SI SCRIVE MATTARELLA, SI LEGGE ANGELA MERKEL

Quel che è successo oggi, non so se sia una delle pagine istituzionalmente più conflittuali che si siano mai verificate nella storia della Repubblica, ma sicuramente, se non lo è, ci si avvicina. Dopo numerosi tentativi di formare un governo e molti tentennamenti da parte delle varie forze politiche, finalmente, con tutti i dubbi del caso sulla fattibilità del programma di governo, si era arrivati ad un accordo tra Lega e M5S che aveva addirittura dato un nome al futuro capo del governo, tal Giuseppe Conte, avvocato civilista ed ordinario di diritto privato pugliese. Lo scoglio più grande pareva essere superato, salvo arenarsi nei giorni successivi su Paolo Savona, già ministro dell’industria con Ciampi e ora in odore di ministero all’economia. Ci si è arenati perché pare fosse nome non gradito a Mattarella per le sue posizioni euroscettiche. Francamente credevo più ad una resistenza di facciata del Presidente della Repubblica per schiacciare l’occhio ai partner europei e al mondo della finanza dopo giornate di altalena dello spread BTP-Bund tedeschi. Conte e Savona avevano persino ricevuto la benedizione della CEI (e noi italiani sappiamo bene quanto conti avere il Vaticano dalla propria parte, in politica). Ma in maniera a mio parere incomprensibile, il niet di Mattarella è stato irremovibile. Questa è la storia della crisi istituzionale di oggi.

Ora invece provo a dire cosa ne penso di quanto successo e a fare previsioni sul futuro

Diciamo che Mattarella si è spinto al di là delle prerogative del proprio compito per cui va ricordato l’art. 92 della Costituzione (Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei Ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei Ministri. Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i Ministri). E quello che ha dichiarato in conferenza stampa aggrava ancor più il gesto. Ha detto chiaro e tondo di aver chiuso un occhio sulla scelta di Conte essendo questi un non eletto in Parlamento. E già ci viene da chiederci se i vari Ciampi, Monti e anche lo stesso Renzi lo fossero. E poi ha detto esplicitamente di non poter accettare un euroscettico come Savona. Ora…se la volontà uscita dalle urne ha premiato i partiti anti estabilishment ed euroscettici (in questo, il M5S a corrente alternata), in virtù di cosa Mattarella dovrebbe negare la volontà popolare? Sembra il bimbo che si porta via il pallone se la partita prende una brutta piega. Non a caso M5S e Fratelli d’Italia (la Lega ancora non si sa ma probabile che segua Di Maio e Meloni) annunciano la richiesta di accusa di impeachment per Mattarella. Mattarella che per domani annuncia Cottarelli al Quirinale per affidargli molto probabilmente un mandato esplorativo per la guida di un governo tecnico. Peccato che si trascuri un piccolo particolare…chi dovrebbe dare la fiducia a questo governo tecnico se non il Parlamento? E come si pensa di comporre una maggioranza di governo che possa fare a meno di Lega e M5S? Qualcuno penserà mica che questi due partiti accettino, dopo quanto successo e direi subìto, un governo di questo genere? Qualcuno penserà mica che la Meloni si metta con Grasso e col PD e viceversa? Insomma…Cottarelli, dopo essere stato usato come foglia di fico sulla spending review, si vorrà anche usarlo per mettere la ciliegina sulla torta a questa sceneggiata.

Mattarella è riuscito a farmi ricredere, pensando di lui che fosse meglio di Napolitano. Senza voler mancare di rispetto al ruolo che presiede, oggi ha dato prova di una protervia e di una stoltezza disarmanti. Protervia per quanto detto e stoltezza perché cosi facendo, non si potrà andare che a nuove elezioni, dove presumibilmente Salvini (in primis) e Di Maio saliranno ancora. Avesse lasciato agire il governo, avrebbe avuto la possibilità di mettere in luce le difficoltà ad attuare un programma tanto articolato ed ambizioso quanto privo di coperture e di difficile realizzazione. È da diversi anni che penso che solo i democristiani, con tutti i loro difetti, fossero capaci di governare l’Italia e tutto sommato ho visto di buon occhio l’elezione al Colle di Mattarella. Oggi si è però capito il perché Mattarella fosse una seconda linea della DC, sempre nell’ombra. Senza infamia e senza lode. Fanfani e c., politicamente, non avrebbero mai commesso errori del genere.

