dei Sudeti e prima ancora con l’annessione dell’Austria. I governanti correvano a Berlino e a Monaco in continuazione. La sede della Società delle Nazioni era però a Ginevra…

Cito quanto detto da Elisabetta II: “Se non usciamo dall’Europa la seconda guerra mondiale sarà solo un piccolo bozzo sulla strada in confronto a ciò che ci aspetta“. Credo che gli inglesi, pur ritenendoli antipaticissimi, ci abbiano salvato per la terza volta negli ultimi cento anni. Se l’Unione Europea cambierà in meglio sarà perché loro hanno detto un chiaro NO a questa impostazione di comando. Sono i popoli e le nazioni a dover  decidere, non solo i tedeschi, le multinazionali e le banche.

Strabiliante e’ poi quanto Michele Serra scrive a proposito del fatto che vecchi e ignoranti hanno tolto il futuro ai giovani. Al di là’ del fatto che i numeri non dicono quello (ha votato il 37% dei giovanissimi fino a 24 anni …forse l’Europa non li appassionava troppo…). La fascia di età che ha votato LEAVE e’ la stessa che ha costruito l’Europa nel benessere e nella democrazia e che sta, man mano, vedendosela scippare.

Vorrei ora soffermarmi sugli ignoranti…

Ricordo che l’Europa a trazione multinazionali ha enormemente allargato la fascia dei poveri e di quei quartieri ghetto e popolari che tanto vengono schifati dai delusi dal voto. Cosa pretendevano questi signori, che queste categorie votassero per chi le ha affamate, deluse ed impossibilitate ad acculturarsi?

Rendete sempre più ricchi i ricchi, continuate ad impoverire i poveri e vi assicuro che dal voto di protesta si passerà alle mani. Mai visto una politica economica tanto miope.

Ora un consiglio per tutti: basta starnazzare, sarà meglio riflettere sul perché gli inglesi hanno preso questa decisione e cercare di cambiare questa Europa ingiusta, retta dai potentati . L’Europa del Bail-in, dove se fallisce una banca pagano i clienti. Come se fallisse la Fiat e pagasse il fallimento chi ha comprato le automobili . Invito tutti noi a riflettere per costruire un Europa giusta, rispettosa dei popoli e democratica.

Cordialità a tutti , soprattutto a chi la pensa diversamente.

 

Un vecchio povero e ignorante.

BREXIT E DEMOCRAZIA AD OROLOGERIA

LUISA: “Avevi avuto il giusto presentimento sul referendum inglese, hai visto?”
MARIO: “Sì, una volta tanto. Sulla Grecia avevo già visto la vittoria di Tsipras ed invece…”
LUISA: “In realtà aveva vinto, ma poi ha innestato incredibilmente la retomarcia”
MARIO: “In teoria potrebbero farlo anche gli inglesi, visto che il voto deve essere ratificato dal Parlamento, ma non credo lo faranno…sono inglesi, teste di minchia quanto vuoi, ma andranno fino in fondo. Se ne devono fare una ragione tutti coloro che stanno inveendo contro Cameron per aver indetto il referendum e contro il voto di pancia. Come se anche la pancia non avesse i suoi giusti reclami da fare e come se invece, per contro, non si dia la colpa alle istituzioni europee per tutte le inefficienze ed ingiustizie sociali che si sono create”
LUISA: “Ho sentito Monti parlare di eccesso di democrazia per aver indetto il referendum da parte di Cameron…lui che abusivamente ha fatto il presidente del Consiglio…che faccia di tolla…”
MARIO: “Certo…il problema però resta, perché pare che la Merkel non l’abbia mica capita la lezione…lunedì incontra a Berlino Hollande e Renzi. Ma perché non convoca tutti e ripeto tutti, Juncker e non a Berlino ma a Bruxelles??? Mi stupisce a dire il vero che ci sia anche Renzi nel trio…avranno bisogno di un cameriere a corte ;)”
LUISA: “Eppure credo che dovremmo ringraziare gli inglesi in Europa per il segnale che hanno voluto dare ai crucchi, anche se continueranno a non capire”
MARIO: “La dico grossa ma forse neppure troppo…meglio mettere tutto in discussione ora col referendum che con la forza domani. Siamo così sicuri che i tedeschi siano davvero cambiati dai tempi della seconda guerra mondiale? Io credo non molto”
LUISA: “Comunque é interessante, tornando a noi, questa storia della Democrazia ad orologeria. Se si vota in maniera che non ci piace é un voto da sottoculturati, da vecchi che negano il futuro ai giovani”
MARIO: “Il voto va sempre rispettato, inutile dirlo…ed ogni voto insegna qualcosa. Cosa avrei dovuto pensare quando ho visto l’esito delle europee? Vogliamo parlare della mancia elettorale degli 80 euro? Lì la gente non aveva votato di pancia? Vabbé dai, inutile continuare, mi faccio solo del nervoso”
LUISA: “Vai che ti viene tardi al lavoro”
MARIO: “Già…se fosse stato vero che con l’euro avremmo lavorato di meno e guadagnato di più come diceva Prodi io sarei già stato in pensione da tempo. Invece grazie alla Fornero l’Ansaldo lo dovrò vedere ancora per qualche anno. In compenso i nostri ragazzi non é che lavorano meno…non lavorano proprio…”

