PD

AMIU – IREN: STORIA DI UNA PRIVATIZZAZIONE SCANDALOSA

Quella che si sta delineando all’orizzonte è la storia di una privatizzazione a tutti gli effetti dove IREN acquisirà entro il 2017 la maggioranza di AMIU, andando oltre l’accordo iniziale votato anche in consiglio comunale di Genova che stabiliva che AMIU restasse a maggioranza pubblica. E’ una storia dove alla fine a guadagnarci saranno il comune di Genova ed IREN, la società “amica” a cui già abbiamo (di fatto) regalato l’acqua pubblica. Ed a rimetterci come sempre, saranno i cittadini ed utenti. 

Mettiamo schematicamente in ordine i fatti:

– AMIU come detto, entro il 2017 passerà per il 51% in capo ad IREN che raggiungerà questa quota non solo grazie a capitali liquidi apportati ma anche attraverso il conferimento di impianti, tra cui il biodigestore di Tortona

– IREN libererà il comune di Genova della zavorra di Scarpino, la discarica genovese, accollandosi i costi che vengono sostenuti per la sua messa in sicurezza e la sua riapertura prevista per il 2017. Costi che però verranno coperti dalle bollette in 10 anni anziché nei 30 inizialmente previsti, con il conseguente aumento delle bollette dei genovesi del 5/6% all’anno a partire dal 2017, solo per coprire questa voce di spesa

– L’assessore Porcile ha dichiarato, a precisa domanda, che nel mese di gennaio verrà stabilita la cifra di vendita di AMIU ad IREN. Una cifra che varia attualmente dai 9 ai 23 milioni di euro. Ora…per dire una fregnaccia del genere devi essere o in malafede (perché in realtà la cifra non vuoi dirla) o impreparato (perché non puoi sparare cifre così distanti fra loro!)

Ci sono poi alcuni fatti che possono sembrare marginali ma che a mio giudizio non lo sono affatto. Ve li elenco e poi ci tornerò sopra con le conclusioni:

– Dopo aver rilasciato alla stampa dichiarazioni sulla contrarietà della regione Liguria alla costruzione di nuovi inceneritori, nel febbraio 2016 il presidente Toti, in conferenza Stato – Regioni, vota a favore del piano del governo per la costruzione di nuovi impianti in Italia

– Fabio Tosi ed il gruppo M5S in regione Liguria vogliono capire meglio la posizione di Toti e c. e presentano due mesi dopo, nell’aprile 2016, una mozione chiedendo che la regione si dichiari contraria senza se e senza ma a nuovi impianti in Liguria. Toti e la maggioranza votano CONTRO alla mozione (per cui non escludono nuovi inceneritori in Liguria). Singolare (ma neanche troppo) la posizione del PD e di Rete a Sinistra che si astengono

Ora vi dico le mie conclusioni e vedremo tra qualche tempo se avrò ragione (sperando di sbagliarmi):

– Doria ha voluto accelerare sull’accordo per poterlo blindare dall’eventuale intervento del sindaco che gli succederà. Non sia mai che il PD perda l’amministrazione (dove il rischio oggi è fortissimo) ed arrivi qualcuno, magari del M5S, che faccia saltare il banco. Gli affari con IREN si fanno sempre volentieri in certi ambienti. Basti pensare al ciclo dell’acqua affidato agli “amici” di IREN nel 2009 fino al 2032 senza gara d’appalto

– Portando a 10 anni e non a 30 i tempi di ammortamento dei costi di Scarpino, il comune di Genova ottiene una rivalutazione del valore di AMIU che le permette di fare più cassa, mentre ad IREN si consente di rientrare prima dei costi riversandoli in bolletta. Ci guadagna il comune, ci guadagna IREN e ci perdono, come sempre, i cittadini utenti, cari signori della sinistra!!!

– IREN libera il comune di Genova di una zavorra non da poco (Scarpino) ma con che contropartita, visto che le discariche, nella direttiva europea sul trattamento dei rifiuti, ormai sono dichiarate obsolete e da abbandonare?

– Qua mi ricollego alla posizione della Regione Liguria sugli inceneritori. Non è che per caso ci sia già un accordo di massima tra comune e regione per permettere ad IREN di attivare nuovi impianti in Liguria? La centrale Tirreno Power di Savona è ferma da tempo per i noti problemi. Sembra che tecnicamente non necessiti di grossi interventi per farle bruciare rifiuti anziché carbone o gas!

