Tsipras

BREXIT E DEMOCRAZIA AD OROLOGERIA

LUISA: “Avevi avuto il giusto presentimento sul referendum inglese, hai visto?”
MARIO: “Sì, una volta tanto. Sulla Grecia avevo già visto la vittoria di Tsipras ed invece…”
LUISA: “In realtà aveva vinto, ma poi ha innestato incredibilmente la retomarcia”
MARIO: “In teoria potrebbero farlo anche gli inglesi, visto che il voto deve essere ratificato dal Parlamento, ma non credo lo faranno…sono inglesi, teste di minchia quanto vuoi, ma andranno fino in fondo. Se ne devono fare una ragione tutti coloro che stanno inveendo contro Cameron per aver indetto il referendum e contro il voto di pancia. Come se anche la pancia non avesse i suoi giusti reclami da fare e come se invece, per contro, non si dia la colpa alle istituzioni europee per tutte le inefficienze ed ingiustizie sociali che si sono create”
LUISA: “Ho sentito Monti parlare di eccesso di democrazia per aver indetto il referendum da parte di Cameron…lui che abusivamente ha fatto il presidente del Consiglio…che faccia di tolla…”
MARIO: “Certo…il problema però resta, perché pare che la Merkel non l’abbia mica capita la lezione…lunedì incontra a Berlino Hollande e Renzi. Ma perché non convoca tutti e ripeto tutti, Juncker e non a Berlino ma a Bruxelles??? Mi stupisce a dire il vero che ci sia anche Renzi nel trio…avranno bisogno di un cameriere a corte ;)”
LUISA: “Eppure credo che dovremmo ringraziare gli inglesi in Europa per il segnale che hanno voluto dare ai crucchi, anche se continueranno a non capire”
MARIO: “La dico grossa ma forse neppure troppo…meglio mettere tutto in discussione ora col referendum che con la forza domani. Siamo così sicuri che i tedeschi siano davvero cambiati dai tempi della seconda guerra mondiale? Io credo non molto”
LUISA: “Comunque é interessante, tornando a noi, questa storia della Democrazia ad orologeria. Se si vota in maniera che non ci piace é un voto da sottoculturati, da vecchi che negano il futuro ai giovani”
MARIO: “Il voto va sempre rispettato, inutile dirlo…ed ogni voto insegna qualcosa. Cosa avrei dovuto pensare quando ho visto l’esito delle europee? Vogliamo parlare della mancia elettorale degli 80 euro? Lì la gente non aveva votato di pancia? Vabbé dai, inutile continuare, mi faccio solo del nervoso”
LUISA: “Vai che ti viene tardi al lavoro”
MARIO: “Già…se fosse stato vero che con l’euro avremmo lavorato di meno e guadagnato di più come diceva Prodi io sarei già stato in pensione da tempo. Invece grazie alla Fornero l’Ansaldo lo dovrò vedere ancora per qualche anno. In compenso i nostri ragazzi non é che lavorano meno…non lavorano proprio…”

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TSIPRAS: UNA VITTORIA DI PIRRO

Pubblico quel che avevo scritto il 16 luglio, all’indomani dell’accettazione del piano della Troika da parte del Parlamento greco, in quello che verrà ricordato come il tradimento del referendum del 5 luglio, in cui la Grecia rifiutava le proposte europee. Avevo anche il titolo, L’INCREDIBILE RETROMARCIA DI TSIPRAS

“Onestà intellettuale mi impone di ritornare a parlare delle vicende greche e dell’apparentemente inspiegabile comportamento di Tsipras che avevo già dichiarato vincitore del braccio di ferro con la Troika dopo il referendum di domenica 5 luglio.

Sinceramente sono rimasto sconcertato dalla sua retromarcia e dall’accettazione di un piano europeo di salvataggio della Grecia con così tanta, apparente, arrendevolezza.

Vero che il piano presenta aiuti per più di 80 miliardi, ma la Grecia di fatto accetta che la Troika supervisioni nuovamente da vicino lo stato delle finanze greche passo per passo e soprattutto, oltre ad avere misure più restrittive sia in termini di risorse che di tempi di attuazione delle riforme, accetta altresì di impegnare in garanzia i propri beni pubblici in un fondo da 50 miliardi. In sostanza, se la Grecia non onorerà le proprie scadenze, verranno pignorati i suoi beni dai creditori.

La domanda quindi è: perché Tsipras ha accettato e non ha dato il via alla Grexit come ormai tutti si aspettavano?

