M5S

IL RITORNO DI MARIO E LUISA (ALLE PRESE CON DI MAIO)

Mario è seduto a tavola, la tv col telegiornale acceso parla di Di Maio a Cernobbio e Mario quasi sputa la minestra che gli ha preparato Luisa…

L. – Ma che fai? É troppo calda?

M. – No, ho appena visto Di Maio a Cernobbio…o meglio ho sentito quel che ha detto in mezzo agli industriali e agli economisti…gente che fino a due anni fa il M5S vedeva come il diavolo…

L. – Beh…allora Di Maio a quella gente non le avrà mica mandate a dire? Chissà che lavata di capo!

M. – Sì, come no…una leccata alle terga che neppure Fede ai tempi d’oro di Silvio. Non si possono sentire certe cose…

L. – Cosa ha detto in sostanza?

M. – Ok, tieniti alla sedia. Il M5S vuole un’Italia europeista e non populista o estremista. Vuole che l’Italia sia una Smart Nation

L. – E cosa vuol dire Smart Nation? Sei sicuro che fosse Di Maio e non Renzi quello che parlava?

M. – No no, era Giggino…comunque significa una nazione tecnologicamente avanzata dove si possa aprire velocemente una partita iva e fare impresa

L. – E fin lì, a parte i termini usati nulla da dire. Ma il resto non posso pensare che sia il futuro candidato al governo del M5S  ad averlo detto!

M. – Invece è proprio così. Penso a quando Beppe ha mandato per tutta Italia gli attivisti del Movimento a raccogliere le firme per il referendum sulla permanenza o meno dell’Italia nell’euro. Doveva decidere il popolo, visto che Beppe diceva che il M5S era fieramente populista. Ora quelli del M5S, populisti non lo sono più e decidono in tre o quattro per tutti. Nei partiti c’è più democrazia, inutile girarci intorno. Qua ci si deve fidare dei capi bastone e stop. Guarda Genova…

L. – Che tristezza…ci hanno messo meno di 4 anni a diventare “casta” anche loro. Hanno proprio imparato bene dai partiti che hanno sempre disprezzato e criticato

M. – Ci mancano solo quelli presi con le mani nella marmellata e poi il cerchio è completato. Adesso Di Battista mette anche in discussione la fine dell’attività politica da eletto dopo il doppio mandato…pensa te a che punti…

L. – Sì. E con l’aggravante che non si stanno dimostrando neppure bravi a governare. Perché se l’esempio è Roma, c’è poco da stare allegri

M. – A proposito, è sempre al suo posto l’ultimo assessore al bilancio? Ma ti rendi conto…lo hanno fatto dimettere da Livorno per andare a Roma. Hanno capito che devono tenere in vita la Raggi almeno fino alle politiche sennò crolla tutto prima. Ma sarà solo questione di tempo

L. – La metamorfosi ormai è quasi terminata, da rivoluzionari a stampella del sistema. E se non fosse stata tutta una presa in giro quella del M5S per catalizzare e incanalare pacificamente l’incazzatura degli italiani? Io a questo punto non so più cosa pensare

M. – L’ho pensato e ne sono sempre più convinto anche io. Guarda Luisa…ti ricordi dopo la rielezione di Napolitano, quando Grillo è partito per piazza Montecitorio dove tutta la gente era incazzata per quel che era successo? Tutti aspettavano Beppe, ma Beppe in piazza non è mai arrivato. Cos’è successo? Chi lo ha fermato? Lì in piazza era l’occasione giusta per far pressione per nuove elezioni dove il M5S avrebbe sbaragliato. Solo ora il M5S si muove per governare, paraculeggiando a destra e a manca e dopo essersi omologato ai partiti?

L. – Beh…di certo il mio voto non lo vedranno più

M. – Neppure il mio. Io non andrò proprio a votare. E che non mi si venga a menarla col fatto che i nostri nonni hanno lottato per il voto e che è un dovere recarsi alle urne. I nostri nonni dobbiamo ringraziarli per averci dato il diritto di voto, non per averci imposto il dovere!

