Merkel

GOD SAVE THE QUEEN (di Claudio Ottolia)

Continuo a leggere un sacco di cose sulla Brexit e a volte devo strabuzzare gli occhi, vedendo con quanta approssimazione si affronti l’argomento, pur di contrastare il volere degli elettori inglesi.

La prima cosa che noto e’ il pessimo segnale che arriva dai governanti dell’Unione all’indomani della Brexit. La Merkel convoca a Berlino Junker, Renzi e Hollande. Io credevo che l’Unione Europea avesse sede a Bruxelles e non a Berlino. Semmai avrebbe dovuto essere Junker ad invitare gli altri (tutti…non solo tre!). Tutti proni  allo strapotere tedesco!

È’ come se ci fosse stato un referendum in Abruzzo e Maroni avesse convocato a Milano Renzi, Zaia ed Emiliano. Gli italiani e i giornali sarebbero insorti.

Come ci può essere un’Unione se decidono solo i tedeschi? Come può piacere ai cittadini un’Unione che impone agli italiani di fare le mozzarelle con la polvere di latte (sì, perchè i tedeschi la fanno così), di variare la tassazione della birra (per la troppa concorrenza che fa il vino)? Come può quest’Unione permettere di chiamare cioccolato ciò che cioccolato non è, solo per fare un favore alle multinazionali ed affossare le produzioni artigiane di eccellenza che facevano troppa concorrenza?!

Voglio ricordare a tutti cosa significò essere proni alla Germania nel 1938 durante la crisi dei Sudeti e prima ancora con l’annessione dell’Austria. I governanti correvano a Berlino e a Monaco in continuazione. La sede della Società delle Nazioni era però a Ginevra…

Cito quanto detto da Elisabetta II: “Se non usciamo dall’Europa la seconda guerra mondiale sarà solo un piccolo bozzo sulla strada in confronto a ciò che ci aspetta“. Credo che gli inglesi, pur ritenendoli antipaticissimi, ci abbiano salvato per la terza volta negli ultimi cento anni. Se l’Unione Europea cambierà in meglio sarà perché loro hanno detto un chiaro NO a questa impostazione di comando. Sono i popoli e le nazioni a dover  decidere, non solo i tedeschi, le multinazionali e le banche.

Strabiliante e’ poi quanto Michele Serra scrive a proposito del fatto che vecchi e ignoranti hanno tolto il futuro ai giovani. Al di là’ del fatto che i numeri non dicono quello (ha votato il 37% dei giovanissimi fino a 24 anni …forse l’Europa non li appassionava troppo…). La fascia di età che ha votato LEAVE e’ la stessa che ha costruito l’Europa nel benessere e nella democrazia e che sta, man mano, vedendosela scippare.

Vorrei ora soffermarmi sugli ignoranti…

Ricordo che l’Europa a trazione multinazionali ha enormemente allargato la fascia dei poveri e di quei quartieri ghetto e popolari che tanto vengono schifati dai delusi dal voto. Cosa pretendevano questi signori, che queste categorie votassero per chi le ha affamate, deluse ed impossibilitate ad acculturarsi?

Rendete sempre più ricchi i ricchi, continuate ad impoverire i poveri e vi assicuro che dal voto di protesta si passerà alle mani. Mai visto una politica economica tanto miope.

Ora un consiglio per tutti: basta starnazzare, sarà meglio riflettere sul perché gli inglesi hanno preso questa decisione e cercare di cambiare questa Europa ingiusta, retta dai potentati . L’Europa del Bail-in, dove se fallisce una banca pagano i clienti. Come se fallisse la Fiat e pagasse il fallimento chi ha comprato le automobili . Invito tutti noi a riflettere per costruire un Europa giusta, rispettosa dei popoli e democratica.

Cordialità a tutti , soprattutto a chi la pensa diversamente.

 

Un vecchio povero e ignorante.