E’ interessante leggere per bene l’intervista all’ex ministro Varoufakis, dimessosi dopo il referendum. Intanto si capisce che il vero motivo delle dimissioni (di Varoufakis) erano le diverse idee su come dovesse essere portato avanti il confronto con la Troika. Varoufakis avrebbe accettato la sfida dell’uscita dall’euro, Tsipras no. Fedele al programma (ed ho già spiegato quanto in realtà quel programma fosse ambiguo in materia), lui avrebbe negoziato ad oltranza. Varoufakis sostiene che il piano Grexit era stato studiato da lui e da altri suoi (pochi) collaboratori. Prevedeva tre misure: l’emissione di pagherò per saldare i fornitori, il taglio unilaterale del debito coi creditori e la presa del possesso della Banca Centrale togliendola dal controllo della BCE. Però, l’ex ministro delle finanze, sostiene di non aver potuto garantire a Tsipras la riuscita del piano. Cosa che probabilmente ha convinto Tsipras, strozzato dalla chiusura delle banche e dalla mancanza di liquidità, ad accettare qualsiasi condizione pur di far ripartire il sistema economico e finanziario della Grecia.

Non credo ci sia altro dietro alla resa di Tsipras. Penso sinceramente che ci sia stata moltissima inesperienza e troppa fiducia nel pensare che un referendum potesse ammorbidire i propri creditori. Come dice Varoufakis, la strada Grexit doveva essere presa prima in considerazione e preparata meglio. Non puoi presentarti solo con una minaccia (che resta tale finchè non la attui) e soprattutto quando si scopre che quella minaccia forse è proprio la soluzione che chi comanda in Europa si auspicherebbe! “

Questo quanto avevo scritto.

Perché non l’ho pubblicato?

Semplicemente perché mi sembrava ancora troppo inverosimile la situazione che si era creata, ma soprattutto perché una parte di stampa sosteneva di come la Legarde (presidente FMI) e Draghi (presidente BCE) sostenessero l’imprescindibilità del taglio del debito greco e quindi speravo che qualche colpo di scena fosse in qualche modo ancora possibile. Nulla di tutto questo si è ad oggi verificato e credo che quindi difficilmente possa ancora trovare spazio nell’immediato futuro.

Oggi poi, per chiudere il cerchio, Tsipras vince le nuove elezioni indette dopo le sue dimissioni, registrando però un risultato che a leggerlo bene sancisce una vittoria di Pirro. Solo il 55% degli elettori si è recato alle urne e Syriza ha ottenuto il 35% dei consensi. In sostanza solo 19 greci su 100 hanno rieletto Tsipras. Ma per far cosa, se non per legittimare la sua accettazione dell’accordo raggiunto, tradendo l’esito referendario, con la Troika???

Non ne siete convinti?

Vi mostro alcune immagini, ribadendo il mio dispiacere, che credo vi tolgano ogni dubbio

Borse UE Tsipras

Dijsselbloem

…Amen…

GREXIT O MENO, TSIPRAS HA GIA’ VINTO

Social network esplodono al NO greco

Tutto gira intorno ad una parola dal duplice significato: compromesso. La Grecia e la Troika possono raggiungerlo oppure tutto ormai potrebbe essere vano (compromesso, appunto…). E alla luce degli ultimi avvenimenti, la seconda ipotesi, con la conseguente uscita della Grecia dall’euro, è sempre più probabile. Ma comunque vada, io credo che che Tsipras abbia già vinto, pur non avendo vita facile sia restando nell’euro che uscendone… Vi spiego il perché della mia considerazione facendo un po’ di cronistoria della vicenda.

A gennaio si sono tenute le elezioni politiche in Grecia, Tsipras si presenta alla guida di Syriza con un programma alquanto ambiguo ma efficace. Vuole la fine dell’austeritá, una politica per una crescita economica che la Troika, coi suoi crediti nei confronti di Atene, rende impossibile. Ma Syriza e Tsipras VOGLIONO RESTARE NELL’EURO. Vorrebbero far cambiare politica alla Troika, ma solo un sognatore (cosa che Tsipras ha dimostrato di non essere ma di essere, invece, alquanto pragmatico) potrebbe crederlo. Ma il popolo sogna di natura e lo elegge “per acclamazione”. Se Tsipras avesse dichiarato di voler uscire dall’euro non avrebbe avuto questo successo. Vuoi perché gli avversari (che già per paura lo tacciavano di populismo) lo avrebbero screditato accomunandolo alla destra estrema di Alba Dorata, vuoi perché la paura la fa spesso da padrona e non ti aiuta se non ti prepari a dovere il terreno per dominarla ed incanalarla a tuo uso e consumo.