– Doria o chi per esso ci vorrà far credere che gli impianti che IREN porterà in AMIU siano benefit non indifferenti. Ma attenzione! Con questi impianti IREN si garantirà il 51% delle azioni e di fatto rimarrà sempre la padrona degli stessi

Insomma…questa faccenda puzza e non poco! 

Infine mi ricollego a quanto sta succedendo a livello nazionale con l’elargizione del governo alle banche in crisi, tra cui guarda caso MPS. 20 (VENTI) MILIARDI DI EURO DI SOLDI NOSTRI, pari ad una bella manovra finanziaria. Fatevi i conti di quanti siano per le vostre tasche. Non vi va? Ve lo dico io, sono circa 400 euro a testa per ognuno di voi. Siete in 4 in famiglia? Fanno 1600 euro, pari allo stipendio di un mese di un capofamiglia. Questo è il regalo di Natale che vi fa lo Stato, la sua tredicesima, ma quella che darete voi allo stato, non viceversa!

Certo che se ci pensate bene…per MPS ed affini i soldi si trovano, ma quando si tratta dei servizi essenziali i soldi non ci sono mai ed allora ci tocca privatizzare. Ieri é toccato all’acqua, oggi tocca ai trasporti, ai rifiuti e persino all’illuminazione pubblica. Quando la finiranno lor signori di prenderci per il culo fatemi un fischio…

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BALLOTTAGGI E BREXIT

LUISA: “Ti registro la partita stasera?”

MARIO: “Che partita?”

LUISA: “Come che partita? Italia-Irlanda, ultima del girone degli europei”

MARIO: “Ah sì è vero, non ricordavo…comunque lascia perdere, tanto siamo già qualificati”

LUISA: “Boh…non so se devo essere contenta o se devo preoccuparmi. Fino a poche settimane fa sapevi persino il nome del cane di Conte e ora non ti interessa neppure la partita…cosa ti è successo?”

MARIO: “Lo sai dai…hai visto i risultati delle elezioni? Belin, cosa vuoi che mi freghi di quel che fa la nazionale!?”

LUISA: “Bella scoppola che ha preso Renzi! Ti dirò che è più significativa la vittoria di Torino che quella di Roma. A Roma era prevedibile dopo tutte le porcate che sono uscite, ma a Torino…oltretutto diciamoci la verità, Fassino, stando a quel che si dice, non è che poi sia stato un cattivo sindaco”

MARIO: “E’ del PD ed ormai tutto quel che tocca Renzi si trasforma in…bratta…Poi ti dirò, avrà anche governato bene ma hai visto le nomine alla Fondazione San Paolo ed il nuovo presidente di IREN, Peveraro? Ha fatto bene la Appendino a chiedere subito il passo indietro di quei due personaggi. E’ emblematica questa cosa…IREN è un’emenazione del PD, odierò sempre questo sistema di partecipate che non sono altro che poltronifici ed il mezzo per dare una facciata pubblica ad interessi privati e di partito “

LUISA: “Resta il fatto che la gente con queste elezioni abbia voluto dare un bel calcio in culo a Renzi. Ha dimostrato di voler cambiare aria, cambiare questo sistema di cose. E Fassino secondo me ha pagato questa cosa, anche se Renzi si è affrettato a scaricarlo”

MARIO: “Certo! Ed il merito grosso del MoVimento 5 Stelle è stato quello di trovare dei buoni candidati, moderati nei toni e concreti nel parlare dei problemi. Ancora mi brucia quel Vinciamo Noi che ci si è rivoltato addosso come un boomerang alle Europee”

LUISA: “Ho anche notato il cambio di atteggiamento dei media…in questi giorni sembra che in molti stiano rivalutando il MoVimento, ne parlano come di una forza politica di governo e non solo di protesta”

MARIO: “Sarà meglio rinforzare le sospensioni del carro, ci stanno già salendo in troppi per i miei gusti”

LUISA: “ E del referendum inglese cosa mi dici?”

MARIO: “Boh…è strano…”

LUISA: “Cosa è strano?”