BREXIT E DEMOCRAZIA AD OROLOGERIA

LUISA: “Avevi avuto il giusto presentimento sul referendum inglese, hai visto?”
MARIO: “Sì, una volta tanto. Sulla Grecia avevo già visto la vittoria di Tsipras ed invece…”
LUISA: “In realtà aveva vinto, ma poi ha innestato incredibilmente la retomarcia”
MARIO: “In teoria potrebbero farlo anche gli inglesi, visto che il voto deve essere ratificato dal Parlamento, ma non credo lo faranno…sono inglesi, teste di minchia quanto vuoi, ma andranno fino in fondo. Se ne devono fare una ragione tutti coloro che stanno inveendo contro Cameron per aver indetto il referendum e contro il voto di pancia. Come se anche la pancia non avesse i suoi giusti reclami da fare e come se invece, per contro, non si dia la colpa alle istituzioni europee per tutte le inefficienze ed ingiustizie sociali che si sono create”
LUISA: “Ho sentito Monti parlare di eccesso di democrazia per aver indetto il referendum da parte di Cameron…lui che abusivamente ha fatto il presidente del Consiglio…che faccia di tolla…”
MARIO: “Certo…il problema però resta, perché pare che la Merkel non l’abbia mica capita la lezione…lunedì incontra a Berlino Hollande e Renzi. Ma perché non convoca tutti e ripeto tutti, Juncker e non a Berlino ma a Bruxelles??? Mi stupisce a dire il vero che ci sia anche Renzi nel trio…avranno bisogno di un cameriere a corte ;)”
LUISA: “Eppure credo che dovremmo ringraziare gli inglesi in Europa per il segnale che hanno voluto dare ai crucchi, anche se continueranno a non capire”
MARIO: “La dico grossa ma forse neppure troppo…meglio mettere tutto in discussione ora col referendum che con la forza domani. Siamo così sicuri che i tedeschi siano davvero cambiati dai tempi della seconda guerra mondiale? Io credo non molto”
LUISA: “Comunque é interessante, tornando a noi, questa storia della Democrazia ad orologeria. Se si vota in maniera che non ci piace é un voto da sottoculturati, da vecchi che negano il futuro ai giovani”
MARIO: “Il voto va sempre rispettato, inutile dirlo…ed ogni voto insegna qualcosa. Cosa avrei dovuto pensare quando ho visto l’esito delle europee? Vogliamo parlare della mancia elettorale degli 80 euro? Lì la gente non aveva votato di pancia? Vabbé dai, inutile continuare, mi faccio solo del nervoso”
LUISA: “Vai che ti viene tardi al lavoro”
MARIO: “Già…se fosse stato vero che con l’euro avremmo lavorato di meno e guadagnato di più come diceva Prodi io sarei già stato in pensione da tempo. Invece grazie alla Fornero l’Ansaldo lo dovrò vedere ancora per qualche anno. In compenso i nostri ragazzi non é che lavorano meno…non lavorano proprio…”

IL QE SALVA STATI

E così il QE promesso ha finalmente visto la luce. Anticipato dai mercati, che hanno portato al deprezzamento dell’euro sul dollaro per l’attesa iniezione di liquidità promessa da Draghi, oggi la BCE ha superato addirittura le aspettative, portando la somma del QE dai 600 miliardi di euro ipotizzati ai potenziali 1100 da oggi a tutto il 2016. Ma sarà davvero la medicina magica in grado di salvare l’euro o piuttosto il sedativo che ne permetterà una dolce morte?

Come spesso accade ho trovato in Paolo Cardenà (nel suo blog Vincitori e Vinti) un punto di riferimento importante per approcciarmi al problema e per capire gli effetti probabili di questa manovra. E quanto emerso oggi non fa che confermare le sue tesi e i miei convincimenti.

Per entrare nel merito della questione, in sostanza la BCE finanzia le banche centrali affinchè possano ricomprarsi (dalle banche private) il debito pubblico dei vari paesi. E la liquidità verrà “girata” alle banche centrali in proporzione alla loro quota di partecipazione nella BCE. Piccola nota negativa: una volta che le banche acquisteranno titoli di stato, il rischio di default e di insolvenza dei paesi dai quali i titoli sono stati acquisiti, resterà in carico alla BCE solo per il 20%, mentre per l’80% sarà in capo alle banche centrali.