Salvin oggi ha detto che “Abbiamo rinunciato alla presidenza della Camera, a quella del Senato e a quella del governo. Ma non rinunceremo alla libertá e non diventeremo schiavi di Bruxelles e di Berlino. Io non mi permetto di mettere veti su un ministro della Merkel, invece abbiamo avuto telefonate di consigli e di minacce (per non mettere Savona).”

Chi può dargli torto? Se questo sia stato l’ultimo sussulto degli europeisti non lo so, ma di certo domani l’Italia si sveglierà più euroscettica ed antieuropeista di quanto non sia stata fino ad oggi. La Merkel ringrazi Mattarella, il suo alleato italiano

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MARIO E LUISA ED IL GOVERNO CHE (FORSE) VERRÁ

Mentana in tv sta parlando dei possibili accordi di governo

L – Sicché si fará questo governo?

M – Chi lo può mai sapere…certo che se ci fosse stata qualche speranza di un governo M5S PD, pare che Renzi l’abbia fatta crollare

L – Ma a che titolo è andato da Fazio a dire che non faranno accordi di governo col M5S? Non è più segretario, non è il Presidente del Consiglio uscente…è solo un semplice senatore…

M – Più o meno dai…le sue truppe sono sempre ben piazzate in direzione Pd ed il suo messaggio era quello di serrare le fila e mettere in minoranza chi come Martina, Emiliano e Franceschini pensava già di discutere col M5S di governo

L – Resto dell’idea che Renzi di politica abbia ancora tutto da imparare…

M –  Perchè? Cosa avresti fatto al suo posto?

L – Ma scherzi??? Dai l’appoggio esterno ad un governo di minoranza M5S ma chiedendo Fico come Presidente del Consiglio. Del resto il mandato esplorativo era stato dato a Fico e non a Di Maio. Capisci cosa voglio dire?

M – Ho capito…così facendo tu ai 5 stelle dici: “Mi avete insultato fino alle elezioni ed il governo insieme a voi non lo faccio. Però se governa Fico che ha avuto il mandato, dò l’appoggio esterno, valutando di volta in volta i fatti. Così dovrete dimostrare a tutti cosa intendete proporre per l’Italia”

L – Esattamente. Così facendo metti i 5 stelle di fronte alle loro responsabilità, li spacchi internamente mettendo all’angolo Di Maio e nello stesso tempo riporti al Pd l’elettorato che lo aveva lasciato per andare con il M5S. Sempre avendo il coltello dalla parte del manico!

M – Già, ma figurati se col suo ego, Renzi potrebbe capire questa mossa…

L – Infatti…ma ora secondo te che alternative ci sono?

M – O la Lega molla Berlusconj e si allea col M5S o farà un governo il centro destra col Pd che darà l’appoggio esterno. Improbabile che il PD entri direttamente al governo con la Lega

L – Ma figurati se Salvini molla Berlusconi. Intanto vorrei capire con tutti i problemi finanziari della Lega, come abbia fatto Salvini a fare la campagna elettorale (e chi vuole intendere, intenda…) eppoi con tutte le regioni del nord dove il centro destra e la Lega governano insieme, sa che casino che scoppierebbe?