BALLOTTAGGI E BREXIT

LUISA: “Ti registro la partita stasera?”

MARIO: “Che partita?”

LUISA: “Come che partita? Italia-Irlanda, ultima del girone degli europei”

MARIO: “Ah sì è vero, non ricordavo…comunque lascia perdere, tanto siamo già qualificati”

LUISA: “Boh…non so se devo essere contenta o se devo preoccuparmi. Fino a poche settimane fa sapevi persino il nome del cane di Conte e ora non ti interessa neppure la partita…cosa ti è successo?”

MARIO: “Lo sai dai…hai visto i risultati delle elezioni? Belin, cosa vuoi che mi freghi di quel che fa la nazionale!?”

LUISA: “Bella scoppola che ha preso Renzi! Ti dirò che è più significativa la vittoria di Torino che quella di Roma. A Roma era prevedibile dopo tutte le porcate che sono uscite, ma a Torino…oltretutto diciamoci la verità, Fassino, stando a quel che si dice, non è che poi sia stato un cattivo sindaco”

MARIO: “E’ del PD ed ormai tutto quel che tocca Renzi si trasforma in…bratta…Poi ti dirò, avrà anche governato bene ma hai visto le nomine alla Fondazione San Paolo ed il nuovo presidente di IREN, Peveraro? Ha fatto bene la Appendino a chiedere subito il passo indietro di quei due personaggi. E’ emblematica questa cosa…IREN è un’emenazione del PD, odierò sempre questo sistema di partecipate che non sono altro che poltronifici ed il mezzo per dare una facciata pubblica ad interessi privati e di partito “

LUISA: “Resta il fatto che la gente con queste elezioni abbia voluto dare un bel calcio in culo a Renzi. Ha dimostrato di voler cambiare aria, cambiare questo sistema di cose. E Fassino secondo me ha pagato questa cosa, anche se Renzi si è affrettato a scaricarlo”

MARIO: “Certo! Ed il merito grosso del MoVimento 5 Stelle è stato quello di trovare dei buoni candidati, moderati nei toni e concreti nel parlare dei problemi. Ancora mi brucia quel Vinciamo Noi che ci si è rivoltato addosso come un boomerang alle Europee”

LUISA: “Ho anche notato il cambio di atteggiamento dei media…in questi giorni sembra che in molti stiano rivalutando il MoVimento, ne parlano come di una forza politica di governo e non solo di protesta”

MARIO: “Sarà meglio rinforzare le sospensioni del carro, ci stanno già salendo in troppi per i miei gusti”

LUISA: “ E del referendum inglese cosa mi dici?”