Queste due questioni evidenziano da subito due considerazioni, sia di carattere economico e finanziario che di tipo politico. Una non meno importante dell’altra:

1- Non c’è nessuna correlazione (non evidenziata da tutti gli organi di informazione come dovrebbe essere) tra il fatto che maggiore liquidità alla finanza si trasformi automaticamente in maggior liquidità all’economia reale. Se le banche centrali comprano i titoli di stato dalle varie banche private è vero che queste ultime si ritrovino con maggior liquidità a disposizione. Ma dove sta scritto che queste decidano di finanziare le imprese (in Italia la maggioranza sono PMI che non reperiscono notoriamente capitali in borse bensì presso gli istituti di credito) e non usarle per speculare (come sempre) sul mercato finanziario? E se uno degli obiettivi (dichiarati) di Draghi era quello di far ripartire l’inflazione per alleggerire i debiti pubblici, come riparte l’inflazione se non con investimenti sull’economia reale e nella maggior propensione alla spesa (con maggior disponibilità di liquidi)dei privati cittadini?

2- Di fatto Draghi ha dato un colpo al cerchio ed uno alla botte. Doveva dare un segnale forte nell’area euro ed ha fatto come ha potuto (e non, credo, come avrebbe voluto). Lasciando il grosso del rischio di insolvenza dei titoli di stato da parte dei PIIGS in capo alle banche centrali, di fatto ha accontentato la Merkel e i falchi che lo circondano, ma ha anche dato il segnale che, dopo il QE, l’euro si potrà accantonare senza che ormai nessuno si bruci più le piume tra i paesi virtuosi. Ecco perché più che una manovra salva euro, il QE mi sa tanto di manovra salva stati. Di fatto la fine del QE potrà segnare il “liberi tutti” che anche in Germania stanno in fondo aspettando.

Insomma, un Draghi che più che grande esperto di economia e di finanza, si è ritrovato, forse per la prima volta, ad essere il vero capo politico della UE. O forse (più probabile) il mero esecutore di chi comanda davvero

PATRIMONIALE: BREVE CRONISTORIA DELLA TASSA CHE VERRA’

Non passa giorno o settimana ormai che sui media ed ancor più in rete non si parli di futura tassa patrimoniale sugli italiani, per ridurre il fardello del nostro debito pubblico. Facciamo un po’ di cronistoria partendo dall’ottobre dell’anno  scorso

Patrimoniale 10%

Quindi, in sostanza, Christine Lagarde, direttrice generale del Fmi, nonostante le puntuali smentite arrivate nei giorni successivi, suggeriva ai governi europei più indebitati una tassa del 10% sui patrimoni dei cittadini per poter ridurre i debiti pubblici e riportarli ai livelli del 2007. Nel caso dell’Italia si parlava di circa 400 milioni di euro. Nei mesi successivi, mentre continuavano e si inseguivano il tam-tam e le smentite del caso da parte del governo Letta, si arrivava al 9 febbraio scorso, quando il padre (ig)nobile di Repubblica Scalfari ne rilanciava l’idea. Ma attenzione! La sua non era un proposta che riguardava solo i ricchi, bensì anche coloro che lui chiamava agiati. E cioè le persone che detenevano patrimoni (mobili ed immobili) sopra ai 70000 €! In pratica una carneficina…persone agiate…andatelo a ricordare al pensionato con la minima che ha la fortuna di avere una casa di proprietà quanto sia agiato, forse lui non se n’è ancora accorto. E ne conosco non pochi, come credo ognuno di voi.

E caso strano, questa idea veniva ripresa da Fabrizio Barca il 17 febbraio , in odore di nomina al ministero dell’economia. Ve la ricordate la telefonata col finto Vendola de La Zanzara in cui descriveva lo stato comatoso dell’Italia e che dai piani alti (De Benedetti??? Guarda un po’ che combinazione…dove scrive Scalfari???) arrivavano forzature per la sua nomina? E ricordate che proprio Barca rilanciava l’idea della patrimoniale? Andatevi a rileggere le cronache di quei giorni e del dialogo col finto Vendola se non ci credete. Naturalmente il 24 febbraio sarà Del Rio, in questo caso, a smentire l’ipotesi di prelievi forzosi sui conti correnti.