MARIO: “Quelli che volevano uscire erano dati in vantaggio, poi è stata uccisa quella poveretta deputata che era per il NO ed i sondaggi dall’oggi al domani sono cambiati. Ma non mi convince del tutto questa storia”

LUISA: “Spiega…”

MARIO: “Mi sembra una manovra per tenere calmi i mercati. Ancor più dell’uscita dall’Unione Europea da parte della Gran Bretagna, preoccupano le borse. Non vorrei che fosse una strategia per tenere le gabbie chiuse. Anche perché i bookmakers inglesi continuano a dare l’uscita più probabile della permanenza. E questo mi fa pensare parecchio…”

LUISA: “Anche la regina pare si sia sbilanciata, ma a favore dell’uscita. Pare abbia posto la semplice domanda: Datemi tre buoni motivi per restare nell’Europa. Mica una frase di poco conto…”

MARIO: “E beh…altra scuola…del resto sai cosa disse Churchill nel 1952 in un’intervista? Disse: Tra il giugno del 1941 e l’aprile del 1945 la grande madre Russia ha perso 27 milioni di persone per fermare Hitler. E ci sono riusciti. Se non fosse stato per l’Armata Rossa, adesso a Buckingham Palace ci sarebbe Joseph Goebbels. Io sarei stato impiccato e Sua Maestà sarebbe in esilio, magari in Australia. Quei 27 milioni di morti hanno salvato la libertà della Gran Bretagna, e come inglese non lo dimenticherò mai. A parte la truffa del comunismo, a me i russi stanno anche simpatici. Sono i crucchi che non sopporto. Loro, sono sempre stati il problema dell’Europa. Ne riparliamo tra cinquant’anni quando avranno rialzato la testa: i gravi problemi per le future generazioni verranno da Berlino e non da Mosca, glielo dice uno che li conosce tutti come le proprie tasche. Capisci quanto ci aveva visto lungo?”

LUISA: “Non so cosa sperare, da una parte col cuore spero che l’Inghilterra esca e crei i presupposti per la fine di questa truffa che è l’Europa, dall’altra però…è certo che qualche bello scrollone lo prenderemo”

MARIO: “Intanto vediamo cosa succede…ma se gli inglesi escono corri subito in banca e ritira quei pochi fondi dell’area Euro che abbiamo ancora. Il direttore mi ha detto di star tranquillo, ma se crede che sia scemo se lo scorda”

MARIO E LUISA SULLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE

Mario quel giorno era contento. Aveva visto i risultati delle amministrative. Una bella scoppola per il suo amico Renzi. Anche sul lavoro, nel turno del mattino, i suoi colleghi, specie i più giovani, discutevano dei risultati elettorali piuttosto che di calcio. Si convinse che fosse un buon segno

LUISA: “Ti vedo contento, tutto bene al lavoro?”

MARIO: “Niente di nuovo ma i risultati delle elezioni mi hanno reso di buon umore”

LUISA: “Anche a me. Pensa che ho sentito a mezzogiorno la conferenza stampa di Renzi. Diceva che sono risultati locali e che non si può dare una valenza politica a questo voto, In sostanza per lui è un risultato che ha molte facce…”

MARIO: “Invece lui ne ha una sola…quella di tolla…Avesse dovuto dire la verità, avrebbe dovuto ammettere il tracollo e dire che si è ritornati ai voti che il PD aveva prima delle europee”

LUISA: “C’era anche Orfini con lui. Confermava tutto ovviamente…Renzi diceva che avevano seguito gli spogli insieme durante la notte”

MARIO: “Allora magari Renzi ha detto così perché non li ha seguiti bene. Chi avrà vinto alla Playstation dei due?”

LUISA: “Comunque credo che adesso Renzi si stia preoccupando davvero per il referendum di ottobre. Ha di nuovo ribadito che quello del referendum è un voto che avrà una ripercussione sul governo, ma ha tirato fuori la storia di Lega e 5 Stelle dicendo che non capisce perché i loro elettori dovrebbero votare no”

MARIO: “C’è o ci fa?”

LUISA: “Dice che in sostanza, in particolare per il MoVimento 5 Stelle, gli elettori dovrebbero votare SI’ se hanno voglia di cambiare, visto che ad esempio a Roma hanno espresso un voto di protesta e che lui crede che invece Di Maio e c. dicano di votare NO per non perdere la poltrona”

MARIO: “Bella belinata… Proprio lui che aveva detto a Letta di star sereno…l’unico che deve aver paura di perdere la poltrona se vincono i NO è proprio lui. Te l’ho detto ieri…saranno proprio i suoi a chiederne la testa! Certo che lui è proprio lucco…con la sua spocchia rischia di ingabbiarsi da solo. Vuol fare un plebiscito sulla sua persona? Almeno adesso è costretto a giocarsi tutto col referendum…”