L. – Poveri nonni…se potessero tornare indietro credo che prima prenderebbero a sberle noi e poi a seguire quelli che abbiamo votato in questi anni…

A Mario nel frattempo era scappata anche la voglia di mangiare…

 

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AMIU – IREN: STORIA DI UNA PRIVATIZZAZIONE SCANDALOSA

Quella che si sta delineando all’orizzonte è la storia di una privatizzazione a tutti gli effetti dove IREN acquisirà entro il 2017 la maggioranza di AMIU, andando oltre l’accordo iniziale votato anche in consiglio comunale di Genova che stabiliva che AMIU restasse a maggioranza pubblica. E’ una storia dove alla fine a guadagnarci saranno il comune di Genova ed IREN, la società “amica” a cui già abbiamo (di fatto) regalato l’acqua pubblica. Ed a rimetterci come sempre, saranno i cittadini ed utenti. 

Mettiamo schematicamente in ordine i fatti:

– AMIU come detto, entro il 2017 passerà per il 51% in capo ad IREN che raggiungerà questa quota non solo grazie a capitali liquidi apportati ma anche attraverso il conferimento di impianti, tra cui il biodigestore di Tortona

– IREN libererà il comune di Genova della zavorra di Scarpino, la discarica genovese, accollandosi i costi che vengono sostenuti per la sua messa in sicurezza e la sua riapertura prevista per il 2017. Costi che però verranno coperti dalle bollette in 10 anni anziché nei 30 inizialmente previsti, con il conseguente aumento delle bollette dei genovesi del 5/6% all’anno a partire dal 2017, solo per coprire questa voce di spesa

– L’assessore Porcile ha dichiarato, a precisa domanda, che nel mese di gennaio verrà stabilita la cifra di vendita di AMIU ad IREN. Una cifra che varia attualmente dai 9 ai 23 milioni di euro. Ora…per dire una fregnaccia del genere devi essere o in malafede (perché in realtà la cifra non vuoi dirla) o impreparato (perché non puoi sparare cifre così distanti fra loro!)

Ci sono poi alcuni fatti che possono sembrare marginali ma che a mio giudizio non lo sono affatto. Ve li elenco e poi ci tornerò sopra con le conclusioni:

– Dopo aver rilasciato alla stampa dichiarazioni sulla contrarietà della regione Liguria alla costruzione di nuovi inceneritori, nel febbraio 2016 il presidente Toti, in conferenza Stato – Regioni, vota a favore del piano del governo per la costruzione di nuovi impianti in Italia

– Fabio Tosi ed il gruppo M5S in regione Liguria vogliono capire meglio la posizione di Toti e c. e presentano due mesi dopo, nell’aprile 2016, una mozione chiedendo che la regione si dichiari contraria senza se e senza ma a nuovi impianti in Liguria. Toti e la maggioranza votano CONTRO alla mozione (per cui non escludono nuovi inceneritori in Liguria). Singolare (ma neanche troppo) la posizione del PD e di Rete a Sinistra che si astengono

Ora vi dico le mie conclusioni e vedremo tra qualche tempo se avrò ragione (sperando di sbagliarmi):

– Doria ha voluto accelerare sull’accordo per poterlo blindare dall’eventuale intervento del sindaco che gli succederà. Non sia mai che il PD perda l’amministrazione (dove il rischio oggi è fortissimo) ed arrivi qualcuno, magari del M5S, che faccia saltare il banco. Gli affari con IREN si fanno sempre volentieri in certi ambienti. Basti pensare al ciclo dell’acqua affidato agli “amici” di IREN nel 2009 fino al 2032 senza gara d’appalto

– Portando a 10 anni e non a 30 i tempi di ammortamento dei costi di Scarpino, il comune di Genova ottiene una rivalutazione del valore di AMIU che le permette di fare più cassa, mentre ad IREN si consente di rientrare prima dei costi riversandoli in bolletta. Ci guadagna il comune, ci guadagna IREN e ci perdono, come sempre, i cittadini utenti, cari signori della sinistra!!!

– IREN libera il comune di Genova di una zavorra non da poco (Scarpino) ma con che contropartita, visto che le discariche, nella direttiva europea sul trattamento dei rifiuti, ormai sono dichiarate obsolete e da abbandonare?

– Qua mi ricollego alla posizione della Regione Liguria sugli inceneritori. Non è che per caso ci sia già un accordo di massima tra comune e regione per permettere ad IREN di attivare nuovi impianti in Liguria? La centrale Tirreno Power di Savona è ferma da tempo per i noti problemi. Sembra che tecnicamente non necessiti di grossi interventi per farle bruciare rifiuti anziché carbone o gas!