MARIO: “Boh…è strano…”

LUISA: “Cosa è strano?”

MARIO: “Quelli che volevano uscire erano dati in vantaggio, poi è stata uccisa quella poveretta deputata che era per il NO ed i sondaggi dall’oggi al domani sono cambiati. Ma non mi convince del tutto questa storia”

LUISA: “Spiega…”

MARIO: “Mi sembra una manovra per tenere calmi i mercati. Ancor più dell’uscita dall’Unione Europea da parte della Gran Bretagna, preoccupano le borse. Non vorrei che fosse una strategia per tenere le gabbie chiuse. Anche perché i bookmakers inglesi continuano a dare l’uscita più probabile della permanenza. E questo mi fa pensare parecchio…”

LUISA: “Anche la regina pare si sia sbilanciata, ma a favore dell’uscita. Pare abbia posto la semplice domanda: Datemi tre buoni motivi per restare nell’Europa. Mica una frase di poco conto…”

MARIO: “E beh…altra scuola…del resto sai cosa disse Churchill nel 1952 in un’intervista? Disse: Tra il giugno del 1941 e l’aprile del 1945 la grande madre Russia ha perso 27 milioni di persone per fermare Hitler. E ci sono riusciti. Se non fosse stato per l’Armata Rossa, adesso a Buckingham Palace ci sarebbe Joseph Goebbels. Io sarei stato impiccato e Sua Maestà sarebbe in esilio, magari in Australia. Quei 27 milioni di morti hanno salvato la libertà della Gran Bretagna, e come inglese non lo dimenticherò mai. A parte la truffa del comunismo, a me i russi stanno anche simpatici. Sono i crucchi che non sopporto. Loro, sono sempre stati il problema dell’Europa. Ne riparliamo tra cinquant’anni quando avranno rialzato la testa: i gravi problemi per le future generazioni verranno da Berlino e non da Mosca, glielo dice uno che li conosce tutti come le proprie tasche. Capisci quanto ci aveva visto lungo?”

LUISA: “Non so cosa sperare, da una parte col cuore spero che l’Inghilterra esca e crei i presupposti per la fine di questa truffa che è l’Europa, dall’altra però…è certo che qualche bello scrollone lo prenderemo”

MARIO: “Intanto vediamo cosa succede…ma se gli inglesi escono corri subito in banca e ritira quei pochi fondi dell’area Euro che abbiamo ancora. Il direttore mi ha detto di star tranquillo, ma se crede che sia scemo se lo scorda”

MARIO E LUISA SULLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE

Mario quel giorno era contento. Aveva visto i risultati delle amministrative. Una bella scoppola per il suo amico Renzi. Anche sul lavoro, nel turno del mattino, i suoi colleghi, specie i più giovani, discutevano dei risultati elettorali piuttosto che di calcio. Si convinse che fosse un buon segno

LUISA: “Ti vedo contento, tutto bene al lavoro?”

MARIO: “Niente di nuovo ma i risultati delle elezioni mi hanno reso di buon umore”

LUISA: “Anche a me. Pensa che ho sentito a mezzogiorno la conferenza stampa di Renzi. Diceva che sono risultati locali e che non si può dare una valenza politica a questo voto, In sostanza per lui è un risultato che ha molte facce…”

MARIO: “Invece lui ne ha una sola…quella di tolla…Avesse dovuto dire la verità, avrebbe dovuto ammettere il tracollo e dire che si è ritornati ai voti che il PD aveva prima delle europee”

LUISA: “C’era anche Orfini con lui. Confermava tutto ovviamente…Renzi diceva che avevano seguito gli spogli insieme durante la notte”

MARIO: “Allora magari Renzi ha detto così perché non li ha seguiti bene. Chi avrà vinto alla Playstation dei due?”