LUISA: “Pensavo comunque che il segnale è davvero chiaro su questo voto…tra l’altro i suoi candidati sindaci, quelli più vicini a lui, sono quelli che hanno deluso di più. La Valente a Napoli non ha neppure raggiunto il ballottaggio. A Torino Fassino deve andare al ballottaggio contro la Appendino del MoVimento 5 Stelle, a Milano Sala è andato bene ma rischia seriamente di perdere contro Parisi. A Trieste il sindaco uscente ha preso una scoppola non indifferente dalla destra…Tra l’altro Renzi a maggio aveva firmato insieme al sindaco e alla Serracchiani un’intesa sul porto di Trieste. Un evento abbastanza importante, eppure non gli è servita a nulla. Sembra anzi che ora come ora Renzi sia diventato un re Mida al contrario…mi sa che il suo plebiscito lo abbia già avuto…ma contro e non a favore…”

MARIO:” Però che analisi fine…brava Luisa, devo dire che mi ritrovo in quel che dici. Aggiungo però una cosa…sai per cosa credo che gli italiani lo abbiano punito di più?”

LUISA: “Gli 80 euro da restituire?”

MARIO: “Anche ma non solo…”

LUISA: “Mafia capitale?”

MARIO: “A Roma sì, ma c’è qualcosa di più importante”

LUISA: “Il Jobs Act?”

MARIO “Sì, ma c’è una cosa ancor più importante”

LUISA: “Mi arrendo, dimmi…”

MARIO: “Per le banche…l’ultima certezza che resta agli italiani, é il gruzzoletto che ancora hanno da parte, ma la questione banca Etruria e c. con la Boschi soprattutto di mezzo, gli italiani non gliela perdoneranno tanto facilmente. Sai quanti stanno portando via i soldi dall’Italia?”

LUISA: “Ho letto qualcosa, poi anche con questo belin o bail-in che dir si voglia…la gente non ci capisce una mazza ma sente di essere presa in giro dal governo che prova a rassicurarla”

MARIO: “Vabbè dai…ora speriamo nei ballottaggi…incrociamo le dita…”

LA COMUNICAZIONE DEL PD 2.0

Mi è capitato di leggere in questi giorni diversi articoli di Giuseppe Palma su Scenari Economici e di trovarvi spunti decisamente interessanti. Tra tutti i discorsi sull’Italicum e sul modo di Renzi di portarlo avanti, ho trovato molto pertinente questo stralcio che deve far riflettere bene sugli anni che stiamo vivendo da diverso tempo a questa parte, in particolare dall’inizio della crisi del 2009:

“gli strumenti che il potere utilizza per esautorare e svilire la democrazia sono sempre gli stessi:

  1. si crea ad arte una situazione di grave ed imminente pericolo per lo Stato, oppure di necessità di riforme urgentissime allo scopo di salvare/migliorare le Istituzioni e/o l’economia del Paese;
  2. si condisce il tutto attraverso una campagna mediatica che rimbecillisce il popolo (a tal proposito il potere “ingaggia” alcuni professoroni/espertoni pronti a vendere la propria indipendenza culturale in cambio di riconoscimenti, nomine, scatti di carriera e/o poltrone);
  3. si rende urgente e non più ritardabile l’adozione di misure anti-democratiche facendole digerire per necessarie e salvifiche in virtù di un falso miglioramento della situazione;
  4. si costringono (anche comprandole) le pedine del potere ad adottare queste misure;
  5. si pongono in essere sistemi che rendono quasi impossibile il ripristino delle situazioni pre-esistenti, anche attraverso campagne di informazione a carattere intimidatorio (se non di peggio);
  6. si delegittimano (anche culturalmente) sia le opposizioni che le voci fuori dal coro, arrivando addirittura a tenerle lontane dai circuiti mediatici più seguiti dal popolo!”

Pensateci bene, come un mantra ci sentiamo dire del pericolo imminente per i conti pubblici, che non possiamo più attendere oltre, che siamo all’ultimo treno, che bisogna agire, decidere. E coloro che non accettano questi discorsi sono populisti, gufi, rosiconi e persino sciacalli. Con un coro di regime amplificato dai media con pochissimi distinguo. Ecco quindi che mi sono imbattuto in due articoli sull’Huffinghton post (nota cassa di amplificazione renziana) di due renziani convinti, “Italicum: vogliamo davvero fermare il paese e tornare al via?” di Marco Gay, presidente dei giovani di Confindustria (e già è tutto detto!) e ancor più “Qui si fa l’Italicum o si muore”  di Giulio Di Lorenzo, specializzato in comunicazione ed iscritto al PD per cui ha collaborato orgogliosamente alla campagna per le primarie vinte da Renzi e a quella per le europee del 2014.