– Doria o chi per esso ci vorrà far credere che gli impianti che IREN porterà in AMIU siano benefit non indifferenti. Ma attenzione! Con questi impianti IREN si garantirà il 51% delle azioni e di fatto rimarrà sempre la padrona degli stessi

Insomma…questa faccenda puzza e non poco! 

Infine mi ricollego a quanto sta succedendo a livello nazionale con l’elargizione del governo alle banche in crisi, tra cui guarda caso MPS. 20 (VENTI) MILIARDI DI EURO DI SOLDI NOSTRI, pari ad una bella manovra finanziaria. Fatevi i conti di quanti siano per le vostre tasche. Non vi va? Ve lo dico io, sono circa 400 euro a testa per ognuno di voi. Siete in 4 in famiglia? Fanno 1600 euro, pari allo stipendio di un mese di un capofamiglia. Questo è il regalo di Natale che vi fa lo Stato, la sua tredicesima, ma quella che darete voi allo stato, non viceversa!

Certo che se ci pensate bene…per MPS ed affini i soldi si trovano, ma quando si tratta dei servizi essenziali i soldi non ci sono mai ed allora ci tocca privatizzare. Ieri é toccato all’acqua, oggi tocca ai trasporti, ai rifiuti e persino all’illuminazione pubblica. Quando la finiranno lor signori di prenderci per il culo fatemi un fischio…

BALLOTTAGGI E BREXIT

LUISA: “Ti registro la partita stasera?”

MARIO: “Che partita?”

LUISA: “Come che partita? Italia-Irlanda, ultima del girone degli europei”

MARIO: “Ah sì è vero, non ricordavo…comunque lascia perdere, tanto siamo già qualificati”

LUISA: “Boh…non so se devo essere contenta o se devo preoccuparmi. Fino a poche settimane fa sapevi persino il nome del cane di Conte e ora non ti interessa neppure la partita…cosa ti è successo?”

MARIO: “Lo sai dai…hai visto i risultati delle elezioni? Belin, cosa vuoi che mi freghi di quel che fa la nazionale!?”

LUISA: “Bella scoppola che ha preso Renzi! Ti dirò che è più significativa la vittoria di Torino che quella di Roma. A Roma era prevedibile dopo tutte le porcate che sono uscite, ma a Torino…oltretutto diciamoci la verità, Fassino, stando a quel che si dice, non è che poi sia stato un cattivo sindaco”

MARIO: “E’ del PD ed ormai tutto quel che tocca Renzi si trasforma in…bratta…Poi ti dirò, avrà anche governato bene ma hai visto le nomine alla Fondazione San Paolo ed il nuovo presidente di IREN, Peveraro? Ha fatto bene la Appendino a chiedere subito il passo indietro di quei due personaggi. E’ emblematica questa cosa…IREN è un’emenazione del PD, odierò sempre questo sistema di partecipate che non sono altro che poltronifici ed il mezzo per dare una facciata pubblica ad interessi privati e di partito “

LUISA: “Resta il fatto che la gente con queste elezioni abbia voluto dare un bel calcio in culo a Renzi. Ha dimostrato di voler cambiare aria, cambiare questo sistema di cose. E Fassino secondo me ha pagato questa cosa, anche se Renzi si è affrettato a scaricarlo”

MARIO: “Certo! Ed il merito grosso del MoVimento 5 Stelle è stato quello di trovare dei buoni candidati, moderati nei toni e concreti nel parlare dei problemi. Ancora mi brucia quel Vinciamo Noi che ci si è rivoltato addosso come un boomerang alle Europee”

LUISA: “Ho anche notato il cambio di atteggiamento dei media…in questi giorni sembra che in molti stiano rivalutando il MoVimento, ne parlano come di una forza politica di governo e non solo di protesta”

MARIO: “Sarà meglio rinforzare le sospensioni del carro, ci stanno già salendo in troppi per i miei gusti”

LUISA: “ E del referendum inglese cosa mi dici?”

MARIO: “Boh…è strano…”

LUISA: “Cosa è strano?”