LUISA: “Comunque credo che adesso Renzi si stia preoccupando davvero per il referendum di ottobre. Ha di nuovo ribadito che quello del referendum è un voto che avrà una ripercussione sul governo, ma ha tirato fuori la storia di Lega e 5 Stelle dicendo che non capisce perché i loro elettori dovrebbero votare no”

MARIO: “C’è o ci fa?”

LUISA: “Dice che in sostanza, in particolare per il MoVimento 5 Stelle, gli elettori dovrebbero votare SI’ se hanno voglia di cambiare, visto che ad esempio a Roma hanno espresso un voto di protesta e che lui crede che invece Di Maio e c. dicano di votare NO per non perdere la poltrona”

MARIO: “Bella belinata… Proprio lui che aveva detto a Letta di star sereno…l’unico che deve aver paura di perdere la poltrona se vincono i NO è proprio lui. Te l’ho detto ieri…saranno proprio i suoi a chiederne la testa! Certo che lui è proprio lucco…con la sua spocchia rischia di ingabbiarsi da solo. Vuol fare un plebiscito sulla sua persona? Almeno adesso è costretto a giocarsi tutto col referendum…”

LUISA: “Pensavo comunque che il segnale è davvero chiaro su questo voto…tra l’altro i suoi candidati sindaci, quelli più vicini a lui, sono quelli che hanno deluso di più. La Valente a Napoli non ha neppure raggiunto il ballottaggio. A Torino Fassino deve andare al ballottaggio contro la Appendino del MoVimento 5 Stelle, a Milano Sala è andato bene ma rischia seriamente di perdere contro Parisi. A Trieste il sindaco uscente ha preso una scoppola non indifferente dalla destra…Tra l’altro Renzi a maggio aveva firmato insieme al sindaco e alla Serracchiani un’intesa sul porto di Trieste. Un evento abbastanza importante, eppure non gli è servita a nulla. Sembra anzi che ora come ora Renzi sia diventato un re Mida al contrario…mi sa che il suo plebiscito lo abbia già avuto…ma contro e non a favore…”

MARIO:” Però che analisi fine…brava Luisa, devo dire che mi ritrovo in quel che dici. Aggiungo però una cosa…sai per cosa credo che gli italiani lo abbiano punito di più?”

LUISA: “Gli 80 euro da restituire?”

MARIO: “Anche ma non solo…”

LUISA: “Mafia capitale?”

MARIO: “A Roma sì, ma c’è qualcosa di più importante”

LUISA: “Il Jobs Act?”

MARIO “Sì, ma c’è una cosa ancor più importante”

LUISA: “Mi arrendo, dimmi…”

MARIO: “Per le banche…l’ultima certezza che resta agli italiani, é il gruzzoletto che ancora hanno da parte, ma la questione banca Etruria e c. con la Boschi soprattutto di mezzo, gli italiani non gliela perdoneranno tanto facilmente. Sai quanti stanno portando via i soldi dall’Italia?”

LUISA: “Ho letto qualcosa, poi anche con questo belin o bail-in che dir si voglia…la gente non ci capisce una mazza ma sente di essere presa in giro dal governo che prova a rassicurarla”

MARIO: “Vabbè dai…ora speriamo nei ballottaggi…incrociamo le dita…”

MARIO E LUISA (LUI E LEI), CAPITOLO TERZO

Quella di ieri all’Ansaldo era stata una giornata lunga per Mario. Troppo lunga, come non gli capitava da tempo. Il dialogo con la moglie aveva risvegliato in lui passioni politiche sopite e stava facendo cadere, poco a poco, la maschera che si era costruito per nasconderle.