Se qualcuno avesse bisogno di un’ulteriore prova per capire il cambio di pelle del PD, ormai uguale alla vecchia Forza Italia col Berlusca saldamente al comando e capopolo per acclamazione,  si legga questi articoli. Già i titoli la dicono lunga, ma il contenuto non lascia dubbi. Prendo il primo articolo di Gay:

“Che fine fa un’azienda dove le carte passano per 14 mesi da un piano all’altro senza che mai nessuno decida? Fallisce. La Repubblica italiana non è un’azienda, eppure ha rischiato di fallire più volte negli ultimi anni”….

Vi ricordate di quando Berlusconi parlava del paese come di un’azienda? Ed ancora…

 “…Che la legge elettorale non ci dia da mangiare è uno slogan tanto banale, quanto offensivo. Non è uno slogan invece ma storia, la nostra, quella di un Paese senza una legge elettorale dignitosa, che rimase bloccato per due mesi nel 2013 per formare un Governo, sprofondando ancora di più nella recessione”…

Ecco..la storia però dice anche altre cose, signor Gay. Ed infine…

“…È il tempo della responsabilità di decidere. Di approvare la legge elettorale oggi, la delega fiscale domani e la legge sulla concorrenza dopodomani. Di dire che l’Italia ha bisogno di correre per tornare grande”

Ma veniamo al secondo articolo, ancora più incisivo. Del resto Di Lorenzo è specializzato in comunicazione, no???!!!

“…Il calcio di rigore va battuto, non si può aspettare in eterno. Se Fabio Grosso si fosse comportato come la minoranza del Pd saremmo tuttora incollati al televisore con un Fabio Caressa esausto e – ormai – sconsolato che non si capacita del perché non l’ha ancora tirato. Non avremmo vinto i mondiali, nessun italiano avrebbe alzato quella coppa e saremmo ancora qui a recriminare la mancanza di coraggio di quel ragazzo che non ha voluto tirare il rigore”…

A proposito, chi era che criticava Silvio per “essere sceso in campo”? Nell’Italia sempre meno panem e sempre più circenses (giochi pallonari) devo ammettere che tirare fuori dal cilindro il rigore di Fabio Grosso sia un vero colpo di genio!

“…Il governo, e in primis Matteo Renzi, si sono presi questa responsabilità. È mai capitato che negli ultimi vent’anni si rischiasse così tanto per il bene del proprio paese? Che io abbia ricordo, direi proprio di no. Mi sembra l’ennesimo esempio, come se ce ne fosse bisogno, del fatto che non esiste più la vecchia concezione di politica: non siamo più di fronte ad un poltronificio, ma ad un servizio per il paese. Punto. E se c’è da rischiare il posto, si fa, senza paura alcuna”…

Il nostro eroe Matteo, puro di cuore, che si immola per il nostro bene. Un vero condottiero!

E chiudo:

“…Non c’è più tempo. Occasioni così non ce ne saranno più. Parafrasando De Gregori, un cantautore a me caro: Qui si fa l’Italicum o si muore”

Termino qua, ma qualcuno spieghi a Di Lorenzo che si possono fare entrambe le cose e simultaneamente…

IO STO CON DI BATTISTA

Di Battista bambini

 

Sarebbe troppo facile scomodare Gino Strada e i suoi pensieri sulla guerra per comprendere le parole di Di Battista ed allora cito chi, per moltissimi versi è stato antitetico sia a Strada che a Di Battista e viene oggi se non osannato, rivalutato in maniera bipartisan dai partiti di governo. Parlo di Giulio Andreotti che nel 2005 in una intervista a La Stampa disse:

”Se fossi nato in un campo profughi del Libano, forse sarei diventato anch’io un terrorista”.
 