MARIO: “Quelli che volevano uscire erano dati in vantaggio, poi è stata uccisa quella poveretta deputata che era per il NO ed i sondaggi dall’oggi al domani sono cambiati. Ma non mi convince del tutto questa storia”

LUISA: “Spiega…”

MARIO: “Mi sembra una manovra per tenere calmi i mercati. Ancor più dell’uscita dall’Unione Europea da parte della Gran Bretagna, preoccupano le borse. Non vorrei che fosse una strategia per tenere le gabbie chiuse. Anche perché i bookmakers inglesi continuano a dare l’uscita più probabile della permanenza. E questo mi fa pensare parecchio…”

LUISA: “Anche la regina pare si sia sbilanciata, ma a favore dell’uscita. Pare abbia posto la semplice domanda: Datemi tre buoni motivi per restare nell’Europa. Mica una frase di poco conto…”

MARIO: “E beh…altra scuola…del resto sai cosa disse Churchill nel 1952 in un’intervista? Disse: Tra il giugno del 1941 e l’aprile del 1945 la grande madre Russia ha perso 27 milioni di persone per fermare Hitler. E ci sono riusciti. Se non fosse stato per l’Armata Rossa, adesso a Buckingham Palace ci sarebbe Joseph Goebbels. Io sarei stato impiccato e Sua Maestà sarebbe in esilio, magari in Australia. Quei 27 milioni di morti hanno salvato la libertà della Gran Bretagna, e come inglese non lo dimenticherò mai. A parte la truffa del comunismo, a me i russi stanno anche simpatici. Sono i crucchi che non sopporto. Loro, sono sempre stati il problema dell’Europa. Ne riparliamo tra cinquant’anni quando avranno rialzato la testa: i gravi problemi per le future generazioni verranno da Berlino e non da Mosca, glielo dice uno che li conosce tutti come le proprie tasche. Capisci quanto ci aveva visto lungo?”

LUISA: “Non so cosa sperare, da una parte col cuore spero che l’Inghilterra esca e crei i presupposti per la fine di questa truffa che è l’Europa, dall’altra però…è certo che qualche bello scrollone lo prenderemo”

MARIO: “Intanto vediamo cosa succede…ma se gli inglesi escono corri subito in banca e ritira quei pochi fondi dell’area Euro che abbiamo ancora. Il direttore mi ha detto di star tranquillo, ma se crede che sia scemo se lo scorda”

MARIO E LUISA SULLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE

Mario quel giorno era contento. Aveva visto i risultati delle amministrative. Una bella scoppola per il suo amico Renzi. Anche sul lavoro, nel turno del mattino, i suoi colleghi, specie i più giovani, discutevano dei risultati elettorali piuttosto che di calcio. Si convinse che fosse un buon segno

LUISA: “Ti vedo contento, tutto bene al lavoro?”

MARIO: “Niente di nuovo ma i risultati delle elezioni mi hanno reso di buon umore”

LUISA: “Anche a me. Pensa che ho sentito a mezzogiorno la conferenza stampa di Renzi. Diceva che sono risultati locali e che non si può dare una valenza politica a questo voto, In sostanza per lui è un risultato che ha molte facce…”

MARIO: “Invece lui ne ha una sola…quella di tolla…Avesse dovuto dire la verità, avrebbe dovuto ammettere il tracollo e dire che si è ritornati ai voti che il PD aveva prima delle europee”

LUISA: “C’era anche Orfini con lui. Confermava tutto ovviamente…Renzi diceva che avevano seguito gli spogli insieme durante la notte”

MARIO: “Allora magari Renzi ha detto così perché non li ha seguiti bene. Chi avrà vinto alla Playstation dei due?”

LUISA: “Comunque credo che adesso Renzi si stia preoccupando davvero per il referendum di ottobre. Ha di nuovo ribadito che quello del referendum è un voto che avrà una ripercussione sul governo, ma ha tirato fuori la storia di Lega e 5 Stelle dicendo che non capisce perché i loro elettori dovrebbero votare no”

MARIO: “C’è o ci fa?”

LUISA: “Dice che in sostanza, in particolare per il MoVimento 5 Stelle, gli elettori dovrebbero votare SI’ se hanno voglia di cambiare, visto che ad esempio a Roma hanno espresso un voto di protesta e che lui crede che invece Di Maio e c. dicano di votare NO per non perdere la poltrona”

MARIO: “Bella belinata… Proprio lui che aveva detto a Letta di star sereno…l’unico che deve aver paura di perdere la poltrona se vincono i NO è proprio lui. Te l’ho detto ieri…saranno proprio i suoi a chiederne la testa! Certo che lui è proprio lucco…con la sua spocchia rischia di ingabbiarsi da solo. Vuol fare un plebiscito sulla sua persona? Almeno adesso è costretto a giocarsi tutto col referendum…”