Una volta al governo, Tsipras sceglie come ministro dell’Economia, Yanis Varoufakis, economista docente universitario in terra d’America (Austin), deciso e sfrontato quanto basta per essere tacciato di buffonaggine e dilettantismo dai funzionari e ministri della Troika, che di fatto non lo ritengono gradito nei vertici che li vedono contrapposti.

La situazione si trascina per diversi mesi, tra scene di ordinaria drammaticità per il popolo e per le finanze greche, strozzate dai debiti contratti dai governi precedenti. Il clou arriva però a giugno, allorché la Grecia deve onorare un debito di 1,6 miliardi al Fmi, cosa che viene ritenuta impossibile da Tsipras e Varoufakis, stante le difficoltà economiche ateniesi. Ma la Troika ha pronto l’ennesimo piano di salvataggio, fatto di ulteriori lacrime e sangue (riforme), con nuovi “aiuti” buoni solo a strozzare ancor di più l’economia greca, solo per riuscire ad incassare i crediti, conditi da interessi a doppia cifra.

Qua Tsipras sembra cadere e per la prima volta, dubito della sua strategia. Non accetta il piano della Troika, ma fa una controproposta più morbida (trovate tutto in Grexit, il countdown sta scadendo) ma non di molto, tanto che in Grecia si stavano affilando già i coltelli tra le fila di Syriza stessa. Ma avviene quel che non ti aspetti (e che invece Tsipras sapeva o immaginava?): la Troika non accetta, vuole schiacciare del tutto la testa ai greci. E qua Tsipras tira fuori il colpo di genio del referendum…da svolgersi entro due settimane, senza dare troppo spazio e tempo alla propaganda europeista del SI’ all’accettazione delle condizioni della Troika.

Propaganda che comunque si muove, aiutandosi con la sospensione della liquidità di emergenza alle banche greche della BCE. E qua la paura di cui parlavo prima avrebbe potuto fare la differenza, ma l’ha fatta all’opposto. Sentite ad esempio cosa diceva Varoufakis: “Quello che stanno facendo con la Grecia ha un nome: terrorismo. […] Perché ci hanno costretto a chiudere le banche? Per instillare la paura nella gente. E quando si tratta di diffondere il terrore, questo fenomeno si chiama terrorismo. Ma confido che la paura non vinca”. Insomma, risvegliando l’orgoglio greco il NO ha ottenuto il 61%!!! Risultato schiacciante…

Adesso è la Troika ad invocare Tsipras, a cercare una controproposta ed un accordo. E qua altro colpo di genio del duo Tsipras-Varoufakis. Quest’ultimo, l’indomani della vittoria si dimette per non mettere in difficoltà Tsipras nei negoziati.

Ieri Tsipras si è recato a Strasburgo. Tra applausi e fischi ha dichiarato che gli aiuti finora sono serviti alle banche e non al popolo (qualcuno ha ancora dei dubbi???) ma che farà una controproposta promettendo la riforma delle baby pensioni e la rimodulazione dell’iva, ma ponendo come condizione sine qua non,la ricontrattazione del debito.

Sapete cosa succederà? Saranno proposte molto blande (perché dovrebbe peggiorare quelle rifiutate, alla luce della vittoria referendaria???). Se la Troika accetterà, Tsipras avrà vinto mantenendo anche fede a quel programma elettorale tanto ambiguo. Se invece rifiuterà, tanto peggio per l’UE. Tsipras potrà puntare ancor di più il dito e dire di essere stato sbattuto fuori a forza dall’euro e la Troika dovrà spiegare agli altri Stati che l’indissolubilità dell’euro non era un dogma come si voleva far credere.

Non vi ho detto una cosa molto importante…

In questi mesi, Tsipras ha dialogato spesso con Cina e soprattutto Russia, facendo preoccupare non poco Obama che ha fatto pressioni sulla Troika per la ricontrattazione del debito. Ed ieri a Strasburgo Tsipras ha parlato apertamente di questioni geopolitiche facendo ventilare l’idea che si potrebbero aprire le porte del Mediterraneo a forze che non siano della NATO…

Insomma…

Un piccolo stato guidato da un uomo con un coraggio da leone (per qualcuno persino sconsiderato, cosa che non mi trova d’accordo), che sta tenendo in scacco mezzo mondo. Avesse perso il referendum avrebbe terminato la propria carriera politica facendo sprofondare il suo popolo negli abissi. Oggi invece, comunque vadano le cose, lui ha già vinto!!!