M – Vero. Se così fosse, comunque, per il M5S andrebbe male ma non malissimo…

L – Spiegati…

M – Male perchè non riuscirebbe a governare e dimostrerebbe di non essere riuscito a far valere quel 32% di voti, ma non malissimo perchè mettendosi insieme centro destra e Pd (anche se con l’appoggio esterno), se si dovesse tornare al voto, molto probabilmente, quel 32% salirebbe ancora. Dovrebbero solo sperare, le forze al governo, di terminare i 5 anni di legislatura, magari dando segnali forti come l’abolizione della Fornero. Altrimenti per loro sarebbero dolori

Le maratone di Mentana potrebbero non essere ancora finite…di certo per ora continuano quelle di Mattarella

 

Le fauci del Caimano

Berlusconi con la sua dichiarazione odierna sul M5S e sui suoi rappresentanti in Parlamento, l’ha (di nuovo) fatta fuori dal vaso. L’esternazione di oggi fa il paio con il suo show post conferenza col “leader” Salvini e con la Meloni. Anzi…a chi pensava che il Berlusca avesse dato il meglio di sé, Silvio ha dimostrato di avere ancora la possibilitá di stupire gli italiani. Ora…quella di oggi (“Quelli del M5S li manderei a pulire i cessi”) sembrerebbe l’uscita di un malato di testa, ma forse la chiave di lettura é un’ altra. Provo a dire la mia versione…

Berlusconi fa e dice quel che vediamo e sentiamo perché sa che Salvini NON LO PUO’ mollare per strada. Tutti credo che si stiano chiedendo cosa aspetti Salvini a rompere l’alleanza per fare il governo con il M5S. Ma evidentemente Berlusconi ha fatto qualcosa per Salvini, tale da potergli presentare il conto e poterlo delegittimare in qualsiasi momento. Cosa sia questo qualcosa lo saprá forse solo Salvini. Che possa essere un aiuto economico per i noti problemi pre-elettorali o meno dalla Lega é solo un’ipotesi, anche se a me potrebbe sembrare più che verosimile.

Berlusconi forza la mano perché sa quindi di poterlo fare, di avere il coltello dalla parte del manico. Ed il suo scopo quale sarebbe, quindi? Quello di tenere il M5S fuori dai giochi e poter un domani veder nascere un governo tecnico, a maggioranza centro destra e Pd. Sarà un caso che Renzi rimanga in silenzio? Che faccia fingere, lui tanto logorroico e presenzialista, di non esistere?

Questa é a mio giudizio la tattica del caimano, questo il perché del mostrare a tutti le sue fauci.

L’unica alternativa sembra essere a questo punto che il M5S inizi a far legna per l’altro forno, quello che lo vedrebbe impegnarsi per il governo col PD. Ma si sa che a Renzi questa strada non garbi e pare che il PD non riesca ancora a liberarsi del bullo di Rignano. Se non l’ha fatto pienamente ad oggi, dopo le ultime batoste (referendum costituzionale/elezioni politiche) non si capisce come potrebbe farlo cammin facendo.

Certo é che se si arrivasse al governo centro destra+Pd, per loro, Silvio (ma anche con ripercussioni per Slavini e Meloni) e PD potrebbe essere solo un De Profundis posticipato. Una soluzione nella quale il M5S avrebbe la possibilitá di aumentare il proprio consenso alla prossima tornata elettorale. Presto o tardi che sia, il quadro che potrebbe delinearsi, sarebbe proprio questo

Che ad Arcore e al Nazareno siano davvero tanto stolti?

MARIO E LUISA SU RENZI E DINTORNI

Con la compagnia di Mentana in tv, Mario e Luisa discorrevano sempre volentieri di politica…

L. – Sicchè Renzi sta già facendo campagna elettorale…

M. – E beh…si annoierà a fare solo il segretario del Pd al Nazareno

L. – Già…si è messo a girare l’Italia in treno. Alle scorse elezioni aveva preso il pullman, chissà come mai avrà cambiato mezzo. Dici che il carrozzone al seguito sia cresciuto di numero?