LUISA: “Pensavo comunque che il segnale è davvero chiaro su questo voto…tra l’altro i suoi candidati sindaci, quelli più vicini a lui, sono quelli che hanno deluso di più. La Valente a Napoli non ha neppure raggiunto il ballottaggio. A Torino Fassino deve andare al ballottaggio contro la Appendino del MoVimento 5 Stelle, a Milano Sala è andato bene ma rischia seriamente di perdere contro Parisi. A Trieste il sindaco uscente ha preso una scoppola non indifferente dalla destra…Tra l’altro Renzi a maggio aveva firmato insieme al sindaco e alla Serracchiani un’intesa sul porto di Trieste. Un evento abbastanza importante, eppure non gli è servita a nulla. Sembra anzi che ora come ora Renzi sia diventato un re Mida al contrario…mi sa che il suo plebiscito lo abbia già avuto…ma contro e non a favore…”

MARIO:” Però che analisi fine…brava Luisa, devo dire che mi ritrovo in quel che dici. Aggiungo però una cosa…sai per cosa credo che gli italiani lo abbiano punito di più?”

LUISA: “Gli 80 euro da restituire?”

MARIO: “Anche ma non solo…”

LUISA: “Mafia capitale?”

MARIO: “A Roma sì, ma c’è qualcosa di più importante”

LUISA: “Il Jobs Act?”

MARIO “Sì, ma c’è una cosa ancor più importante”

LUISA: “Mi arrendo, dimmi…”

MARIO: “Per le banche…l’ultima certezza che resta agli italiani, é il gruzzoletto che ancora hanno da parte, ma la questione banca Etruria e c. con la Boschi soprattutto di mezzo, gli italiani non gliela perdoneranno tanto facilmente. Sai quanti stanno portando via i soldi dall’Italia?”

LUISA: “Ho letto qualcosa, poi anche con questo belin o bail-in che dir si voglia…la gente non ci capisce una mazza ma sente di essere presa in giro dal governo che prova a rassicurarla”

MARIO: “Vabbè dai…ora speriamo nei ballottaggi…incrociamo le dita…”

LUPI NON SI DIMETTE (NEPPURE CON TANGENTOPOLI SI CADDE COSI’ IN BASSO)

E così Lupi decise di restare attaccato alla poltrona. Le dimissioni ormai si sa che non vanno più di moda in Italia, eppure tutte le volte ci illudiamo che qualche politico, in determinate situazioni, ci stupisca con questo nobile gesto. Non lo hanno fatto nel recente passato Alfano e la Cancellieri e non ci pensa a farlo (ad oggi) neppure il ministro Lupi per i fatti che conosciamo. Un Lupi che di fronte all’interrogazione del M5S su Incalza del luglio scorso, non è neppure stato in grado di rispondere con parole sue, essendosi fatto scrivere la risposta da Titti Madia, zio della ministra Marianna Madia, nonché avvocato dello stesso Incalza.

Ma a proposito di Alfano e Cancellieri, sarebbe bene ricordare cosa diceva all’epoca Renzi, allora ancor sindaco in quel di FirenzeRenzi Lupi Il Fatto

E pensare che persino la famigerata epoca di Tangentopoli del 1992 ha qualcosa da insegnare ai nostri politici d’oggi. Si dimisero ministri (in primis Martelli, delfino di Craxi, allora ministro della Giustizia e nel governo seguente De Lorenzo, ministro della Sanità) e diversi deputati,non appena arrivò loro l’avviso di garanzia. Alcuni di loro risultarono poi innocenti, vedi Tabacci, tanto per citare uno dei politici ancor oggi conosciuti ed attivi. Ed addirittura ci fu chi per la vergogna si suicidò, come l’ex presidente dell’Eni Gabriele Cagliari in quota PSI o Sergio Moroni, deputato PSI.

E che dire di cosa succede all’estero? Troppo facile parlare delle nazioni riconosciute più mature come l’Inghliterra, dove ci sono ministri che si dimettono per aver pagato in nero una colf o per aver intestato una multa per eccesso di velocità alla moglie per non perdere punti sulla patente?

O vogliamo parlare dell’ex vicepremier svedese Mona Sahlin che nel 2010 si dimise poiché tra i rimborsi spese rimborsati dallo stato figuravano ben due (e ribadisco due!!!) confezioni di Toblerone?