Guardava i suoi giovani colleghi con l’iphone in mano, con un misto tra incazzatura e pena per loro. Incazzatura per quel mondo virtuale nel quale vivevano, convinti di avere il mondo a portata di mano e sotto controllo, solo perché potevano vedere in tempo reale cosa succedeva a Singapore piuttosto che a New York. E pena perché non si rendevano conto che non erano padroni neppure del loro tempo libero, da non riuscire quasi più a dire la loro neppure per andare in bagno, se non arrivava prima un input dall’alto da parte di qualcuno.  Il loro futuro sarebbe stato certamente peggiore del passato di Mario, di questo lui ne era certo. Eppure qualcuno di loro era anche un idealista, seguiva la politica, ma era convinto di fare la rivoluzione col telefono in mano (smartphone proprio non riusciva a pronunciarlo…), pigiando le dita sulla tastiera, ormai virtuale anche quella, mica come quella del suo Nokia dell’anteguerra. Una loro rivoluzione tutta personale a colpi di faccine e di frasi tutte attaccate precedute dal #. Una cosa che non riusciva a capire a cosa servisse, ma del resto quel cretino di Renzi propagandava le sue riforme a forza di cancelletti, cosa poteva aspettarsi da loro??? Renzi…colui che ha affossato definitivamente l’idea di sinistra…prima o poi quando cadrà farà una brutta fine, accoltellato dai suoi stessi sodali come Cesare. Mario credeva di aver visto il peggio con Craxi ed Andreotti, poi arrivò Berlusconi e lì credette di avere toccato il fondo. Ora con Renzi si rendeva conto di avere cominciato a scavare…

LEI: “Oggi gnocchi al pesto”

LUI: “Basilico di Prà spero…”

LEI: “Eh certo, sennò con quel palato fine che ti ritrovi me lo rimandi indietro…e meno male che sei un normalissimo operaio…”

LUI: “Anche io ho i miei difetti…tu sicuramente quello di non morderti mai la lingua”

LEI: “A proposito di lingua, hai visto che ci sono in tv i festeggiamenti per il 2 giugno?”

LUI: “No, posso evitarmeli?”

LEI. “Guarda…c’era il tuo amico Renzi in tv e tutti i sindaci in parata a Roma ai fori imperiali”

LUI: “Ecco…i fori imperiali, il posto giusto dove seppellire la Repubblica… Ma cosa sono andati a fare i sindaci a Roma? A sfilare per omaggiare la nazione? Quella che grazie agli ultimi governi sta massacrando i comuni? Ora dico…hanno ragione i sindaci a lamentarsi, ma credevo che fossero andati a Roma per portare le chiavi dei comuni sulla scrivania a Renzi, non per sfilare insieme alle cariche dello stato…”

LEI: “Sempre infervorato come ieri?”

LUI: “Non mi dire niente che ho appena letto che Benigni si è appena rimangiato la parola e ha detto che voterà SI’ al referendum di ottobre”

LEI: “Beh…coi soldi che ha preso dalla RAI in questi anni mi sarei stupita del contrario. Prima a parlare della Costituzione, poi della Divina Commedia. A proposito della Costituzione, se era la più bella del mondo perché cambiarla?”

LUI: “Ma lo sai che gli attori un tempo venivano seppelliti in terra sconsacrata?”

LEI: “Ma dai…e perché?”

LUI: “Perché venivano considerati vani, inutili. In pratica perché ingannavano la gente piangendo e ridendo a comando. Cosa ti vuoi aspettare da Benigni?”

LEI: “Del resto lo sapevi che Monicelli lo aveva criticato per il finale de La Vita è bella?”

LUI: “No…perché?”

LEI: “Perché quando arrivano i carri armati a liberare il campo di concentramento, sventolano la bandiera americana, ma in realtà sono stati i russi a liberare Auschwitz. Capisci di chi parliamo?”

LUI: “Un bel paraculo…”

LEI: “Ecco…”

LUI: “Dai che oggi andiamo al mare come ti avevo promesso”

LEI: “Andiamo ad Arenzano in autostrada?”

LUI: “Ma figurati! Cambiamo itinerario ed andiamo a Nervi”

Luisa prese gli asciugamani e i costumi nell’armadio, mentre Mario, caschi in mano si avviò a recuperare lo scooter in garage. Sole, cuore e amore. Non fosse stato tanto idiota quel motto, per quel giorno avrebbe pensato di farlo suo