Ma le voci smettono per poco, se ne riparla ad aprile (con Renzi che smentisce) e poi ancora a maggio e giugno. Proprio a fine giugno, il 29 ci pensa (strano vero?) tra gli altri giornali La Repubblica a dire la verità. Pur non mancando di dare la solita leccata a Renzi, ha il coraggio di titolare

Repubblica mini patrimoniale

E di dire:

“Almeno Renzi ha il pregio di non nascondersi: per tre anni i tre governi precedenti mai pronunciando la parola tabù “patrimoniale” – hanno rincarato bolli e tasse su chi investe. Nel 2011 Berlusconi moltiplicò il costo dei bolli sui conti correnti, nel gennaio 2012 il governo Monti alzò le aliquote dal 12,5 al 20% sul risparmio, cinque mesi fa il governo Letta aumentò ancora i bolli, dallo 0,15 allo 0,20%. Sommando tutto, alla patrimoniale ci siamo; solo è fatta “all’italiana”, alla chetichella, senza parere”

Oh…finalmente si dice il vero! Di patrimoniali ce ne sono già. Ci vogliamo chiedere semmai se anche l’IMU non lo sia, tanto per fare un esempio che conosciamo bene???  Ma andiamo avanti, ci sono ancora un bel po’ di cose da dire. Passano solo due giorni, si arriva al primo di luglio ed arriva una rivelazione choc di Del Rio, sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

DEL RIO DEBITO

Avete capito bene? Come sono messe effettivamente le nostre finanze? Vabbè, lo sappiamo che siano messe malissimo, ma che arrivino voci dall’interno così forti, non me lo sarei proprio aspettato. E sapete perché mi preoccupo fortemente e penso che la strada sia segnata? Semplicemente perché bisogna partire da alcune considerazioni:

– Gli italiani hanno una grossa ricchezza privata, una della maggiori in Europa, addirittura aumentata in forma liquida nel 2013. Se non ci credete leggetevi questo stralcio dalla Relazione Bankitalia del maggio scorso

Da rel. Bankitalia 2013 famiglie

Quindi, il mattone patisce, ma l’italiano ha paura e non consuma più, continua nonostante tutto a risparmiare. Ad oggi la ricchezza liquida degli italiani, tolte le passività (debiti) è di poco inferiore ai 3000 miliardi (2975,35 per l’esattezza). ED A BRUXELLES LO SANNO!!!

Merkel

– Gli stranieri detengono il 30% del nostro debito pubblico…secondo voi in Europa accetteranno di buon grado una ristrutturazione del nostro debito (col solo rimborso parziale dei titoli in corso) o spingeranno per la patrimoniale, col travaso dei nostri soldi privati verso le casse dello stato???

E tirando le conclusioni, cosa possiamo dire? Vi stupisce forse che si parli ad esempio di riforma del catasto, con rivalutazioni degli immobili che potranno addirittura secondo molte fonti venire decuplicate? Il mattone scende? Aumentiamo le rendite, tanto a noi interessa far cassa. Sì che il governo ha giurato che non ci saranno maggiori imposizioni fiscali, ma ci credete veramente?

Se ancora non lo avessimo capito, una patrimoniale (vedremo in quale forma) arriverà eccome. Non sarà magari del 10%, sarà mascherata a dovere, ma non vedo alternative.  Vi lascio con qualcuno che la vede ancor più nera di me. Leggete qua (lindipendenzanuova.com)