Ancor troppo facile parlare del ministro greco Roussopulos, dimessosi nel 2008 per uno scandalo immobiliare dal quale uscì in seguito pulito?

Bene, se ancora vi sembra poco, allora cercate di ricordarvi della Turchia, dove nel 2013 lasciarono tre ministri per gli arresti dei propri figli in seguito ad un giro di mazzette ed il premier Erdogan si vide costretto a cambiarne altri 7, con la folla inferocita ad invadere le piazze e a mettere a ferro e fuoco le città

Certo, la nostra nazione è ormai troppo assuefatta al malaffare (lontani ormai i tempi del lancio delle monetine a Craxi davanti al Raphael…), ma forse un moto d’orgoglio e di piazza potrebbe ripristinare quel minimo di legalità e di dignità che manca ormai da tempo in gran parte nella nostra società ed in particolare alla nostra classe politica

P.S. Nel caso a qualcuno uscisse dalla bocca l’espressione “Mamma li turchi” si ricordi quanto detto in questo articolo 😉

I MUSCOLI DEL CAPITANO

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Guardalo nella notte che viene, quanto sangue ha nelle vene. 
Il capitano non tiene mai paura, dritto sul cassero, 
fuma la pipa, in questa alba fresca e scura che rassomiglia un pò alla vita”

Ultimamente latito un po’ da queste parti, mi riferisco alla presenza sul blog ovviamente. E non perché non mi interessi più di politica, di economia, tutt’altro! Solo che in parte mi manca il tempo da dedicare alla scrittura ed in parte mi manca la moderazione necessaria per curare con le parole ciò che mi passa per la testa. Mi capita spesso di notare alcune cose sulla stampa e sui media di casa nostra che mi fanno inalberare, forse sono anche più suscettibile ultimamente o forse di farmi prendere per i fondelli non ho più voglia. E quindi mi accorgo che se mi sta per “partire l’embolo”, forse è il caso di soprassedere e riflettere un po’ di più prima di scrivere. Sia chiaro, non crediate che non scriva…ho decine e decine di post che tengo nell’hard disk (il cassetto moderno), quelli scritti senza filtri…e che talvolta mi rileggo. E vi confesso che mi piacciono molto di più di quelli abbastanza soft che leggete su queste pagine, ma per decenza preferisco lasciarli dove sono.

Detto questo, vorrei fare un po’ di riflessioni generali su ciò che ho visto in queste settimane, cercando di schematizzare ma trovandovi comunque un filo comune.

Partiamo dalle discussioni sulla legge elettorale. Questa settimana dovrebbe svolgersi il secondo incontro tra il M5S e Renzi e quest’ultimo dovrebbe vedere pure l’amico Silvio. Il premier sta giocando abilmente su due tavoli. Il primo, quello con Di Maio, Toninelli e c. è però funzionale al secondo. Ci sono tre aspetti che vorrei sottolineare: per prima cosa, dopo aver richiesto un incontro a Grillo sulla legge elettorale già ad inizio anno, Renzi non si poteva tirare indietro proprio ora che il M5S si è dichiarato disponibile. Secondariamente buona parte della base PD (con Civati capofila) preferirebbe di gran lunga un accordo col M5S che con il pregiudicato di Arcore. Ma dulcis in fundo, aspetto più importante (ed è per questo che lo stesso Renzi si è scomodato all’ultimo secondo per parlare con Di Maio), il premier ha ottenuto una formidabile arma di ricatto contro Berlusconi, che non a caso si è detto immediatamente disponibile a ratificare gli impegni presi a suo tempo.

Da questi incontri Renzi esce rafforzato, legittimato anche da chi, il M5S, non lo riconosceva quale interlocutore poiché non votato, ma sa che non potrà sbagliare nulla. E gli converrà quindi portarsi dietro agli accordi con Silvio (suvvia, qualcuno pensa che non sia questa la strada maestra che seguirà il PD?) qualcosa della legge elettorale del M5S (forse le preferenze tanto ostili a Silvio) oppure trovare il modo per far sì che sia il M5S a rompere le trattative e servirsi poi della solita stampa compiacente per delegittimare Di Maio e Toninelli.

Parlo della stampa compiacente non a caso…avete notato come i nostri giornali e tg abbiano mostrato i muscoli di Matteo di fronte all’Unione Europea??? Bravo Matteo, così si fa, cantagliele per dritto e per traverso. E Renzi, vi dico sinceramente, lo avevo rivalutato anch’io. Quando? Quando in Parlamento ha detto

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Oppure parlando di austerità:

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E che dire di ciò che avrebbe detto, giustamente, alla Merkel?