Allora non mi pare si siano registrate levate di scudi contro il divin Giulio, quelle che oggi si vedono contro Di Battista, decontestualizzando ed estrapolando una sua frase dall’interno di un post molto lungo e forse non storicamente impeccabile, ma che dice una cosa di buon senso comune. E cioè che se destabilizzi un’area, violando l’autodeterminazione dei popoli e bombardando dall’alto anche popolazioni inermi, difficilmente non otterrai una reazione. Lungi dal giustificarli, ma gli atti di terrorismo diventano così la logica conseguenza dell’aggressione subita, da parte di chi non ha altri modi per difendersi. Del resto oltre ad Andreotti lo disse già nel 2008 anche il sindaco di sinistra londinese Ken Livingstone:

“Sì, certo, gli attentati terroristi sono inaccettabili, però se gli arabi avessero fatto in Gran Bretagna quello che abbiamo fatto noi per un secolo nel mondo arabo io sarei un terrorista inglese”

Livingstone che sulle pagine di Europa, il quotidiano organo ufficiale del PD, il 05 agosto del 2008, veniva citato senza che gli si muovesse alcuna critica (anzi…semmai si poteva intendere il contrario) allorchè veniva riportato quanto segue:

«L’accettazione della tesi secondo cui l’invasione dell’Iraq ha accresciuto la possibilità di un attacco terroristico contro Londra va ora ben aldilà dei soliti sospetti»…Finché «Saddam uccideva con il gas gli iraniani, i curdi e gli altri oppositori degli Stati Uniti, veniva rifornito di armi e di ogni altro sostegno». E «dopo l’invasione del 2003, 
quando le truppe americane sono state dispiegate per proteggere il ministero del petrolio mentre  il resto del paese veniva razziato, quando i contratti chiave per la ricostruzione sono andati in appalto alle compagnie americane, gli iracheni hanno capito cosa avevano in serbo per loro».

Ora, cara Serracchiani, esimio Nicodemo e quant’altri nel PD si sono presi la briga di tacciare Di Battista di irresponsabilità (per non parlare della solita stampa prezzolata), perchè non vi fate un bell’esamino di coscienza quando, ad esempio, comprate gli F35? E perché non riflettete un attimo quando pensate di armare i curdi per poter contrastare l’Isis? Quei curdi che non hanno mai avuto nessuno stato (perché di loro mai è fregato nulla a nessuno in occidente) ed i cui membri del PKK turco sono addirittura ancora inseriti nella lista nera del terrorismo…Siamo sicuri che non si destabilizzi ulteriormente la regione e non si amplii ancora di più il conflitto?

…Senza che mi si faccia pensar male al business del mercato delle armi (che è meglio)…

Io so già come finirà questa storia…si tireranno fuori al momento opportuno tutte le bandiere della pace, bisogna solo aspettare che gli eventi facciano il loro corso. Ma intanto ci si può sentire un pò più leggeri, versando il 5 per mille a fine anno ad Emergency o a Medici senza frontiere.

Siamo o non siamo in fondo delle buone persone?

LA MIA ANALISI SUL VOTO

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“Va beh, lo ammetto che mi son sbagliato e accetto il “crucifige” e così sia,chiedo tempo, son della razza mia, per quanto grande sia, il primo che ha studiato”

Inizio così questo post, con questa frase presa da L’Avvelenata di Guccini, perché, lo ammetto, ho perso alcune scommesse con gli amici sulle mie previsioni di voto. Pur non essendo tra le più ottimistiche tra gli amici attivisti del M5S, io pensavo ad un movimento tra il 26-27% e soprattutto un PD sotto al 30%, seppur di poco. Analizzando i flussi elettorali risulta però evidente, a differenza di quanto si va dicendo in rete ed in parte sui media, che non sono stati tanto i voti presi dal Pd alla destra ad aver ampliato la forbice tra il partito di Renzi e il M5S, bensì,  la demolizione totale del centro di Monti e ovviamente quel recupero dei 5 stelle che hanno fatto ritorno al PD di Renzi.