“Il governo vuole applicare una tassa di successione in linea diretta, di padre in figlio, che si aggira attorno al 20%, con riduzione della franchigia a 100mila euro! E sull’intero patrimonio, non più per erede. Insomma, da una parte si moltiplica per dieci la tassa catastale, definiamola così, dall’altra si passa a rubare il 20% del bene, già tassato, che è frutto di sacrificio di una vita. Un papà ha una casa e ha un patrimonio di risparmio di 300mila euro? Oggi di fatto un erede su una casa normalissima è esente dalla tassazione, domani la casa rivalutata da 200 a 400-500mila euro per effetto delle nuove rendite catastali, diventa un macigno fiscale mortale. Con la soglia di franchigia di 100mila euro che prima abbiamo detto, l’erede si troverebbe a pagare a Renzi il 20% di 500mila euro. Lo Stato di fatto ci constringerà a subire un esproprio….Di fatto gli italiani detengono 5 volte il valore del debito pubblico. Pagare il 20% in linea diretta vuol dire che a ricambio generazionale completato, avremo ammortizzato l’intero debito…”

Buona patrimoniale a tutti!

I MUSCOLI DEL CAPITANO

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Guardalo nella notte che viene, quanto sangue ha nelle vene. 
Il capitano non tiene mai paura, dritto sul cassero, 
fuma la pipa, in questa alba fresca e scura che rassomiglia un pò alla vita”

Ultimamente latito un po’ da queste parti, mi riferisco alla presenza sul blog ovviamente. E non perché non mi interessi più di politica, di economia, tutt’altro! Solo che in parte mi manca il tempo da dedicare alla scrittura ed in parte mi manca la moderazione necessaria per curare con le parole ciò che mi passa per la testa. Mi capita spesso di notare alcune cose sulla stampa e sui media di casa nostra che mi fanno inalberare, forse sono anche più suscettibile ultimamente o forse di farmi prendere per i fondelli non ho più voglia. E quindi mi accorgo che se mi sta per “partire l’embolo”, forse è il caso di soprassedere e riflettere un po’ di più prima di scrivere. Sia chiaro, non crediate che non scriva…ho decine e decine di post che tengo nell’hard disk (il cassetto moderno), quelli scritti senza filtri…e che talvolta mi rileggo. E vi confesso che mi piacciono molto di più di quelli abbastanza soft che leggete su queste pagine, ma per decenza preferisco lasciarli dove sono.

Detto questo, vorrei fare un po’ di riflessioni generali su ciò che ho visto in queste settimane, cercando di schematizzare ma trovandovi comunque un filo comune.

Partiamo dalle discussioni sulla legge elettorale. Questa settimana dovrebbe svolgersi il secondo incontro tra il M5S e Renzi e quest’ultimo dovrebbe vedere pure l’amico Silvio. Il premier sta giocando abilmente su due tavoli. Il primo, quello con Di Maio, Toninelli e c. è però funzionale al secondo. Ci sono tre aspetti che vorrei sottolineare: per prima cosa, dopo aver richiesto un incontro a Grillo sulla legge elettorale già ad inizio anno, Renzi non si poteva tirare indietro proprio ora che il M5S si è dichiarato disponibile. Secondariamente buona parte della base PD (con Civati capofila) preferirebbe di gran lunga un accordo col M5S che con il pregiudicato di Arcore. Ma dulcis in fundo, aspetto più importante (ed è per questo che lo stesso Renzi si è scomodato all’ultimo secondo per parlare con Di Maio), il premier ha ottenuto una formidabile arma di ricatto contro Berlusconi, che non a caso si è detto immediatamente disponibile a ratificare gli impegni presi a suo tempo.

Da questi incontri Renzi esce rafforzato, legittimato anche da chi, il M5S, non lo riconosceva quale interlocutore poiché non votato, ma sa che non potrà sbagliare nulla. E gli converrà quindi portarsi dietro agli accordi con Silvio (suvvia, qualcuno pensa che non sia questa la strada maestra che seguirà il PD?) qualcosa della legge elettorale del M5S (forse le preferenze tanto ostili a Silvio) oppure trovare il modo per far sì che sia il M5S a rompere le trattative e servirsi poi della solita stampa compiacente per delegittimare Di Maio e Toninelli.