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Dico avrebbe, perché la nostra stampa cita fonti riservate, mentre stando a Il Fatto quotidiano, nessun altro giornale straniero avrebbe parlato di questo particolare. Ma al di là di ciò contano i fatti. I fatti sono che l’Unione Europea, inizialmente morbida (o forse, visto che di questo parlavano sempre e solo i nostri media) sul raggiungimento del pareggio di bilancio dell’Italia solo nel 2016, ha già fatto retromarcia e ha imposto il 2015 come da accordi precedenti presi dal nostro governo. E i muscoli di Matteo che fine hanno fatto? Ti aspetti che sbatta i pugni sul tavolo? D’accordo, non sarà neppure nelle migliori condizioni per farlo, ma un sussulto d’orgoglio no??? Direi di no, visto che anche l’Italia ha accettato la candidatura del “falco” Juncker  alla guida della Commissione Europea. Leggete questo articolo interessante di Alberto Crepaldi del Fatto, di cui allego l’immagine del titolo

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E non solo…guardate cosa succederà nel prossimo autunno, stando addirittura alle pagine di Repubblica, ormai conclamato house organ di Renzi e del PD. In sostanza, stando a Fubini, autore dell’articolo, occorreranno 25 miliardi di manovra aggiuntiva per poter raggiungere l’obbiettivo nel 2015 del raggiungimento del pareggio di bilancio ed è stato votato un documento a Bruxelles (anche da Renzi) che obbligherà l’Italia ad attenersi agli accordi presi in precedenza (sic!). Insomma, non certo una vittoria quella del nostro giovane premier.

E sulla moneta unica che dire? Naturalmente nulla…però qualcosa lo ha detto (e di molto importante), quel Guido Tabellini, ex rettore Bocconi e in profumo di nomina al dicastero dell’Economia, poi assegnato a Padoan (sarà un caso???)

 

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Insomma, se anche i bocconiani (e sappiamo comunque quanto poco ci sia da fidarsi di loro, Monti docet!) iniziano a parlare di lasciare l’euro, sarà legittimo adesso aspettarsi davvero una presa di posizione forte (non solo a parole) anche da Renzi o no???

P.S. Oggi l’Istat ha ipotizzato previsioni negative del nostro PIL nel secondo semestre 2014. Dopo un’iniziale stima del governo dello 0,8% in positivo (v. DEF) e dopo le previsioni del Centro Studi di Confindustria dello 0,2% (sempre in positivo) della scorsa settimana 

“In questa notte elettrica e veloce, in questa croce di Novecento, 
il futuro è una palla di cannone accesa e noi la stiamo quasi raggiungendo. 
E il capitano disse al mozzo di bordo 
“Giovanotto, io non vedo niente. 
C’è solo un pò di nebbia che annuncia il sole. 
Andiamo avanti tranquillamente”. (F. De Gregori – I muscoli del capitano, 1982)

   


 

LA MIA ANALISI SUL VOTO

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“Va beh, lo ammetto che mi son sbagliato e accetto il “crucifige” e così sia,chiedo tempo, son della razza mia, per quanto grande sia, il primo che ha studiato”

Inizio così questo post, con questa frase presa da L’Avvelenata di Guccini, perché, lo ammetto, ho perso alcune scommesse con gli amici sulle mie previsioni di voto. Pur non essendo tra le più ottimistiche tra gli amici attivisti del M5S, io pensavo ad un movimento tra il 26-27% e soprattutto un PD sotto al 30%, seppur di poco. Analizzando i flussi elettorali risulta però evidente, a differenza di quanto si va dicendo in rete ed in parte sui media, che non sono stati tanto i voti presi dal Pd alla destra ad aver ampliato la forbice tra il partito di Renzi e il M5S, bensì,  la demolizione totale del centro di Monti e ovviamente quel recupero dei 5 stelle che hanno fatto ritorno al PD di Renzi.