Purtroppo io credo che gli italiani in queste elezioni abbiano ricercato innanzitutto la tranquillità. E’ vero che i momenti sono difficilissimi, sia a livello economico che, di conseguenza, a livello di stabilità sociale. Ma un cambiamento radicale come propone Grillo è ancora prematuro per essere accettato dal popolo italiano, da sempre uno dei più restii ai cambiamenti in Europa. Mentre nella Francia socialista la Le Pen col FN è riuscita ad incanalare il malumore nella sua forte critica antieuropeista e nell’orgoglio sovranista (ed in questo in Francia ha trovato sicuramente terreno fertile più che altrove), in Italia il M5S non ha sfondato, anzi ha addirittura arretrato. Renzi e Berlusconi nelle ultime settimane, a suon di Hitler e Stalin e quant’altro ancora, sono riusciti nell’intento di demonizzare Grillo e la sua politica. Ma se il M5S ha perso non si deve gettare la colpa in chi non ha ascoltato il suo messaggio. Piuttosto semmai vanno messi in dubbio i modi e i mezzi con cui il messaggio lo si è fatto passare. Ammetto anche qui le mie colpe, non ho mai usato i modi di Grillo, anzi li ho spesso criticati, ma ho sempre pensato che la sostanza, i contenuti del suo messaggio, fossero più forti dei modi in cui venivano proposti. Anzi, che i suoi modi fossero rafforzativi dei contenuti. Che l’ironia potesse essere più forte delle critiche per essa ricevute. Invece no, i risultati dicono l’esatto contrario. E lo dicono anche perché come sottolineano Travaglio e Scanzi, la tv la puoi e la devi criticare, ma ti devi rendere conto che è da lì, più che dalla rete che passano i messaggi agli elettori. Se Silviuccio e Renzi hanno usato persino la De Filippi a scopi elettorali, qualcosa vorrà pur dire. E se non vuoi (e ne faccio un plauso) abbassarti a quel livello, devi comunque accettare il confronto da Vespa (troppo tardi è stata fatta la comparsa, ha ragione ancora Travaglio) o dall’altro nemico giurato Floris. In sostanza, se dai dell’ebetino a Renzi(e) o dici di Napolitano che deve andare a Casal Boscone con Silvio, mentre i tg dicono che Renzi regala gli 80 € e il presidente si è immolato per il bene della patria ad altri 7 anni sul colle più alto di Roma, è evidente che il tuo messaggio alla massa non passerà. In rete o sulle piazze fidelizzerai il tuo consenso tra lo zoccolo duro e magari tra 20 anni ne raccoglierai i frutti, ma non arriverai ad impensierire certo il PD sul breve. Del resto era evidente già prima delle elezioni quanto basso fosse il consenso tra la gente in età più avanzata.

Altra cosa sul movimento…Io ritengo che le molte amministrative abbiano contribuito molto ad erodere un’altra parte del consenso elettorale. Anche  se l’astensione è in crescita, mi sembra chiaro che i voti persi tra gli astenuti dal PD non siano proporzionali al calo dell’affluenza. In sostanza il PD paga meno dazio di altri partiti in questo senso. Questo perché si sa di quanto il PD sia ramificato sul territorio, mentre il movimento ha già fatto un’enormità di lavoro a livello locale, ma ha ancora poche amministrazioni “in mano” e ha molti meetup neonati o comunque con pochi anni (ed esperienza) all’attivo. In sostanza il M5S è partito dall’alto e si sta propagando sul territorio velocissimamente, ma ancora troppo poco per contrastare la “gioiosa macchina da guerra” piddina.

Insomma, guardando il bicchiere mezzo vuoto, bisogna (e parlo da attivista) fare una seria riflessione su questo stop. Grillo è intelligente e rifletterà su questo e tutti noi dovremo cercare di fare quadrato ma nello stesso tempo far tesoro di questi errori.

Se però non ci facciamo prendere solo dallo sconforto, dovremmo poter vedere anche il bicchiere mezzo pieno: 17 dei nostri cittadini sono per la prima volta nel Parlamento europeo ed abbiamo comunque ottenuto un 22% che ci porta ad essere l’unico vero avversario del PD (pur con molto distacco), con la caduta della destra di non facile risoluzione. Un 22% che un anno e mezzo fa non era neppure nelle più rosee previsioni e che permette un’opposizione ancor più forte e responsabile. Se si fosse perso metà dell’elettorato sarebbe stato evidente che il voto delle politiche era più di protesta che altro. Invece non è così, 5.804.810 italiani credono nella nostra proposta politica, continuano ad aver fiducia. Questo non va dimenticato e deve essere lo sprone a farci continuare e a farci tornare a crescere fin da domani. Tanto lo sappiamo che #VINCIAMOPOI  😉

 

 

 

IL MIO 25 APRILE

25 aprile

Lo so che con questo mio post mi procurerò le critiche e le antipatie di molti, ma piacere agli altri senza piacere a me stesso non è mai stato di mio interesse e non intendo farlo proprio oggi che compio 41 anni.

E so anche che sono sempre stato contento di essere nato proprio in questa data, che ha sempre avuto un significato molto importante per me e per ciò che rappresenta per il mio paese, la cui storia repubblicana è nata proprio dalle lotte partigiane portate avanti dai nostri nonni. I miei in particolare, sono sempre stati antifascisti, il primo già avanti cogli anni per servire la patria (che però difese nel 15-18) ebbe non pochi problemi in fabbrica per il rifiuto di prendere la tessera del fascio, il secondo fu mandato da Mussolini in terra d’Africa per difendere le colonie insieme a tanti altri ragazzi, i primi ad essere traditi proprio dalla patria in cui erano nati.