M. – Mah…non saprei. Mi auguro solo che stavolta capisca qualcosa di più dell’Italia di quanto non avesse fatto la volta scorsa…

L. – Intanto si sta vantando del fatto che è stato il Pd a trainare l’Italia fuori dalla crisi…

M. – Sì ma qualcuno che gli abbia chiesto conto di chi ce l’abbia fatta precipitare (nella crisi) mani e piedi non c’è? Chi ha votato per il fiscal compact? Chi la legge Fornero? Chi ha appoggiato le politiche di Monti che hanno massacrato il ceto medio? Ma c’è o ci fa? Porco giuda che faccia di tolla…

L. – Intanto però non so se hai notato Gentiloni…

M. – Cioè? Il fatto che abbia un buon seguito tra gli italiani?

L. – Sì, i sondaggi dicono questo. Del resto forse gli italiani proprio questo volevano…un politico “normale”, anche anonimo. Stufi delle urla di Grillo e Salvini, dell’arroganza e della presunzione di Berlusconi e di Renzi. Insomma…un democristiano moderato e che parli poco. Il binomio Gentiloni-Mattarella mi ricorda proprio i vecchi tempi della DC. Del resto Gentiloni era uno dei delfini di Forlani e Mattarella è stato nella DC una vita, senza infamia e senza lode. Sono convinto che sia proprio stato Mattarella a suggerire al Pd la successione di Renzi con Gentiloni dopo il referendum costituzionale perso

L. – Vuoi dire che dopo 25 anni ci volesse proprio un democristiano per rimettere in carreggiata l’Italia?

M. – Che si sia rimessa la nazione in carreggiata non so, anche se i dati fanno ben sperare, ma è certo che, volenti o nolenti, i democristiani siano gli unici ad aver saputo governare l’Italia e a portarla fra le grandi nazioni del mondo. Mi spiace doverlo ammettere, ma la storia parla chiaro…

L. – Comunque ora vorrei capire cosa possa succedere nel Pd…

M. – Perchè?

L. – E beh…Gentiloni ora pare rendersi conto di aver preso forza. Del resto guarda la storia di Visco e capisci che le cose per Renzi non siano più le stesse di pochi mesi fa quando ha rivinto le elezioni interne al Pd. Renzi voleva silurare Visco addossandogli le colpe delle crisi bancarie e dei vari crac tra cui quello di Banca Etruria. Gentiloni ha tenuto duro, senza clamori, ma ha vinto con la riconferma da parte di Visco. Non a caso la Boschi si è data malata il giorno della fiducia a Visco in Consiglio dei Ministri, salvo essere il giorno dopo sul treno di Renzi a Napoli…

M. – Tanto possono fare quel che vogliono, vincerà la destra o Grillo.

L. – Sulla destra potrei pensarlo anche io, anche se credo che l’eventuale candidatura di Berlusconi non funzioni più e sarebbe bene che Toti e c. se ne rendessero conto e trovassero subito un sostituto. Ma non Salvini eh!!! Quello i voti dei moderati li fa perdere…

M. – E Grillo?

L. – Ho dei dubbi…nelle città dove sta governando ha non pochi problemi e sta anche dando prova non solo di problemi ad amministrare ma anche di predicare bene e razzolare male sotto aspetti, diciamo così, di comportamento. La Sicilia domenica sarà il vero banco di prova per il M5S e non credo che se la passerà bene Cancelleri…

M. – Vero…non hanno ancora beccato nessuno con le mani nel sacco, questo gli va dato atto. Ma di certo indagati ce ne sono e mica si dimettono come hanno sempre chiesto agli uomini dei partiti. La gente non è mica stupida…queste cose le nota…

L. – Certo che con la nuova legge elettorale, non si risolverà proprio nulla. Fa veramente pena…

M. – Già…sembra fatta apposta per le grandi alleanze…Pd e centro destra…

L. – E poi il modo…tanto di cappello a Grasso che si è dimesso dal Pd alla vigilia delle elezioni. Vero che motivi per farlo già prima ce n’erano stati parecchi ma dimettersi oggi forse gli fa più onore, anche se di certo avrà un posto al sole tra le file di Bersani e c.