P.S. La vittoria potrebbe risultare con uno scotto enorme da pagare, nel caso in cui le istituzioni europee decidano per il muro contro muro totale senza “aiutare” la Grecia nella fase post euro (nel caso si arrivi a questo). Ciò non significa che la storia tributerà comunque a Tsipras i meriti dovuti

GREXIT, IL COUNTDOWN STA SCADENDO

E così alla fine la rottura tra Tsipras e la Troika si é avverata, nonostante gli spiragli aperti la settimana scorsa facessero pensare ad un accordo ormai imminente. E la cosa incredibile é che un accordo quale quello prospettato, avrebbe rappresentato sicuramente una sconfitta per Tsipras e per il suo popolo, tanto é vero che ad Atene la minoranza interna di Syriza stava già affilando le lame…
Ed invece succede ciò che non ti aspetti, che a far cadere l’accordo sia la Troika (ora Brussels Group…la sostanza non cambia), che non si accontenta di vincere, ma vorrebbe stravincere, imponendo ulteriori sacrifici alla Grecia.

Va ricordato che Tsipras aveva già previsto nella sua proposta una riforma (seppur più morbida di quanto richiesto dalla Troika) delle pensioni, aumenti dell’Iva tranne che per le isole più povere, tagli alla difesa per 200 milioni (a fronte dei 400 richiesti dai creditori), tasse sui beni di lusso e tassa suppletiva del 12% sulle imprese con più di 500.000 € di fatturato, proposta quest’ultima addirittura bocciata dai creditori.
Tutte misure volte a raggiungere l’obiettivo non trascurabile dell’avanzo primario dell’1% che se nn raggiunto avrebbe fatto scattare clausole di salvaguardia con ulteriori tagli alla spesa. Ecco perché Tsipras sembrava aver già perso, tradendo un programma elettorale che diceva in sostanza “Stop all’austerity! Programma che, detto francamente, cozzava non poco col fermo proposito di non abbandonare l’area Euro, a meno di non voler credere all’idea di una Troika che si sarebbe ammorbidita.

Ecco quindi che il referendum indetto da Tsipras stupisce non tanto per l’aspetto di grande democrazia che rappresenta, bensì per il fatto che ammettendo a priori (in campagna elettorale) l’impossibilità di restare nell’euro, tale referendum sarebbe stato totalmente superfluo. Ma forse in fase elettorale faceva ancora paura pensare ad una tale ipotesi e Syriza non avrebbe raggiunto il risultato eccezionale che le permette di governare. Solo così mi posso spiegare le contraddizioni del programma di Tsipras.

Va comunque aggiunto che se Grexit deve essere (per me é solo questione di tempo e neppure molto), meglio che avvenga non per una Grecia sorda ai richiami dell’Eurogruppo e che decide a priori ed unilateralmente di defilarsi, bensì per l’intransigenza dei creditori, ormai più che conclamata.
Basti pensare che non é stata concessa un’ulteriore proroga di 15 giorni a Tsipras per poter svolgere senza problemi (si fa per dire…) il referendum. Referendum che appare oggi, alla luce di questo niet, dall’esito ancor più scontato.

Sarebbe cambiato poco del resto…basti pensare alle prossime scadenze della Grecia, oltre al miliardo e 600 milioni del 30 giugno:
– 13.07 450 milioni da rimborsare al FMI
– 20.07 3,5 miliardi da rimborsare alla BCE
– 01.08 200 milioni da rimborsare al FMI
– 20.08 3,2 miliardi da rimborsare alla BCE
9 miliardi circa…come vedete, il countdown era partito da tempo…

Chiudo con una semplice considerazione…

Forse era destino che partisse  dalla Grecia, culla della civiltà europea e della democrazia, la disgregazione di questa UE, non tenuta insieme dai propositi di fratellanza tra i popoli celebrati dall’Inno alla gioia (leggetevi il mio Inno alla gioia…ma quale gioia?), bensì solo da cinici trattati economici e finanziari.
Speriamo che questo segnale di democrazia che ci arriva dalla Grecia ci faccia capire che la conquista del passaggio dallo stato di sudditi a quello di cittadini non debba mai più essere rimessa in discussione da nessuno!!!