Lungi da me quindi non sentire questa ricorrenza ed il volerla abolire come esponenti in malafede della destra finiana e berlusconiana volevano fare immediatamente saliti al governo nel 1994.

Ma non mi si chieda per favore di festeggiare insieme a questa classe politica al potere, a chi (molti anche in buona fede) non sente una profonda distonia tra la lotta partigiana di allora (lotta di liberazione dal fascismo e dal nazismo imperante in buona parte d’Europa) ed una politica che ha svenduto i valori della nazione nati dalle ceneri di quella lotta.

Che ha fatto compromessi di potere proprio con coloro che volevano abolire il 25 aprile, quelli che davano ai vincitori e ai vinti lo stesso valore morale, alle morti di quegli anni la stessa importanza…

Una classe politica che ha rigettato le promesse di una campagna elettorale (quella per le politiche del 2013) abbracciando il nemico a parole di sempre (non sto a citare tutte le volte che la sinistra ha avuto la possibilità di distruggerlo politicamente) Silvio da Arcore, ma da sempre diversamente alleato nei fatti.

Che ha rieletto l’inciuciaro (misto di inciucista e puparo) di professione Napolitano (ricordiamolo, prima fascista in gioventù, poi comunista, poi vicino a Craxi e primo ad alzarsi dai banchi della minoranza nel 94 per stringere la mano al neo premier Berlusconi) per sancire le larghe intese, dopo aver rifiutato una possibile mano tesa da parte del M5S allineato sul nome del costituzionalista di sinistra Rodotà.

Un PD (insomma, di questo parlo, mi sembra evidente…partito di sinistra ormai per sola collocazione nell’emiciclo parlamentare) che in virtù di quell’abbraccio mortale già detto, per l’abolizione della rata dell’IMU promessa (con accordo di governo con FI peraltro già naufragato), ha dato vita ad un provvedimento vergognoso quale quello di Bankitalia. Con il regalo fatto alle banche della rivalutazione delle proprie quote all’interno della banca centrale nazionale. E che in occasione della protesta dei deputati del M5S, con un ostruzionismo parlamentare svolto regolarmente, ha accolto col Bella Ciao la vergognosa ed illegittima tagliola della Boldrini, che oggi dal palco di Marzabotto rivendicava quei valori della resistenza attaccando ancora Grillo ed il movimento, giudicando vergognoso il post su Primo Levi. Che io avrei evitato, sia chiaro, ma dove ho visto tutto tranne che antisemitismo e ridicolizzazione della Shoa.

E proseguo…un  PD che ci ha regalato gli ultimi due (anzi tre, pur non essendo Monti del partito) presidenti del consiglio non eletti, l’ultimo degno erede del padre Silvio, contapalle seriale ed elargitore di sogni a buon mercato. Che ha pensato bene, nonostante la condanna definitiva del Berlusca, di riesumarlo per discutere insieme a lui la legge elettorale, fatta ad hoc per sbarrare il passo al M5S, con un ballottaggio al secondo turno che però ora preoccupa un po’, visto che il M5S sembra aver superato nei sondaggi il centro destra. Strano che ora sia tutto in stand by, vero?

E dell’Europa che dire? Vogliamo festeggiare la liberazione dell’Italia dai nazi-fascisti con chi ci vuole sempre più assoggettare all’ Unione Europea ed ai trattati voluti dalla troika sotto la supervisione della Merkel? Vogliamo perdere una sovranità recuperata col sangue dai nostri antenati? Devo festeggiare con chi ha firmato orgoglioso in massa il pareggio di bilancio e il fiscal compact, su cui Bersani nei mesi precedenti al voto, stupito, giurava che mai si sarebbe votato un qualcosa che avrebbe negato il futuro alla nazione? Non ci credete? Eccovi serviti il video

Mi spiace, lo so che molti sono in piazza in buona fede… anche tanti miei conoscenti e politici locali…ma io credo che il mio modo per  ricordare quegli uomini, donne e i loro valori, oggi debba essere nel privato, lontano dalle celebrazioni ufficiali, in cui trovo molta ipocrisia.

Non me ne voglia nessuno, ma non sia mai che nel “Anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti” del grande Faber, si debba parlare anche di me