M. – Pensa un pò…si dimette Grasso dal Pd ed allo stesso tempo, Verdini rivendica di stare stabilmente nelle maggioranza di governo…

L. – Ognuno ha gli amici che si merita. Questo la dice lunga su Renzi, se ancora non avessi capito di che figura rappresenti…

MARIO E LUISA SULLA CATALOGNA

Le immagini in tv non lasciano dubbi. La polizia spagnola ha usato la forza per provare a fermare i cittadini catalani che volevano recarsi alle urne. Mario e Luisa sono davanti al tg con lo sguardo stupito ed arrabbiato per quelle violenze e per tanta idiozia da parte di Rajoy…

M. – Ma si può arrivare a questi punti?

L. – Ti riferisci solo al governo spagnolo o anche agli indipendentisti?

M. – Ovviamente al governo. Gli indipendentisti avevano preannunciato questo referendum da tempo e il governo avrebbe avuto tutti i mezzi possibili per delegittimarlo, lasciando i cittadini liberi di andare al voto

L. – E come avrebbe potuto farlo ad esempio, visto che non ho seguito la vicenda?

M. – Beh…intanto si trattava di un referendum senza nessun valore legale perché non previsto dalla Costituzione, secondariamente secondo te i servizi spagnoli non avrebbero potuto infiltrare votanti che non c’entravano nulla, puntare sulle schede che ognuno poteva portare da casa propria per il voto? Dai…il referendum era tanto male organizzato che un governo serio con mezzi più o meno corretti avrebbe potuto mostrare al mondo la farsa di quel che stava avvenendo

L. – Già…invece così la Catalogna indipendentista ha già vinto o comunque ottenuto più di quel che mai avrebbe potuto immaginare

M. – L’Europa aveva già conosciuto un leader europeo inetto, Renzi. Ma Rajoy gli ha fregato la palma del più scemo. Mi stupisce anche il silenzio della monarchia spagnola. Tu, re, lasci che la polizia meni i tuoi sudditi che non fanno altro che voler esprimere il proprio parere in maniera democratica? Ripeto…il referendum non aveva nessun valore legale, ma almeno rispetta i tuoi cittadini. E’ pazzesco tutto questo…

L. – Oltretutto la polizia catalana, i Mossos d’Esquadra, avevano rifiutato di usare violenza nei confronti dei loro concittadini. E’ dovuta intervenire la polizia di Madrid per fare il lavoro sporco

M. – Vero…ora pare ci siano anche gli estremi di insubordinazione per la polizia catalana.

L. – Rajoy deve almeno sperare che tra gli 800 feriti non ci scappi il morto, sennò per lui sarebbe la fine politica. Del resto, dovrebbe già dimettersi per quel che ha combinato…

M. – Comunque a parte Rajoy, che non ci sia qualcuno nel suo governo a dirgli “Ma che cosa stai combinando?” evitandogli queste figure barbine mi sembra davvero il colmo.

L. – E l’Europa cosa fa? Sta a guardare…

M. – Sì, come sempre…del resto la Catalogna produce il 20% del pil nazionale. Secondo te da Bruxelles non valutano questo aspetto, così attenti alla finanza come sono da quelle parti?

L. – Già…ed ora cosa succederà?

M. – E chi può saperlo? La Catalogna pare abbia avviato le procedure per la dichiarazione unilaterale di indipendenza che Madrid ovviamente non accetterà. L’UE farà la stessa cosa, ma non vorrà comunque rovinarsi i rapporti con la Catalogna. C’era tutto il tempo per mettere in piedi un dialogo diplomatico tra Bruxelles, Madrid e Barcellona. Ora si rischia una guerra civile, perché mi pare che nessuno receda dalle proprie posizioni. La Spagna e l’UE sono riusciti a farsi mettere i piedi in testa da degli Zaia qualsiasi. Ed intanto pure i paesi baschi si sono rifatti sentire…

L. – Sì, mi pare che il loro leader, Urkullu, abbia rilasciato dichiarazioni molto prudenti, tempestive ed intelligenti. Ha appoggiato le idee catalane, ma parlando di mancanza di dialogo tra le parti e chiedendo oggi un referendum concordato con Madrid. Chiamalo scemo questo Urkullu…

M. – Un gigante in mezzo ai nani direi…

IL RITORNO DI MARIO E LUISA (ALLE PRESE CON DI MAIO)

Mario è seduto a tavola, la tv col telegiornale acceso parla di Di Maio a Cernobbio e Mario quasi sputa la minestra che gli ha preparato Luisa…