Parlo della stampa compiacente non a caso…avete notato come i nostri giornali e tg abbiano mostrato i muscoli di Matteo di fronte all’Unione Europea??? Bravo Matteo, così si fa, cantagliele per dritto e per traverso. E Renzi, vi dico sinceramente, lo avevo rivalutato anch’io. Quando? Quando in Parlamento ha detto

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Oppure parlando di austerità:

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E che dire di ciò che avrebbe detto, giustamente, alla Merkel?

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Dico avrebbe, perché la nostra stampa cita fonti riservate, mentre stando a Il Fatto quotidiano, nessun altro giornale straniero avrebbe parlato di questo particolare. Ma al di là di ciò contano i fatti. I fatti sono che l’Unione Europea, inizialmente morbida (o forse, visto che di questo parlavano sempre e solo i nostri media) sul raggiungimento del pareggio di bilancio dell’Italia solo nel 2016, ha già fatto retromarcia e ha imposto il 2015 come da accordi precedenti presi dal nostro governo. E i muscoli di Matteo che fine hanno fatto? Ti aspetti che sbatta i pugni sul tavolo? D’accordo, non sarà neppure nelle migliori condizioni per farlo, ma un sussulto d’orgoglio no??? Direi di no, visto che anche l’Italia ha accettato la candidatura del “falco” Juncker  alla guida della Commissione Europea. Leggete questo articolo interessante di Alberto Crepaldi del Fatto, di cui allego l’immagine del titolo

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E non solo…guardate cosa succederà nel prossimo autunno, stando addirittura alle pagine di Repubblica, ormai conclamato house organ di Renzi e del PD. In sostanza, stando a Fubini, autore dell’articolo, occorreranno 25 miliardi di manovra aggiuntiva per poter raggiungere l’obbiettivo nel 2015 del raggiungimento del pareggio di bilancio ed è stato votato un documento a Bruxelles (anche da Renzi) che obbligherà l’Italia ad attenersi agli accordi presi in precedenza (sic!). Insomma, non certo una vittoria quella del nostro giovane premier.

E sulla moneta unica che dire? Naturalmente nulla…però qualcosa lo ha detto (e di molto importante), quel Guido Tabellini, ex rettore Bocconi e in profumo di nomina al dicastero dell’Economia, poi assegnato a Padoan (sarà un caso???)

 

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Insomma, se anche i bocconiani (e sappiamo comunque quanto poco ci sia da fidarsi di loro, Monti docet!) iniziano a parlare di lasciare l’euro, sarà legittimo adesso aspettarsi davvero una presa di posizione forte (non solo a parole) anche da Renzi o no???

P.S. Oggi l’Istat ha ipotizzato previsioni negative del nostro PIL nel secondo semestre 2014. Dopo un’iniziale stima del governo dello 0,8% in positivo (v. DEF) e dopo le previsioni del Centro Studi di Confindustria dello 0,2% (sempre in positivo) della scorsa settimana 

“In questa notte elettrica e veloce, in questa croce di Novecento, 
il futuro è una palla di cannone accesa e noi la stiamo quasi raggiungendo. 
E il capitano disse al mozzo di bordo 
“Giovanotto, io non vedo niente. 
C’è solo un pò di nebbia che annuncia il sole. 
Andiamo avanti tranquillamente”. (F. De Gregori – I muscoli del capitano, 1982)

   


 

L’EUROPA TIFA PER LA MAFIA

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A scanso di equivoci, il titolo non vuole essere provocatorio. Assolutamente no, si tratta solo della mia deduzione logica al termine di un ragionamento basato su alcuni sviluppi di cronaca politico/economica delle ultime settimane. Partiamo da questo titolo de Il Fatto Quotidiano

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Come si può leggere dall’articolo a cui si riferisce, dal 2007 al 2013, secondo il Censis,  gli investimenti esteri in Italia si sono più che dimezzati, a causa principalmente della corruzione, della criminalità organizzata e della burocrazia. Ma allora perché il mio titolo e dove voglio arrivare?

Mi riallaccio quindi alle cronache di alcune settimane fa secondo cui l’Europa starebbe rivedendo il sistema di calcolo del PIL. In pratica, nonostante il discorso fosse in piedi da tempo, nell’ESA 2010 (European System of Accounts 2010) saranno introdotte alcune novità.