Purtroppo io credo che gli italiani in queste elezioni abbiano ricercato innanzitutto la tranquillità. E’ vero che i momenti sono difficilissimi, sia a livello economico che, di conseguenza, a livello di stabilità sociale. Ma un cambiamento radicale come propone Grillo è ancora prematuro per essere accettato dal popolo italiano, da sempre uno dei più restii ai cambiamenti in Europa. Mentre nella Francia socialista la Le Pen col FN è riuscita ad incanalare il malumore nella sua forte critica antieuropeista e nell’orgoglio sovranista (ed in questo in Francia ha trovato sicuramente terreno fertile più che altrove), in Italia il M5S non ha sfondato, anzi ha addirittura arretrato. Renzi e Berlusconi nelle ultime settimane, a suon di Hitler e Stalin e quant’altro ancora, sono riusciti nell’intento di demonizzare Grillo e la sua politica. Ma se il M5S ha perso non si deve gettare la colpa in chi non ha ascoltato il suo messaggio. Piuttosto semmai vanno messi in dubbio i modi e i mezzi con cui il messaggio lo si è fatto passare. Ammetto anche qui le mie colpe, non ho mai usato i modi di Grillo, anzi li ho spesso criticati, ma ho sempre pensato che la sostanza, i contenuti del suo messaggio, fossero più forti dei modi in cui venivano proposti. Anzi, che i suoi modi fossero rafforzativi dei contenuti. Che l’ironia potesse essere più forte delle critiche per essa ricevute. Invece no, i risultati dicono l’esatto contrario. E lo dicono anche perché come sottolineano Travaglio e Scanzi, la tv la puoi e la devi criticare, ma ti devi rendere conto che è da lì, più che dalla rete che passano i messaggi agli elettori. Se Silviuccio e Renzi hanno usato persino la De Filippi a scopi elettorali, qualcosa vorrà pur dire. E se non vuoi (e ne faccio un plauso) abbassarti a quel livello, devi comunque accettare il confronto da Vespa (troppo tardi è stata fatta la comparsa, ha ragione ancora Travaglio) o dall’altro nemico giurato Floris. In sostanza, se dai dell’ebetino a Renzi(e) o dici di Napolitano che deve andare a Casal Boscone con Silvio, mentre i tg dicono che Renzi regala gli 80 € e il presidente si è immolato per il bene della patria ad altri 7 anni sul colle più alto di Roma, è evidente che il tuo messaggio alla massa non passerà. In rete o sulle piazze fidelizzerai il tuo consenso tra lo zoccolo duro e magari tra 20 anni ne raccoglierai i frutti, ma non arriverai ad impensierire certo il PD sul breve. Del resto era evidente già prima delle elezioni quanto basso fosse il consenso tra la gente in età più avanzata.

Altra cosa sul movimento…Io ritengo che le molte amministrative abbiano contribuito molto ad erodere un’altra parte del consenso elettorale. Anche  se l’astensione è in crescita, mi sembra chiaro che i voti persi tra gli astenuti dal PD non siano proporzionali al calo dell’affluenza. In sostanza il PD paga meno dazio di altri partiti in questo senso. Questo perché si sa di quanto il PD sia ramificato sul territorio, mentre il movimento ha già fatto un’enormità di lavoro a livello locale, ma ha ancora poche amministrazioni “in mano” e ha molti meetup neonati o comunque con pochi anni (ed esperienza) all’attivo. In sostanza il M5S è partito dall’alto e si sta propagando sul territorio velocissimamente, ma ancora troppo poco per contrastare la “gioiosa macchina da guerra” piddina.

Insomma, guardando il bicchiere mezzo vuoto, bisogna (e parlo da attivista) fare una seria riflessione su questo stop. Grillo è intelligente e rifletterà su questo e tutti noi dovremo cercare di fare quadrato ma nello stesso tempo far tesoro di questi errori.

Se però non ci facciamo prendere solo dallo sconforto, dovremmo poter vedere anche il bicchiere mezzo pieno: 17 dei nostri cittadini sono per la prima volta nel Parlamento europeo ed abbiamo comunque ottenuto un 22% che ci porta ad essere l’unico vero avversario del PD (pur con molto distacco), con la caduta della destra di non facile risoluzione. Un 22% che un anno e mezzo fa non era neppure nelle più rosee previsioni e che permette un’opposizione ancor più forte e responsabile. Se si fosse perso metà dell’elettorato sarebbe stato evidente che il voto delle politiche era più di protesta che altro. Invece non è così, 5.804.810 italiani credono nella nostra proposta politica, continuano ad aver fiducia. Questo non va dimenticato e deve essere lo sprone a farci continuare e a farci tornare a crescere fin da domani. Tanto lo sappiamo che #VINCIAMOPOI  😉