L. – Ma che fai? É troppo calda?

M. – No, ho appena visto Di Maio a Cernobbio…o meglio ho sentito quel che ha detto in mezzo agli industriali e agli economisti…gente che fino a due anni fa il M5S vedeva come il diavolo…

L. – Beh…allora Di Maio a quella gente non le avrà mica mandate a dire? Chissà che lavata di capo!

M. – Sì, come no…una leccata alle terga che neppure Fede ai tempi d’oro di Silvio. Non si possono sentire certe cose…

L. – Cosa ha detto in sostanza?

M. – Ok, tieniti alla sedia. Il M5S vuole un’Italia europeista e non populista o estremista. Vuole che l’Italia sia una Smart Nation

L. – E cosa vuol dire Smart Nation? Sei sicuro che fosse Di Maio e non Renzi quello che parlava?

M. – No no, era Giggino…comunque significa una nazione tecnologicamente avanzata dove si possa aprire velocemente una partita iva e fare impresa

L. – E fin lì, a parte i termini usati nulla da dire. Ma il resto non posso pensare che sia il futuro candidato al governo del M5S  ad averlo detto!

M. – Invece è proprio così. Penso a quando Beppe ha mandato per tutta Italia gli attivisti del Movimento a raccogliere le firme per il referendum sulla permanenza o meno dell’Italia nell’euro. Doveva decidere il popolo, visto che Beppe diceva che il M5S era fieramente populista. Ora quelli del M5S, populisti non lo sono più e decidono in tre o quattro per tutti. Nei partiti c’è più democrazia, inutile girarci intorno. Qua ci si deve fidare dei capi bastone e stop. Guarda Genova…

L. – Che tristezza…ci hanno messo meno di 4 anni a diventare “casta” anche loro. Hanno proprio imparato bene dai partiti che hanno sempre disprezzato e criticato

M. – Ci mancano solo quelli presi con le mani nella marmellata e poi il cerchio è completato. Adesso Di Battista mette anche in discussione la fine dell’attività politica da eletto dopo il doppio mandato…pensa te a che punti…

L. – Sì. E con l’aggravante che non si stanno dimostrando neppure bravi a governare. Perché se l’esempio è Roma, c’è poco da stare allegri

M. – A proposito, è sempre al suo posto l’ultimo assessore al bilancio? Ma ti rendi conto…lo hanno fatto dimettere da Livorno per andare a Roma. Hanno capito che devono tenere in vita la Raggi almeno fino alle politiche sennò crolla tutto prima. Ma sarà solo questione di tempo

L. – La metamorfosi ormai è quasi terminata, da rivoluzionari a stampella del sistema. E se non fosse stata tutta una presa in giro quella del M5S per catalizzare e incanalare pacificamente l’incazzatura degli italiani? Io a questo punto non so più cosa pensare

M. – L’ho pensato e ne sono sempre più convinto anche io. Guarda Luisa…ti ricordi dopo la rielezione di Napolitano, quando Grillo è partito per piazza Montecitorio dove tutta la gente era incazzata per quel che era successo? Tutti aspettavano Beppe, ma Beppe in piazza non è mai arrivato. Cos’è successo? Chi lo ha fermato? Lì in piazza era l’occasione giusta per far pressione per nuove elezioni dove il M5S avrebbe sbaragliato. Solo ora il M5S si muove per governare, paraculeggiando a destra e a manca e dopo essersi omologato ai partiti?

L. – Beh…di certo il mio voto non lo vedranno più

M. – Neppure il mio. Io non andrò proprio a votare. E che non mi si venga a menarla col fatto che i nostri nonni hanno lottato per il voto e che è un dovere recarsi alle urne. I nostri nonni dobbiamo ringraziarli per averci dato il diritto di voto, non per averci imposto il dovere!