Cito subito la più positiva: alcune spese che ad oggi venivano considerate come “consumi” verranno riclassificate come “investimenti”, mi riferisco ad esempio alle spese militari e a quelle per la ricerca, non entrando quindi nel calcolo del famoso patto di stabilità del 3%.

Fin qui tutto bene, ma la parte più succosa è che da ottobre (allorchè ESA 2010 entrerà in vigore) nel computo entreranno nuove voci riferite ad attività illegali, tra le quali il traffico di droga, il contrabbando e la prostituzione. Sì, avete capito bene, non si tratta di uno scherzo, pur di pessimo gusto. E tutto questo avrà un impatto non indifferente sui conti pubblici. Il famoso rapporto debito/pil italiano ne trarrà sicuramente giovamento (fate attenzione, non sarà quindi per gli 80 € di bonus renziano, come la stampa compiacente vi vorrà far credere!), visto che alcune stime parlano (per noi italiani) di un risultato complessivo oscillante fra l’1 e il 2%.

Evidentemente quindi, se Maometto non è andato alla montagna, i burocrati ed economisti di Bruxelles (d’accordo sicuramente con Padoan e c.), hanno portato la montagna al cospetto di Maometto. In pratica, se gli investitori stranieri scappano per via dell’illegalità diffusa nel Bel Paese, tanto vale valorizzare queste ricchezze di casa nostra (o cosa nostra se preferite…).

Voi pensate al famoso fiscal compact già discusso anche su questo mio blog, ad esempio in

– Visco, pensi alle banche, please!

e provate a pensare senza questo ricalcolo del PIL che cosa ne sarebbe stato. O lo si rigettava o la sua attuazione avrebbe significato il collasso definitivo per noi tutti.

Ora invece, di fatto le attività illegali potranno salvare  l’Italia e soprattutto il sistema euro, visto che la perdita di un tassello come il nostro stato avrebbe probabilmente significato una reazione a catena. Così i nostri conti potranno migliorare, la nostra casta politica, legittimata dal recente voto, continuerà ad esistere e a spremerci come limoni in maniera costante ma senza traumi che già non si conoscano.

E d altro aspetto ancor più assurdo sarà il modo in cui le attività illegali verranno conteggiate. Come calcolare i valori di un qualcosa che non è tracciabile, se non con criteri assolutamente discrezionali ed aleatori? Basterà che i nostri conti peggiorino ed ops…impennata della prostituzione e della vendita di droga, del contrabbando di sigarette e perché no, magari anche di quello di organi!!! E tutti felici e contenti a bearsi di questi progressi!!! Non serviranno dei pizzini per certificarlo, basterà l’Istat e verosimilmente un po’ di fantasia…

Insomma, Draghi e la Merkel l’hanno già fatto capire in tutte le salse, l’euro va salvato a tutti i costi. Ora ci si prova anche con la mafia, basta esserne consapevoli…

IL MIO 25 APRILE

25 aprile

Lo so che con questo mio post mi procurerò le critiche e le antipatie di molti, ma piacere agli altri senza piacere a me stesso non è mai stato di mio interesse e non intendo farlo proprio oggi che compio 41 anni.

E so anche che sono sempre stato contento di essere nato proprio in questa data, che ha sempre avuto un significato molto importante per me e per ciò che rappresenta per il mio paese, la cui storia repubblicana è nata proprio dalle lotte partigiane portate avanti dai nostri nonni. I miei in particolare, sono sempre stati antifascisti, il primo già avanti cogli anni per servire la patria (che però difese nel 15-18) ebbe non pochi problemi in fabbrica per il rifiuto di prendere la tessera del fascio, il secondo fu mandato da Mussolini in terra d’Africa per difendere le colonie insieme a tanti altri ragazzi, i primi ad essere traditi proprio dalla patria in cui erano nati.

Lungi da me quindi non sentire questa ricorrenza ed il volerla abolire come esponenti in malafede della destra finiana e berlusconiana volevano fare immediatamente saliti al governo nel 1994.