L. – Poveri nonni…se potessero tornare indietro credo che prima prenderebbero a sberle noi e poi a seguire quelli che abbiamo votato in questi anni…

A Mario nel frattempo era scappata anche la voglia di mangiare…

 

RIFUGIATI E DISOCCUPATI: PEDINE E VITTIME DEL SISTEMA

“Ma perché non celebrano la giornata mondiale del disoccupato?” Questa domanda di un amico senza lavoro, polemico nei confronti delle celebrazioni per la giornata mondiale del rifugiato, mi ha portato a dar luce a ragionamenti che già si facevano strada nella mia testa. Di fronte al tentativo da parte delle autorità di favorire un’integrazione dei profughi ormai presenti in quasi tutti i comuni italiani, una parte dei nostri concittadini, ai margini della società come si trova chi é senza un lavoro, si sente discriminato. Il sentirsi abbandonato dalla società (anche se magari gli ammortizzatori sociali compensano in parte i problemi economici di queste persone) é un sentimento che non si può e non si deve ignorare. A scanso di equivoci capisco il tentativo di quegli amministratori locali o del personale delle istituzioni che appoggiano certe manifestazioni in favore dell’integrazione sociale dei profughi. É giusto educare i nostri figli al rispetto per persone diverse da noi per razza, per cultura ed all’accoglienza per il bisognoso. Ma quei genitori in difficoltà per la mancanza di un lavoro, non devono per forza digerire tutto, sopendo quel senso di ingiustizia che sentono forte sulla propria pelle. Il pensare prima agli italiani non deve per forza venir visto come un concetto razzista ma come la legittima richiesta di chi ha sempre pagato le tasse ad uno stato che invece da l’impressione di aiutare, di impiegare più risorse per chi arriva da fuori che per il suo cittadino e contribuente in difficoltà. Venendo comunque al nocciolo della questione, é però a mio giudizio evidente di quanto i profughi e i disoccupati siano vittime e pedine di un una guerra tra poveri, voluta dal mondo della finanza e della grande industria e quindi dal potere politico che da quelle trae la propria legittimità e forza. Perché dico questo? Perché i profughi diventano un serbatoio di manodopera a basso prezzo in Europa abbassando anche le legittime pretese dei nostri lavoratori, andando verso una schiavitù del lavoro funzionale a quella concorrenza che le nostre imprese non riescono più a reggere nei confronti dei prodotti cinesi, indiani ecc…La globalizzazione non ha tanto arricchito i paesi del terzo mondo, quanto impoverito le masse che nel mondo occidentale erano riuscite ad alzare il proprio tenore di vita. Si impoveriscono i lavoratori, si impoveriscono le famiglie, sacrificati nel nome del mercato libero e della finanza. Volete esempi concreti di quel che dico? Ci sono grandi aziende italiane che per contenere i costi e quindi poter acquisire lavori in appalto (anche nel pubblico) a prezzi contenuti, affidano i lavori in subappalto ad aziende italiane che assumono stranieri. Ma a che condizioni? É capitato di toccare con mano di un’azienda che aveva assunto rumeni con contratti basati sulla legislazione rumena. Bassi prezzi, molte ore di lavoro e praticamente assenti gli ammortizzatori sociali. Immaginate cosa vorrà dire avere nei prossimi anni la manodopera disponibile di chi sta arrivando dall’Africa e dall’Asia sui barconi? Immaginate quali condizioni saranno costretti ad accettare i disoccupati italiani che hanno bisogno di rientrare nel mondo del lavoro? Sono convinto che si tratti di un piano preordinato sovranazionale che parta da lontano. Mi ritornano in mente le parole di Padoa Schioppa del 2003 che sosteneva che vanno attenuate le protezioni sociali per far tornare l’individuo a contatto con la durezza del vivere. Parole che nel 2003 sembravano esagerate e che oggi sappiamo quanta strada si siano fatta nello sviluppo della nostra società. Soluzioni? Non ne ho io e non ne vedo all’orizzonte. Certo che senza l’euro a mio giudizio le cose sarebbero più semplici, perché é evidente che come ha detto qualche illuminato economista, se vuoi fare concorrenza alla Cina e non puoi svalutare la moneta devi per forza svalutare i salari. Ed é quello che per l’appunto si sta facendo e che non porterà a nulla di buono per il nostro futuro