Ma non mi si chieda per favore di festeggiare insieme a questa classe politica al potere, a chi (molti anche in buona fede) non sente una profonda distonia tra la lotta partigiana di allora (lotta di liberazione dal fascismo e dal nazismo imperante in buona parte d’Europa) ed una politica che ha svenduto i valori della nazione nati dalle ceneri di quella lotta.

Che ha fatto compromessi di potere proprio con coloro che volevano abolire il 25 aprile, quelli che davano ai vincitori e ai vinti lo stesso valore morale, alle morti di quegli anni la stessa importanza…

Una classe politica che ha rigettato le promesse di una campagna elettorale (quella per le politiche del 2013) abbracciando il nemico a parole di sempre (non sto a citare tutte le volte che la sinistra ha avuto la possibilità di distruggerlo politicamente) Silvio da Arcore, ma da sempre diversamente alleato nei fatti.

Che ha rieletto l’inciuciaro (misto di inciucista e puparo) di professione Napolitano (ricordiamolo, prima fascista in gioventù, poi comunista, poi vicino a Craxi e primo ad alzarsi dai banchi della minoranza nel 94 per stringere la mano al neo premier Berlusconi) per sancire le larghe intese, dopo aver rifiutato una possibile mano tesa da parte del M5S allineato sul nome del costituzionalista di sinistra Rodotà.

Un PD (insomma, di questo parlo, mi sembra evidente…partito di sinistra ormai per sola collocazione nell’emiciclo parlamentare) che in virtù di quell’abbraccio mortale già detto, per l’abolizione della rata dell’IMU promessa (con accordo di governo con FI peraltro già naufragato), ha dato vita ad un provvedimento vergognoso quale quello di Bankitalia. Con il regalo fatto alle banche della rivalutazione delle proprie quote all’interno della banca centrale nazionale. E che in occasione della protesta dei deputati del M5S, con un ostruzionismo parlamentare svolto regolarmente, ha accolto col Bella Ciao la vergognosa ed illegittima tagliola della Boldrini, che oggi dal palco di Marzabotto rivendicava quei valori della resistenza attaccando ancora Grillo ed il movimento, giudicando vergognoso il post su Primo Levi. Che io avrei evitato, sia chiaro, ma dove ho visto tutto tranne che antisemitismo e ridicolizzazione della Shoa.

E proseguo…un  PD che ci ha regalato gli ultimi due (anzi tre, pur non essendo Monti del partito) presidenti del consiglio non eletti, l’ultimo degno erede del padre Silvio, contapalle seriale ed elargitore di sogni a buon mercato. Che ha pensato bene, nonostante la condanna definitiva del Berlusca, di riesumarlo per discutere insieme a lui la legge elettorale, fatta ad hoc per sbarrare il passo al M5S, con un ballottaggio al secondo turno che però ora preoccupa un po’, visto che il M5S sembra aver superato nei sondaggi il centro destra. Strano che ora sia tutto in stand by, vero?

E dell’Europa che dire? Vogliamo festeggiare la liberazione dell’Italia dai nazi-fascisti con chi ci vuole sempre più assoggettare all’ Unione Europea ed ai trattati voluti dalla troika sotto la supervisione della Merkel? Vogliamo perdere una sovranità recuperata col sangue dai nostri antenati? Devo festeggiare con chi ha firmato orgoglioso in massa il pareggio di bilancio e il fiscal compact, su cui Bersani nei mesi precedenti al voto, stupito, giurava che mai si sarebbe votato un qualcosa che avrebbe negato il futuro alla nazione? Non ci credete? Eccovi serviti il video

Mi spiace, lo so che molti sono in piazza in buona fede… anche tanti miei conoscenti e politici locali…ma io credo che il mio modo per  ricordare quegli uomini, donne e i loro valori, oggi debba essere nel privato, lontano dalle celebrazioni ufficiali, in cui trovo molta ipocrisia.

Non me ne voglia nessuno, ma non sia mai che nel “Anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti” del grande Faber, si debba parlare anche di me